Mille foglie d’amore

La mia zia Mussi a ventanni puntò i piedi e ottenne di andare a frequentare l’Ecole del Beaux Arts a Parigi, era la fine  degli anni Quaranta.

Lì conobbe e si innamorò, ricambiata, di un suo professore di architettura franco/irlandese, cittadino del mondo, vedovo e con gli anni di suo padre.     Si sposarono e le quotazioni erano sfavorevoli ma scadenza di dieci mesi  ebbero due figli , Ugo e Rory,  i miei cugini.     Vissero tra New York e Parigi e sopratutto furono innamorati e unitissimi fino alla morte di zio Paul a novantanni.

Si racconta che lo zio ad una certa ora della sera si alzasse per andare a letto e lo comunicasse alla moglie con una semplice domanda: “Mussi, ma chère… on y va?”. La zia si alzava ed andavano insieme.

Anche io da qualche tempo sono molto richiesta per andare a letto.    Intorno alla mezzanotte quando la casa è silente Sally si affaccia alla porta del soggiorno con la sua tacita ma altrettanto esplicita richiesta :

Linguaggi diversi ma pur sempre segnali d’amore.

D’amore è ricco il mondo, sta a noi carpirne i mille strati leggeri.

Happy Valentine

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🙂

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…e le stelle stanno a guardare

Invito  di  Annalisa Comes

Che la terra ci ascolti, questa patria leggera come osso

Che la terra ci ascolti, come luna di un tempo incerto

Che la terra ci ascolti, come il primo giorno

Che la terra ci ascolti,  se ancora è di questa terra prosperare di biacca dei suoi volumi

e ancora

Che la terra trovi riparo

alla terra,

alla mensa,

alle ceneri.

 Sally

Achille

La mia Rosa per voi tutti. 

Teniamoci stretti anzi strettissimi.

Pioggia.

quanto sei bella roma

Siamo in piena campagna elettorale Roma è nell’occhio del ciclone.   Tanta monnezza concreta e morale che ci ferisce ogni giorno.

E’ difficile da romana che ci vive da quarant’anni nascondersi  che la citttà è nel (quasi) totale degrado e che tuttavia è nei luoghi più impensati che si scoprono vita, poesia e amore.

Cammino oggi in una giornata grigia ma anche qui il mio amore per Sally mi porta al parco di Talenti.  Storia semplicissima di inghippi perpetrati negli anni.  Un vastissimo terreno ai limiti di Roma-est fu ceduto dal Comune al ‘palazzinaro’ Mezzaroma (omen nomen) con l’intesa che parte di esso sarebbe stato adibito a parco la cui manutenzione sarebbe stata a suo carico. Le palazzine con appartamenti del valore di 1milione ed oltre furono prontamente costruite e vendute, il parco iniziato ma… ecco che Mezzaroma fallisce e ‘chi ha avuto ha avuto e chi ha dato …è fregato’.

Ma ecco che alla fine si può tornare a sorridere attraverso la gioia di Sally

…e un grido d’amore graffiato su di un muro

Poi chissa’ come qualcun’altro lascia una dedica in inglese più o meno  questa “Potrei raccontarti bugie ma ti dico la verità qui e ovunque andrò mi seguirà la tua ombra”.

Il sentimento c’è e cova e si esprime anche nel degrado. Cosa mai potrebbe essere questa mia Roma in un mo(n)do migliore?

A dicembre è morto Lando Fiorini. Una lunga carriera fra musica, teatro, televisione. e sempre per la difesa delle proprie radici e della romanità “che non ha nulla di coatto”

Pensieri di Natale

Stavo pensando…

Serenamente insonne, attraverso le serrande semi alzate il luccichio intermittente  delle lampadine appese al balcone del palazzo di fronte si aprivano in me tante finestrelle di ricordi.

Ricordi  di lucenti Natali di bambini che eravamo quando desiderare era ancora qualcosa che procurava l’ansia nell’attesa.

La letterina di Natale I regali in bella mostra il 25 mattina quando a piedi nudi gli occhi sbarrati dall’emozione mio fratello ed io aprivamo la porta del soggiorno. Per un paio di anni ho anche nascosta l’evidenza nel tentativo di non interrompere quel momento.

Non da oggi è subentrato il martellare della pubblicità,  la vastità della offerta e piano piano se non per i piu piccoli  si è persa la magia della costruzione del desiderio. Resistono i Lego.

Bene.

Spesso dei politici ci si chiede ironicamente o speranzosi se arriveranno ‘a mangiare il panettone’ ma il nostro Spelacchio, l’albero di Natale di Roma che avrebbe dovuto rappresentare in tutta la sua magnificenza questi giorni festosi,  li ha battuti: è già finito miserrimamente prima ancora di arrivarci a Natale.  Una sorta di transfer memento mori! di  un’Italia addobbata che non riesce più a nascondere la sua fragilità/incapacità di riprendersi. Non si riesce neppure più a nascondere l’allegria e la spensieratezza perdute.

Risolleviamoci! A  Galleria Alberto Sordi c’è più movimento e luci.

Anche per Roma il clima è rigido … tempo suo … ma de che? Brrr

Velocemente si rientra a casetta ma la situazione migliora relativamente…

Per fortuna un angioletto santo ha trovato il modo per accogliere me e

tutte e tutti  ma proprio tutti voi.

A U G U RI S SI M I  teniamoci strettistretti e superiamo insieme con un sorriso anche questo tour de force.  (prendiamoci con giusta ironia  |

Chi ci nasce e chi le suda (sette camicie)

Ho cercato di fissare qualcosa che potesse strapparmi/vi un sorriso, un avvenimento da ricordare magari attraverso il tempo, un  like di un curioso.     Nulla. Anche la mia vita è abbastanza uniforme anche  se ammetterlo è già un grosso successo.

C’è chi nasce con la camicia e chi con la pelliccia chi deve sudare sette camicie e chi invece rischia di lasciarci la pelle.

‘Il mondo è fatto a scale…’ mentre ‘La speranza è l’ultima a morire’.    Luoghi comuni, pane quotidiano.

Una bella cagnolona che il suo giovane padrone, cervello in fuga in Danimarca,  ha portato con sé.  Hanno entrambi le carte apparentemente  in regola ed entrano tranquillamente nel Paese  finché un giorno incidentalmente le autorità danesi ‘scoprono’ che la dolce Iceberg, questo è il suo nome,  porta in se la colpa di essere un dogo argentino razza  vietato in Danimarca perché nella Black List dei cani pericolosi.

Le autorità decidono che Iceberg deve essere soppressa seduta stante.

Per fortuna con l’aiuto di alcune associazioni animaliste con  una petizione Iceberg è stata risparmiata e rispedita in aereo in Italia ha potuto riabbracciare il suo padrone all’aeroporto di Fiumicino

Un altro cane anche questo, portatore sano di ferocia, viene sbattuto sulle prime pagine dei quotidiani dove si legge a lettere cubitali:

Bull Terrier Sbrana il suo addestratore ritrovato morto“.

Sid è portato in canile e nel frattempo viene praticata l’autopsia al povero addestratore per capire la dinamica  del fattacio.     Per fortuna perché si accerta che il giovane addestratore mentre era con il cane è stato colto da malore ed è morto  e dunque  i morsi inferti post mortem erano  iniziati, forse, per prolungare un gioco.  Avete presente quegli addestratori con il braccio imbottito che aizzano il cane?

Probabilmente Sid a questo punto diventa un cane problematico. Speriamo bene.

In Italia alcuni anni fa, in seguito ad un qualche terribile accadimento,  venne stilata una lista di cani ‘difficili’ per i quali era necessario avere un patentino.  Non se ne fece più nulla e di fatto purtroppo sono razze ( tra queste il dobermann,  il Dogo argentino, il pitbull , il cane corso, il mastino.) che molto spesso attirano l’attenzione  di persone innamorate della loro possenza e della  loro presunta aggressività ma sono  incapaci a gestirli oppure proprio per questo carattere indomito questi cani  diventano giocattolo/arma  pericolosa  di ragazzotti arroganti.

Ecco, qualcosa di buono è successo e le mie due storie hanno trovato un lieto fine.

Per chiudere il cerchio e parlare di qualcuno che è nato non con una ma con sette camiciole..

La voila:

Buona serata, Buongiorno ma teniamoci strettistretti anzi strettissimi .

 

Va pensiero

Eccomi. Devo scrivere mi dicevo oggi.

Ho tanti pensieri che mi frullano per la testa purtroppo  forieri di tristezza e di uno scoramento che sbiadisce ogni positività che vada oltre ad un sentire molto personale che passa attraverso la mia rosa sbocciata a onorare la prima bella giornata di un’ottobrata romana che si prospetta luminosa

bocciolo

vissuta, ora, con la  sensazione di piacevolezza che mi da il mio corpo dopo un’ora di palestra e una doccia ‘caciarona’ tra donne niente affatto modelle…

Di cosa potrei scrivere?  ecco che mi arriva l’avviso della pubblicazione di un amico, non un follower  o un amico  tanto  per.      Ricchezze inaspettate che riserva il web quando di crea empatia anche attraverso un aggettivo o una sola virgola messa al posto giusto come un buffetto sulla guancia.

Ovunque uomini orchi, violenti e prevaricatori, protagonisti negativi,  spesso fanno ombra a tutti quegli uomini sensibili e generosi che incrociamo in mille occasioni. Potrebbero non essere ‘giusti’ per noi ma nulla leva alla loro onestà,  alla generosità di sentimenti.

Ed è leggendo questo amico che non ho trovato più nulla da dire e mi sono guardata bene dal buttar giù qualcosa che non fosse (sia?) un ringraziamento a tutti voi per la serenità che mi procura l’idea che silenziosamente tanti mani amiche in qualche momento e chissà da dove  mi ticchettino un saluto, mi regalino l’inaspettata condivisione dei loro pensieri e delle loro passioni.

Teniamoci strettistretti.    Un abbraccio circolare per voi.

camelia

amorosa-one-sally

Foto sherazade – Rosa e camelia rosa del mio giardino, Sally del mio cuore

L’amico di cui parlo è il Barman e lo trovate  qui :  https://antoniobianchetti.wordpress.com

Stupro

…atto di congiungimento carnale imposto con la violenza “ Treccani

E’ un atto obbrobrioso,  bel oltre la sua fisicità, cui tuttavia spesso segue una morte violenta, lo stupro va a minare qualcosa dentro, è una lacerazione dell’anima che resterà indelebile e lo sanno bene ‘certi’ uomini che da sempre come primo atto di sfregio stuprano le donne come a volere ristabilire regole primordiali di forza e sottomissione.

Commette stupro il disadattato come il compagno che non si rassegna a vedere la ‘sua’ donna andarsene, fare altre scelte di vita ed allora ‘meglio morta e di nessun altro.

Sono cresciuta in quegli anni, malauguratamente perduti, in cui il femminismo  – attraverso le nostre madri – insegnava l’auto derminazione, non l’uguaglianza! ma l’accettazione e il rispetto della differenza, il libero amore e le scelte sessuali con-sen-zien-ti. Non soltanto ‘Io sono mia’ ma un pensiero compiuto su noi stesse.

Bisogna essere genitori da giovani perché solo così si riesce a capire, certo non tutto e non sempre, i propri figli ed i loro turbamenti. Stabilire un confronto che sia profiquo.

Sessant’anni, oggi, sono troppi per concepire di avere una figlietta ventenne che si ‘sballa’ in discoteca fino alle 4 e si apparta con l’ultimo della fila?   Non credo. Penso che esista un modo più sano di godersi la vita e questo certamente non può essere ‘strafarsi’,  ubriacarsi  ed ‘appartarsi’ prima con un uomo e forse con un altro.

“Rimini. Studentessa spagnola in Erasmus denuncia violenza sessuale”

 La ragazza, 20 anni, ha detto di aver conosciuto i due, prima uno e poi l’altro, in un locale della città. Dopo aver bevuto qualche drink in loro compagnia, si è appartata. Al termine della serata in discoteca, è tornata a casa con alcuni amici.    La ragazza ventenne non ricordava il PRESUNTO stupro ma quando si è svegliata la mattina seguente ha accusato dolore alla parti intime.

Il pronto soccorso ha riscontrato ‘lievi’ lesioni esterne che non escludono l’abuso.”

Abuso. Eppure anche un rapporto consenziente un po’ ‘impetuoso’ può causare lievi abrasioni.

Forse sì!    sono troppo vecchio stampo per capire certa gioventù ma per favore stuprare/abusare  è un atto gravissimo, ricordarsene il giorno dopo facendosi il bidet (con rispetto parlando)…

Attenzione però a non mettermi in bocca

‘Se l’è andato a cercare’ ma piuttosto ‘Un po’ più di consapevolezza no?’

merossa

E poi fate l’amore.

Niente sesso, solo amore.

E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,

sul collo, sulla pancia, sulla schiena,

i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,

e occhi dentro occhi.

Intendo abbracci talmente stretti

da diventare una cosa sola,

corpi incastrati e anime in collisione,

carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,

baci sulle debolezze,

sui segni di una vita… Alda Merini