tra pensieri e suggestioni

Chi ha un cane e con il suo cane fa delle passeggiate quotidiane e, quando il tempo è buono e c’è disponibilità, si ferma nella parte di parco a loro destinata, non è necessaio leggere The newyokers di Kathleen Shine

per sapere che nel tempo, tra le varie tipologie di umanoidi, così come per i loro cani, ci creano corsie preferenziali di dialogo o motivate (o non) antipatie.
Sono ormai quasi quattro anni che io frequento il Parco delle Valli di Roma un parco per il quale, quando io mi trasferii a Monte Sacro vent’anni fa, noi residenti lottammo perché si voleva cementare e farne un bel …centro commerciale



Lo spazio riservato ai nostri cani è abbastanza ampio e senza troppe nomine è autogestito dal ‘gruppo degli anziani’. Abbiamo comprato sedie, comprato una taglia erba e diamo un piccolo tot al mese ad uno dei ragazzi perché tutto sia sempre pulito ed in ordine.

Ci si conosce tutti e naturalmente si sono formati dei piccoli gruppi per interessi e simpatie ma c’è sempre una parola e un saluto generale quando si entra.
Io, personalmente ho stretto amicizia con tre di loro e si è presa l’abitutine di vedersi anche ‘al di fuori’ di quel contesto andando a cena oppure prendendo il caffè ora a casa di uno ora a casa dell’altra
Eppure nessuno si è mai preso la briga di andare a dichiare agli altri ‘Guarda voi siete simpatici ma a casa mia invito solo Piripicchio e Pocchia perché sono più belli, più ricettivi ecc..’
ça va sans dire que No!

I blogger sono una comunità vasta e variegata, il blog una agorà, una piazza, un parco giochi, un sentiero da percorrere insieme per quel che vale.

Siamo qui, tutti insieme con i nostri pregi e difetti, c’è chi bluffa e chi resta sé stesso, sta a noi soltanto sapere distinguere.

Siamo qui tutti insieme perché ci piace (perché negarlo) che questo nostro scrivere corrisponda e si confronti con pensieri altri.

Non siamo qui tutti insieme per dare voti, dichiare il più bravo, il più bello, il più di tutto perche quel tutto è relativo e ad esclusione. No, credo che questo non spetti alla comunità.

Perché stare al gioco di una società che ci spinge ad essere competitivi?

Ma perché? dove sta scritto che ci si debba schierare con questo o quella quando di per sé leggere o mettere un tanto famigerato ‘Like’ di per sé è un segnale che mandiamo?

Sono una pessima (oddio non proprio!) cuoca, scrivo poesie come una rana, scarabocchio pensieri e non mi sento nessuno dunque?

“Deligere oportet quem velis diligere.”
Bisogna scegliere chi si vuole amare
(ma perfavore facciamolo con delicatezza).

Marco Tullio Cicerone

(fotografie sherazade, Parco delle Valli, Sally, ‘natura morta’)

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Ma tu come ti chiami ?

IERI SERA MI SONO CALATA NELLA BELLA STORIA DI LAURIE UNA BAMBINA NEL PERIODO ADOLESCENZIALE E DUNQUE IN CERCA DI UNA SUA IDENTITÀ.
UNA PARABOLA EFFICACE E DOLCE CHE SI REGGE SUL SOTTILISSIMO FILO CHE DEMARCA I CONFINI DELL’APPARTENENZA DI SESSO.
GIRATO CON MEZZI SCARSISSIMI IL FILM REGISTRA, E IN ALCUNI MOMENTI DILATA, ESASPERANDOLI, I SENTIMENTI DI TUTTA UNA FAMIGLIA PICCOLO BORGHESE DELL’ENTRE TERRE FRANCESE ALLE PRESE CON UN ENNESIMO TRASLOCO PER LAVORO DEL CAPOFAMIGLIA.
LAURIE È UNA BIMBA DI DIECI ANNI, CON UNA SORELLINA PIÙ PICCOLA, BELLISSIMA, I LUNGHI CAPELLI ABBOCCOLATI, CHE GIOCA A FARE LA BALLERINA E ASSOMIGLIA E SI MUOVE COME LE MINIATURE DI QUELLE BALLERINETTE TENUAMENTE COLORATE CHE GIRAVANO SULLE SCATOLE CON I CARILLONS, COMPLETAMENTE DIVERSA DALLA SORELLA CHE OSTENTA CON IL SUO CORPICINO ANDROGINO ARIE DA MASCHIACCIO CHE LA METTONO AL RIPARO DA UNA TIMIDEZZA (E FORSE UN FEELING TROPPO STRETTO CON IL PADRE), PORTA I CAPELLI CORTISSIMI, VESTE MAGLIETTE EXTRALARGE SU PANTALONCINI ROSSI E PREDILIGE I GIOCHI DEI RAGAZZI.
L’OCCASIONE DEL CAMBIAMENTO DI CASA, UN FRAINTENDIMENTO INIZIALE CON UNA BAMBINA CHE DA SUBITO SI INNAMORA DI ‘LUI’ È L’EQUIVOCO CHE SPINGE LAURIE A CALARSI NEI PANNI DI MICHAEL. E CI RIESCE.
IL FILM NON FINISCE ‘RISOLTO’ E LASCIA L’AMARO IN BOCCA DOVUTO AL UN SENSO TRASLATO DI INADEGUATEZZA DA PARTE DEI GENITORI (E DEGLI ADULTI IN GENERE) A CAPIRE COME E PERCHÉ IL COMPORTAMENTO DI LAURIE SIA CONTRARIO AL LORO FLUIRE LOGICO DELLE COSE; E IL TENTATIVO CHE METTONO IN ATTO PER RIMETTERE IN ORDINE IL PUZZLE GENERA DOLORE IN TUTTA LA FAMIGLIA. SPIAZZA LA SORELLINA, DIVENTATA COMPLICE DELLA FINZIONE, CHE VEDEVA IN MICHAEL IL FRATELLO CHE AVEVA SEMPRE DESIDERATO MA FERISCE PROFONDAMENTE ANCHE LISA, LA BAMBINA AL SUO PRIMO AMORE E AL SUO PRIMO BACIO, CHE – TUTTAVIA – CON UNA SAGGEZZA SPONTANEA PRIVA DI SOVRASTRUTTURE CHIUDE IL FILM PACATAMENTE, DOPO IL CRESCENDO DI EMOZIONI, CHIEDENDO RASSEGNATA (“TANTO RUMORE PER NULLA”) A MICHEAL: “MA TU COME TI CHIAMI?”


 

Tomboy è un film del 2011 scritto e diretto da Céline Sciamma.

 

Tutte le donne

Giornata internazionale per
eliminare la violenza contro le donne

25 Novembre 2015

“Perugia, uomo uccide la moglie a colpi di fucile e si costituisce
Proprio oggi,  Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, una donna italiana di circa 40 anni è stata uccisa a Perugia.  L’omicidio è avvenuto in un appartamento nella zona della stazione di Perugia, sembra al termine di una lite. Secondo quanto accertato finora la donna, avvocato, è stata uccisa con una doppietta dal marito, 40 anni, agente immobiliare. Gli investigatori stanno ancora ricostruendo la dinamica dell’omicidio.”

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Nell’ultimo anno dello scorso millennio, il 1999, l’Assemblea Nazionale delle Nazioni Unite ha designato il25 Novembre come Giornata Int.le per l’eliminazione della violenza contro le donne.
L’ONU ufficializzò tale data su segnalazione di un gruppo di donne attiviste Latinoamericane e dei Carabi in ricordo del brutale assassinio, avvenuto nel 1960, a opera del dittatore latino-americano Rafael trujillo, delle tre sorelle Mirabal mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione. Esse furono bloccate sulla strada da agenti delServizio Militare di Intelligenza, furono torturate, massacrate a colpi di manganelli e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente

In Italia la prima volta che venne ricordata la data del 25 novembre fù nel 2005 per iniziativa di vari centri anti-violenza e Amnesty Internazional.

Non mi pare che nei giorni passati si sia dato risalto sui media  o – peggio – che sia stato organizzata una manifestazione nazionale per ricordare questo ‘silenzioso’ dramma quotidiano che mai come oggi in una società, parlo della nostra, apparentemente paritaria, viene trattato cone ogni volta fosse un caso nuovo, una puntata di serial che fa ascolti.

Dalle poche ore settimanali che dedico a un centro antiviolenza esco ogni volta con un grande fardello. Donne intelligenti segnate dentro e fuori da uomini malati a cui sono legate anch’esse da un amore malato.

Donne che temono per la stessa vita dei figli dunque ricattate.

Non ci sono soldi per supportare le case famiglia. Non c’è men che mai oggi un lavoro che possa affrancarle, quando va loro bene, dalla famiglia nella quale rientrano come bambine in punizione. “Donne che amano troppo” come ci racconta il libro di Robin Norwood. Leggetelo c’è molto da scoprire di insospettabile di non detto anche in noi perchè non sappiano neppure nei momenti migliori (o peggiori) cosa la vita abbia in serbo per noi.

ciotolina

In Italia 1 donna su 3
tra i 16 e i 70 anni, e dunque in un arco di vita che copre dalla giovinezza alla maturità avanzata, è stata vittima della violenza di un uomo.
Secondo i dati dell’Istat 2008, ricavati unicamente dalle donne che sono ‘uscite allo scoperto’, sono
6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale,
3 milioni quelle che hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata.
Si tratta di violenze domestiche soprattutto a danno di mogli e fidanzate:
8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa.
1 milione di donne hanno subito u no stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner.

Il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato.
Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno.
Gli autori sono degli sconosciuti 1 volta su 4, nello stesso numero di casi, sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti.

(dati scorporati dal Web, così come le foto )

 tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini

Non gridate più

Mali, attacco jihadista a hotel di Bamako: “Almeno 27 morti. Ostaggi tutti liberi”

Cardi

Non gridate più

Cessate di uccidere i morti

Non gridate più, non gridate
Se  li volete ancora udire,
Se  sperate di non perire

Hanno l’impercettibile sussurro,

Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba,
Lieta dove non passa l’uomo.

Giuseppe Ungaretti

Red Rain

Red rain is coming down
Red rain
Red rain is pouring down
Pouring down all over me

I am standing up at the water’s edge in my dream
I cannot make a single sound as you scream
It can’t be that cold, the ground is still warm to touch
Hey, we touch
This place is so quiet, sensing that storm

Red rain is coming down
Red rain

. . . . . .

Pensieri collegati

” . . .Tomorrow’s rain will wash the stains away
But something in our minds will always stay. “

Non sono una che piange facilmente.
Sono di ceppo sabaudo e mi hanno insegnato a tenere sotto controllo i sentimenti.
Difficilmente impreco ma vivendo a Roma qualche colorito intercalare qual voce dal sen(no) fuggita
centra il bersaglio.

Eppure oggi ho pianto perché negli anni affrancomi dall’autorità familiare ho imparato (anche) a piangere.

Ho sorriso quando ho accarezzato il volto disteso e sereno di mamma nell’ultimo saluto. Non vi è giorno che io non riviva quel momento.

Ho pianto come una stupida senza alibi questa mattina per il crescendo di ansia che si è andata accumulando.

Mi sono mossa piano nel letto ma Sally ha percepito il mio risveglio e con la delicatezza di un bulldozer di Lego mi è salita sul petto ed ha cominciato freneticamente a leccarmi. Non succede sempre.
Ha un odore ‘buono’ sally, un calore vitale, è viva ed è con me

Abbracciami e tienimi stretta mi diceva mia mamma con grande pudore. Ci stringevamo forte e restavamo silenziose. Questo era il nostro modo di darci la buonanotte poi io andavo via.

Mia madre non si scandalizzerebbe nel sentirmi dire che in Sally con il suo buongiorno ho rivissuto il suo calore . . . e piango perché oggi è un giorno così.  A volte è doloroso non essere più figlia.

Una salvifica pioggerella di tanti piccoli baci

“Avremo sempre Parigi”

Erano i primi anni 50 e alla sorella più piccola di mia mamma, Mussi, venne concesso di andare a studiare all’ Académie des beaux-arts a Parigi. Precorsero i tempi i miei nonni.
L’anno successivo la zia Mussi si innnamorò di uno dei accademici e si sposarono: tra loro a contrariare i genitori c’erano 30 anni di differenza. Vissero ‘felici e contenti per oltre 40 anni.

La prima volta che io e mio fratello andammo a Parigi avevamo meno di sei anni scendemmo a la Gare de Lyon e lì, siamo negli anni Sessanta, si materializzo per noi il primo ‘uomo nero’ delle paurose favole punitive. Il ‘politically correct’ era  di là da venire e a Torino non avevamo mai incontrati uomini così diversi da noi.
Divenne per noi consuetudine passare le vacanze con gli zii  in Normandia e sostare qualche giorno a Parigi perché nel frattempo erano nati i due cugini e continuare, ora con meno frequenza, ad avere con Parigi un forte legame.

Per queste mie ragioni personali ho vissuto i terribili eventi di ieri sera ancora più pesantemente di altri drammatici attentati che da dopo l’11 settembre si susseguono incessantemente un po’ in tutte le capitali europee.

“Avremo sempre Parigi”
(dal film: Casablanca)

“Oh! ma Parigi non è fatta per cambiare aerei.. è fatta per cambiare vita! Per spalancare la finestra e lasciare entrare la vie en rose”
(dal film: Sabrina)

“Non si può scegliere se Parigi sia più bella di notte o di giorno, ti posso dare un argomento che mette ko sia l’una che l’altra ipotesi.. Sai a volte mi chiedo come qualcuno possa realizzare un libro, un dipinto, una sinfonia o una scultura che competa con una grande città. Non ci si riesce, ci si guarda intorno e ogni strada, ogni boulevard, sono in realtà una speciale forma d’arte. E quando qualcuno pensa che nel gelido, violento e insignificante universo esiste Parigi ed esistono queste luci, insomma andiamo non succede niente su Giove o su Nettuno, ma qualcuno lassù dallo spazio può vedere queste luci, i caffè, la gente che beve e che canta. …”
(dal film Midnight in Paris)

“Parigi sarà sempre Parigi. Che vuoi di più?”
(Frédéric Dard)

Les prenoms de Paris
Jacques Brel

“- Questo è un sogno?
– Il più bello dei sogni, amore mio.
– Sì, ma perché qui? Perché ora?
– Perché qui? Perché ora? Quale posto migliore di Parigi per sognare?”
(dal film: Ratatouille)

“Ho due amori: il mio Paese e Parigi”
Joséphine Baker

… e per chi desiderasse sapere qualcosa di piu sulle mie prime esperienze  e sulla Normandia questo è il link

https://sherazade2011.wordpress.com/2011/10/07/les-feuilles-mortes-piluccando-nei-ricordi/

Cave canem

“Molestava la ex fidanzata 65enne
80enne arrestato per stalking
La denuncia è scattata domenica mattina dopo che nell’ennesimo appostamento figlio e genero della vittima sono stati presi a schiaffi. “

Questa notizia mi ha fatto inizialmente sorridere “Ma come – mi sono detta – lasciarsi andare a simili intemperie in età tanto avanzata nella quale di dovrebbe acquisire una certa pace dei sensi a vantaggio di una maggiore attenzione alle cose del mondo! Siamo andati, davvero, proprio tutti fuori di senno!”

Il nostro codice penale prevede il reato di stalking – dal termine inglese “to stalk” = fare la posta, braccare la preda. Con esso si intendono tutte le condotte persecutorie – quali comportamenti invadenti, di intromissione, con pretesa di controllo, minacciando costantemente la vittima con telefonate, messaggi, appostamenti, ossessivi pedinamenti – verso una persona e che interferiscono nella vita privata della stessa.
Lo stalker (uomo o donna,  sia chiaro) agisce nei confronti di una persona che è vittima in quanto legata a lui da un rapporto affettivo o non basato su una relazione che può essere reale, ma anche solamente immaginata.
Il fenomeno prende il nome di “cyberstalking
auando l’azione di stalking è attuata tramite l’utilizzo internet, posta elettronica, chat, sms e messaggistica istantanea e si caratterizza per l’assenza di contatto “fisico” con la vittima, pur mantenendo condotte minacciose o moleste.

Purtroppo è lo stesso web ad agevolare il controllo del perseguitato: basti pensare al tracciamento dei movimenti tramite applicazioni di geolocalizzazione quali Foursquare, Facebook Places, ovvero alla costante quantità di informazioni reperibili in rete (a messi a disposizione da social network, blog, newsgroup, mailing list, ecc.).
Il rovescio della medaglia è che con gli stessi mezzi il ‘perseguitato’ ha modo di rintracciare il suo persecutore.

Come difendersi?
Innanzi tutto, è importante un uso consapevole del web, proteggendo la propria privacy, evitando di pubblicare e diffondere i propri dati personali (soprattutto relativi ai luoghi di residenza e di lavoro) e avendo sempre l’ accortezza di non lasciarsi prendere da immediate fascinazioni. Insomma alemeno agli albori della conoscenza vale il vecchio adagio

“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”

E noi? Noi blogger? Stesso ragionamento utilizzando anche  un altro proverbio:

“Prevenire è meglio che curare”.

Fermo restando che anche in rete il reato di stalking una volta comprovata l’identità dell’autore costui (o costei) viene punito a querela della persona offesa.

In una intervista Sting ammise di essersi riferito  a sé stesso, alla rottura del suo primo matrimonio per chiudere un testo che non esitò a bollare “cattivo, geloso e possessivo”

Concluso un estemporaneo adulterio, un procuratore legale crede di poter riprendere la sua vita normale con la moglie, ma l’amante lo perseguita ossessivamente..
Film ‘vecchiotto’ ma ben strutturato e incalzante.

(immagini prese dal web)