tra presente e passato

Molta genuina allegria ieri nella nostra non numerosa famiglia: il quarto compleanno di Alessiuccia di cui io sono la bis zia, non so se si dica così.
C’era anche Virginia la nipotina figlia di mio fratello che quest’anno è in prima media e molto eccitata perché per il ponte del primo maggio con la scuola faranno una gita a…Parigi, così come ricordo fu per mio figlio.
Parigi è nella nostra cultura, il suo fascino bohemien ha incantato e stimolato artisti e innamorati di tutto il mondo. Come non ricordare il romanzo Notre Dame de Paris di Victor Hugo oppure il film deglu anni ’50 Il gobbo di Notre Dame?
In stile gotico, la cattedrale fu costruita tra il 1163 e il 1344. Una meraviglia!
Mentre scrivo la cattedrale sta andando a fuoco e una guglia è già crollata come parte del tetto: non a opera di attentatori, almeno dal punto di vista della sicurezza questa ipotesi è stata scartata; vi erano invece dei lavori di ristrutturazione in corso da qualche giorno e qualcosa è andato storto. Molto storto.

Notre Dame
(foto la7)

“Non sono gli eventi ma il nostro punto di vista riguardante gli eventi che è il fattore determinante.”

notte
(foto Sherazade, Sally)

Ora Io non so il vostro punto di vista ma le immagini che stanno scorrendo le sto vivendo con grande angoscia, e neppure è la prima volta , perché in questo nuovo millennio che avrebbe dovuto essere foriero di grandi novità (e lo é anche stato), io vedo sgretolarsi tra guerre e indifferenza un mondo che ha dato connotazione al nostro passato.

Teniamoci strettistretti più che mai 🖤

P.S. leggendo oggi i vari blog sull’argomento vi segnalo quello di un amico di Bilbao che ha saputo descrivere tanto bene senza ricorrere a Wikipedia la storia della Cattedrale di Notre Dame:

https://carmacfoto.blog/2019/04/16/paris-ince

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e lurex sia

“Direttamente dalla Disco anni ’80 l’iconico filato dai riflessi metallici torna in pista per la primavera-estate 2019.”

Lurex threads
Foto dal web)

A dare nuova luce e grinta al look di primavera ci penserà lui, il lurex!
Potremo finalmente fare posto nel guardaroba a tinte sgargianti di abitini ammiccanti che avranno il piacevolissimo compito di risollevare il grigiore di un inverno pieno di incertezze e di un futuro che per sorridere non può che affidarsi ai bagliori biricchini di questi riflessi taglienti.

Let’s dance everybody (dance).

La vera verità? Sono priva di forze per affrontare temi che mi stanno, e ci stanno, molto a cuore: sono un po’ come alla finestra e tuttavia desideravo lasciarvi un pensiero, un po’ frivolo, un’occasione per un abbraccio.

Teniamoci strettistretti
anzi strettissimi.

Padre nostro

19 marzo.
Desidero portare alla vostra attenzione questo breve articolo di Alessandro Gilioli pubblicato su l’Espresso.

“Nella neolingua social-politica «lo dico da papà» ormai chiosa il peggio, un po’ come «non sono razzista ma» lo precede. E con questa trappola semantica la figura del padre è diventata alibi, copertura e ipocrisia – che disastro, poveri noi papà.

Allo stesso tempo, l’ossessione securitarista deforma il padre in funzione di disvalori impauriti fatti di chiusura e arrocco: quando invece ogni psicopedagogia insegna che il ruolo paterno sta proprio nel contrario, nell’infondere il coraggio dell’uscita e della scoperta, è l’ancestrale “lascia la caverna e vieni con me a caccia”.
…..
Ed è anche tempo di revanscismo paqtriarcale, che è moneta comune di ogni sovranismo e trave portante della legge Pillon, cucita addosso ai maschi con prole a cui della prole però poco importa, basta che sia riaffermata la supremazia di genere. Intanto c’è Berlusconi che vuole ritagliarsi un ruolo da “padre nobile” – viene da chiedersi come dev’essere quello ignobile – mentre Prodi augura al partito che ha fondato di «trovare un padre».”

mesAmours

Dopo di che per entrare nella mia personale festa del papà oggi ho ricevuto gli auguri di mio figlo per il quale, dall’età di 2 anni in poi, al mio meglio possibile e con qualche scivolone, sono stata madre e padre e da padre gli ho consentito di sperimentare (col cuore di madre sempre in gola)anche il piacere della sua moto.

vola(e)re ohoh

AUGURI ai Babbi di buona volontà!

… senza dimenticare di tenerci strettistretti anzi strettissimi

Il primo bocciolo

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flowers...

“Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee… Perché adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna?“ —
Ambrogio Bazzero scrittore e poeta (1851 – 1882)

Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi
come sempre più di sempre.
Sentiamoci vicinivicini,
respiriamo il profumo
della mia prima
neonata
la tenera Camelia💚

(foto Sherazade2011)

in stand by

Scrive Hermann Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro:
“Tat twam asi” (“Questo sei tu”).

Nell’incoerente (stra)volgersi dei fatti, rileggendo questo passaggio mi domando scoraggiata e non più stupita se nella crudeltà sciatta del nostro quotidiano, Hermann Hesse saprebbe, lui per primo,fugare lo spaesamento e lo sconforto suscitato della sua asserzione diventata doloroso interrogativo.
“Tat twam asi”
“ ..sì, ma cosa?”

Credo di avere bisogno di tempo, mi sono smarrita.

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Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🌹

come (as u are)

Come as you are, as you were
As I want you to be
As a friend, as a friend
As an known enemy
Take your time, hurry up
The choice is yours, don’t be late
Take a rest as a friend
As an old
Memoria, memoria
Memoria, memoria
Come doused in mud, soaked in bleach
As I want you to be
As a trend, as a friend
As an old
Memoria, memoria
Memoria, memoria
And I swear that I don’t have a gun
No I don’t have a gun
No I don’t have a gun
Memoria, memoria
Memoria, memoria
(No I don’t have a gun)
And I swear that I don’t have a gun
No I don’t have a gun
No I don’t have a gun
No I don’t have a gun
No I don’t have a gun
(Compositori: Kurt Cobain – Nirvana)
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“La durezza di questi tempi non ci deve far perdere la tenerezza dei nostri cuori.”- Che Guevara

E collegandomi alla durezza dell’oggi e a questa frase vi suggerisco una accurata biografia su Che Guevara curata da Paco ignazio Taibo II “Senza perdere la Tenerezza”

Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi

“Ieri mi hanno detto

… devi andare via!”

Lo sgombero del Cara a Castelnuovo di Porto, quale che siano le motivazioni,  soltanto a guardare le immagini riporta indietro nel tempo.  I reietti di oggi sono neri e arrivano stremati da lontano.  Sono sgraditi alla politica che li demonizza.  “L’Italia agli italiani!”. Vengono ammassati ora qui ora là,  spostati come pacchi  su pullman da ‘crociera’. Escono dai recinti sgomenti e impauriti senza conoscere il passo successivo.

27 gennaio 2019  per non dimenticare  i treni stipati, i campi di concentramento, le famiglie smembrate, i morti,  per non renderci complici di quanto oggi accade sotto i nostri occhi.

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” Quando il giardino della Memoria inizia a inaridire, si accudiscono le ultime piante e le ultime rose rimaste con un affetto ancora maggiore. Per non farle avvizzire, le bagno e le accarezzo dalla mattina alla sera: ricordo, ricordo, in modo da non dimenticare.”
Orhan Pamuk