Le coltri umide di novembre

Le coltri umide di novembre
Mi seppelliscono per sempre
Il tempo mi sfila tra le dita
La terra ruota sulle mie orbite
Dov’è quel tenue sorriso
Che cominciò un giorno di maggio
Se non sulla bocca dei morti
Malgrado la pena dei vivi
(Paul Eluard)

Lo so, lo so! un pezzo forte dei Guns n’ Roses ma per me David Garrett È talmente bello e solare: un sole di novembre niente male.   Lasciatemi scaldare … di più!

teniamoci strettistretti Anzi strettissimi

Shera🌷❤

ìsciarpetta

tratteniamo con fiducia quel tenue sorriso che  Paul Eluard vede sfuggire.

 

 

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respiro la nebbia

 

Il mese di Settembre, fine o nuovo inizio? Mese di transito, emozioni germogliate e fiorite nel sole repentinamente si ridimensionano. I sogni di nuovo relegati a quel nostro angolino prezioso che si schiude nel silenzio della notte nella casa silenziosa tornata ordinata come i nostri pensieri quotidiani.

Mi sono addormentata in un mondo di colori caldi e nella notte il vento ha portato freddi  lampi di luce e boati: ‘…. respiro la nebbia penso a te’.

Il buongiorno di settembre è nero e carico di pioggia. Le zanzare non cedono…

Una canzone italiana tra le tante, tutte bellissime, che ricordano questo mese di transito. Uno dei brani più famosi nel panorama rock italiano, una ‘gemma’ che si distingueva nell’ambito del progressive nostrano. Una emozione che non è sfuggita al Maestro Battiato.

La Sallyina non ha più la lingua penzoloni, goccioline che io raccoglievo  con uno straccetto!Non più appiattita al suolo a cercare il refrigerio del pavimento ma comodamente appoltronata.

Ecco. Impressioni di Settembre.

Amiche care e amici belli il buono c’è ed è che….

teniamoci strettistretti anzi strettissimi,

l’inverno sarà lungo e – temo – non facile.

e menta sia

Dopo una lunga e piacevolissima telefonata con un’amica, ci siamo lasciate augurandoci, data l’ora e la gola ancora zeppa di parole : ‘Ci vorrebbe un Mojito!’

Il Mojito, quello che beviamo comunemente – ecco – sopratutto nella bella stagione,  ha origini cubane. Si racconta  che sia stato sperimentato per la prima volta  nel famoso locale dell’  Habana La Bodeguita del Medio di cui  Ernest Hemingway  era affezionato cliente e robusto bevitore.

Il Mojito, l’ originale,  non è mai troppo alcolico poichè i cubani iniziano a berlo sin dal mattino per via  del caldo estivo e d’altra parte gli impegni quotidiani non consentirebbero di essere eternamente (felicemente), non del tutto sobri.

Più che un cocktail, dunque, è una bevanda leggermente alcolica, dissetante,  a base di (un) lime, zucchero di canna raffinato  (bianco), acqua gassata, rum bianco e naturalmente l’ indispensabile  hierba buena sostituita egregiamente dalla nostra menta fresca e dolce visto che la hierba buena cresce solamente a Cuba.

Si sono tramandate molte curiose leggende sulla Menta conosciuta ed utilizzata fin dai tempi più remoti.

Raccontano i poeti antichi, che la menta fosse in origine una bellissima fanciulla, amata da Plutone trasformata per vendetta in erba da Proserpina… Plutone tuttavia  come ultimo suo gesto d’amore le regalò un intenso pungente profumo tanto da attirare chiunque le passasse accanto.

Questa leggenda d’amorosi sensi contribuì ad attribuire presunte virtù afrodisiache alla menta  che con il suo profumo soavissimo  fu scritto:  :”risveglia le forze del sesso quando siano carenti o sopite”.

Ci si mise di mezzo anche Zeus perchè un’altra leggenda vuole che proprio lui,  respinto più e più volte dalla ninfa,  trsformasse  Myntha in una pianticella fredda e dai contorni pungenti così come lei si dimostrò nei suoi confronti.

Niente amore, contrasti o sesso nell’antico Egitto poichè, così come testimoniato nel Papiro Ebers, la menta veniva utilizzata dai sacerdoti per donare lucidità mentale e longevità.

La preparazione.del Mojito

 In un bicchiere, tradizione vuole sia un  tumbler alto posate le foglie di menta (in genere 10/12 foglie), spremeteci sopra il lime e aggiungete due cucchiaini da cappuccino di zucchero di canna bianco, con un pestello esercitate una leggerissima pressione in modo da amalgamare gli ingredienti stando attenti a non lacerare le foglie di menta, riempite il bicchiere con del ghiaccio spezzato (non tritato) e a questo punto aggiungete il rum bianco in una dose che va dai 4 cl ai 7 cl, dipende dal vostro grado di resistenza all’alcool (a me piace forte, robusto, come al santo bevitore Ernest). Completate con due dita di soda o acqua gassata.

 

 Allora? chi accetta il mio invito?

( ‘… e chi non beve con me peste lo colga!’ )

Niente però vieta agli astemi ( mmm 😦  ) di esserci e dunque

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi. Buona settimana.

Foto dal web. Sally è Sally

che cosa c’è in un nome…

“Ciò che chiamiamo Rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.” W:S:

Non ho il pollice verdissimo ma… ma la mia rosa non ha eguali e sarebbe grande egoismo non gioirne con voi.

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi (attenti alle spine, può succedere che…) Sereno weekend 🙂


My mistress’ eyes

“Tu a quest’ora non esci” (più o meno all’imbrunire).

le aveva detto il marito prima di colpirla come tante altre volte ‘per fortuna’ senza ucciderla.

Ogni giorno la donna viveva segregata in casa – a San Donato una frazione di Torino.

“Quando non vuole che esca mi chiude a chiave”,

Gli occhi della mia donna non sono come il sole;
Il corallo è assai più rosso del rosso delle sue labbra;
Se la neve e’ bianca, allora i suoi seni sono grigi;
Se i capelli sono crini, neri crini crescono sul suo capo.
Ho visto rose damascate, e rosse, e bianche,
Ma non ne vedo sulle sue guance;
E in certe fragranze c’è più delizia
Che nel fiato che la mia donna esala.
Amo sentirla parlare, eppure so
Che la musica ha un suono molto più lieto.
Ammetto di non aver mai visto camminare una dea,
Ma la mia donna, quando cammina, calpesta il suolo.
E malgrado tutto ciò, ritengo che la mia amata sia straordinaria
Come ogni altra donna falsamente cantata con immagini esagerate .

My mistress’ eyes are nothing like the sun;
Coral is far more red than her lips’ red:
If snow be white, why then her breasts are dun;
If hairs be wires, black wires grow on her head.
I have seen roses damask’d, red and white,
But no such roses see I in her cheeks;
And in some perfumes is there more delight
Than in the breath that from my mistress reeks.
I love to hear her speak, yet well I know
That music hath a far more pleasing sound.
I grant I never saw a goddess go:
My mistress, when she walks, treads on the ground.
And yet, by heaven, I think my love as rare
As any she belied with false compare.  W. Shakespeare, sonetto 130


Buon fine settimana in anticipo. Buon primo ma più ancora 2 giugno (noi speriamo che ce la caviamo) e sopratutto teniamoci strettistretti anzi strettissimissimi.   Appoi !

(foto sherazade2011)

fuga di donna

Questa tenera Sherazade non è mia ma l’ho tra-fugata dall’etichetta di  una notissima azienda vinicola siciliana che mi offre una perfetta  occasione per un piccolo brindisi con voi (e chi non beve con me … s’ inebri della sua  fragranza) . A bientôt mes ami(e)s !

Teniamoci stretti anzi strettissimi grati di quel che abbiano lasciando da parte falsi moralismi.

Pace.