Virginia (piccole donne crescono)

‘Zia – mi ha chiesto Virginia la mia nipotina di nove anni con la quale in questo ultimo periodo ho passato parecchio tempo – perché la data dell’ 8 marzo per la Festa delle donne?’

‘Presto detto, Virgi!  L’8 marzo 1908, 129 operaie di un’industria di New York rimasero uccise in un incendio, durante uno sciopero di protesta per le condizioni di lavoro indegne a cui erano sottoposte.  Da allora, l’8 marzo è diventata la giornata internazionale dedicata alle donne.’

‘Zia e la mimosa?’

‘Sono state le donne italiane dell’ UDI (Unione Donne Italiane) a eleggere la mimosa “pianta delle donne” soltanto molti anni dopo, nel 1946: si cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della donna del dopoguerra.  La scelta fu quasi obbligata: la mimosa è una delle poche piante a essere fiorita all’ inizio di marzo e, cosa non da poco, aveva, allora,  il vantaggio di avere un costo irrisorio.’

Soltanto qualche giorno fa un  ‘emerito ’ eurodeputato polacco di estrema destra Janusz Korwin-Mikke ha fatto (per fortuna) scalpore per le sue dichiarazioni sessiste e offensive contro le donne.  A conclusione di un suo sproloquio ha detto : “E’ giusto che le donne guadagnino meno di me, perché sono più deboli, più piccole e meno intelligenti… Quindi devono guadagnare di meno, è così e basta”.

E allora amiche mie e amici cari cosa aggiungere se non che la strada è ancora tutta in salita e certamente un giorno è assai poca cosa? Ed io non ho intenzione di mettermi in competizione (che non reggerei) con assai dotti e seri e ponderati articoli sull’argomento?

Beviamoci su!  Per un giorno, è poco! ma già molto,  almeno noi che possiamo, cui è stato concesso, a dispetto di mille ostacoli,  nascere dalla parte ‘migliore’ dell mondo?

Beviamoci su con leggerezza, con la leggerezza che deve anche essere la consapevolezza dell’impegno verso le altre donne, verso le nuove generazioni perché continuino a chiedere e noi a raccontare e fare/aiutare a  mettere da parte idee da Medio -evo e violenza e sopraffazione.

Beviamoci su con un  cocktail, il Mimosa:

Un drink fresco,  leggero a base di succo d’arancia e bollicine, un cocktail internazionale.  Il Mimosa vero e proprio fu inventato da un barman del Ritz Hotel di Parigi nel 1925 che diede a questo nome al  cocktail  perché il giallo oro ricordava nel colore, appunto, la mimosa. Ma la mimosa era già nell’aria perché alcuni anni prima  a Londra era nato un cocktail quasi identico chiamato Buck’s Fizz dal nome del locale in cui era stato ideato!    Questo frizzante long drink in Italia è considerato un aperitivo, ma recentemente con l’avanzare della moda dei ‘brunch’  domenicali, e diventato un’ alternativa briosa al succo d’arancia

Le dosi del Mimosa :

Versare in un flute da champagne,una parte di Spumante Brut e una parte di succo di arancia. Guarnire con una fettina di arancia il bordo del bicchiere. Bere ben freddo.

Buon 8 marzo, Sally vi scodinzola festosamente

se la famiglia è ‘noi’

Il  nuovo disco uscirà il 2 giugno e i Coldplay, per stemperare l’attesa c(f)uriosa  dei fans, me compresa (mi perdoni chi non condivide questo mio lato ‘soft’) , hanno già pubblicato il primo singolo di questo EP.

La canzone si intitola “Hypnotised” e a livello di produzione si allontana  molto dalle sonorità elettroniche che hanno caratterizzato gli ultimi lavori del disco, E’  un brano più acustico, intimista, che ricorda le prime produzioni del gruppo. Il lyric-video di “Hypnotised”, realizzato da Mary Wigmore, ha appena fatto il suo debutto in rete.

Io vi lascio in buona compagnia e mi assento per qualche giorno.

Il fratello ha superato brillantemente l’ operazione ma… resto ‘a disposizione’!

Un grazie sincero per la vostra affettuosa amicizia.  Buon fine settimana

Teniamoci strettistrettissimissimi

mimosally

un arancione che scaccia il freddo

Gennaio 2012.
Pochi commenti e di due persone carine (Azalea e Sonia (Ideeintavola) che non scrivono più.
Mi sento fuori fase, avrei sulla punta della lingua, dei tasti, troppi mugugni ed allora mi taccio per non unirmi al coro di quelli che sanno tutto e tutto è il loro pane quotidiano…

Fa molto freddo, a Roma tre forti scosse di terremoto di due giorni fa hanno ulteriormente inciso su un mio retrogusto di malumore verso troppi avvenimenti.

La vellutata di zucca, quella di Modena è la più ambita, vi riscalderà senza richiedere troppa “arte”.

Un abbraccio circolare a tutti voi. Sally vi aspetta per la colazione…

sallymandarinetti

 

sherazade2011

La vellutata di zucca è una zuppa allegra e delicata preparata con polpa di zucca gialla, una o due piccole patate, un bicchiere e mezzo  di acqua,  sale qb (a chi piace facendo precedere la bollitura da un piccolo soffritto di cipolla o  profumandola con un  pizzico di cannella prima di servirla ); a cottura ultimata (in pentola  a pressione bastano venti minuti) il tutto viene messo nel frullatore per ottenere una crema abbastanza solida.  Personalmente ammorbidisco il sapore aggiungendo agli ingredienti due sottilette di formaggio fuso (kraft, per capirci).


La vellutata di zucca fatta alla mia maniera, si serve adagiandola su una bella fetta di pane abbrustolito, cospargendola di abbondante parmigiano grattugiato   oppure – una leccornia con qualche caloria in più! –  accompagnata da dadini di pane, sempre casereccio, fatto saltare in padella con poco olio.

 

Ingredienti per 4 persone:
zucca gialla 1kg

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Clochard

“A Parigi tira aria di  tempesta e di sinistra. Durante un inverno particolarmente rigoroso, il Governo francese firma un decreto che obbliga i proprietari di case con più di cento metri quadrati a ospitare precari e senza tetto per svernare la stagione. In un immobile del VI arrondissement, una famiglia di destra e una coppia bobo di sinistra non gradiscono. Dopo tentativi falliti di resistenza, cedono all’inevitabile e ‘vincono’ un ospite a testa. Ma è soltanto l’inizio. Tra meschinità e altruismo, villania e cortesia il condominio implode sotto lo sguardo scontroso di una portinaia fascista e riconoscente per i suoi venticinque metri quadri.”

Ecco in breve la tram che innesca una acuta e irriverente commedia francese dello scorso anno  ‘Benvenuti..ma non troppo’ che mi è tornata alla mente leggendo del grande freddo siberico che ha colpito la nostra penisola (come se l’inverno fosse diventato un optional) e l’emergenza dei senzatetto polvere nascosta sotto il tappeto che una volata di vento riporta in superfice.

‘Clochard’! Questo linguaggio politically correct che serve a dare un pizzico di esotico ad una emergenza concreta e cruda che esiste ogni giorno e ogni notte, che le intemperie acutizza ma che è fatta di persone, donne e uomini, cui la vita ha tolto tutto e che avrebbero diritto ad essere nominati senza falsi pietismi.. stuoli di sacchi a pelo ai bordi di grandi stazioni, cartonati sotto i ponti.

Insomma i volontari si danno da fare con i fatti, tanti, troppi, concionano dai loro pulpiti, questo film Benvenuti …ma non troppo, offre una soluzione mettendo a nudo la pochezza umana.

Certo nel film  tutto finisce a tarallucci e vino ma un piccolo tarlo lo innesca: Cosa saremmo concretamente disposti a fare?      Cosa stiamo facendo?     Io, voi non ‘la gente’?  Stiamo davvero diventando tutti migliori di fronte alle nuove povertà soli perché ci commuoviamo? Alexandra Leclére, regista e sceneggiatrice di  La grand partage seppure ricalcando i  vecchi stereotipi sembra crederci.

Clochard.

Sotto il segno del Cancro

Il segno include i nati dal 22 giungo al22 luglio. Io ci rientro per un giorno: il 21.

Come si dice con aria vaga un po’ divertita: non ci credo molto a tutti questi indizi … ma chi l’ha detto.. massì comunque l’oroscopo lo leggo giusto per divertimento…ah per quel che conta però :  “Né di Venere né di Marte non si viaggia né  si dà principio all’arte”.

Per il 2017 cosa rivelano le stelle? Il quadro generale è di certo meno fosco: e gli astrologi sono tutti concordi nel dire che nel 2017 tutti i segni zodiacali potranno tirare un sospiro di sollievo, lasciandosi il peggio alle spalle.  Troppo semplice no? Chi di noi non ha passato, diciamo così, in modo  edulcorato,  in questo appena trascorso 2016  un ‘brutto quarto d’ora’?

Chi di voi è, come me, del Cancro?

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La sintesi che ho scelto è di Simon & the Stars:

“Il 2017 contiene un invito importante:       saper lasciare il guscio delle abitudini e delle sicurezze di sempre e sbarcare in un nuovo continente di occasioni, opportunità e soddisfazioni. Molti nati del segno sono alle prese con grandi cambiamenti nel lavoro, trasferimenti di città o traslochi. Il “nuovo” alle volte fa paura, non c’è che dire, ma contiene il seme di una nuova felicità. Per ottenere ciò che non hai mai ottenuto occorre fare qualcosa che non hai mai fatto. Questo è il messaggio che questo nuovo anno ha in serbo per te.”

Per me, alla mia età , ( e per fortuna dati i tempi che corrono)  il lavoro non è un problema, i traslochi forse neppure ma vale e mi piace la sollecitazione a ‘lasciare il guscio delle abitudini’ e annusare insieme a Sally l’aria in cerca di qualche nuova occasione.    Sì,  mi piace.

Marzo2015

La donna Cancro  rappresenta  uno dei segni più femminili e sensuali dello zodiaco.  Romantica e sognatrice, imposta la sua vita sulla realizzazione affettiva. È portata a svolgere attività nell’ambito sociale. Non è particolarmente attratta dalla vita mondana, ma si costruisce una fitta e solida rete di amici.Le sue armi di seduzione sono la grazia e la dolcezza.    La sua lunaticità la porta a improvvisi mutamenti di umore, irragionevoli ostinazioni e silenzi e ingiustificati che disorientano il partner.

Chi avrei potuto incarnare: Certamente George Sand. (1804/1876)

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considerata tra le autrici più prolifiche della storia della letteratura.  Femminista, quanto basta(va), attivista nel dibattito politico con il ‘torto’ di non avere mai preso posizioni nette,   tuttavia la sua opposizione alle politiche illiberali del papato  le costò la messa all’indice di tutti i suoi scritti.

Ma, ma, ma … di George Sand condivido soprattutto l’anticonformismo nelle sue relazioni sentimentali anche se i miei non sono i tempi di un Alfred de Musset o del sublime  Fryderyk Chopin penso che  l’ amore non sia statico ma mutevole :  eterno nell’arco temporale che è vissuto,  mutevole in luci e ombre come la luna che governa il segno del Cancro.

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E ben oltre l’oroscopo e il segno di appartenenza…

Buon Anno 2017 e il mio Augurio è sincero, forte e ce la metterò tutta per me e per voi e non sarà una grande fatica perchè lo dicono gli astrologi: andrà meglio, molto meglio.

Non mi perdere di vista

Il video ufficiale  di Heart-shaped glasses viene girato con Evan Rachel Wood che all’epoca e a più riprese fu la compagna tumultuosa dell’altrettanto tumultuoso Marilyn Manson che pare si sia ispirato a lei per la canzone.

Lei è una tipetta bionda un po’  algida quasi fragile  ma lavora sodo ed è soprattuto nelle serie televisive che acquisisce grande visibilità: American Gothics del 1995,  8 episodi in True blood del 2009 e super candidata al Golden Globe per la mini serie Mildred Pierce del 2011 ed è ora coprotagonista ‘buona’ in West World – Dove tutto è concesso

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“Every hero has a code” Ogni eroe ha un codice, ma qui,  ovviamente, non si parla  di codici d’onore: si parla anche, soprattutto, di codici di programmazione.  Ecco il primo segnale di inquietitudine.  Chi è e in che misura è programmato (Blade runner ovvero Il cacciatore di androidi) ?

La Trama (la trasposizione di un film apripista  Il mondo dei robot  – Westworld –  di Michael Crichton. del 1973) :  in un parco a tema realizzato in un mondo distopico di cui si sa poco o nulla, una nutrita schiera di androidi dalle fattezze umane (i cosiddetti host) si assoggetta, su esplicito disegno dei creatori, e in base al ruolo assegnato, agli istinti più bassi e perversi, alle illusioni quali che siano,  degli ospiti paganti (i newcomer)  nella trasposizione  perfetta di un vecchio Western  alla John Wayne dove tuttavia gli ospiti seppure all’interno di situazioni adrenaliniche non potranno correre rischi fisici (gli host moriranno con grande spargimento di sangue per essere ritirati e poi reimmessi ‘come nuovi’, senza memoria pregressa,  il tutto  nel delicato equilibrio di quel che – di fatto – è un ecosistema artificiale in cui si innesca una incognita che richiama a quel ‘Every Hero has a code’!

Io adoro la fantascienza, ho cominciato piccolissima a leggere gli Urania della Mondadori perché mia madre prima di molti altri  scopri il potere della fantascienza e nella sua libreria avevano posto Isaac Asimov, Ray Bradbury, George Orwell, Douglas Adams e una donna a lei cara Ursula Le Guin, leggetela se non la conoscete.

Da dove sono partita? Volevo dirvi di questa nuova serie, di quanto sia ‘potente’ e che purtroppo lunedì vedrà l’epilogo della prima stagione ma poi ho scoperto il legame tra una delle due protagoniste con Manson e infine mi rendo conto che inconsciamente tutto questo post non è che un colloquio intimo con mia madre che oggi, a minuti, compirebbe gli anni.

Auguri  maman,  non mi perdere di vista.

Come un aquilone senza corda e una farfalla senza ali, mia madre mi ha insegnato a volare con i sogni.farfysherazade – una farfalla come tatoo

Stay Human

Piazza della Minerva è una piazza del  centro storico di Roma , nel rione Pigna, ed situata in prossimità del Pantheon.

Il nome Piazza della Minerva deriva dall’originaria esistenza in questo luogo di un tempio fatto erigere da Gneo Pompeo Magno e dedicato appunto a Minerva Calcidica, la cui statua  oggi si trova in Vaticano.

La basilica di Santa Maria sopra Minerva, baricentro dell’intera piazza, era già citata nel VIII secolo  col nome di (ecclesia) “S. Mariae in Minervio”

Al centro della piazza, e voltando le spalle al convento dell’Inquisizione, si trova fin dal 1667 l’elefantino del Bernini, sormontato da un piccolo obelisco, scavato nel chiostro e proveniente dall’Iseum Campensis santuario dedicato alla dea Iside e al suo consorte costruito a Roma nel Campo Marzio.tra il 43 e il 23 a.C.

Penso che tutti i media abbiano riportato l’ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni di questa città meravigliosa che è Roma al di là delle sue disfunzioni e delle diatribe politiche.    Questa volta a farne le spese è stato l’Elefantino di Piazza della Minerva ritrovato con una zanna spezzata, per nostra fortuna, prontamente ‘rabberciata’ nell’arco di pochissimi giorni.

Un danno che questa volta mi ha doppiamente e personalmente colpito al cuore e che, sempre più spesso, guardando al degrado generale delle azioni così come dei sentimenti mi fa quasi essere ‘felice’ che mia madre non ci sia più.

Perché adesso? Cosa c’entra con l’Elefantino e Piazza della Minerva mia mamma?   Era nata a Roma, è vero ma mia  mamma nel 1946

si era sposata a Santa Maria in Minerva e la narrazione di questo suo momento da favola era ricorrente ogni volta che insieme a braccetto o di corsa, io sempre indietro  e col fiato corto,  attraversavamo la piazza.

Vandali senza memoria della bellezza, senza cultura per il bello.     Come si può vivere?

Stay Human