EQUI (n) OZIO

“È uno degli eventi astronomici meno rari (avviene due volte all’anno), ma è sempre uno spettacolo e un piacere. Oggi alle 11.29 del mattino il Sole ha determinato l’equinozio di primavera, ovvero, il Sole ha attraversato, passando dall’emisfero australe a quello boreale, l’equatore celeste e ha toccato il cosiddetto punto vernale: ovvero l’intersezione tra l’ eclittica e l’equatore celeste. Questo momento non è fisso sul calendario, ma cambia perché  il calendario non  può misurare con perfezione il moto della Terra attorno al Sole (per questo ci sono gli anni bisestili). Fino al 2102 l’equinozio di Primavera sarà sempre il 20 o qualche volta il 19. Il 21 marzo, invece, è la data  convenzionale con cui inizia la nostra primavera.”

Quasi fine di Marzo. 20 per l’appunto.

Stiracchiarsi al primo tenero  sole, sbadigliare, tendere i muscoli pronti alla rincorsa di quella nuvoletta che attraversa veloce  lo spicchio della finestra già socchiusa… ma poi no, meglio aspettare.

 e mentre Sally continua a poltrire sotto la copertina di pile

la rosa anticipa ogni cosa e fiorisce rubando la scena al  Maggio

I raggi salgono alti nel cielo attraversano le prime rade foglie

Non si può resistere al richiamo

Andiamo et voila les deux jeunnes filles en fleurs..

Buona Primavera. Teniamoci stretti anzi trettissimi.

foto sherazade (salvo un Matisse)

 

Valentino sì e no

San Valentino

Happy Valentine

Le donne non si picchiano neppure con un fiore…

E’ di qualche giorno fa questa notizia:

“Milano – Studentessa molestate e aggreddita in treno: spunta la pista della rappresaglia”.

“Gli inquirenti pensano che l’aggressione sia stata messa in atto da qualcuno che la 15enne avrebbe respinto sui social.”

È stata dimessa ieri sera dall’ospedale,la studentessa di 15 anni aggredita  e picchiata da due giovani stranieri (che siano stranieri e di colore aggiunge una nota ‘colorata’ in più e purifica la coscienza dei molti)   mentre si trovava da sola nell’ultimo vagone del treno della linea Milano-Mortara, nel primo pomeriggio di giovedì al rientro dalle lezioni.

Insomma, solo per ricordarci che non basta una idilliaca serata, anzi forse basta e fa bene al cuore, ma senza perdere mai di vista oltre all’amore il rispetto reciproco  e l’amorevolezza di ogni giorno.

sherazade. Teniamoci stretti

 

 

Blue Jay

E improvvisamente è stato Blue jay arrivanfoci per altre vie ma vale la pena ricordarle.

La ghiandaia azzurra americana. La cinciallegra per noi è   Il nome inglese di questo uccellino  deriva dal verso stridulo che emette ‘ jay jay jay’ e dunque blue per il colore e jay per la voce.     E’ un uccellino che predilige i boschi di latifoglie, i giardini ed i parchi; non ama  l’alta montagna. Possiede  ali corte ed arrotondate e non intraprende  lunghi voli. La cinciarella è vivace e vispa e allo stesso tempo tranquilla, ad eccezione del periodo riproduttivo  quando l’amore la rende combattiva.

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La squadra canadese di baseball nazionale ha adottato il Blue Jay(s) a simbolo.

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Blue Jay è anche il primo film nato dall’accordo fra Netflix e i Duplass Brothers  una coppia di registi/sceneggiatori molto quotati all’interno del panorama del cinema indipendente americano.

locandina

Un uomo e una donna, due ex innamorati dei tempi del liceo,  s’incontrano per caso in un supermercato  quando entrambi ritornano nella loro piccola cittadina natale in California. Con un certo imbarazzo si riconoscono.

Dopo aver preso un caffè al bar  Blue Jay, altro storico monumento alla loro giovinezza,  Jim e Amanda si recano a casa di lui  e passano le 24 are successive ragionando su ciò che ne è stato della loro vita da quando, ancora giovanissimi, hanno deciso di lasciarsi.  Vengono a galla verità nascoste e si percepisce che alla base della loro separazone, soprattutto quella di lei che ha cambiato città, c’era un problema non condiviso che ognuno di loro ha interpretato in modo diverso riferendosi all’altro/a.

Un film dal sapore retrò, una storia semplice, ambientata ai giorni nostri, proiettata in un raffinato bianco e nero che sfuma o incupisce e che contribuisce a creare un’atmosfera poetica e malinconica. Bellissima la scena del ballo, autoironico,  apparente spensierato ma carica di emozioni anche erotiche,  e la canzone di Annie Lennox cantata a squarciagola guardandosi fisso negli occhi sottolinea il rimpianto inespresso di due vite insoddisfatte del presente.

Meravigliosamente Sarah Paulson interpreta il ruolo principale, affiancata da Mark Duplass (doppio ruolo di attore e regista) a volte un po’ troppo sopra le righe, gigionesco ma va bene.

Un film da non perdere perché la sua malinconia si fonde tra sorrisi e tenerezze.

Potremmo essere o non essere noi ma se vogliamo trovare un messaggio per me è quello che non possiamo ritornare al nostro passato ( e se ciò avvenisse il risultato sarebbe disastroso)  ma quando è possibile riappacificarci con esso è salvifico, liberatorio.

Blue Jay è attualmente nelle sale ma si trova facilmente anche in rete.

Un sereno week-end e teniamoci stretti stretti

La vita è altro

(Rigopiano) La funzionaria che ricevette la telefonata di allarme e  che  confuse la slavina sull’hotel Rigopiano con il crollo di una stalla di pecore lì vicino e chiuse la telefonata in modo sbrigativo  con un :  “Senta, ho da fare… Arrivederci” si è autoassolta :  “Ho ignorato l’allarme? L’importante è avere la coscienza a posto”.

Maltempo/##Rigopiano, Vigili fuoco: trovati 10 superstiti, 5 già ricoverati
Non voglio parlare e aggravare il mare, oceano, di parole che stanno montando di secondo in secondo. Questa necrofilia e amore per lo sconquasso, questo ‘smutandare’ i sentimenti più profondi che albergano nell’animo umano: tutto viene smontato e ricostruito come un puzzle infinito ad uso di palinsesti che per loro fortuna (auditel)  in Italia campano alla grande sulle disgrazie di questo povero nostro Paese.
Visi rigati dalle lascrime, con il loro italiano dialettale stentato e umile, catapultati nei vari talk-show. Ieri sera, mi pare, “ospiti” anche i tre cuccioli di pastore maremmano recuperati vivi dall’albergo!
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Non era questo che mi ha colpito sopra ogni cosa ma quella impavida asserzione
“L’importante è avere la coscienza a posto”
di fronte, fosse anche solo un dubbio di  responsabilità,  a una tragedia sottovalutata e chissà perché – o anzi forse sì perché ricorrono i giorni della Memoria –  ho pensato ad Hannah Arendt che seguì a Gerusalemme per il New Yorker le 160 sedute del processo a Adolf Eichmann,  a quanto controversa la sua tesi, e quanto dovette patire per la sua asserzione sulla ‘banalità del male’  e in effetti (fatte le dovute proporzioni, naturalmente mantenendo il principio)  l’idea che il male perpetrato da Eichmann – come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili della Shoah – fosse dovuto  “non ad un’indole maligna, ben radicata nell’anima quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni.”
Dunque questa ìbanalità’ non si potrebbe addebitare anche a chi per ignavia o supponenza si rende ‘mezzo’ e complice di tragedia come quella avvenuta a Rigopiano? Ah i posteri! E possibilmente le ardue sentenze arrivassero in tempi brevi…
Se davvero tutto è diventato talmente liquido da privare le coscienze della loro ragione d’essere mi dite che razza di bestie abbiamo partorito?

Clochard

“A Parigi tira aria di  tempesta e di sinistra. Durante un inverno particolarmente rigoroso, il Governo francese firma un decreto che obbliga i proprietari di case con più di cento metri quadrati a ospitare precari e senza tetto per svernare la stagione. In un immobile del VI arrondissement, una famiglia di destra e una coppia bobo di sinistra non gradiscono. Dopo tentativi falliti di resistenza, cedono all’inevitabile e ‘vincono’ un ospite a testa. Ma è soltanto l’inizio. Tra meschinità e altruismo, villania e cortesia il condominio implode sotto lo sguardo scontroso di una portinaia fascista e riconoscente per i suoi venticinque metri quadri.”

Ecco in breve la tram che innesca una acuta e irriverente commedia francese dello scorso anno  ‘Benvenuti..ma non troppo’ che mi è tornata alla mente leggendo del grande freddo siberico che ha colpito la nostra penisola (come se l’inverno fosse diventato un optional) e l’emergenza dei senzatetto polvere nascosta sotto il tappeto che una volata di vento riporta in superfice.

‘Clochard’! Questo linguaggio politically correct che serve a dare un pizzico di esotico ad una emergenza concreta e cruda che esiste ogni giorno e ogni notte, che le intemperie acutizza ma che è fatta di persone, donne e uomini, cui la vita ha tolto tutto e che avrebbero diritto ad essere nominati senza falsi pietismi.. stuoli di sacchi a pelo ai bordi di grandi stazioni, cartonati sotto i ponti.

Insomma i volontari si danno da fare con i fatti, tanti, troppi, concionano dai loro pulpiti, questo film Benvenuti …ma non troppo, offre una soluzione mettendo a nudo la pochezza umana.

Certo nel film  tutto finisce a tarallucci e vino ma un piccolo tarlo lo innesca: Cosa saremmo concretamente disposti a fare?      Cosa stiamo facendo?     Io, voi non ‘la gente’?  Stiamo davvero diventando tutti migliori di fronte alle nuove povertà soli perché ci commuoviamo? Alexandra Leclére, regista e sceneggiatrice di  La grand partage seppure ricalcando i  vecchi stereotipi sembra crederci.

Clochard.

Stabat Mater (dolorosa)

Vivo a Roma, in zona Monte Sacro, dunque zona via Salaria. A circa 100 km da Rieti, forse meno in linea d’aria,  dall’epicentro del terremoto di questa notte.

Grande paura, o meglio pauroso quanto è successo. Sally qualche secondo prima mi ha svegliato mugolando ed io ho pensato volesse stranamente uscire.   Mi sono alzata per aprirle il giadino e sono letteralmente caduta a terra avendo perso l’equilibrio: ho pensato a un mio malore e nel frattempo si è svegliato anche mio figlio e il palazzo e le finestre si sono tutte illuminate…

Stamattina presto i dettagli,  video,  foto,  testimonianze.

Il parallelo mi e arrivato facendo involontariamente affiorare  altre immagini , altri luoghi: ” nessun luogo è lontano” (cit R.Bach) ,  alla guerra che gli uomini si fanno insensatamente e le catastrofi  altrettanto devastanti, inaspettate, che pone in essere sempre più spesso la Natura.

Perche?

Bambini di Aleppo

fuga dalla guerra in Siria

fuga dal terremoto ad Amatrice, oggi 24 agosto 2016

  Disperazione italiana tra le macerie, Amatrice

Immagine

Disperazione tra le macerie di Aleppo, Siria

  

Un quadro irreale queste tre donne italiane e cane, Amatrice

donne siriane in preghiera

vorrei quasi che fossimo farfalle

 

Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d’estate, tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant’anni comuni non potrebbero mai contenere.
(John Keats)

RELAX

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
(Wallace Stevens)

 

Finché l’Estate ripiegherà il suo miracolo –
Come le Donne – ripiegano – le loro Gonne –
(Emily Dickinson)

colours

Un uomo dice un sacco di cose in estate che hanno nessun significato in inverno.
(Patricia Briggs)

.. ma se  le senti da Lucio Dalla, occhi socchiusi, languore alla stomaco in una versione da ‘amatori’…ossignur è proprio estate

fotogafie sherazade, estate 2016