(in)felicità

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“The door has opened wide
I`m turning with the tide
Looking through her eyes.”

(Guardando attraverso i suoi occhi.)

Quanto più siamo (in)felici
tanto più profondamente sentiamo l’(in)felicità degli altri;
il sentimento non si frantuma
ma si concentra.
(Fëdor Dostoevskij)

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le tre ghinee

“Il modo migliore per aiutarvi a prevenire la guerra non è di ripetere le vostre parole e seguire i vostri metodi, ma di trovare nuove parole e inventare nuovi metodi. Non è di entrare nella vostra associazione, ma di rimanere fuori pur condividendone il fine.
E il fine è il medesimo: affermare il diritto di tutti – di tutti gli uomini e di tutte le donne – a vedere nella propria persona i grandi principi della
Giustizia, della
Uguaglianza e della
Libertà”.
Le tre ghinee,Virginia Woolf

hallo look at me
La diversità non può fare paura!
Sally e Rufus al parco.

Una Pasqua serena a tutti voi mentre ci teniamo strettistretti anzi strettissimi 🌹💙

Peace on earth

“Il concetto dell’abitare come indissolubile legame di sangue tra un popolo e un territorio è ormai pura velenosa idolatria.”

‘Stranieri residenti.
Una filosofia della migrazione.’ di Donatella Di Cesare – Bollati Boringhieri.

Purtroppo noi parliamo tra noi vediamo e leggiamo di pensieri e azioni che ci accomunano difficilmente questo nostro modo di essere potrà essere esteso a quella amalgama incolta suggestionabile e senza vergogna ormai libera di esprimere le sue bassezze.

Questo libro tratta temi e vicende non molto diversi o più urgenti rispetto a quelli affrontati quotidianamente ma ci vuole ancora una volta sottolineare che dietro a ogni sguardo, ogni corpo in mare, ogni straccio che il mare ci restituisce non ci sono solo le storie – 255 milioni soltanto nel 2015 – di quanti fuggono dal loro paese di origine dilaniato da guerre o estremamente poveri, vi è il ‘legittimo’ sogno di riscattare in un altrove di pace e umanità la loro vita.

Teniamoci più che mai strettistretti anzi strettissimi.

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Buona precoce Primavera da Sallyina

Ieri sera un’amica…

Negli ultimi anni la varietà delle erbe aromatiche impiegate in cucina è andata notevolmente aumentando.

Alcune ci sono famigliari da sempre altre hanno un passato lungo e affascinante ma hanno avuto la sfortuna di non essere  à la mode,  altre ancora sono state prese in considerazione in Europa solo con la recente esplosione di interesse per la cucina esotiche dei ristoranti e perchè no’ dagli aromi   ( a volte troppo pungenti) nell’androne del nostro palazzo.     Molte di queste erbe aromatiche le possiamo coltivare in giardino o sul nostro balcone rendendoci partecipi dei loro profumi e sollecitandoci a sperimentare.

Comunque anche se non le coltiviamo  direttamente esse sono  tutte facilmente reperibili tanto più che  le ricette per il oro utilizzo non mancano, anzi la cucina è diventata il piatto forte di molti programmi televisivi.

Alcune erbe come il rosmarino il coriandolo o l’origano sono legati alle tradizioni del nostro territorio mentre altre come – non immaginerete! –  il prezzemolo. L’alloro o stesso basilico hanno origine altrove.     Da lontano arriva anche il levistico a me totalmente sconosciuto fino a ieri sera a cena a casa di amici.

Il levistico è una pianta aromatica diffusa nella Grecia e nella Roma antica:  cresceva lungo le coste atlantiche e veniva utilizzata in Scozia e in America come verdura mentre i suoi  semi aggiunti al pane danno un sapore di sedano inusuale e gradevole.

Agrodolce

Poche foglie fresche bastano per rendere più gustosa un’insalata, sminuzzate  insaporiscono un piatto di carne o una minestra.

La mia amica Eleonora è una brava cuoca che sa azzardare e sapendomi sempre pronta a nuove esperienze culinarie ieri sera di è esibita (sfidando anche il caldo inusuale di questi giorni, con una squisitissima:

Zuppa di ceci persiana con bocconcini di carne.

200 grammi di carne di manzo magra macinata   –    una cipolla tritata fine   –    175 gr. di ceci, anche inscatolati. sgocciolati e sciacquati in acqua corrente   –  150 g di lenticchie trattate con lo stesso sistema dei ceci   –    due porri affettati,  –  200 gr. di spinaci sminuzzati  –   150 gr.  di odori freschi assortiti e tritati tra cui il levistico in primis poi menta prezzemolo coriandolo o Aneto   –  sale e pepe e poco  burro.

Impastate con le mani la carne,  la cipolla,  sale e pepe e  ricavatene delle palline della grandezza di una noce:    disponetele su carta oleata quindi copritele con altrettanta carta forno.

Portate a ebollizione un litro e mezzo ( o meno se preferite una minestra più solida) di acqua leggermente salata con i ceci;   dopo circa 10 minuti aggiungete le palline di carne e le lenticchie e continuate la cottura per altri20 minuti quindi unite porri e spinaci.    Cuocete ancora a fiamma bassa per 20 minuti aggiungendo tutti gli odori dopo un quarto d’ora circa.

Togliete dal fuoco e condite con una noce di burro.   Servite caldo o tiepido.

Una sorta di piatto unico ricco e saporito al quale fare seguire del formaggio stagionato e della frutta fresca.   Un buon vino rosso, Barbera d’Asti,  è perfetto.

Ingrediente essenziale, imprescindibile,  è stare un grande armonia,  ma allora, che ve lo dico affa’ …Tanta fatica  pe’ niente ( un bicchiere di vino con un panino… la felicità).

Roma batte di giorno i 30 gradi. L’Autunno non è caldo ma caldissimo e proprio per questo allarghiamo il cerchio a chi ci sta e…

Teniamoci stretti stretti anzi strettissimi.

 

 

fuga di donna

Questa tenera Sherazade non è mia ma l’ho tra-fugata dall’etichetta di  una notissima azienda vinicola siciliana che mi offre una perfetta  occasione per un piccolo brindisi con voi (e chi non beve con me … s’ inebri della sua  fragranza) . A bientôt mes ami(e)s !

Teniamoci stretti anzi strettissimi grati di quel che abbiano lasciando da parte falsi moralismi.

Pace.

Mille foglie d’amore

La mia zia Mussi a ventanni puntò i piedi e ottenne di andare a frequentare l’Ecole del Beaux Arts a Parigi, era la fine  degli anni Quaranta.

Lì conobbe e si innamorò, ricambiata, di un suo professore di architettura franco/irlandese, cittadino del mondo, vedovo e con gli anni di suo padre.     Si sposarono e le quotazioni erano sfavorevoli ma scadenza di dieci mesi  ebbero due figli , Ugo e Rory,  i miei cugini.     Vissero tra New York e Parigi e sopratutto furono innamorati e unitissimi fino alla morte di zio Paul a novantanni.

Si racconta che lo zio ad una certa ora della sera si alzasse per andare a letto e lo comunicasse alla moglie con una semplice domanda: “Mussi, ma chère… on y va?”. La zia si alzava ed andavano insieme.

Anche io da qualche tempo sono molto richiesta per andare a letto.    Intorno alla mezzanotte quando la casa è silente Sally si affaccia alla porta del soggiorno con la sua tacita ma altrettanto esplicita richiesta :

Linguaggi diversi ma pur sempre segnali d’amore.

D’amore è ricco il mondo, sta a noi carpirne i mille strati leggeri.

Happy Valentine

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🙂

La crostata della Memoria

Avrei voluto tacere. Ma oggi ho sentito la mia ‘zietta’ Lorenzina , Lorenza Mazzetti. E’ forte e vitalea dispetto dei suoi quasi novan’anni. . Domani l’accompagnerò in un piccolo centro culturale alle porte di Roma dove si racconterà e poi verrà proiettato il suo film.
Ho appena infornato una delle due crostate  che addolciranno le nostre parole.
Abbiamo il dovere di mantenere viva la Storia non solo come bagaglio culturale ma come quotidianità, sentire comune.
Ecco il senso delle mie crostate.

sherazade2011

Roma, simbolo universale della cattolicità, in realtà è una città anche ebraica. Da più di duemila anni vive qui una comunità, la più antica, di ebrei della diaspora e non come ospite ma parte integrante della vita, della storia e della cultura di questa città. Senza la loro presenza Roma non sarebbe più la stessa.

Persino la tradizione gastronomica più antica e verace che unisce la cucina giudaico-romanesca ne risentirebbe. Niente più passeggiate fino al Forno del Ghetto per andare a comprare la crostata di ricotta e visciole, così amata dai tutti i romani che amano cenare in uno di quei ristorantini senza tralasciare le squisite polpettine al sedano che le insaporisce al posto del parmigiano essendo vietato mescolare carne e latte (parmigiano).

Il pane, ne vogliamo parlare?,  che  ha un posto speciale nella tradizione culinaria ebraica poiché considerato pietra miliare dell’alimentazione, quindi fondamento della vita, e che  richiede speciali…

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