Air

Ci siamo.
Mi piace, mi rallegra e mi rassicura sapere di incontrare qui sorrisi affettuosi di condivisione in questi nostri scambi di Auguri.
Improvvisamente oggi anche Roma immusonita e strapazzata per tante brutture che l’assediano si è svegliata frizzante e imbellita dal sole e un po’ con tutti quelli che solitamente incontro ci sono stati abbracci e parole di fiducia. Durerà da Natale a Santo Stefano però non priviamoci di questo lusso e accantoniamo i troppi malumori.

ossignur non so cosa dire…
Vi lascio qualche giorno e vi affido
a questa sonata di Bach eseguita dal bellissimo (per lui saprei ancora fare follie ) David G. uno che sa sdrammatizzare il suo talento condividendolo con questi imbranatissimi frugoletti…e alla fine sono certa del vostro sorriso.

Buone Feste amiche e amici cari e nel bailamme inevitabile non dimentichiamo di tenerci
stretti stretti Anzi strettissimi

Ma Sally? Eccola qui!

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stolpersteine

“Stolpersteine” ovvero le pietre d’inciampo.
Dal 1995 l’artista tedesco Gunter Demnig, installa delle pietre della memoria, della dimensione di un sampietrino, su cui è posta una targa d’ottone con un nome per ricordare i caduti del nazzi-fascismo. L’iniziativa è partita a Colonia e sono ad oggi state installate 50.000 pietre d’inciampo in tutta Europa. L’obiettivo di questo artista è collocare un sampietrino per ogni vittima della deportazione.

Nel 2012 alcune delle pietre d’inciampo sono state installate nel popolare Rione Monti a Roma in Via della Madonna dei Monti e in Via Urbana.

Oggi il 10 dicembre dovrebbe essere ricordato, posto alla cima dei nostri pensieri, come la Giornata mondiale dei diritti umani.

Già! ma non bisognerebbe ricordarsi di essere ‘umani’ consapevoli, compassionevoli, gli uni verso gli altri tutti i giorni dell’anno?

E allora questo sarebbe il giorno nel quale fare un esame di coscienza e domandarci che cosa abbiamo fatto noi – singolarmente – per dare umanità al nostro quotidiano in un momento in cui, almeno io, mi sento accerchiata e nello stesso tempo estranea a quanto, il molto, che mi circonda.

Avere rubato durante la notte alcune pietre dell’ inciampo, una ennesima violenza alle vittime ebree, è una cosa obrobriosa sia che sia stata una bravata sia che vi fosse un ‘nascosto’ messaggio intimidatorio fomentato da una politica brutale e disUMANA.

Il mio albero di Natale e di fronte a me. Il riverbero luminoso delle sue luci intermittenti mi ricordano che sono qui a scrivere quasi a pontificare…eppure avrò bene il diritto, il mio diritto umano, di essere molto triste?
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Teniamoci più che mai strettistretti anzi strettissimi 🌲🌲🌲🌷🌿

Pensieri di Natale

Stavo pensando…

Serenamente insonne, attraverso le serrande semi alzate il luccichio intermittente  delle lampadine appese al balcone del palazzo di fronte si aprivano in me tante finestrelle di ricordi.

Ricordi  di lucenti Natali di bambini che eravamo quando desiderare era ancora qualcosa che procurava l’ansia nell’attesa.

La letterina di Natale I regali in bella mostra il 25 mattina quando a piedi nudi gli occhi sbarrati dall’emozione mio fratello ed io aprivamo la porta del soggiorno. Per un paio di anni ho anche nascosta l’evidenza nel tentativo di non interrompere quel momento.

Non da oggi è subentrato il martellare della pubblicità,  la vastità della offerta e piano piano se non per i piu piccoli  si è persa la magia della costruzione del desiderio. Resistono i Lego.

Bene.

Spesso dei politici ci si chiede ironicamente o speranzosi se arriveranno ‘a mangiare il panettone’ ma il nostro Spelacchio, l’albero di Natale di Roma che avrebbe dovuto rappresentare in tutta la sua magnificenza questi giorni festosi,  li ha battuti: è già finito miserrimamente prima ancora di arrivarci a Natale.  Una sorta di transfer memento mori! di  un’Italia addobbata che non riesce più a nascondere la sua fragilità/incapacità di riprendersi. Non si riesce neppure più a nascondere l’allegria e la spensieratezza perdute.

Risolleviamoci! A  Galleria Alberto Sordi c’è più movimento e luci.

Anche per Roma il clima è rigido … tempo suo … ma de che? Brrr

Velocemente si rientra a casetta ma la situazione migliora relativamente…

Per fortuna un angioletto santo ha trovato il modo per accogliere me e

tutte e tutti  ma proprio tutti voi.

A U G U RI S SI M I  teniamoci strettistretti e superiamo insieme con un sorriso anche questo tour de force.  (prendiamoci con giusta ironia  |

tutto passa (Another sunrise

E allora vi dirò che non mi piace il clima che si instaura a dicembre.

Sono tra quella schiera sempre più folta a cui prende la malinconia, senza buttarla sul sociale o sul politically correst,  il desiderio di essere altrove fuori dalle luci, fuori dal buonismo, fuori dall’allegria che si fissa sulle labbra e inevitabilmente sui social.

Questa idiosincrasia mi si è andata consolidando dall’ anno che piccolina ho scoperto che  Babbo Natale non esisteva e mi sono sentita per la prima volta ingabbiata, costretta a crederci ancora per un po’ per non deludere i ‘grandi’, una costante della mia vita futura.

E così sarà di nuovo Natale e già si pensa a rifornire la dispensa , a buttar giù un menù in linea con la tradizione.

Oggi mi sono esibita in un tortino che può avere tantissime variazioni: la mia, semplicissima, con gli spinaci.

TORTINO

1 rotolo di pasta sfoglia Buitoni (non inorridite è buonissima e può essere conservata in frigo )3 etti di spinaci    /    3 uova    /    3 cucchiai di parmigiano    /    2 cucchiai di panna, sale e pepe qb.

Procedete bollendo gli spinaci, scolateli e sminuzzateli   –   in una scodella sbattete i bianche a neve, aggiungete i tuorli, il parmigiano, la panne, sale e pepe (oppure cannella o scorza di limone o noce moscata a vostro gusto)  mescolate il tutto e aggiungete infine gli spinaci mescolando il tutto.       Foderate con la pasta sfoglia (senza staccarla dalla carta forno che l’avvolgeva) una teglia rotonda da 22 cm  e versatevi  e stendete l’amalgama,  infine rimboccate all’interno la pasta in avanzo.

Ponete in formo (preriscaldato) a 180gradi per circa 30/40minuti questo dipende dal vostro tipo di forno.           A cottura ultimata sollevate il tortino con tutta  la carta forno e adagiatelo su un piatto da portata estraendo poi delicatamente la carta.

Ottimo tiepido per una cena leggera o un lunch festivo.       Socchiudete gli occhi assaporatene il gusto delicato, un sorso di Fiano di Avellino ben freddo…

Niente paura tutto passa, ecco, arriva… Another sunrise !

Another sunrise

Another sunrise

Another sunrise

Sunrise

Sunrise

Sunrise

(Il suono è accattivante, il video divertente ma ‘occhio’ il testo lo è molto meno. Il gruppo è italianissimo e l’ho scoperto in palestra : un due un due un due tre)

Oggi ha piovuto e ci siamo bagnate dunque abbracciamoci strettistrettianzistrettissimi

Bacco e baccalà

Sono piuttosto  preoccupata, se così si può dire con una buona dose di ironia, perché si avvicina  Natale.

I bambini sono quattro più una signorinella  che comincia a mettersi l ombretto agli occhi e a   laccarsi le unghie alla Mortisia!

Ieri il confronto tra ‘noi donne’  per organizzare il menù e suddividere le portate in modo che il tutto nn risulti troppo gravoso anche se saremo meno di quindici.

A me il cocktail di gamberi e il baccalà come si fa  Roma con un pizzico di Sicilia.    Ed allora ecco per voi la mia ricetta approssimata del

Baccalà in rosso natalizio con uvetta e pinoli ( 4 persone e moltiplicatori)

600 grammi di baccalà,  una cipolla,  olio di oliva,  salsa di pomodoro, qualche oliva nera, pepe,  pinoli e uvetta sultanina.

Mettere a bagno il baccalà il giorno prima facendo in modo di cambiare l’acqua ogni 3/4 ore in modo che perda il sale.   Il giorno successivo togliere il baccalà dall’acqua,asciugarle su carta assorbente,  e tagliarlo a tocchi abbastanza grossi.   Dopo avere affettato la cipolla  farla rosolare in un tegame con l’olio di oliva e qualche oliva taggiasca sminuzzata, aggiungere la salsa di pomodoro e fare restringere per 10 minuti il composto.   Aggiungere quindi i pezzi di baccalà in modo che siano ben distesi così che si insaporiscono bene cuocendo a fuoco moderato e con il coperchio.  A metà cottura (circa 30 minuti)  aggiungere una manciatina di pinoli e uvetta che avrete precedentemente fatta riprendere in una ciotola di acqua tiepida. Solitamente niente salma chi lo desidera un pizzico di zucchero di canna.

Le voilà il mio baccalà servito tiepido in un piatto ovale!

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Sally prefestiva

vINO

Il vino non deve mancare.  Salut!

Buona settimana e un abbraccio per tutti voi che lo desiderate ❤

Buon Natale mai finito

Vorrei che ogni città avesse una bacheca dove potere scrivere di una inaspettata sorpresa scaturita da un malaugurato evento. Ci accorgeremmo che il nostro quotidiano è meno indifferente e meno truce di quel che troppo spesso ci appare.

23 dicembre. Mio figlio fa un veloce lunch con degli amici. Come mai gli era successo in tanti anni, riparte in moto senza levare la catena che si incastra in modo irreparabile al momento.

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Pazienza…si è fatto tardi, prende un taxi e di corsa in ufficio.
La sera pur di tornare a casa velocemente e velocemente risolvere la questione della moto decide di prendere un secondo taxi…ops niente portafoglio!
Unico possibile luogo il taxi del dopo pranzo.
A casa dunque arriva con due problemi ed io ero già pronta a strapparmi i capelli.
Chiamato il radio taxi: difficile individuarlo senza numero di matricola comunque…
Dopo mezz’ora arriva la telefonata con la bella notizia del nome dell’autista con il portafoglio consegnato da un cliente.
Luca chiama il taxista declina le sue generalità: tutto a posto allora il taxista gli dice che poiché lui era smontato ed abitava a Fiumicino – immaginando l’urgenza di riavere i documenti – aveva dato in consegna il portafoglio ad un collega che, secondo la patente di mio figlio abita a pochi isolati da noi.
Luca ringrazia e chiama il secondo taxista il quale si rende disponibile nell’arco della sera/mezzanotte di chiamarlo per vedersi. Non ce la fa e tutto viene rimandato alla mattina successiva quando alle 9 circa dopo due robuste suonate rispondo al citofono:
“Signora abita qui il ragazzo che ha perso il portafoglio?”
“Si sono la madre”.
“Signora mi scusi potrebbe scendere lei perché ho la macchina in doppia fila…”
Mi precipito al portone e mi trovo faccia a faccio con un bel cinquantino con in mano il portafoglio.
Nel frattempo io mi ero presentata con un Pandoro e dopo esserci reciprocamente fatti gli auguri con una vigorosa stretta di mano è avvenuto lo scambio.

E la moto? Ah ma io ho la fortuna di avere un factotum, sapete, un rumeno anomalo che non beve, non fa la tratta delle donne e neppure il corriere della droga, un rumeno con le mani d’oro che tra l’altro è l’artefice anche del mio nuovo bagno e prima ancora della mia cucina e che chissà in futuro… il quale senza troppa fatica la mattina del 24 dicembre alle 6.30 am nel buio brinoso e freddo di una Roma intirizzita con poca fatica ha liberato la catena. Florian è magico.

Sembra ‘magica’ anche quest’avventura che ho raccontato almeno venti volte e venti volte ha lasciato sbalorditi.
In un sol colpo non un angelo ma dal primo taxista a Florian noi abbiamo smentito tristi luoghi comuni di disonestà e menefreghismo.

Una storia di Natale? Non credo: il quotidiano di persone come tante che conosco il valore dell’onestà e della solidarietà.

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Ecco perché vorrei la bacheca per ricordarci che non ci sono solo i ‘mostri’ da sbattere in prima pagina e che anche se vivere correttamente dovrebbe essere la regola, ripassarla non può che farci bene.

Buon Natale mai finito.

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(foto sherazade diritti riservati)

Springsteen e il Natale

“You can’t start a fire, you can’t start a fire without a spark
This gun’s for hire even if we’re just dancing in the dark

Hey baby!”

“Dancing in the Dark”, è ultima canzone scritta da Bruce Springsteen per l’album “Born in the U.S.A”, del 1984 e rimane a tutt’oggi il più grande successo commerciale .
Per l’album “Born in the U.S.A.” Springsteen aveva scritto più di 70 pezzi, ma nemmeno una con il giusto potenziale per diventare un singolo di successo.
Su dice che nell’ultimo tentativo di riuscire a scrivere pezzi che incontrassero il gradimento di un pubblico più vasto di quello dei suoi fan, Bruce scrisse in una sola notte “Dancing in the dark”, con cui vinse il suo primo Grammy.

Una canzone dicotomica nell ‘ allegria dal ritmo incalzante e il testo in sé venato da cupo pessimismo e profondo senso di stanchezza (“I ain’t nothing but tired/ Sono soltanto stanco”) ed impotenza (“I’m moving round the place, I check myself out in the mirror I wanna change my clothes my hair my face/ vago per casa, mi guardo allo specchio, vorrei cambiare i miei vestiti, i capelli, il viso” ) .

Un testo alla Luigi Tenco che nessuno si sognerebbe di cantare a gola spiegata battendo il palmo delle mani sul volante come ho fatto io oggi tornando a casa dal primo tour di avvicinamento ai doni di Natale perché, non so voi, ma per quanto adeguato ai tempi e nel rispetto della vita, chi ha bambini piccoli quale che sia la religione (la nostra famiglia si allargata ad altri Paesi e culture) il Natale rimane il momento unico, forse dell’anno, nel quale ci si riunisce e si tenta di riallacciare quel sottile filo delle emozioni.

Io vorrei sempre fuggire ma ogni anno resto per le stesse ragioni affettive di sempre e dunque rieccomi anche qui a parlare e programmare il dove e il come e il cosa regalare ai nostri otto piccoletti sotto i dieci anni avendo gia definito che il mi’ bimbo sarà quest’anno ‘il’ Babbo Natale di turno ed ed io mi sono ‘portata avanti’ con gli acquisti  . . .

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You can’t start a fire, you can’t start a fire without a spark
This gun’s for hire even if we’re just dancing in the dark

Hey baby!

Ave Maria

«Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei».
Su questo testo è stato costruito il dogma della divinità di Gesù.


Franz Schubert

Ossessionati dall’integrità fisica. […] Esegeti, teologi, commentatori di tutti i generi hanno puntato su questo passo per affermare la verginità di Maria

La costruzione culturale della Madonna.    Ci troviamo ancora una volta di fronte alla mentalità ebraica dei seguaci di Gesù.[…] Il coito rende impuro il maschio, che è tenuto a rituali di purificazione per ritornare degno del rapporto con Dio, unico vero sposo dell’ebreo. Il corpo femminile è il «contenitore» della cosa più sacra: l’essenza della mascolinità, lo sperma

La donna ideale e la Madonna.    Vergine, vergine, vergine… Questa parola, che risuona di continuo, riflette, senza che più nessuno si accorga della sua fisica brutalità, la vera ossessione degli uomini

Un corpo perfetto.    La teologia cattolica ha costruito a poco a poco, con la «Madonna», quello che gli uomini di tutti i tempi e di tutti i paesi hanno desiderato e tentato di costruire con le donne. (…)Immacolata concezione significa che la Madonna è stata concepita senza il peccato originale. (…) Essa perde qualsiasi concretezza biologica e diviene ciò che gli uomini desiderano: un corpo femminile perfettamente chiuso.
Il prototipo della madre.    Questa madre non parla di sé, ma della funzione di madre, così come la vogliono gli uomini: essere per il bambino.

La non-scienza teologica.   La sterminata bibliografia mariana (16.685 titoli in vent’anni, dal 1948 al 1968) non «nutre» il pensiero perché non apre nessuna possibilità di crescita: è un non-pensiero, la non-scienza per definizione. […] Di fatto, le proposizioni intorno alla Madonna non possono essere oggetto di discorso, né negativo, né positivo, perché appaiono chiaramente collocate nell’ambito dell’affabulazione (166).


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I concetti che ho riportato (e mi scuso se qualcuno di voi si possa essere sentito feito, non è nel mio intento) sono stati estrapolati dal libro La Madonna di Ida Magli (1925), scrittrice e docente di Antropologia culturale all’Università di Roma, autrice di importanti saggi tra cui anche Gesù di Nazareth.
Negli ultimi anni, da giornalista e pubblicista, si è occupata di temi di attualitò politica: Sulla dignità della donna (la violenza sulle donne, il pensiero di Wojtyla), Sesso e potere e altri ancora.