ieri oggi domani

Virginia Wolf,  Durante un attacco aereo a Londra.

“Finalmente tutti i cannoni hanno smesso di sparare. Tutti i riflettori si sono spenti. Il buio naturale dell’estate ritorna. Si sentono nuovamente gli innocenti rumori della campagna, una mela cade per terra. Un gufo grida, spostandosi da un albero all’altro. E qualche parola quasi dimenticata di un vecchio scrittore inglese mi viene in mente: “I cacciatori si sono alzati in Americai …”. mandiamo dunque queste note frammentate ai cacciatori che si sono alzati in America, agli uomini e alle donne il cui sonno non è ancora stato interrotto dai rumori della mitragliatrice, con la speranza che vengano ripensate, generosamente e caritevolmente, e forse rimaneggiate fino a diventare qualcosa di utile.

E adesso in questa metà buia del mondo, a dormire!”

 

 “Inutile brindisi all’Europa, serve un’Italia che difenda i confini” Salvini a Lampedusa.

“Non temete di abbracciare i confini” Papa Bergoglio

Immagini prese dal web

Buon fine settimana dalla Sallyina e da Shera-me

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teniamoci forte ( ‘up&up’ )

‘Un unico luogo senza tempo nè distanze, dove la realtà non è quello che si vede ma tutto quello che esiste.  Senza un prima e senza un dopo, con uomini che cantano e suonano sulla terra della Terra e immagini che richiamano passato, presente e futuro.’ (da una recensione sul web)

Questo il senso del video  Up&Up  canzone  per me punta di diamente di ” A head full of dreams” l’ultimo album dei Coldplay capitanati da Chris Martin che esce oggi in Italia.

Il video è stato realizzato da due giovanissimi autori  israeliani e per  loro stessa definizione è un montaggio ‘ toccante e surrealistico che allude a diversi temi del mondo contemporaneo.’

Non mancano infatti i riferimenti alle molte guerre, all’emergenza dei migranti, all’inquinamento, argomenti che ci riguardano tutti e che chi ha più voce (e i Coldplay ne hanno! ) devono monitorare e tenere vivi. Un video molto suggestivo: la bambina aull’altalena nello spazio e il volo di creature marine su New York rappresentano per me l’apice.

Immagine

Delfini

o ancora la tartaruga che fluttua all’interno della metropolitana o la grande farfalla aggrappata ad una piattaforma petrolifera…

tartaruga

farfalla

A voi l’ultima parola e nel frattempo mentre ‘speriamo che io me la cavo’ tra temporali e vento gelido… vi abbraccio con un augurio di

Buon fine settimana a tutti (belli e brutti).

Venti di guerra

“Per la lunga strada bianca camminavamo Insieme

Tra le grigie colline e l’erica sembravi

Così docile e Vitale

Come un usignolo i Tuoi capelli erranti nascondevano

Raggi di Sole

Aprile risplendeva maestoso Nei Tuoi occhi”

Ronald Leighto, l’autore, era il giovanissimo fidanzato di  Vera Brittain, amico del fratello Edward, entrambi uccisi al fronte appena ventenni.

Una bella figura di donna quella di Vera che nel  1914  si affaccia alla giovinezza. Brillante, anticonformista e decisa a cambiare un destino di moglie gentile e madre amorosa, e comincia riuscendo ad ottenere l’ammissione, una delle prime donne,  nel selettivo college di Oxford.

Ma scoppia la Prima guerra mondiale e Vera  Brittain lascia Oxford,  serve la patria a Londra, a Malta, in Francia come infermiera volontaria, mentre il fratello, il fidanzato, gli amici più cari perdono la vita nelle trincee. Sopravvivere a questo sconquasso  e tornare a un nuovo genere di ‘normalità’ non sarà facile per nessuno ma Vera ha davvero una marcia in più.

Ritorna a Oxford. diventa giornalista e scrittrice  e soprattutto nel 1933 pubblica “Testament of Youth”.  Libro  che attraverso il proprio vissuto personale diventa monito e testamento ideale di una’ generzione perduta‘ quella delle  giovani vite spa(e)zzate  dalla  Grande guerra e su tutti i fronti dove si combatteva.

Un libro importante, divenuto  a pieno titolo un classico della letteratura inglese del Novecento. Un libro da leggere per la sua attualità gattopardesca.

Eppure, tra le scrittrici del suo tempo Vera Brittain nonostante il suo ininterrotto impegno di pacifista, leader del movimento inglese contro la guerra, di donna impegnata nella difesa dei diritti delle donne, non è molto conosciuta.

“Forse gli strumenti per la nostra salvezza ci sono già, racchiusi nella nostra storia, nascosti accuratamente da guerrafondai senza scrupoli, e aspettano solo di essere riscoperti e riconosciuti dagli uomini e dalle donne di domani.”

vera crocerossina

 

Guardando al nostro tempo, all’oggi, dove sono gli uomini e le donne di domani in questo mondo che continua a dilaniarsi e ripete con danni inestimabili e tecnologie spietatamente perfette il rituale mai placato delle guerre?

 Dalle esperienze di Vera Brittain raccontante nel suo libro,  nel 2014 è stato fatto un gran bel film  Testament of Youth  supportato da un cast di grande rispetto e arricchito dalla perfetta immedesimazione di Alicia Vikander  (Danish girl e Ex machina, ricordate?), la regia di  James Kent.

Ma qui,  per raccontarvi tutte le implicazioni del film , a sua insaputa, passo il testimone alla mia cara amica(o)

TERSITE   https://tersiteblog.wordpress.com/

E spero davvero che ci faccia questo regalo in segno di amicizia in primisi per me e per voi a seguire…

Scende la pioggia ma che fa…un abbraccio circolare.

Deep blue day

Bruxelles ore 9.15   –  “Attacco all’Europa, terrore a Bruxelles: attentati in aeroporto e nel metrò. Sotto attacco anche il centro della
città e l’area dove si trovano gli uffici dell’Unione Europea. I media: “Almeno 34 morti”.
Is: “Siamo stati noi”

 “Trema la nostra vita
percossa dal bisogno.
Si spacca nella sete.
Precipita
la vita nostra.
Senza appello.
Gridi, dubbio,
paura.”
“II rumore degli assedi
è lampo soffice.
Scalzo
chiusa la bocca
riposa tremando.”
(Pietro Ingrao, Il dubbio dei vincitori)
Deep blue day (Brian Eno)

Nel 1958 Peter Segel ispirandosi ad una vecchia ballata ucraina tramandata da Mikhailk Sholokhov nella sua epopea cosacca ‘Il placido Don’, ha scritto una delle più grandi canzoni pacifiste:
Where  have all the flowers gone  –  Peter Segel

“Avremo sempre Parigi”

Erano i primi anni 50 e alla sorella più piccola di mia mamma, Mussi, venne concesso di andare a studiare all’ Académie des beaux-arts a Parigi. Precorsero i tempi i miei nonni.
L’anno successivo la zia Mussi si innnamorò di uno dei accademici e si sposarono: tra loro a contrariare i genitori c’erano 30 anni di differenza. Vissero ‘felici e contenti per oltre 40 anni.

La prima volta che io e mio fratello andammo a Parigi avevamo meno di sei anni scendemmo a la Gare de Lyon e lì, siamo negli anni Sessanta, si materializzo per noi il primo ‘uomo nero’ delle paurose favole punitive. Il ‘politically correct’ era  di là da venire e a Torino non avevamo mai incontrati uomini così diversi da noi.
Divenne per noi consuetudine passare le vacanze con gli zii  in Normandia e sostare qualche giorno a Parigi perché nel frattempo erano nati i due cugini e continuare, ora con meno frequenza, ad avere con Parigi un forte legame.

Per queste mie ragioni personali ho vissuto i terribili eventi di ieri sera ancora più pesantemente di altri drammatici attentati che da dopo l’11 settembre si susseguono incessantemente un po’ in tutte le capitali europee.

“Avremo sempre Parigi”
(dal film: Casablanca)

“Oh! ma Parigi non è fatta per cambiare aerei.. è fatta per cambiare vita! Per spalancare la finestra e lasciare entrare la vie en rose”
(dal film: Sabrina)

“Non si può scegliere se Parigi sia più bella di notte o di giorno, ti posso dare un argomento che mette ko sia l’una che l’altra ipotesi.. Sai a volte mi chiedo come qualcuno possa realizzare un libro, un dipinto, una sinfonia o una scultura che competa con una grande città. Non ci si riesce, ci si guarda intorno e ogni strada, ogni boulevard, sono in realtà una speciale forma d’arte. E quando qualcuno pensa che nel gelido, violento e insignificante universo esiste Parigi ed esistono queste luci, insomma andiamo non succede niente su Giove o su Nettuno, ma qualcuno lassù dallo spazio può vedere queste luci, i caffè, la gente che beve e che canta. …”
(dal film Midnight in Paris)

“Parigi sarà sempre Parigi. Che vuoi di più?”
(Frédéric Dard)

Les prenoms de Paris
Jacques Brel

“- Questo è un sogno?
– Il più bello dei sogni, amore mio.
– Sì, ma perché qui? Perché ora?
– Perché qui? Perché ora? Quale posto migliore di Parigi per sognare?”
(dal film: Ratatouille)

“Ho due amori: il mio Paese e Parigi”
Joséphine Baker

… e per chi desiderasse sapere qualcosa di piu sulle mie prime esperienze  e sulla Normandia questo è il link

https://sherazade2011.wordpress.com/2011/10/07/les-feuilles-mortes-piluccando-nei-ricordi/

Mare nostro

Sperando che qualcuno la metterà in musica
Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
e sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva di vendemmia,
Che abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le riabbassi a tappeto
custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e di madre prima di partire.

Erri De Luca
Lampedusa 2 ottobre 2014

Era il 1992 quando Ivano Fossati scrisse questi versi

‘Mio fratelllo che guardi il mondo
Il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
il cielo non ti guarda
se c’è una strada sotto il mare…

Oggi mi gira cosi

“- Da dove vieni?
– Vengo da Ksar
– Come ti chiami?
– Mohammed A’lladj
… e cosa sei venuto a fare?
– A fermare la latinizzazione della lingua araba.

– Grazie. “

Questo brano è tratto dall’album L’Arca di Noe del 1982 ed evoca le divergenze del mondo musicale occidentale rispetto a quello orientale «Voglio vederti danzare / come le zingare del deserto / con candelabri in testa» contrapposto a «Nell’Irlanda del nord / nelle balere estive / coppie di anziani che ballano / al ritmo di sette ottavi».

Oggi mi gira… storto? No o Bhooo? Ballare, allora, provare a ballare.