Ieri oggi domani (è un altro giorno

Ieri

Parco delle valli albero spoglio

Desiderio delle tue mani chiare
Nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.
(Salvatore Quasimodo)

Oggi

C’è un albero dentro di me
Trapiantato dal sole
Le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
Le sue foglie cantano come usignoli.
(Nazim Hiknet)

L’inizio di domani

In me il tempo rimane
Come una rossa rosa odorosa
Che oggi sia venerdì domani sabato
Che il più di me sia passato che resti il meno
Non importa
(Nazim Hikmet)

Un’estate fa   (già domani 

Notti selvagge – notti selvagge! Fossi io con te
notti selvagge sarebbero
la nostra estasi.
Futili – i venti –
per un cuore in porto –
non serve la bussola
non serve la mappa.
Remare nell’Eden –
il mare!
Potessi ancorare – questa notte –
in te!
(Emily Dickinson

Ultimi colpi di coda di un inverno sempre per me troppo lungo, Piove. Il tentativo di farsi spazio tra il terreno fangoso ha sfinito  le prime margherite nate avvizzite. 

Dai! Buon fine settimana,  una tisana profumata magari  davanti un dvd – conoscete La signora dello zoo di Berlino oppure un nuovo/vecchio di qualche anno Figlio di nessuno – ma mi raccomando tiemoci strettistretti anzi strettissimi.

foto di sherazade2011 riproducibili previo consenso

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La crostata della Memoria

Avrei voluto tacere. Ma oggi ho sentito la mia ‘zietta’ Lorenzina , Lorenza Mazzetti. E’ forte e vitalea dispetto dei suoi quasi novan’anni. . Domani l’accompagnerò in un piccolo centro culturale alle porte di Roma dove si racconterà e poi verrà proiettato il suo film.
Ho appena infornato una delle due crostate  che addolciranno le nostre parole.
Abbiamo il dovere di mantenere viva la Storia non solo come bagaglio culturale ma come quotidianità, sentire comune.
Ecco il senso delle mie crostate.

sherazade2011

Roma, simbolo universale della cattolicità, in realtà è una città anche ebraica. Da più di duemila anni vive qui una comunità, la più antica, di ebrei della diaspora e non come ospite ma parte integrante della vita, della storia e della cultura di questa città. Senza la loro presenza Roma non sarebbe più la stessa.

Persino la tradizione gastronomica più antica e verace che unisce la cucina giudaico-romanesca ne risentirebbe. Niente più passeggiate fino al Forno del Ghetto per andare a comprare la crostata di ricotta e visciole, così amata dai tutti i romani che amano cenare in uno di quei ristorantini senza tralasciare le squisite polpettine al sedano che le insaporisce al posto del parmigiano essendo vietato mescolare carne e latte (parmigiano).

Il pane, ne vogliamo parlare?,  che  ha un posto speciale nella tradizione culinaria ebraica poiché considerato pietra miliare dell’alimentazione, quindi fondamento della vita, e che  richiede speciali…

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molestie ambientali *(quando il sole brucia?)

*avv.  Giulia Bongiorno

Ofelia Con chi potrebbe meglio accompagnarsi
la bellezza, se non con l’onestà?
Amleto Oh, sì! Ma la bellezza ha tal potere
da far dell’onestà la sua ruffiana,
più di quanto non possa l’onestà
fare a sua somiglianza la bellezza.
Questo un tempo pareva un paradosso,
ma ora i tempi provano che è vero.

“Ma la bellezza ha tal potere…”

Quando tutto quello cui sottendo sarà affrontato e  discusso seriamente senza clamori e con il rispetto dovuto a una moltitudine di donne che non hanno palcoscenico né voce… allora sarebbe Buona cosa affrontare alla radice non già il (fantasioso) abuso ambientale ma i rapporti affettivi che costituiscono la trama del nostro tessuto sociale.

sheramentrefuorinfuriAttila

 

Chiedimi se sono felice

“E muto ogni volta

Tendo la mano.

Come se tu,

sventura,

       fossi la vita.”      

Pietro Ingrao ‘Il dubbio dei vincitori’ , 1986

Migranti,  sbarco a Lampedusa, 2016

“Pensammo una torre

Scavammo nella polvere.”    

Pietro Ingrao ‘Il dubbio dei vincitori, 1986

Bombardamento ad Aleppo, 2016

” . . .Mi hai guardato a lungo

Come si saggia un bimbo con lo sguardo

Mi hai detto poi con gentilezza:

ti voglio bene perché sei tanto triste.”

Hermann Hesse, Poesie romantiche

Sallyina l’amorosa,  2017

Un abbraccio particolare lo voglio riservare ad alcune nuove e ‘vecchie’ amicizie che per motivi di tempo non riesco a leggere come mi piacerebbe.

Sereno fine settimana. Teniamoci strettistrettianzistrettissimi

tweet

La vita è altro

(Rigopiano) La funzionaria che ricevette la telefonata di allarme e  che  confuse la slavina sull’hotel Rigopiano con il crollo di una stalla di pecore lì vicino e chiuse la telefonata in modo sbrigativo  con un :  “Senta, ho da fare… Arrivederci” si è autoassolta :  “Ho ignorato l’allarme? L’importante è avere la coscienza a posto”.

Maltempo/##Rigopiano, Vigili fuoco: trovati 10 superstiti, 5 già ricoverati
Non voglio parlare e aggravare il mare, oceano, di parole che stanno montando di secondo in secondo. Questa necrofilia e amore per lo sconquasso, questo ‘smutandare’ i sentimenti più profondi che albergano nell’animo umano: tutto viene smontato e ricostruito come un puzzle infinito ad uso di palinsesti che per loro fortuna (auditel)  in Italia campano alla grande sulle disgrazie di questo povero nostro Paese.
Visi rigati dalle lascrime, con il loro italiano dialettale stentato e umile, catapultati nei vari talk-show. Ieri sera, mi pare, “ospiti” anche i tre cuccioli di pastore maremmano recuperati vivi dall’albergo!
cane-pastore-tre-cuccioli
Non era questo che mi ha colpito sopra ogni cosa ma quella impavida asserzione
“L’importante è avere la coscienza a posto”
di fronte, fosse anche solo un dubbio di  responsabilità,  a una tragedia sottovalutata e chissà perché – o anzi forse sì perché ricorrono i giorni della Memoria –  ho pensato ad Hannah Arendt che seguì a Gerusalemme per il New Yorker le 160 sedute del processo a Adolf Eichmann,  a quanto controversa la sua tesi, e quanto dovette patire per la sua asserzione sulla ‘banalità del male’  e in effetti (fatte le dovute proporzioni, naturalmente mantenendo il principio)  l’idea che il male perpetrato da Eichmann – come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili della Shoah – fosse dovuto  “non ad un’indole maligna, ben radicata nell’anima quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni.”
Dunque questa ìbanalità’ non si potrebbe addebitare anche a chi per ignavia o supponenza si rende ‘mezzo’ e complice di tragedia come quella avvenuta a Rigopiano? Ah i posteri! E possibilmente le ardue sentenze arrivassero in tempi brevi…
Se davvero tutto è diventato talmente liquido da privare le coscienze della loro ragione d’essere mi dite che razza di bestie abbiamo partorito?

…tu sei qui

Oh me! Oh vita! Di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei senza fede, di città piene di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più sciocco
di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti nodi,
a domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre: che cosa
c’è di buono in tutto questo, oh me, oh vita?

Risposta:
che tu sei qui, che esiste la vita e l’identità,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

Walt Whitman

innamorati

Sì dice che chi ben comincia è alla metà dell opera… Sally lo è!

Un sereno 2017 con lo sguardo rivolto al mondo dentro e fuori di noi che non ci perde di vista e ci aiuta a farlo Vita.

SheralavostraSherAuguraleconuninchinoSI’

oggi

Bacco e baccalà

Sono piuttosto  preoccupata, se così si può dire con una buona dose di ironia, perché si avvicina  Natale.

I bambini sono quattro più una signorinella  che comincia a mettersi l ombretto agli occhi e a   laccarsi le unghie alla Mortisia!

Ieri il confronto tra ‘noi donne’  per organizzare il menù e suddividere le portate in modo che il tutto nn risulti troppo gravoso anche se saremo meno di quindici.

A me il cocktail di gamberi e il baccalà come si fa  Roma con un pizzico di Sicilia.    Ed allora ecco per voi la mia ricetta approssimata del

Baccalà in rosso natalizio con uvetta e pinoli ( 4 persone e moltiplicatori)

600 grammi di baccalà,  una cipolla,  olio di oliva,  salsa di pomodoro, qualche oliva nera, pepe,  pinoli e uvetta sultanina.

Mettere a bagno il baccalà il giorno prima facendo in modo di cambiare l’acqua ogni 3/4 ore in modo che perda il sale.   Il giorno successivo togliere il baccalà dall’acqua,asciugarle su carta assorbente,  e tagliarlo a tocchi abbastanza grossi.   Dopo avere affettato la cipolla  farla rosolare in un tegame con l’olio di oliva e qualche oliva taggiasca sminuzzata, aggiungere la salsa di pomodoro e fare restringere per 10 minuti il composto.   Aggiungere quindi i pezzi di baccalà in modo che siano ben distesi così che si insaporiscono bene cuocendo a fuoco moderato e con il coperchio.  A metà cottura (circa 30 minuti)  aggiungere una manciatina di pinoli e uvetta che avrete precedentemente fatta riprendere in una ciotola di acqua tiepida. Solitamente niente salma chi lo desidera un pizzico di zucchero di canna.

Le voilà il mio baccalà servito tiepido in un piatto ovale!

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Sally prefestiva

vINO

Il vino non deve mancare.  Salut!

Buona settimana e un abbraccio per tutti voi che lo desiderate ❤