TU sei tornato.

inspiegabilmente come la prima volta hai sentito il mio pianto e sei arrivato.Mi hai cullata come una bestiolina tremante col suono della tua voce. Non so cosa tu dicessi ma io ho pianto, Ho pianto fino a sentirmi liberata e leggera, fino a respirare a pieni polmoni.

Tu ancora hai trovato la strada del mio dolore.No more tears: questo lo ricordo. Come in quella poesia che mi dedicasti tre anni fa.

No more tears. Prometto chiudendo gli occhi e sentendo il tuo sguardo attardarsi su di me.

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piu' ci penso e piu'

Guardavo questo ragazzo lavorare, attento, e nello stesso tempo scherzare con mio figlio, e all’improvviso mi è tornato alla mente quel giorno che mio padre in analoga situazione mi ha insegnato a mettere in funzione i fili elettrici ad una presa.

Non mi ha mai trattata da ‘femminuccia’ e in tutto e per tutto io sono cresciuta da ‘maschiaccio’ e – nello stesso tempo – andando a lezione di danza classica. Nessuna contraddizione, Nessuna recriminazione.

Ho imparato – spero – a gestirmi abbastanza bene da sola nelle questioni materiali e a camminare sulle punte quando si è trattato di incontrarmi con i sentimenti. La danza mi ha dato il senso della musicalità, della sottolineatura e dell’importanza di ogni mio atto. Gli sforzi di Sergio, che poi non era il mio ‘vero’ padre ma io ho amato come se lo fosse, hanno fatto si che io riuscissi a superare con un po’ di corteccia esterna gli avvenimenti negativi che ovviamente ci son stati. La sua morte brutale per prima. Contingente italiano in forza Onu, missione di pace nell’ex Congo belga dilaniato dalla guerra. Lui era capo missione quando a KINDU abbatterono il suo C119 in volo con viveri di prima necessità.

Adesso c’è dinuovo la luce in tutta casa ed io spengo i ricordi.