Born in theU.S.A.

 

1984/2016

All’uscita dell’album “Born in the U.S.A.”, primo grande successo di massa di Springsteen, Ronald Reagan , in corsa per la rielezione alla Casa Bianca , citò il cantante come esempio positivo dei valori americani. Non da meno fu l’opinionista conservatore George Will  che elogiò la canzone  perché  “i versi dedicati alla chiusura delle fabbriche e ad altri problemi sono sempre punteggiati da una solenne e gioiosa affermazione ‘Nato negli Stati Uniti!”.

Successivamente  i ‘valori’ espressi nella canzone vennero rimarcati  nuovamente da Reagan. in suo comizio in New Jersey Luogo natale di Springsteen: “Il futuro dell’America vive  nei sogni di milioni di cuori che si nutrono dei  messaggi di speranza di molte canzone amate dai giovani.. “

The Boss rimandò al mittente questa  interpretazione mistificatoria ribadendo che  “Il Presidente forse pensava ad un altro album, certamente non ha sentito questo”.

Born in the U.S.A. –  proviamo a riascoltarla  ancora più attentamente oggi nella versione unplugged  – col senno del poi  ci accorgiamo  che ben oltre la musica quel grido  “nato negli Stati Uniti” assume il significato quasi di una disperata condanna.

Dopo un andamento  contrario di 8 anni la ruota torna a girare nel verso di prima e Donald Trump sarà al timone degli U.S.A.   ma nessun allarmismo perché,  per citare l’ americano Bob Dylan  premio Nobel 2016  per la Letteratura, nell’ultimo verso della sua canzone:

And if my thought-dreams could been seen

They’d probably put my head in a guillotine

But it’s alright, Ma, it’s life, and life only.

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the boss a pieno titolo

Io c’ero,

Io c’ero,

Io c’ero.

Difficile aggiungere emozioni su emozioni: epico, denso di energia, adrenalinico, questo è il rock di Bruce Springsteen nell’abbraccio empatico di oltre tremila e cinquecento persone

assembrate nella  nuova maxi arena dell’Ippodromo delle Capannelle.

Quarantanni di vita artistica e il Boss è ancora davanti a me magnetico  e coinvolgente nello svolgersi del suo repertorio di rock duro, melodioso quasi struggente come la canzone che vi dedico, che non cantava da anni  e che Springsteen ha eseguito  con la sezione d’archi della Roma Sinfonietta, in una versione memorabile, da mozzafiato e che un ‘angelo’ ha già messo su youtube.

Questo è il regalo che un’amica ed io ci siamo fatte per il nostro compleanno e, davvero, quest’anno non potevano capitare meglio. Godetevi la canzone!

Crisi (anche) dei consumi

La crisi economica non cessa di prendere prepotentemente la scena, ancora lontano il Sunset boulevard, e gran parte degli italiani cominciano ad accusare la difficoltà di mettere insieme il pranzo con la cena. Difficoltà confermata dalla caduta libera dei consumi alimentari.
Lo stesso Istat ha diffuso dati davvero scoraggianti sulle vendite: ipermercati e discount subiscono un meno 2,3% mentre per la piccola distribuzione il calo è del 3,8%.
Poco male (si fa per dire) il risvolto positivo è che si accorceranno le attese alle casse il sabato mattina e gli scaffali saranno belli ordinati e terribilmente invitanti, come canta il mio ‘mito’ the Boss.

“C’è un mondo meraviglioso
dove tutto quel che desideri
e ogni cosa che hai sognato
è sulla punta delle tue dita
dove il gusto dolce amaro della vita
è sulle tue labbra
dove corsie su corsie di sogni ti aspettano
e la fresca promessa della gioia riempie l’aria
alla fine d’ogni giorno di lavoro è li ad aspettarti