2010: Spes Ultima Dea

 1963:

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Eppure ho un sogno. Sogno che un giorno,

in ogni città e villaggio e ghetto del mondo,

saremo capaci di trasformare

le montagne della disperazione

nella pietra della speranza.”

Martin L. King

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ballerina 

Potrà cambiare nel nuovo anno 2010 qualcosa?

Vorrei crederci ma intorno ci sono recrudescenze inaudite di violenza e di oppressione mentre la televisione stende il suo velo (im)pietoso sul sangue e ci ricorda le vendite andate male enfatizzando la fiducia per i sa(o)ldi, scampoli di vita nell’ingordigia dei potentati.

..e tuttavia io mi auguro, e vi auguro, che il nuovo 2010 possa almeno intaccare la montagna della disperazione

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”Trovato neonato in una stalla…

 

25 dicembre 2009

 

”Trovato neonato in una stalla.

La Polizia e i servizi sociali indagano.
Arrestati un falegname e una minorenne.”

 

Betlemme – L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino, grazie alla segnalazione di un comune cittadino che aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte a un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoria dalla madre, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.

 

Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui  mezzi blindati delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H. di Nazareth, ha opposto resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto.

Sia Giuseppe H. che i tre stranieri risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permessa di soggiorno, sono stati tratti in arresto.

 

Il Ministero degli Interni e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero infatti essere  degli spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo d’oro e di sostanze presumibilmente illecite. Le sostanze rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi.

La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato.

Nel corso del primo interrogatorio in questura gli arrestato hanno riferito di agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al Quaeda.

 

Si prevedono indagini lunghe e difficili.

 

Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso questa mattina, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora una adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due.

Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata presso l’ospedale di Betlemme e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandoni di minore:
Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna, che afferma di essere ancora vergine e di avere partorito il figlio di Dio.

 

Il primario del reparto di Igiene mentale ha dichiarato oggi in una conferenza stampa:
”Non sta certo a me dire alla gente cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio – come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non migliora certo il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguate terapie di due anni, le persone coinvolte – compresi i tre trafficanti di droga – potranno tornare ad inserirsi a pieno titolo nella società”.

 

Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe. Pare infatti che affermino di essere costretti a recarsi nella stalla da un uomo molto alto e con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (?), il quale avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato.

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Non solo White Xmass (Shame on it!)

 

 

Da qualunque distanza arriveremo, a milioni di passi
quelli che vanno a piedi non possono essere fermati.

Da nostri fianchi nasce il vostro nuovo mondo,
è nostra la rottura delle acque, la montata del latte.

Voi siete il collo del pianeta, la testa pettinata,
il naso delicato, siete cima di sabbia dell’umanità.

Noi siamo i piedi in marcia per raggiungervi,
vi reggeremo il corpo, fresco di forze nostre.

Spaleremo la neve, allisceremo i prati, batteremo i tappeti
noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo.

Stringetevi nei panni, noi siamo il rosso e il nero della terra,
oltremare i sandali sfondati, lo scirocco.

(Erri De Luca "Solo andata- Riche che vanno troppo spesso a capo").

responsabilità

Il Poeta è per me un operaio specializzato che mette a punto e fa ‘girare’ i miei sentimenti in modo che io possa arrivare a  percepirli in tutta la loro pienezza e viverli e condividerli.

Condivisione: passe.par-tout di una maturata accettazione.

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BaBaBaciami piccino (repetita iuvant

 

Ba… ba… Baciami, piccinooo,
sulla bo… bo… bocca piccolina;
dammi tan tan tanti baci in quantità.
Tarataratarataratatà.

 

Facendosi largo tra fannulloni e facinorosi (dal latino «facinoròsus» da fa-cinus azione specialmente cattiva, che trae dalla stessa radice di fàcere fare; scellerato di mal’affare.,,), tra una carineria e un ammiccamento malandrino di tempi andati e rispolverati, mi ritrovo a canticchiare una canzone – aiutatemi – di un’Italietta anni???

 

MolleMENTE  adagiata, protetta dal grigiore tagliente di questa domenica invernale, sfoglio svogliata una rivista  delle tante che si accompagnano ai quotidiani  nel tentativo di dare tono e vendere banalità a tutto campo.

 

Il tuo bacio e’ come un rock
che ti morde col suo swing….
I tuoi baci non son semplici baci
uno solo ne vale almeno tre;
e per questo bambinooo tu mi piaci
e dico: "ba-ba-baciami così".

 

Leggo:

 “ Il rosso nelle sue tonalità più glamour dal prugna al rosato, alla lacca per labbra idratate e deduttive.”

 

Vado a teatro domani sera e, dunque? Come districarmi tra rossetti e rossetti?

 

Lu-mi-no-so Esalta il sorriso e dona un effetto luce alle labbra. Disponibile in dodici varianti di colore…

Mor-bi-do – Colore trendy, grande morbidezza sulle labbra..

 

Co-me  Se-ta – Ricco di pigmenti che lasciano sulle labbra un effetto satinato..

 

Cre-mo-so,  I-dra-tan-te,  alla Mo-da.

 

Sogno ad occhi aperti, queste mie labbra  ora glamour, ora trendy, incerate come un parquet risplendente..ma che?

 

Mi son rincitrullita?

Io che non ho mai messo rossetto ma solo il lucidalabbra?

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smile

 

"Sebben che siamo donne.." non lasciamoci intimidire

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“… dobbiamo proporci di fare  una politica culturale partendo da quelli che saranno gli uomini di domani.” (E dunque, care le mie amiche,  per noi varrebbe il “Si salvi chi può” anche se a me pare proprio che questo discorso sia già stato fatto dalle nostre madri ‘sessantottine’ e tutto sommato qualche significativo cambiamento lo abbia prodotto nella mentalità dei nostri compagni.)

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E ancora:

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“Alla base dei soprusi c’è una concezione dove la donna è un oggetto da possedere, da bistrattare,  a cui si nega la dignità dei diritti, la libertà di essere quello che è, quello che desidera o vuole diventare…”

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Ma, viene obiettato, che l’immagine della donna oggetto continua a dilagare su tutti i ‘media.

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 E dunque:

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“E’ vero troppo spesso i media danno un’immagine distorta e stereotipata della  femminilità, un’immagine stereotipata che evoca l’idea della sottomissione, della soggezione, di una donna come mero oggetto.
La televisione risponde a logiche di mercato, ma io vorrei che si pensasse meno all’audience è più ad informare ed educare le masse perché un’immagine stereotipata e distorta della donna porta alla violenza…”
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Che dire? Tutto e il contrario di tutto.

 Magrissima, sull’orlo dell’anoressia, lo sguardo fisso nell’infinito,  la Ministra delle Pari opportunità, Mar(i)a Garfagna in  Goretti, rompe il militante, rigorosissimo, lungo silenzio/assenso su talune incresciose vicende che hanno degradato giovani ragazze (forse appena maggiorenni) al rango di merce da consegnare all’ “utilizzatore finale”  e  crede – la ministra – in tal modo di far dimenticare con sacrosanti ragionamenti presi a prestito  le controverse credenziali che le hanno permesso di accedere al Ministero, e pontifica in astratto.
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Noi donne cosa non funziona lo sappiamo molto bene,  a Lei, cara Ministra, chiederemmonon già di porre più di un velo pietoso sul suo passato ma di farne tesoro e agire:

Facta non verba.

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