Air

Ci siamo.
Mi piace, mi rallegra e mi rassicura sapere di incontrare qui sorrisi affettuosi di condivisione in questi nostri scambi di Auguri.
Improvvisamente oggi anche Roma immusonita e strapazzata per tante brutture che l’assediano si è svegliata frizzante e imbellita dal sole e un po’ con tutti quelli che solitamente incontro ci sono stati abbracci e parole di fiducia. Durerà da Natale a Santo Stefano però non priviamoci di questo lusso e accantoniamo i troppi malumori.

ossignur non so cosa dire…
Vi lascio qualche giorno e vi affido
a questa sonata di Bach eseguita dal bellissimo (per lui saprei ancora fare follie ) David G. uno che sa sdrammatizzare il suo talento condividendolo con questi imbranatissimi frugoletti…e alla fine sono certa del vostro sorriso.

Buone Feste amiche e amici cari e nel bailamme inevitabile non dimentichiamo di tenerci
stretti stretti Anzi strettissimi

Ma Sally? Eccola qui!

20181221_102312-1

Annunci

stolpersteine

“Stolpersteine” ovvero le pietre d’inciampo.
Dal 1995 l’artista tedesco Gunter Demnig, installa delle pietre della memoria, della dimensione di un sampietrino, su cui è posta una targa d’ottone con un nome per ricordare i caduti del nazzi-fascismo. L’iniziativa è partita a Colonia e sono ad oggi state installate 50.000 pietre d’inciampo in tutta Europa. L’obiettivo di questo artista è collocare un sampietrino per ogni vittima della deportazione.

Nel 2012 alcune delle pietre d’inciampo sono state installate nel popolare Rione Monti a Roma in Via della Madonna dei Monti e in Via Urbana.

Oggi il 10 dicembre dovrebbe essere ricordato, posto alla cima dei nostri pensieri, come la Giornata mondiale dei diritti umani.

Già! ma non bisognerebbe ricordarsi di essere ‘umani’ consapevoli, compassionevoli, gli uni verso gli altri tutti i giorni dell’anno?

E allora questo sarebbe il giorno nel quale fare un esame di coscienza e domandarci che cosa abbiamo fatto noi – singolarmente – per dare umanità al nostro quotidiano in un momento in cui, almeno io, mi sento accerchiata e nello stesso tempo estranea a quanto, il molto, che mi circonda.

Avere rubato durante la notte alcune pietre dell’ inciampo, una ennesima violenza alle vittime ebree, è una cosa obrobriosa sia che sia stata una bravata sia che vi fosse un ‘nascosto’ messaggio intimidatorio fomentato da una politica brutale e disUMANA.

Il mio albero di Natale e di fronte a me. Il riverbero luminoso delle sue luci intermittenti mi ricordano che sono qui a scrivere quasi a pontificare…eppure avrò bene il diritto, il mio diritto umano, di essere molto triste?
auschwitz1
20181209_205628
Teniamoci più che mai strettistretti anzi strettissimi 🌲🌲🌲🌷🌿

Pensieri di Natale

Stavo pensando…

Serenamente insonne, attraverso le serrande semi alzate il luccichio intermittente  delle lampadine appese al balcone del palazzo di fronte si aprivano in me tante finestrelle di ricordi.

Ricordi  di lucenti Natali di bambini che eravamo quando desiderare era ancora qualcosa che procurava l’ansia nell’attesa.

La letterina di Natale I regali in bella mostra il 25 mattina quando a piedi nudi gli occhi sbarrati dall’emozione mio fratello ed io aprivamo la porta del soggiorno. Per un paio di anni ho anche nascosta l’evidenza nel tentativo di non interrompere quel momento.

Non da oggi è subentrato il martellare della pubblicità,  la vastità della offerta e piano piano se non per i piu piccoli  si è persa la magia della costruzione del desiderio. Resistono i Lego.

Bene.

Spesso dei politici ci si chiede ironicamente o speranzosi se arriveranno ‘a mangiare il panettone’ ma il nostro Spelacchio, l’albero di Natale di Roma che avrebbe dovuto rappresentare in tutta la sua magnificenza questi giorni festosi,  li ha battuti: è già finito miserrimamente prima ancora di arrivarci a Natale.  Una sorta di transfer memento mori! di  un’Italia addobbata che non riesce più a nascondere la sua fragilità/incapacità di riprendersi. Non si riesce neppure più a nascondere l’allegria e la spensieratezza perdute.

Risolleviamoci! A  Galleria Alberto Sordi c’è più movimento e luci.

Anche per Roma il clima è rigido … tempo suo … ma de che? Brrr

Velocemente si rientra a casetta ma la situazione migliora relativamente…

Per fortuna un angioletto santo ha trovato il modo per accogliere me e

tutte e tutti  ma proprio tutti voi.

A U G U RI S SI M I  teniamoci strettistretti e superiamo insieme con un sorriso anche questo tour de force.  (prendiamoci con giusta ironia  |

tutto passa (Another sunrise

E allora vi dirò che non mi piace il clima che si instaura a dicembre.

Sono tra quella schiera sempre più folta a cui prende la malinconia, senza buttarla sul sociale o sul politically correst,  il desiderio di essere altrove fuori dalle luci, fuori dal buonismo, fuori dall’allegria che si fissa sulle labbra e inevitabilmente sui social.

Questa idiosincrasia mi si è andata consolidando dall’ anno che piccolina ho scoperto che  Babbo Natale non esisteva e mi sono sentita per la prima volta ingabbiata, costretta a crederci ancora per un po’ per non deludere i ‘grandi’, una costante della mia vita futura.

E così sarà di nuovo Natale e già si pensa a rifornire la dispensa , a buttar giù un menù in linea con la tradizione.

Oggi mi sono esibita in un tortino che può avere tantissime variazioni: la mia, semplicissima, con gli spinaci.

TORTINO

1 rotolo di pasta sfoglia Buitoni (non inorridite è buonissima e può essere conservata in frigo )3 etti di spinaci    /    3 uova    /    3 cucchiai di parmigiano    /    2 cucchiai di panna, sale e pepe qb.

Procedete bollendo gli spinaci, scolateli e sminuzzateli   –   in una scodella sbattete i bianche a neve, aggiungete i tuorli, il parmigiano, la panne, sale e pepe (oppure cannella o scorza di limone o noce moscata a vostro gusto)  mescolate il tutto e aggiungete infine gli spinaci mescolando il tutto.       Foderate con la pasta sfoglia (senza staccarla dalla carta forno che l’avvolgeva) una teglia rotonda da 22 cm  e versatevi  e stendete l’amalgama,  infine rimboccate all’interno la pasta in avanzo.

Ponete in formo (preriscaldato) a 180gradi per circa 30/40minuti questo dipende dal vostro tipo di forno.           A cottura ultimata sollevate il tortino con tutta  la carta forno e adagiatelo su un piatto da portata estraendo poi delicatamente la carta.

Ottimo tiepido per una cena leggera o un lunch festivo.       Socchiudete gli occhi assaporatene il gusto delicato, un sorso di Fiano di Avellino ben freddo…

Niente paura tutto passa, ecco, arriva… Another sunrise !

Another sunrise

Another sunrise

Another sunrise

Sunrise

Sunrise

Sunrise

(Il suono è accattivante, il video divertente ma ‘occhio’ il testo lo è molto meno. Il gruppo è italianissimo e l’ho scoperto in palestra : un due un due un due tre)

Oggi ha piovuto e ci siamo bagnate dunque abbracciamoci strettistrettianzistrettissimi

Bacco e baccalà

Sono piuttosto  preoccupata, se così si può dire con una buona dose di ironia, perché si avvicina  Natale.

I bambini sono quattro più una signorinella  che comincia a mettersi l ombretto agli occhi e a   laccarsi le unghie alla Mortisia!

Ieri il confronto tra ‘noi donne’  per organizzare il menù e suddividere le portate in modo che il tutto nn risulti troppo gravoso anche se saremo meno di quindici.

A me il cocktail di gamberi e il baccalà come si fa  Roma con un pizzico di Sicilia.    Ed allora ecco per voi la mia ricetta approssimata del

Baccalà in rosso natalizio con uvetta e pinoli ( 4 persone e moltiplicatori)

600 grammi di baccalà,  una cipolla,  olio di oliva,  salsa di pomodoro, qualche oliva nera, pepe,  pinoli e uvetta sultanina.

Mettere a bagno il baccalà il giorno prima facendo in modo di cambiare l’acqua ogni 3/4 ore in modo che perda il sale.   Il giorno successivo togliere il baccalà dall’acqua,asciugarle su carta assorbente,  e tagliarlo a tocchi abbastanza grossi.   Dopo avere affettato la cipolla  farla rosolare in un tegame con l’olio di oliva e qualche oliva taggiasca sminuzzata, aggiungere la salsa di pomodoro e fare restringere per 10 minuti il composto.   Aggiungere quindi i pezzi di baccalà in modo che siano ben distesi così che si insaporiscono bene cuocendo a fuoco moderato e con il coperchio.  A metà cottura (circa 30 minuti)  aggiungere una manciatina di pinoli e uvetta che avrete precedentemente fatta riprendere in una ciotola di acqua tiepida. Solitamente niente salma chi lo desidera un pizzico di zucchero di canna.

Le voilà il mio baccalà servito tiepido in un piatto ovale!

20160102_204423-1-1-1

Sally prefestiva

vINO

Il vino non deve mancare.  Salut!

Buona settimana e un abbraccio per tutti voi che lo desiderate ❤

Buon Natale mai finito

Vorrei che ogni città avesse una bacheca dove potere scrivere di una inaspettata sorpresa scaturita da un malaugurato evento. Ci accorgeremmo che il nostro quotidiano è meno indifferente e meno truce di quel che troppo spesso ci appare.

23 dicembre. Mio figlio fa un veloce lunch con degli amici. Come mai gli era successo in tanti anni, riparte in moto senza levare la catena che si incastra in modo irreparabile al momento.

15202045556_58de2d5a07_z

Pazienza…si è fatto tardi, prende un taxi e di corsa in ufficio.
La sera pur di tornare a casa velocemente e velocemente risolvere la questione della moto decide di prendere un secondo taxi…ops niente portafoglio!
Unico possibile luogo il taxi del dopo pranzo.
A casa dunque arriva con due problemi ed io ero già pronta a strapparmi i capelli.
Chiamato il radio taxi: difficile individuarlo senza numero di matricola comunque…
Dopo mezz’ora arriva la telefonata con la bella notizia del nome dell’autista con il portafoglio consegnato da un cliente.
Luca chiama il taxista declina le sue generalità: tutto a posto allora il taxista gli dice che poiché lui era smontato ed abitava a Fiumicino – immaginando l’urgenza di riavere i documenti – aveva dato in consegna il portafoglio ad un collega che, secondo la patente di mio figlio abita a pochi isolati da noi.
Luca ringrazia e chiama il secondo taxista il quale si rende disponibile nell’arco della sera/mezzanotte di chiamarlo per vedersi. Non ce la fa e tutto viene rimandato alla mattina successiva quando alle 9 circa dopo due robuste suonate rispondo al citofono:
“Signora abita qui il ragazzo che ha perso il portafoglio?”
“Si sono la madre”.
“Signora mi scusi potrebbe scendere lei perché ho la macchina in doppia fila…”
Mi precipito al portone e mi trovo faccia a faccio con un bel cinquantino con in mano il portafoglio.
Nel frattempo io mi ero presentata con un Pandoro e dopo esserci reciprocamente fatti gli auguri con una vigorosa stretta di mano è avvenuto lo scambio.

E la moto? Ah ma io ho la fortuna di avere un factotum, sapete, un rumeno anomalo che non beve, non fa la tratta delle donne e neppure il corriere della droga, un rumeno con le mani d’oro che tra l’altro è l’artefice anche del mio nuovo bagno e prima ancora della mia cucina e che chissà in futuro… il quale senza troppa fatica la mattina del 24 dicembre alle 6.30 am nel buio brinoso e freddo di una Roma intirizzita con poca fatica ha liberato la catena. Florian è magico.

Sembra ‘magica’ anche quest’avventura che ho raccontato almeno venti volte e venti volte ha lasciato sbalorditi.
In un sol colpo non un angelo ma dal primo taxista a Florian noi abbiamo smentito tristi luoghi comuni di disonestà e menefreghismo.

Una storia di Natale? Non credo: il quotidiano di persone come tante che conosco il valore dell’onestà e della solidarietà.

sallyyyy

Ecco perché vorrei la bacheca per ricordarci che non ci sono solo i ‘mostri’ da sbattere in prima pagina e che anche se vivere correttamente dovrebbe essere la regola, ripassarla non può che farci bene.

Buon Natale mai finito.

11822857263_313675a226_z

(foto sherazade diritti riservati)