…e le stelle stanno a guardare

Invito  di  Annalisa Comes

Che la terra ci ascolti, questa patria leggera come osso

Che la terra ci ascolti, come luna di un tempo incerto

Che la terra ci ascolti, come il primo giorno

Che la terra ci ascolti,  se ancora è di questa terra prosperare di biacca dei suoi volumi

e ancora

Che la terra trovi riparo

alla terra,

alla mensa,

alle ceneri.

 Sally

Achille

La mia Rosa per voi tutti. 

Teniamoci stretti anzi strettissimi.

Pioggia.

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molestie ambientali *(quando il sole brucia?)

*avv.  Giulia Bongiorno

Ofelia Con chi potrebbe meglio accompagnarsi
la bellezza, se non con l’onestà?
Amleto Oh, sì! Ma la bellezza ha tal potere
da far dell’onestà la sua ruffiana,
più di quanto non possa l’onestà
fare a sua somiglianza la bellezza.
Questo un tempo pareva un paradosso,
ma ora i tempi provano che è vero.

“Ma la bellezza ha tal potere…”

Quando tutto quello cui sottendo sarà affrontato e  discusso seriamente senza clamori e con il rispetto dovuto a una moltitudine di donne che non hanno palcoscenico né voce… allora sarebbe Buona cosa affrontare alla radice non già il (fantasioso) abuso ambientale ma i rapporti affettivi che costituiscono la trama del nostro tessuto sociale.

sheramentrefuorinfuriAttila

 

vola cicogna bianca vola

Il 25 luglio 1978 nasce, in gran segreto nell’ospedale di Oldham nel Nord dell’Inghilterra, Louise Brown, il primo neonato concepito attraverso la fecondazione artificiale.
Alla notizia di quella nascita, il mondo rimase di stucco. Infatti, sebbene negli anni precedenti i giornali avessero seguito gli sforzi degli scienziati che tentavano di ottenere la fecondazione in vitro, quella possibilità sembrava appartenere più alla fantascienza che alla realtà.

Lou

Louise che oggi ha 37 anni ha una sorella, Natalie, anch’ella concepita in vitro, che è stata la prima “figlia della provetta” a dare alla luce un bimbo, nel 1999.

La pecora Dolly (5 luglio 1996 – 14 febbraio 2003) è stata il primo mammifero ad essere stato clonato con successo da una cellula somatica, sebbene non il primo animale in assoluto ad essere stato clonato con successo

La clonazione è diventata anche un’opzione per far tornare in vita animali domestici a noi cari, come cani e gatti.
Nell’uomo la clonazione, nonostante l’opposizione basata su motivazioni filosofiche, etiche o mediche, se perfezionata, potrebbe essere una valida strategia riproduttiva, in aggiunta alla fecondazione in vitro, alle madri surrogate, all’adozione e alla riproduzione tradizionale.
La clonazione ha aperto la strada per rendere meno controversa l’ingegneria genetica applicata ai bambini sia per lo screening genetico, permettendo di diminuire i rischi di malattie ereditarie, che per assicurare la compatibilità nel trapianto di cellule staminali nei fratelli con almeno un genitore in comune.
La clonazione umana è comunque allo stato attuale ufficialmente vietata a livello internazionale….

eppure a me tornano alla memoria i fatti accaduti in alcuni campi di concentramento nazisti, dove veniva effettuata sperimentazione umana usando come cavie i deportati.
Forse al ministro Alfano e a segretario omofobo della Lega, Salvini, sarebbe utile sapere che i nazisti posero particolare interesse nella ricerche sulla cura ormonale dell’omosessualità e che tali esperimenti vennero condotti a partire dal luglio 1944 nel campo di concentramento di Buchenwald dal medico SS danese Carl Peter Vaernet e consistevano nell’impianto di massicce dosi ditestosterone su deportati omosessuali alla ricerca di una cura che avrebbe dovuto rendere eterosessuali i soggetti trattati.

Pensieri in confusione mentre nella parte ‘petalosa’ del mondo fioriscono bambini su ordinazione.
Niente di nuovo sotto il sole la fantascienza si fa quotidianità mentre nelle viscere della terra si sperimenta l’eternità.

Per chi trova tempo e ‘coraggio’ ecco il film intero


Trama : Una delle poche città al mondo con un’altissima concentrazione di gemelli, uno storico specializzato nella ricerca di ex criminali nazisti, l’ombra degli esperimenti dello spietato dott. Mengele. In Brasile circola una cultstory che ricorda il film diretto da Schaffner nel 1978.

(foto prese dalla rete)

Lo specchio

Suicidi. Una vera e propria strage perpetrata nel silenzio: nel 2014 il record di
“suicidi di Stato” così come sono stati catalogati.
Suicidi. In due anni, da quando più o meno si è smesso di parlarne, l’aumento dei casi è stato del 125% e l’apice si raggiunge nei mesi di aprile e luglio, ovvero quelli che coincidono con il versamento delle tasse.
Suicidi. Le statistiche dicono che, nell’ultimo anno si sono tolti la vita più disoccupati che imprenditori.

suicidi

I suicidi economici segnalano un disagio a macchia d’olio volutamente opacizzato e gli esperti ( perché alla fine c’è una pattuglia di esperti per tutto) rivelano che alla radice vi sia un forte senso di ‘esclusione sociale’.

L’ordine degli psicologi, cui taluni malcapitati hanno avuto il coraggio di rivolgersi per un aiuto psicologico, sottolineano : “Noi siamo solo un’antenna, ma la percezione prolungata di una crisi senza sbocco ha aggravato gli aspetti depressivi nelle personalità predisposte.” (anno di riferimento il 2014).
Una disperazione diffusa. Un senso di smarrimento e inadeguatezza ad affrontare il sistema.

La Repubblica di oggi,30 aprile 2015 : Istat, la disoccupazione torna a salire. Tasso al 13%,tra: i giovani sale al 43,1 E ancora : “ Ha eroso e corroso. Sottratto e impoverito. Prostrato e affamato. Tra il 2007 e il 2014, la crisi economica ha sbranato il potere d’acquisto di molti lavoratori e razziato un impiego ai tanti che, tutto a un tratto, si sono ritrovati loro malgrado a spasso.”

Quando è successo che il lavoro è diventato lo specchio delle nostre  fragilità?

Se la regina Grimilde scrutando la sua immagine riponeva tutta la sua autostima nella conferma della bellezza , oggi, che l’offerta è sempre più scarna e continua a calare e la domanda esasperata e disperata più pressante, è il lavoro a riflettere l’autostima e la bellezza dei nostri giorni?

Specchio specchio delle mie brame .

donna-allo-specchio

Buon 1 Maggio, ‘Stay hungry’!

Il “Per sempre” e Ben Harper

Not talkin’ ‘bout a year
no not three or four
I don’t want that kind of forever
in my life anymore
forever always seems
to be around when it begins
but forever never seems
to be around when it ends
so give me your forever
please your forever
not a day less will do
from you

ma io no, io no
non dirò ‘’per sempre ‘’ a caso
e ora spero di trovare
al mio ‘’per sempre ‘’ una casa

allora dimmi tu ‘’per sempre ‘’
per favore, dimmi ‘’per sempre ‘’
non un giorno di meno starò
da te”

Non so quanti di voi conoscano Ben Harper. Io l’ho (ri) visto questa sera a Che tempo che fa e mi sono ricordata il ‘nostro’ incontro di luglio del 2012
perchè con una mia amica che compie gli anni un giorno prima di me ci siamo regalate il suo concerto. Succede ogni anno da tanti anni e che concerti!

Il padre di discendenza afroamericana e Cherokee, la nonna materna russa, ebrea immigrata dalla Lituania, Ben Harper è quello che si può definire figlio del grande melting pot americano.
Cominciò ad appassionarsi alla chitarra lavorando nel negozio di musica della madre diventando via via, a partire dal primo album del 1994, un chitarrista e compositore originale senza troppi fronzoli (almeno a detta di mio fratello Francis, musicista anche lui) spaziando dal folk al reggae e al funk e proponendo nei suoi concerti versioni originali dello stesso testo con parecchie improvvisazioni.
E’ un artista impegnato, riservato, attento agli ‘umori’ sociali.
La mia personale fogorazione avvenne con il suo secondo album ‘Fight for your mind’

Ora sapendo bene che tutto puo’ essere approfondito su Wiki io aggiungo, da donna frivola qual sono, che è anche un bravissimo surfista e – ça va sans dire –
nel surfing indispinsabile è avere un bel fisicaccio e Ben…
oh quanto Ben di Dio!

E adesso musica.

Tanti auguri Pietro

(foto Testata:   via delle Botteghe Oscure angolo Libreria Rinascita – diritti riservati sherazadeFlickr

A minuti, il 30 marzo Pietro Ingrao compie 99.
Era già  un riferimento importante nella dirigenza del Partito comunista italiano  quando il  9 ottobre 1967 a La Higuera Ernesto Che Guevara veniva assassinato a soli 39 anni . Sapeva di essere in pericolo di vita e per tempo aveva scritto una lettera testamento indirizzata alla moglie ed ai suoi cinque figli.

“Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto,
se un giorno leggerete questa lettera, sarà perché non sono più tra voi. Quasi non vi ricorderete di me e i più piccoli non ricorderanno nulla. Vostro padre è stato un uomo che ha agito come pensava e di certo è stato coerente con le proprie idee.
Crescete come buoni rivoluzionari. Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura. Ricordatevi che l’importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, da solo, non vale nulla.
Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. E’ la qualità più bella di un rivoluzionario.”

Questa lettera che voglio dedicare a Pietro Ingrao così come  altri pensieri fanno parte della  biografia del Che ‘Senza perdere la tenerezza’ dello scrittore Paco Ignacio Taibo II che ha messo insieme i tasselli di una vita breve quanto intensa attraverso i diari, le lettere personali, appunto, le testimonianze, i documenti inediti conservati negli archivi di Cuba.
Questo ultimo saluto, stringato e diretto, esprime l’essenza del vivere e ribadisce valori universali che la sinistra italiana ha smarrito andando via via spogliandosi per confondersi in questo melting pot senza costrutto.

Io mi o.n.o.r.o di avere lavorato per Pietro Ingrao per quasi dieci anni, fianco a fianco, di avere condiviso con lui il primo drammatico (ma possibilista) strappo della Bolognina. Ho vissuto la fine del Pci e visto nascere il Pds, si sono succeduti molti acronimi ma non si è ancora giunti a nulla di buono, anzi.

Io vi ho chiesto, in modo anche un po’ provocatorio, nel mio post precedente perché mi leggete e voi mi avete dato motivazioni gratificanti. Le prendo per buone e me le riconosco e vi ringrazio ma devo aggiungere che tutto quello che a me piace della persona che sono diventata lo devo ai lunghi anni di formazione che ho vissuto a fianco di Pietro Ingrao, ( allora Presidente del CRS,  Centro Studi e iniziative per la  Riforma Stato)  che mi ha aperto alla bellezza della letteratura, del cinema, della poesia perché come lui stesso ha sempre sostenuto negli anni laceranti del fascismo bisognava fare una scelta e la sua fu gioco forza politica.

Un lungo filo rosso lega la mia vita a quella di Pietro Ingrao e si congiunge a mia mamma e a molte compagne e compagni della loro generazione di cui molti giovani e giovanissimi non conoscono né il nome né il loro posto nella Storia del nostro Paese.

Sono andata fuori tema. Chiudo gli occhi e gli mando un bacio e il mio pensiero:

“Tanti auguri Pietro, ti voglio bene.”

ingrao

e per conoscere meglio Pietro Ingrao vi suggerisco la sua autobiografia (e il titolo è già poesia)

Volevo la luna – edizioni Einaudi. Un testo che ‘va a braccetto’ con il  titolo di un suo ‘libretto’ di poesie

L’alta febbre del fare.  Leggeteli entrambi, sarete più ricchi.

E’ la rete che ti irretisce, bellezza

Sull’onda delle notizie del momento ‘chi spia chi’ oppure ‘siamo tutti sotto la lemte di ingrandimento del Grande Fratello, nell’era del 2.0, avendo per inerzia cominciato a utilizzare Google + l’altra sera ho chiesto a mio fratello (che mi era stato segnalato come possibile ‘amico da conoscere’, se questo tipo di suggerimento fosse arrivato anche a lui.
Bene mi ha confermato che lui evita ogni tipo di azione che procuri dispersione, anzi lanci in rete i suoi dati.
‘Maddai – dico io – che sarà mai, cosa nascondi?’
‘Mi secca ricevere- ribatte lui – pubblicità di ogni genere nel banner della casella di posta.’
‘Dici??? Non ci ho fatto caso.’

Poi ci godiamo il nostro film d’azione di cui solo lui ed io siamo patiti estimatori e, anzi, visto che arriva il fine settimana ve lo raccomando caldissimamente e ve ne parleri più diffusamente se non mi premesse l’argomento per cui mi sono messa a scrivere.

Ho due caselle di posta su gmail una come lunadifiele2008 che utilizzo per i social, il blog e cosucce varie, ed una posta più riservata e personale.

Poco fa ho voluto controllare e su entrambe le caselle di posta compaiono nella barretta in alto direttamente sopra le e mail annunci di questo tipo:

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E a ogni pubblicità seguiva la conferma che:

“Questo annuncio è basato sulle email nella tua casella di posta e sulle informazioni del tuo account Google. ‘Impostazioni annunci’ ti consente di mantenere il pieno controllo sugli annunci che visualizzi.”

Ma la questione è che pur basandosi i presupposti ‘sulle mail nella tua casella di posta’ io a) prendo il treno rarissimamente, b) per mia enorme fortuna non ho mai fatto e tanto meno curiosamente cercato un prestito on line; c) di Compro oro ne è, purtroppo, tappezzata la città e anche volendo perché dovrei entrare in internet) ed infine d), dulcis in fundo ma comunque improbabile, nella lista delle mie priorita tutistiche non è l’ASIA ma le Galapagos che notoriamente sono un arcipelago dell’Oceano pacifico di fronte all’ Ecuador.

Dunque? Succede anche a voi la stessa cosa con questa casella di posta Google o altre?
La cosa vi disturba enormemente? E le pubblicità sono almeno pertinenti a vostre ricerche anche pregresse?
A dire il vero c’è stato un periodo che so per certo che il mio telefono (internet era agli alborissimi) era sotto controllo ma il lavoro e le persone con cui lavoravo imponevano tra l’altro che in certe occasioni fossi accompagnata dunque queste invasioni di campo mi lasciano indifferente.
“E’ la rete, bellezza” ma io non ho davvero scheletri nel mio quattro stagioni.

Buon fine settimana e…andate al cinema pensandomi benevolmente.