in stand by

Scrive Hermann Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro:
“Tat twam asi” (“Questo sei tu”).

Nell’incoerente (stra)volgersi dei fatti, rileggendo questo passaggio mi domando scoraggiata e non più stupita se nella crudeltà sciatta del nostro quotidiano, Hermann Hesse saprebbe, lui per primo,fugare lo spaesamento e lo sconforto suscitato della sua asserzione diventata doloroso interrogativo.
“Tat twam asi”
“ ..sì, ma cosa?”

Credo di avere bisogno di tempo, mi sono smarrita.

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Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🌹

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Venti di guerra

“Per la lunga strada bianca camminavamo Insieme

Tra le grigie colline e l’erica sembravi

Così docile e Vitale

Come un usignolo i Tuoi capelli erranti nascondevano

Raggi di Sole

Aprile risplendeva maestoso Nei Tuoi occhi”

Ronald Leighto, l’autore, era il giovanissimo fidanzato di  Vera Brittain, amico del fratello Edward, entrambi uccisi al fronte appena ventenni.

Una bella figura di donna quella di Vera che nel  1914  si affaccia alla giovinezza. Brillante, anticonformista e decisa a cambiare un destino di moglie gentile e madre amorosa, e comincia riuscendo ad ottenere l’ammissione, una delle prime donne,  nel selettivo college di Oxford.

Ma scoppia la Prima guerra mondiale e Vera  Brittain lascia Oxford,  serve la patria a Londra, a Malta, in Francia come infermiera volontaria, mentre il fratello, il fidanzato, gli amici più cari perdono la vita nelle trincee. Sopravvivere a questo sconquasso  e tornare a un nuovo genere di ‘normalità’ non sarà facile per nessuno ma Vera ha davvero una marcia in più.

Ritorna a Oxford. diventa giornalista e scrittrice  e soprattutto nel 1933 pubblica “Testament of Youth”.  Libro  che attraverso il proprio vissuto personale diventa monito e testamento ideale di una’ generzione perduta‘ quella delle  giovani vite spa(e)zzate  dalla  Grande guerra e su tutti i fronti dove si combatteva.

Un libro importante, divenuto  a pieno titolo un classico della letteratura inglese del Novecento. Un libro da leggere per la sua attualità gattopardesca.

Eppure, tra le scrittrici del suo tempo Vera Brittain nonostante il suo ininterrotto impegno di pacifista, leader del movimento inglese contro la guerra, di donna impegnata nella difesa dei diritti delle donne, non è molto conosciuta.

“Forse gli strumenti per la nostra salvezza ci sono già, racchiusi nella nostra storia, nascosti accuratamente da guerrafondai senza scrupoli, e aspettano solo di essere riscoperti e riconosciuti dagli uomini e dalle donne di domani.”

vera crocerossina

 

Guardando al nostro tempo, all’oggi, dove sono gli uomini e le donne di domani in questo mondo che continua a dilaniarsi e ripete con danni inestimabili e tecnologie spietatamente perfette il rituale mai placato delle guerre?

 Dalle esperienze di Vera Brittain raccontante nel suo libro,  nel 2014 è stato fatto un gran bel film  Testament of Youth  supportato da un cast di grande rispetto e arricchito dalla perfetta immedesimazione di Alicia Vikander  (Danish girl e Ex machina, ricordate?), la regia di  James Kent.

Ma qui,  per raccontarvi tutte le implicazioni del film , a sua insaputa, passo il testimone alla mia cara amica(o)

TERSITE   https://tersiteblog.wordpress.com/

E spero davvero che ci faccia questo regalo in segno di amicizia in primisi per me e per voi a seguire…

Scende la pioggia ma che fa…un abbraccio circolare.