#stiamoacasa

Ripensare al tempo passato, e in un momento che il tempo sembra dilatarsi in pensieri pessimistici io mi sciolgo in tenerezza : ‘The way we were’

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#stiamoacasa!

Sembra facile ed è facile dirlo per chi ha una casa organizzata da condividere con gradevolezza. Per quanti la strada serve a decantare situazioni di tensione?
I cosiddetti Vip (Fiorello, Totti etc.) certamente possono dormire sonni e penniche tranquille al secondo piano dell’attico romano o nella villa con piscina in Toscana.
Dunque u po’ meno enfasi cari signori, A casa e basta!

Ammetto nel mio piccolino anche io sono oggettivamente una privilegiata leggo, sento musica, cucino, guardo serie televisive ( Finalmente ho cominciato Game of Thrones ) le giornate passano, ma anche per la Sallyina . . .

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La signorina delle Camelie

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Vi penso tutti in Italia od ovunque voi siate. E’ il blog che ci tiene uniti e dunque teniamoci strettistretti anzi di più 💙❤💛

La Rondine

Mio nonno Ugo Giannattasio era un giovane artista che viveva a Parigi dipingeva e fu tra i firmatari del Movimento futurista.

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Gouache su cartoncino.

La mia nonna Renata,  piccola minuta torinesina di rigida e nobile ascendenze,  si innamorò e fuggi con il giovin  pittore e fu così che dopo i canonici 9 mesi il 3 dicembre arrivò, e crebbe, La Rondine.

Una bellezza da urlo senza tempo!
La Rondine Ondina della Lazio

E ritorna e ritorna ogni anno la mia Rondine decembrina,  piena di vita oltre le ferite del vivere,   gioiosa e golosa a gustare il suo Montblanc. La   vedo,  gli occhi che brillano,   lei, sempre presente   nei momenti più difficili dei suoi tre figli,  orgogliosa di noi, di me che ne ho combinate tante, che ho scalciato come un mulo fuggendo da me stessa,  per ritrovare sempre il mio porto sicuro tra le sue braccia.

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La Rondine nascosta in una nuvola bianca.

” Vola libera e felice,
 al di là dei compleanni,
in un tempo senza fine,
nel persempre.
Di tanto in tanto noi c’incontreremo
 – quando ci piacerà –
nel bel mezzo dell’unica festa
che non può mai finire. ”

(Richard Bach,   Nessun luogo è lontano)

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La Rondine a Sperlonga pochi mesi prima di (ri)prendere il volo. Lassù.

Buon compleanno alla mia Rondine,
Buon compleanno Mamma 🌹❤

Solo per questa volta lasciatemi strettastretta nel suo nido.

se una poesia

Tanti anni fa un amore americano (ecco come si rinnovano i ricordi) mi regalò la raccolta completa delle poesie di Emily Dickinson e la dedica recitava:

‘Bring me a sunset in a cup’

che li per lì mi lasciò stupita, perché in un amore che nasce ogni parola spalanca orizzonti sempre nuovi e tante aspettative.

Portami il tramonto in una tazza, e vi confesso che ancora oggi questo incipit mi riporta lontano e se non fosse perché ho un figlio tanto grande che mi ha appena salutato potrei pensare di essere ancora lì fissata nel tempo immobile, il letto stropicciato dai troppi sogni in quel mio minuscolo, luminosissimo monolocale a Queens Blvd, grattacieli all’orizzonte, il cuore con le ali e il rombo di un reattore.

MolleMENTE

“Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino –
quando dorme colui che tesse
d’azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell’estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti – quanti passetti
fa la tartaruga –
Quante coppe di rugiada beve
l’ape viziosa.

E chi gettò i ponti dell’arcobaleno
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro.
Quali dita congiungono le stalattiti,
chi conta le conchiglie della notte
attento che non ne manchi una.

Chi costruì questa casetta bianca
e chiuse così bene le finestre
che non riesco a vedere fuori.
Chi mi farà uscire con quanto mi occorre
in un giorno di festa –
per volare via – in pompa magna.”

Mentre fuori piove forte bevo la mia tisana al gelsomino, il sole non si vede da giorni e il suo magico tramonto é solo il momento di una calda fotografia.

PONZA -Tramonto da casa

Domenica di maltempo ovunque…
Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi 💙

(foto sherazade)

wish you were here

Superata senza ostacoli la fase del pianto del coccodrillo, anche perché per tante ragioni non vi sono state occasioni di grandi abbuffate anzi, mentre scrivo, ho davanti a me la mensola ancora carica di un pampepato infiocchettato, un panforte che aspetta manforte, una confezione di baci di dama probabilmente molto riservata perché ancora intatta, la scatola, della dama non saprei dire… dimenticavo un torrone morbido e – last but not least – un croccante di mandorle fatto da una mia amica.

Diventa marginale quello che volevo raccontarvi.
Adesso la mia attenzione si è tutta concentrata sul croccante di mandorle che mi ha riportato alla cucina della casa di mia nonna con un grande piano di marmo bianco, appena unto da un invisibili strato di olio su cui riposavano in ordinate fila mandorle sgusciate, e infine quel profumo amarognolo che emanava lo zucchero mentre si scioglieva nel padellino a fuoco lento.

Quanti anni avevo? forse sette ma i miei sette anni vissuti con inestimabili momenti di noia che poco avevano in comune con PlayStation e tablet, Kit Kat e Ovetti Nestlè privi di vita autonoma e che forse mai attraverso l ‘ olfatto busseranno alla porta dei ricordi scompaginati come coriandoli.

Chiudo così. Prendo un pezzetto di croccante di mandorle mi accovaccio sul divano e pitoneggio lenta e calda, il sapore amarognolo che di scioglie in bocca, sempre quello, anche se dal mio ‘piccolo mondo antico ‘ nasce e muore un sorriso per il richiamo letterario e mia madre fervida, curiosa lettrice che in una delle mille sere d’estati…

Coriandoli di memoria

Teniamoci strettistretti (i nostri ricorsi) anzi strettissimi!

Lenta la neve fiocca

Eccola che scende. . . La neve copre il giardino

 

Con il Burian anche tanta neve.

Si chiama Burian e NON Buran, perché viene dal greco BoreasΒορέας e infine dallo slavo Borja. L’italiano ha origini greche e latine. Utilizzato raramente il termine Buriana: qualcosa di travolgente.

Neve al Nord, specie Milano, Emilia R. e al Centro, anche a Firenze.    Sicuramente a quest’ora molti di voi potranno confermare.     Fiocchi a Roma in nottata e qui vengo chiamata in causa….  Saprò dirvi.

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Da Lunedì NEVE da Rimini ad Ancona, Pescara, al mattino ,parrebbe, di nuovo anche a Roma.  Chissa se riusciremo a sciare dinuovo a Monte Mario eccitati tutti: niente lavoro, niente scuola ma a tirarci palle di neve a chilometro zero.    60 ore di neve su Marche e Abruzzo.     Gioved’ 1 marzo neve diffusa.

Purtroppo nin finirà tanto facilmente perchè dopo il Burian sarà il gelo con punte di -10 anche in pianura.

Come ho scritto rispondendo a Keypaxx siamo tutti noi molto fortunati: abbiamo un tetto sulla testa e anche un certo calore. Un brivido e un forte senso di disagio vi arriva con le immagini di quella parte di Italia ancora ‘terremotata’ nei prefabbricati pressocchè isolati.

Perché in Italia è così difficile stare al passo, e  non è mai possibile prevenire disastri peggiori.         Me lo chiedo spesso senza avere risposte.    Me lo chiedo anche guardando alle promesse, alle cornucopie immaginifiche dei molti partiti italiani.

Votare voterò, votar bisogna…

Il 4 febbraio 2012  Roma viveva l’ultima grande nevicata,  almeno a tutt’oggi.  Un evento eccezionale che ricordo con particolare suggestione.  Iniziò a nevicare la sera del 3 febbraio, e il 4 mattina Roma si risvegliò completamente imbiancata  oltre 30cm nella zona nord: la mia.

Il giardino sembrava un piccolo mondo incantato e Sally ah!  Sally e la sua prima neve e all’ incontro con quel soffice manto bianco era come impazzita.

Perché non proviamo noi a darci notizie?  Per esempi non viene menzionata la Sardegna e qui potrebbe aiutarci .marta.

letture fuorvianti

Delicatamente

con quella tua espressione ironica che a volte m’incanta, 

hai passato due dita sulla mia fronte

 corrucciata.

“Hei..Hei..lo so cosa pensi..per me sei un libro aperto”.

(Sono stanca di sentirmi sfogliata).

Mille foglie d’amore

La mia zia Mussi a ventanni puntò i piedi e ottenne di andare a frequentare l’Ecole del Beaux Arts a Parigi, era la fine  degli anni Quaranta.

Lì conobbe e si innamorò, ricambiata, di un suo professore di architettura franco/irlandese, cittadino del mondo, vedovo e con gli anni di suo padre.     Si sposarono e le quotazioni erano sfavorevoli ma scadenza di dieci mesi  ebbero due figli , Ugo e Rory,  i miei cugini.     Vissero tra New York e Parigi e sopratutto furono innamorati e unitissimi fino alla morte di zio Paul a novantanni.

Si racconta che lo zio ad una certa ora della sera si alzasse per andare a letto e lo comunicasse alla moglie con una semplice domanda: “Mussi, ma chère… on y va?”. La zia si alzava ed andavano insieme.

Anche io da qualche tempo sono molto richiesta per andare a letto.    Intorno alla mezzanotte quando la casa è silente Sally si affaccia alla porta del soggiorno con la sua tacita ma altrettanto esplicita richiesta :

Linguaggi diversi ma pur sempre segnali d’amore.

D’amore è ricco il mondo, sta a noi carpirne i mille strati leggeri.

Happy Valentine

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🙂