To be or not to be

Noi donne, quelle vagamente fortunate, forse un po’ meno oggi, abbiamo una via di fuga quando ci sentiamo insoddisfatte, non tanto di noi quanto di quel fottutissimo mondo che troppo spesso ci fa sentire inadeguate. Inadeguate le più emancipate perchè quelle inutili o petulanti c’è sempre un modo per zittirle.
Ma gli uomini? io parlo per me, adesso.
A me succede raramente non tanto perchè io mi senta immune quanto piuttosto che l’avere avuto da subito un interlocutore importante quale soltanto un figlio può essere mi ha allontanata da tutta una serie di sovrastrutture inutili alla sopravvivenza (e aggiungerei al benessere) del mio nucleo.

Allora cosa voglio dire? Intanto comunicarvi che per un momento non ben quantificato ho alcune cose mie da verificare e risolvere, che Word Press mi ha comunicato i primi 500 followers e che questo mi fa sentire sotto pressione perchè ben oltre una ristretta cerchia (niente cerchi magici di funesta memoria) mi sento il ‘dovere’ di leggere e ricambiare. Non sono la tipa dei ‘Like’ , sono troppo rigorosa per farl e questo mi fa sentire un po’ in affanno, sopratutto in questi ultimi tempi, perchè oltre al lavoro, viaggi inclusi, al volontariato, alle quotidiane passeggiate al parco con Sally, alla palestra, all’occuparmi dell’andamento della casa, alla mia vita affettiva e di relazioni last but not least al blog, ho molto rallentato il piacere massimo della lettura perchè arrivo all’una di notte e mi servirebbero almeno un altro paio d’ore.

La via di fuga?
I capelli! Una nuova me che rilassandosi trovi anche un rinnovamento e perchè no anche quel non so che di odiosissimo da sentirsi dire oltre i cinquanta : ” Stai benissimo! Sei ringiovanita di dieci anni!”

E qui mi serve il vostro consiglio spassionato partendo da questa istantanea di qualche giorno fa:

oggi

Passando a questo taglio di circa tre anni orsono…

capellicorti

capellicorti2

E in rapida successione

capelli rossi

per ritornare

capelli mechati

e poi di nuovo lunghi e ancor più biondi

biondilunghi

Cosa dovrei fare?  Avete cinque giorni lavorativi senno’ faccio di…

testa mia;

Vogliatemi bene e tenetemi nei vostri pensieri, quali che siano 😉

sherabellaeunpocosconsolata

Siamo acqua che scorre

C’è un dialogo fra i corpi che esprime

e dirada le nuvole in cui l’anima fa capolino

non è un fare sesso tout-court

si svelano debolezze e dolcezze

non più mediate dall’ abito

chè scoprirsi rende vulnerabili

timorosi bambini alla prime armi

tra carezze e passione, parole e sussurri e

nell’ improvviso languore che sfuma gli slanci

ci si può anche prendere sul serio.

Una involontaria carezza

un sospiro tiepido di appagamento

il vibrare di una corda

tante piccole note solitarie

modulate e ripetute

sul pentagramma dei corpi sedati

legano un discorso musicale breve e intenso

interrotto dal pick-up che si alza.

Scorre veloce l’acqua nella doccia.

doccia due

Ritorno al passato

Mentre dalle Alpi alle Piramidi, forse no, ma certamente dall’America, intesa come iu es e, amplificati in Italia dal querulo Fabio Fazio(so) pensiero, arrivano i clamori dei 30 anni di ‘Ritorno al fututo’ e gli oramai maturi protagonisti fanno il giro degli show americani a bordo della DeLorean Machine, rivestendo i panni dei due protagonisti…
io timidamente in questo lunedì dove lo scuro si è presentato un’ora prima stranendomi non poco e portandomi ad inevitabili bui richiami, vorrei segnalarvi,  o farvi conoscere, un piccolo gioiello (diamante tagliente) di Wim Wender: The million dollar Hotel, anno 2000. Ritorno al passato.

Film molto premiato ma nonostante ciò la sola presenza di un ‘cantante’ così partecipe nella produzine, ha fatto accigliare parecchi (snob).
Nasce infatti da un progetto di Bono che oltre ad averne scritto e interpretato la colonna sonora  ne ha anche curato la sceneggiatura e lo ha prodotto. Ne è valsa la pena!

Siamo a Los Angeles, Il Million Dollar Hotel è un albergo fatiscente, Marc Augé non avrebbe avuto problemi a identificarlo come il ‘non luogo’, per eccellenza, destinato alla demolizione. Lì gravitano sbandati e vagabondi,  residuati di persone che non hanno più nulla da chiedere, tempo scaduto, e della vita non sanno più cosa farsene.
Tra questi fantasmi  anche Tom Tom (Jeremy Davies), un ragazzo innamorato, sprovveduto come un bambino, perso dietro una ragazza che sembra venire da un altro mondo e per raggiungerla dopo molti tentativi si lancia da una finestra dell’Hotel e muore.

“Dopo aver spiccato
il salto ho capito tutto: la vita è perfetta, la vita è il massimo, è
piena di magia e di bellezza e di sorprese, solo che non resci a
capirlo bene finchè ci sei dentro.
Tutto quello che avevo sempre
desiderato era di raggiungere Eloise, di avvicinarmi a lei, l”ho fatto
e ho finito per capovolgere il mondo nel farlo, anche se per un solo
momento. Wow! ”

Eloise è la fanciulla anche lei con non pochi problemi (Milla Jovovich ‘the hearth beneath her feet’ canta Bono).

“Tutta la mia vita, ho adorato lei
La sua voce d’oro,  la sua impalpabile  bellezza
Il modo in cui ci faceva sentire
Il modo con cui mi rese vero
E la terra sotto i suoi piedi
E la terra sotto i suoi piedi”

A scuotere la routine quotidiana ci penserà l’ agente FBI Skinner (Mel Gibson) che indaga su un omicidio avvenuto nell’Hotel in cui ha perso la vita il ricco Izzy Goldkiss.
Film ampiamente premiato, d’accordo,  e nonostante io l’abbia visto più di una volta,  per me ogni volta rappresenta un momento lungo 120 minuti di grande musica poesia dove Wim Wenders torna ad essere quello dei tempi migliori di ‘Così lontano così vicino’ e Milla Jovovich è – passatemi l’aggettivo – sublime,  affiancata da Jeremy Davies altrettanto bravo seppur diversamente bello. Insieme in una rappresentazione corale riescono a suscitare grandi emozioni che raggiungono il momento più alto in ‘Satellite of love’ che è comunque una canzone scritta da Lou Reed nel 1972 (più passato di così) che io preferisco nella versione drammatica di Milla Jovovich.

Il satellite è salito su per i cieli
cose come questa mi fanno impazzire
L’ho guardato per un po’
mi piace guardare le cose in TV

il lato positivo

Cosa ti manca ? e di che vai cianciando, TU!?

In controluce, invisibile,  tanto da immaginare anche la sedia storta…

invisibile

eppure basterebbe tu prendessi esempio da chi la vita se la gioca a mozzichi…

sssallyal sole

 comunque se per caso avete  perso la bussola esiste anche ‘Il lato positivo’  e ve lo suggerisco con piacere perchè…  oh non fatemelo dire, non fatemi cadere e cedere al solo pensiero di  questo bel tocco di figliolo che è Bradley Cooper tremendamente dolce non ancora provato dall’esperienza di American sniper, e che ti confida:

“Con il giusto stato d’animo tutto è possibile. Credo che spesso restiamo impantanati in questo stato di negatività ed è un veleno come nient’altro.”

Buon fine settimana, amici cari…io vado dl dentista 😦   ovvero ‘riso amaro (cit.

Aggiornamenti :  Insomma, anche questa è fatta! AriBuon fine settimana

La mia ricetta per stare insieme

Le mie ricette sono molto semplici e descritte sommariamente però non è detto che anche io ogni tanto non ve ne renda partecipi.

Questa volta ‘tocca’ al povero pollo al curry , una portata molto diffusa e apprezzata in Asia (soprattutto in India) e negli ultimi anni arrivata anche da noi Italiani. Ci sono vari modi per cucinare il pollo al curry, questo che vi propongo è certamente il più semplice e il risultato è molto simile a quello originario che ho assaggiato in Thailandia….bellissimo viaggio da bissare.

POLLO AL CURRY
Pollo petto 800\ 1 kg (io preferisco il tacchino) a cui vanno aggiunti :
Aglio 2 spicchi Cipolle 2 (circa 200 gr) Peperoni 1 verde (circa 230 gr) Carote 2 (250 gr circa)
Curry 2 cucchiai (20 gr) Mele 2 (circa 400 gr) Pomodori ramati 3 (circa 200 gr) Zucchine 2
Olio di oliva extravergine 40 ml Pepe q.b. Sale q.b. Farina q.b. Brodo veg

Tagliate a pezzetti piccoli come una noce il petto di pollo e infarinatelo soltanto qualche minuto prima della cottura; °° sbucciate le mele e riducetele a tocchetti e per non farli annerire trasferiteli in una ciotola e lasciateli a bagno con acqua fredda e limone; °° iniziate quindi a pulire e tagliare le verdure: i pomodori eliminandone la buccia, le carote spellandole, le zucchine, private le cipolle del rivestimento esterno e tritatele finemente; °° lavate il peperone verde, pulitelo internamente e tagliate anche lui a dadini.

In una padella antiaderente fate scaldare l ‘olio e aggiungete i pezzettini di pollo preventivamente fatti passare nella farina, fateli rosolare per un 15 minuti con l’aggiunta di un cucchiaio di curry; °° metteteli quindi in una terrina mentre nella stessa padella fate appassire a fuoco basso la cipolla tritata aggiungete anche l’aglio a pezzettini o intero.
Aggiungete i pezzetti di pomodoro e un bicchiere di brodo vegetale o di acqua e fate cuore per circa 5 minuti, passati i quali aggiungete i pezzetti di pollo mescolando bene gli ingredienti. °° Fate stufare per altri 15 minuti aggiungendo acqua (p brodo) q.b. per mantenere il sughetto denso e abbondante quindi unite prima le carote poi dopo qualche minuto le zucchine e infine i peperoni continuando ad aggiungere brodo. °° Infine sgocciolate e versate nella padella i pezzetti di mela scolati dall’acqua e limone, salate, pepate, aggiungendo un altro cucchiaio di curry .
Lasciate stufare per una buona mezz’ora. Et le voila.

Il pollo al curry si accompagna con il riso basmati o pilaf o cous-cous ed è il piatto unico che io servo di più nelle cene quando il tempo è freddo e sedersi intorno a un bel piatto di portata fumante rallegra tutti i convitati.
Di convitati io venerdì sera ne avrò una decina e dunque, ça va sans dire…Pollo al curry come piatto forte che mi riesce assai bene (non lo dico io!)

E voi, cuochette o cuochi provetti come coccolate i vostri ospoti, con quali sapori?

Siamo arrivati, quasi, a martedì sera e abbiamo tempo a pensarci e dunque un abbraccio circolare in attesa di altri suggerimenti.

sally a tavola

Sally a tavola, convitata convinta.

volere bene è…

Ripongo Un bel tipo per parlarvi di una bella tipa, un amore travolgente.

Davvero – e perdonatemi se offendo i sentimenti altrui – vado ‘in bestia’ quando qualcuno se ne esce con la fatidica frase ‘Amo più gli animali degli uomini’ intendendo il genere umano.
Penso sia una limitazione terribile della definizione di amore sia verso gli animali che verso l’uomo che preso in sé con le dovute cautele è un animale interessante, fedele a volte, giocherellone quando gli conviene, un gran filibustiere quasi sempre.

Personalmente amo tutti gli animali e in questo, con la moderazione che conviene a chi vive in città e in un appartamento, la mia famiglia non mi ha mai contrastato.
Coniglio, criceto, pappagallini, tartarughe di terra, d’acqua, il pesce rosso con una vita media di 5 o, come questo che ancora vive, otto anni.. Mia madre mi raccontava del cucciolo di volpe che mio nonno aveva trovato a Villa Borghese, che a sua volta mi mostrava una sua foto in divisa di alpino che lo ritraeva con la mula Nina.
Aneddoti ne abbiamo a bizzeffe.

Ma sempre motivo trainante e ricorrente ‘il’ cane di casa. La loro vita è assai più breve della nostra e dunque è inevitabile portarne il lutto. E non è un lutto tanto per dire perché ogni nostro cane aveva un suo carattere e si era fatto il suo spazio nel cuore della famiglia. Giusto ieri cenando ci siamo ricordati che a Wendy piacevano da impazzire i pisellini mentre a Golia le mele ma quelle dolci.

Anche quando lavoravo molto intensamente e mio figlio era piccolo non ho mai rinunciato all’amore smisurato e incondizionato della mia prima levriera afgana Perla

levriero-afgano-19081715
di Golia suo figlio, e poi di Bimba e ancora di Wendy e infine la più amata perché arrivata ultima in un momento di mia particolare debolezza emotiva forse anche causata dal figlio cresciuto e non più così appiccicoso e restio a farsi spupazzare.

“Mi sono innamorata di te perché non avevo niente da fare…” cantava Luigi Tenco e così ho fatto io con Sally. Un amore incondizionato, totalmente ricambiato il che lo rende ancora più prezioso.

sally

Sally inizia il primo sonno mentre mio figlio guarda i suoi video

dormiente
Ma poi dorme con me, inutile negarlo, sul letto. La mattina me la ritrovo con la testa sul cuscino, io socchiudo gli occhi e vedo che lei, come un bimbo mi scruta per capire quando mi sveglio e da quel preciso momento esplode la sua gioia in un susseguirsi di leccatine e di piccoli mugolii di gioia.

Una salvifica pioggerella di tanti piccoli baci

Da quando c’è Sally io ho smesso di prendere la mezza pasticchetta di Tavor, il mio sonno è tranquillo ae il calore che sprigiona quel corpicino mi ha fatto eliminare la borsa dell’acqua calda d’inverno.
Ho iniziato tutti i giorni, sole o pioggia a fare una passeggiata di un’ora al parco.

autunno

Marzo2015

Ecco, questo a un gatto con tutti i pregi che ha, manca. Mio figlio mi prende in giro e dice che non sono io a portare Sally al parco ma è lei ormai succube del mio desiderio di verde. Il parco è a pochi isolati e ci arriviamo a piedi.
Ho ripreso dimestichezza con il mutare quotidiano della natura e soprattutto il piacere della lentezza e dei pensieri silenziosi cadenzati dai passi.

passi

Che orrore, direte. Quella povera cagnolina umanizzata. No, niente affatto.
Ha tutta la sua dignità di cane e non dà la zampa e non fa giravolte.

sallytoday

Spesso resta a casa da sola, come dire, abbiamo anche vite separate anche se a lei devo la scoperta del sorriso di tante persone che incrociavo da anni, lo scambio di un saluto, piano piano una battuta per arrivare persino all’offerta reciproca di un caffè.

E qui mi viene in mente un libro, certamente non un capolavoro ma delicato e godibilissimo di Cathleen Schine ‘I newyrokesi’

canuzzo

In breve. “New York! Al riparo dal traffico e dal trambusto cittadino dell’Upper West Side c’è un piccolo quartiere tranquillo vicino a Central Park dove, tra gli altri, abitano alcuni proprietari di cani. Vivere in un posto come questo, con un cane al guinzaglio, è come vivere in un piccolo villaggio. Persone spesso sole, riservate, talvolta un po’ eccentriche, persone che mai si sarebbero incontrate altrimenti, si conoscono, stringono amicizia o si innamorano, a volte si lasciano. Perché i cani fungono da veri e propri cupidi, obbligando i loro padroni a legare con altri esseri umani, a superare timidezze e inibizioni in un lieve e romantico minuetto.”

Si legge bene e sicuramente lascia un buon sapore anche a chi, come molti, vive per il suo gatto perché ..

perchè volere bene è un piccolo cuore che batte col tuo.

Buona domenica con un abbraccio circolare

caffe

(foto sherazade nn riproducibili senza autorizzazione)

Un bel tipo

unnamed
Metti anche tu la veste bianca
E schiudi l’uscio al tuo cantor!
Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l’amor.

La mia doccia nuova superaccessoriata vetro assolutamente trasparente che il primo momento che ci sono entrata mi sono detta che avrei dovuto, per pudicizia, lavarmi in camiciola come quell’anno di collegio dalle suore dove il bagno si faceva con la camicia da notte. Il corpo delle donne ancorchè bambine veicola le tentazioni!

Non parlo dell’Ottocento!

Penso a te e dopo anni e anni mi sono ritrovata in Corsica a rabbrividire sotto una doccia spartana con acqua gelida in un minuscolo campeggio di Ile Rousse. Penso alle tue mani insaponate che scivolavano sul mio corpo, che indugiano, sento il sapore di shampoo delle nostre lingue e vivo quell’impellente bisogno di fare l’amore. Ecco il sole di luglio, il mio compleanno, la notte in albergo e quella minuscola doccia dove soltanto l’uno dentro l’altro addossati alla parete riuscivamo a lavare il sudore di un’estate caldissima che riproducevamo all’infinito.
E poi amore, nuotate, amore, mare di sentimenti, ben attenti a non scoprirli troppo.

Seduta sul letto, difronte a te, la bocca sul tuo membro nudo mi asciugavi i capelli scompigliandoli con le mani a pettine.
Momento di pura magia e la poi la mia dabbenaggine di parlartene.
Guardandomi tra lo stralunato e il divertito  mi ha confessato che da piccolo volevi fare il parrucchiere! Ho capito che il lavoro di ingegnere nucleare doveva essere molto stressante.

Tu non eri quel tipo d’uomo che … ma certamente un ‘bel tipo’.

 

iome

foto sherazade 2015

“Finché durerà.. .Sarà per sempre” *

Ciclicamente, come fosse il male di stagione, nello specifico un virus ,  buona parte dei blogger, contemporaneamente, si interrogano –  e/o cercano di spiegare,   analizzandosi – il perché del loro blog.          Ovviamente le risposte sono molteplici e non mi permetto di entrare nel merito.

Il mio blog (r)esiste da molto oltre dieci anni e la ragione che mi ha spinto è molto semplice. Mi sono messa ‘di tigna’ per capire come funzionava tutto il meccanismo che aveva nomi astrusi come htlm, head, link, editing  le mille possibilità di giocare con l’impaginazione (cosa che ancora oggi faccio) insomma nessuna spinta alt(r)a.     Continuo a scrivere per me, per divertimento anche quando mi lascio andare a momenti tristi.    Scrivo, certamente, perché continua a stimolarmi ma soprattutto perché questo è diventato un canale inesauribile di nuove esperienze.

Come  nel quotidiano si alternano le stagioni e il blog, il mio blog, subisce i cambiamenti, accetta allontanamenti inaspettati e scopre sintonie impagabili.      Per mia esperienza possono nascere amicizie sincere, insperate ed inimmaginabili, ho assistito a due matrimoni, ma ho anche avuto la riprova che bugie e falsità pagano sempre pegno. Fortuna?

stivaloni

Scrivete e fatelo come sapete fare senza remore, senza lasciarvi intimorire da chi ai vostri occhi appare (oppure certamente è) superlativo.     Il mio lavoro mi ha portato a conoscere e interloquire con persone di grandissimo valore umano e intellettuale e non mi sono tirata indietro ma, detto alla romana, ho appizzato le orecchie e incamerato una ricchezza di nozioni, di emozioni che oggi sono mie.

E nel rassicurarvi qualora ce ne fosse bisogno…mi cito da un post del 27 marzo 2014:

sulTappetinoNuovo

Leggo voi perche, questo è semplice: perché realmente mi piace il modo di scrivere di rapportarsi a me di ognuno di voi.

Trovo nei vostri scritti tenerezze inaspettate, lucidità utilissima ,spesso cinica, fragilità che emergono timidamente, rabbia e confessioni tanto profonde che entro ed esco in punta di piedi, laddove scrivere diventa terapeutico, trovo ricette abbellite di pensieri quotidiani un po’ alla Artusi.

Poi ci sono tutti quei maestri che senza arroganza scrivono in modo superlativo e che regalano a tutti noi veri e propri racconti o poesie o romanzi completi, immagini che diversamente non arriverebbero.

Leggo voi perché:

“Gli scrittori nascono con un’eccezionale capacità di osservazione: guardano le persone, le cose, la vita, se stessi in modo incessante e piano piano cominciano a interpretare certi tratti, certe scene che non sono ovvie, che non sono in superficie.”
E’ un pensiero della grande scrittrice sudafricana Nadine Gordimer, assai poco conosciuto prima che nel 1991 le fosse assegnato il Premio Nobel per a letteratura e ancora nel 2007 il Premio Grinzane Cavour per la Lettura. Una donna forte, una bella figura di donna,  moderna e lucida,  dell’inizio del secolo scorso.

“Finché durerà.. .Sarà per sempre” La frase è la chiusura del  post di Rodixidor Le Alpi d’Oriente   https://paracqua.wordpress.com/

scherza coi fanti (e lascia stare i santi)

 

“Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.”

Ma qui siamo nell’ambito (alto) della poesia di Neruda. Nella vita le cose vanno spesso diversamente.

Ti parlavo anch’io e il tuo tacere mi inquietava. Ti accarezzavo delicatamente e da te neppure un brivido silenzioso. Ti ho parlato, supplicato e mi sono anche arrabbiata.
“Perché?” mi dicevo “andava tutto talmente bene e tra noi perfetta sintonia.

Ho dovuto lasciarti, lo ammetto, anche sostituirti.

Oggi, finalmente dopo venti giorni e due settimane sei tornato. Mi aspettavi.

E’ stato come se il tempo non fosse mai passato.
Le incomprensioni sanate.
Ti sei accesso al mio tocco.
Ora sei di nuovo mio.
Insieme e…

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Mi piaci (anche)  quando taci…

Fuga in avanti

Ero convinta, pur facendo ciò che andava fatto, che fosse novembre.
Tutto passato e tutto già lontano.
Non solo e non tanto le foglie morte, il grigiore di Roma che con la pioggia sembra ancora più sporca, la gente incarognita.

autunno
foto sherazade – Parco delle Valli, Roma

rossodisera

foto sherazade – Rosa di sera dopo la pioggia

aspettando
Foto sherazade -Un ultimo relax in giardino

Fuga in avanti sulle note di una canzone che riecheggia nei miei momenti No.

E quando le tue paure si placano
E le ombre rimangono ancora
So che puoi amarmi
Se non rimane più nessuno da incolpare
Per cui non importa l’oscurità
Possiamo ancora trovare una via
Perché niente dura per sempre
Nemmeno la fredda pioggia di novembre….”

…e buonanotte al mondo

Buonanotte

foto sherazade – Sally la dolciissima Sally