…e andando a ritroso

 

Tempo di castagne.

Le prime panciute castagne scoppiettano nella padella bucherellata. Profumo d'autunno in tutta casa,

Luca di guardia pronto a girarle una ad una perchè non brucino, lui è paziente, ama stare in cucina.

Oggi sgusciando veloce tra una goccia e l'altra, senza ombrello, davanti alle vetrine della nostra pasticceria troneggiava un grande vassoio con i primi. enormi, marrons glacés di 'produzione artigianale'. .

Di origini incerte, si dice che questa leccornia, primo passaggio alle dolcezze del Paradiso. fosse stata sperimentata verso la fine del seicento alla corte dei Savoia e la ricetta ufficiale dei marrons glacés compare nel trattato "Confetturiere piemontese” stampato a Torino alla fine del settecento anche se poi la prima azienda a produrli fù francese dando adito a una seconda ipotesi che li vede nascere a Lione. 

La preparazione avviene solo in autunno inoltrato con la raccolta delle castagne (i marroni) ed è molto laboriosa tanto da durare almeno dieci giorni, i frutti a macerare in acqua zuccherata con il rischio (reale) che la metà dei marroni, grandi e rigorosamente delle stesse dimensioni, si sbricioli e allora… pur perdendo tutta la loro magnificenza erotica si 'riciclano' vendendoli (sempre a caro prezzo) come “spezzoni” oppure facendone una squisita marmellata.

Mia mamma (e il mi' bimbo ha preso da lei) era molto ghiotta e i marrons glacés erano la sua passione. A Torino li vendevano guarniti con fiori di violetta glassati e in piccoli vassoi, originariamente di cristallo, da 12 

perchè un solo maron glacé soddisfa quanto una fetta di torta, eppure la nostra ghiottona riusciva a finirli in un battibaleno assaporandoli con sguardo sognante e voluttuoso. Ed in effetti è davvero un trionfo dello spirito (e della carne) riempirsene la bocca, il palato, socchiudere gli occhi e concentrare tutti i sensi a tale piacere. 

  Amore è…ricordare mia mamma con quella sua espressione bambina in una domenica quasi invernale, nel disordinato vociare del suo soggiorno con noi figli, con già qualche nipotino gattonante, mentre scarta il primo vassoietto di marrons glacés.

Tempo di castagne.

 

Il tuca tuca, l'età dell'innocenza

"Ruby, le feste e il Cavaliere".
 la Repubblica.it, 28 ottobre2010 – ore 12.

 

Questo titolone che campeggiava oggi su alcuni giornali, a me povera donnetta di mezza età vagamente acculturata, ha riportato, inopinatamente, ai volumi storici di George Duby, esimio professore di storia del Medioevo, che ha scritto molti libri tra cui, appunto, "Il cavaliere, la donna e il prete" o, anche, "Medioevo maschio", edizioni Laterza, ed ho pensato che siamo davvero in un Medioevo basso, bassissimo e dunque sorridiamo è vicino il Rinascimento, o no?

Per quel che riguarda la 'nipote di Mubarak' anche lei minorenne entrata nel tritacarne presidenziale, della nuova pratica del 'bunga bunga' che il solerte cavaliere ha appreso nello scambio approfondito di visite al leader libico Gheddafi (dio ci scampi e liberi da chissà quanti e quali altri divertissements ha appreso nelle dacie del compagno di pesca Putin) non mi interessa più di tanto : affaracci – sporchi affaracci – loro.

Chi di dovere approfondirà se questa fanciulla ha detto il vero (pare proprio che cmq almeno tre 'visite' ad Arcore ci siano state, ci sono i soliti gioiellini stemmati, ed i nomi dei presenti sono talmente tanti che basterebbe fare confronti incrociati per arrivare anche solo a una parte della verità) cui prodest?

Quello che a me preme più di ogni altra cosa, più ancora della ulteriore perdita di dignità e di fango che continuerà a insozzare il nostro Paese e noi, ò la domanda priva di retorici moralismi con cui chiudeva l'articolo de La Repubblica:

"È responsabile esporre il presidente del Consiglio italiano in situazioni così vulnerabili e pericolose per la sicurezza dell'istituzione che rappresenta?"

riso amaro, il nostro

 

Strange fruits vs Immagine

 

 

(repetita iuvant, settembre 2007)

 

 

1939. Abel Meeropol  scrisse con Billie Holyday  "Strange Fruit" seduti al  tavolino di un bar  “con ancora negli occhi la fotografia del linciaggio di due neri delle piantagioni del Sud’.

Una sera, il  giornalista Harry Levin  ascoltando  Billie Holyday cantarla, si senti improvvisamente accomunato a un generale, forte e nello stesso tempo confuso,  sentimento di impotenza dolorosa che aleggiava nella sala  e addebitò questo stato d’animo al momento storico che l’America stava vivendo: "Noi eravamo li, storditi ed incapaci di muoverci. Lei ci mise in contatto fisico con quella canzone. Nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, mentre stavamo combattendo per riportare la libertà (e la ‘democrazia’ aggiungeremmo oggi),  Billie ci stava dicendo che c'erano alcune cose incompiute con le quali l'America doveva confrontarsi."

 

Nell’euforia dei primi mesi del nuovo millennio,  stilando una  graduatoria sulla più bella e significativa canzone del novecento,  il Time identificava in  Strange fruit di Billie Holiday  il “monumento musicale”  del secolo discostandosi nettamente  da un sondaggio a tappeto che aveva, invece, optato per Imagine di John  Lennon.

Io sono per “Strage fruit” e con il Time  attonita per il feroce parallelo con l'attualità (che simbolicamente mi riporta a Rosarno alla raccolta delle suoi rossi frutti, per molti unico cibo per giorni e giorni di guerriglia sanguinaria) di quelle strofe: Gli alberi del Sud danno uno strano frutto, /Sangue sulle foglie e sangue alle radici, /Neri corpi impiccati oscillano alla brezza del Sud, /Uno strano frutto pende dai pioppi/…..Profumo di magnolie, dolce e fresco, /Poi improvviso l’odore di carne bruciata…”

 

E guerra sia!  Ogni giorno la scatola dei sogni fittizzi, si lascia sfuggire notizie di soldati dilaniati (i nostri eroi)  di 'civili', numeri grigi non meglio quantificati che fuggono o guardano muti al di là del filo di ferro che – ci vuole coraggio, – si chiama 'campo profughi'.

Terre, città rase al suolo, nessun deodorante al profumo di magnolia a coprire il lezzo di sempre nuovi  corpi martoriati, anime senza speranza, per buona pace delle ricche democrazie e dei  (pre)potenti della terra.

 

 

 

(La versione della canzone che vi propongo è di Nina Simone, una grande artista che l’ha cantata con altrettanta passione).

Fortuna è avere…

 

 

Strano che i pubblicitari non ci pensino più spesso e si accaniscano a reclamizzare prodotti attraverso un messaggio tanto trito che immancabilmente passa attraverso l'esposizione in formati megagalattici di parti anatomiche femminili sezionate all'uopo. E così le nostre citta, i nostri autobus, i programmi televisivi, i giornali sono invasi da improbabili donne seminude che ammiccano piuttosto oscenamente sia che bevano un aperitivo sia facciano il verso ad un'auto grntosa.

Questo 'corto' pubblicitario che vi propongo è davvero un piccolo capolavoro di ingegnosità e oltre ad invitarci a fare quel che vedrete, lancia anche un piccolo messaggio.

Quale?

Buona fortuna a tutti e soprattutto cerchiamo di proteggerla  perchè, questo mi vien da dire, accanto a noi, nel luogo meno evidente, lì si acquatta sotto mille forme.

 

http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf

 

 

Viva l'Italia

 

 

 
Senza se e senza ma… 

martedì 12 ottobre 2010

Abbiamo ancora il nodo in gola e gli occhi appannati dalle lacrime per i nostri Alpini appena seppelliti che in un crescendo di ottusa violenza ieri sera ho visto le prime immagini di quella che avrebbe essere una partita di calcio: Italia-Serbia.

Uno scalmanato con tanto di passamontagna lanciava, a cavallo del divisorio col campo, fumogeni e razzi, altri dietro di lui si aggrovigliavano e per forza d'inerzia sbattevano come onde da una parte all'altra delle gradinate. Spranghe fatte con le condutture divelte dei bagni a contrastare i manganelli delle forze di polizia, in assetto antisommossa. Ma nonostante tutto e con oltre mezz'ora di ritardo, la partita è cominciata per essere interrotta dopo pochi minuti.

Oggi i giornali hanno titoli di guerra:

SCONTRI A GENOVA. DUELLO iTALIA-SERBIA.

"BELGRADO NON CI HA INFORMATI"
Preso l'ULTRA' incappucciato.

 

Battaglia notturna: 16 feriti, 17 fermati. Scuse a Frattini, ma il vicepremier balcanico critica la nostra polizia. La replica: "Smagliature nelle informazioni". Maroni: "Evitata strage". Pd: "Il ministro spieghi". Idv: "Si dimetta". Prandelli: "Abbiamo avuto paura"

Ma stiamo parlando di una partita di calcio? O mi sfugge qualcosa?

Ma si puo' sentire dire dal ministro Maroni che " Belgrado non ci ha informato"? e "Evitata strage"?

Ma davvero noi vogliamo ritirare i "nostri ragazzi" dall'Afganistan e non siamo in grando di decidere una volta per tutte di chiudere gli stadi? Di fermare la violenza gratuita (ma che muove interessi stratosferici) che fà di uno sport pregevole, persino elegante, un campo di battaglia dove INUTILMENTE viene messa in pericolo la vita dei (sempre) "nostri" ragazzi delle forze dell'ordine e di quei pochi che ancora credono possibile 'godersi' una partita di calcio?

Sono indignata e voglio che lo sappiate.

 

================
======

Bravi Maestri

mercoled' 13 ottobre 2010

 Il paese dei doppi pesi e delle mezze misure. Un paese che suo malgrado si nutre delle beceraggini della sua classe politica.

 Questo siamo noi.

 Non voglio ricordarvi le pessime battute, mai cancellate del Premier nè quelle dei suoi ministri che tutti dovrebbero attenersi ad un comportamento rigoroso nel rispetto del loro ruolo e dell' esempio che il loro comportamento dovrebbe dare.Dai palcosceni internazionali abbiamo visto fare le corna, palpare il sedere alla signore, alzare il dito medio (gesto orripilante che se fatto a un romano gli farebbe subito saltare la mosca al naso, ci pensi il titolare di quel gesto reiterato).
Ma veniamo ai fatti. Soltanto qualche giorno fà, certo all'interno di una ristretta cerchia di persone (militari), in visita all' Aquila, l'effervescente Berlusconi se ne è venuto fuori con una barzelletta che offendeva, come suo solito, l' onorevole Rosi Bindi ("una donna non al suo servizio") e chiudeva con una delle bestemmie più forti – sarò imparziale – facendo leva sull'assonanza 'orchidea' :

'ORCO DIO!

fieramente mimandone il finale tra le risate della 'truppa'. Insomma una barzelletta ad hoc, 'da caserma'.

Oggi apprendo che Michele Santoro verrà sanzionato in termini monetari dalla Rai e non andrà in onda la prox settimana perchè nella prima puntata, nell'ambito di uno dei suoi soliti monologhi-arringa, pur restando in tema, ha mandato il presidente Masi a:

AFFA' UN BICCHIERE

Per cercare di capire meglio: Monsignor Fisichella ha assolto paraculamente (un francesismo, sia chiaro) il Premier perchè "se contestualizzata" anche la bestemmia si puo' dire.
Io pur essendo agnostica, per educazione e rispetto verso chi crede, non ho mai bestemmiato ma ma mi sarebbe utile focalzzare meglio la differenza tra una bestemmia 'constetualizzata' da un Premier all'interno di una cerchia di poche persone in un'occasione non proprio allegra, e l'invito "affa un bicchiere" di Michele Santoro espresso nell'ambito di una trasmissione televisiva che è sempre stata border line e che proprio per questo ai vertici RAI non conviene cassare come fu fatto per tanti altri autori o artisti che non ottenevano la stessa audience.


SPQR.
'Sono Porci Questi Romani'oppure
???

===============
==========

 

I Bravi Maestri vol. 2

giovedì 14 ottobre 2010


Pugno nel metrò, Maricica in coma irreversibile
La famiglia: "Facile chiedere scusa adesso."

 

 

Tra l'indifferenza dei presenti, dopo la violenta aggressione da parte di giovane ventenne romano ai danni di una giovane donna (madre di un bambino di 3 anni che vive in Romania) mandata quasi al Creatore con un violento pugno per uno stupido diverbio, seguendo la prassi inaugurata e ormai consolidata delle scuse postume, Alessio Burtone, sicuramente anche su consiglio del suo avvocato, così scrive:

"Chiedo umilmente scusa alla signora Hahaianu Maricica per il gesto violento che le ha provocato questa grave situazione. Da quando l'ho saputo dal carcere non riesco più a dormire… ma ciò che più mi interessa oggi è che la signora possa riprendersi. Prego ogni giorno perché lei possa ristabilirsi e porterò sicuramente un rimorso per tutta la vita.
….. Dico ai giovani di non usare violenza, di non sbagliare come ho fatto io perché oltre a far del male alla povera Maricica ho fatto del male a me e a tutta la mia famiglia.
Vi abbraccio e sono vicino al vostro dolore."

Bene. Le scuse inoltrate. Giustizia sarà fatta e tra un fric e frac costui, ci scommetto, nel giro di un paio d'anni con un frullio d'ali sarà dinuovo libero pronto a malmenare qualcun'altro (pare abbia dei precedenti per una lite in strada dell'aprile scorso archiviata).

Giustizia , certezza della pena. Riconoscimento (almeno quello) del dolore causato. E' di questo che lor Signori dibattono nel baillame mediatico palleggiandosi la "Riforma della giustizia"?

.
.=====================

==============

Sit tibi terra levis

venerdì 15 ottobre 2010

 

LA DONNA AGGREDITA

E' morta Maricica Hahaianu.
I medici staccano la spina

Questa non è che un  assaggio dei drammi che accadono in una piccola settimana di un qualsiasi anno di ordinaria follia mentre laggiù in un altrove una farfalla leggermente batte le sue piccole ali.

 

=====================

===============

Il 'tetto di cristallo'

sabato 16 ottobre 2010

Albissola, donna uccisa a coltellate.
L'ex fidanzato confessa l'omicidio

I figlioletti hanno trovato il corpo senza vita di Kamila Lysadorska, cittadina polacca di 30 anni,separata, che da anni viveva in Italia. Confessa l'ex compagno Nicolò Vivado, italiano, che era ancora in possesso delle chiavi di casa.

In una settimana, solo per quanto ci è dato sapere, due donne straniere,  sresidenti in Italia, sono state uccise per mano di due uomini italiani.

Io mi domando come sia ancora possibile illuderci che l' Italia sia un paese ospitale, che gli stranieri siano tutti qui per delinquere, ma soprattutto chi possa ancora illudersi che le donne non siano – lo ripeto con forza – l'anello più debole, indifeso della catena contendendosi il triste primato con i bambini ed i vecchi (dico "vecchi" a ragion veduta).

 

==========================

================

 

Tutti al mare, Antigua ci aspetta!

domenica 17 ottobre 2010

 

Report inizia con un concetto talmente semplice da sembrare inutile in un paese 'normale',mentre in Italia creerà non pochi problemi a Milena Gabanelli che ne ha già avute le avvisaglie prima ancora di andare in onda.

"La trasparenza è d'obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa di 55 mq a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell'isola caraibica di AntiguA"

Per prenotazioni week-end o viaggi di nozze, rivolgersi direttamente alla Segreteria della Presidenza del Consiglio.

 

Profondo cordoglio (per i nostri Alpini)

 

 

13 novembre: "lettere d'amore"

Non solo Nassirya

La Morte arrivò prepotente e inattesa quella volta, fuori tempo e con grande anticipo.

Fu così che la Rondine dopo oltre una settimana ricevette una lettera

d’amore ‘dal cielo’ ed i bambini una cartolina dal Congo belga e un immenso casco di piccole banane africane dal sapore dolce e sciropposo che impasta la bocca e ritorna ogni volta che la Piccolina smarrita esplicita un semplice "Perché?"

========

==== 

Questo scrivevo nel 2007 paragonando Nassirya alla strage di aviatori a Kindu. (http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Kindu) tra i quali c'era l'uomo che consideravo mio padre, capomissione in quel volo, della squadriglia in forza Onu che da Pisa portavano nell'allora Congo belga con i loro C119 (i vagoni volanti) medicinali e cibo alla popolazione stretta tra ribelli e forze governative.

L'ereo venne abbattuto, morirono tutti e tredici. Dei corpi fù fatto scempio e nelle bare chiuse nessuno dei parenti seppe mai cosa racchiudessero.

Solo nel 2007 (era il 1961 quando avvenne l'eccidio) i parenti delle vittime ottennero un ridicolo risarcimento (mia mamma niente perchè non era regolarmente sposata ma soprattutto, come molti, era già 'altrove') e in aggiunta fù innalzata, a futura memoria, una stele davanti all'ingresso dell'aereoporto di Fiumicino.

Io ero piccolina ed ho ricordi molto confusi rielaborati negli anni, ma di certo non ricodo nè spettocalizzazioni nè battimani. Ricordo il silenzio che pesava e rimbalzava sul dolore di tutti.

PROFOFONDO CORDOGLIO.

Il cordoglio dei burattinai che ci rappresentano a partire da quell'immonda figura del premier che dalla dacia del suo degno compare non ritiene neppure di accorciare il suo week-end. Oggi il cordoglio lo si esprime via etere non già con le azioni.

PROFONDO CORDOGLIO.

Una missione di 'peacekeeping' (ai quei tempi non erano in voga tanti inglesismi) per la quale si pensa, non già il ritiro delle nostre truppe, ma di mandare in Afganistan degli aerei armati a difendere i difensori della pace. Ma questo non va contro la nostra Costituzione?

PROFONDO CORDOGLIO.

Di (brutte) maschere indossate per l'occasione, per la parte 'triste' del loro teatrino che come tutte le operette finirà a sera a tarallucci e vino e opsss qualche massaggiatrice ad allentare la tensione non già emotiva, quella no, ma la fatica del mantenersi seri per più di cinque minuti.

PROFONDO CORDOGLIO.

Su, non siamo troppo seriosi. Ogni giorno porta il suo affanno (e la sua serie di applausi).

Il corpo violato

 

 

L'altro giorno leggiucchiavo una delle mille ricerche raffazzonate. Questa volta si parlava di bambine e di come la pubertà dai 12 anni fosse passata agli 11 se non ai dieci. Molto dipende dall'alimentazione ma si mettevano in campo anche fattori, come dire?, di assimilazione al modello femminile proposto dai mass media.

Sempre recentemente ho letto di una diatriba tra 'opinionisti' (come si diventa opinionisti mi piacerebbe saperlo per poterne valutare l' autorevolezza ben oltre i miei pregiudizi di frante ad una Lory Del Santo piuttosto che un…come si chiama un tal ragazzotto uscito da uno dei tanti reality e che ha trovato la sua massima collocazione in televisione dove sputa sentenze spacciate per 'verbo'.?) insomma si dibatteva sui bambini di una gara canora che si esibivano (scimmiottavano) cantando canzoni dal contenuto adulto e se non fosse, invece, molto più adatto alla loro età Cino Tortorella con il suo Zecchino d'oro e i Quarantaquattro gatti in fila per tre con resto di due.

Pare di no ed allora l'asticella del confine tra i luoghi del bambino e quelli dell'adulto si sposa sempre in avanti.

Una ragazzina di 15 anni che si apre vari profili su FB con la scusa assai improbabile di avere perso le password, che chatta con ragazzi molto più grandi di lei, che desidera scappare dalla cerchia ristretta di un piccolo paese, e alla quale la madre permette di andare in giro fino all'alba, certo con la cugina ventenne, ma anche con ragazzi di quasi trent'anni. Che madre è mai quella che non solo non vieta alla figlia minorenne di uscire la sera ma, se anche fosse, non le pone un limite e non l'aspetta sveglia? Non la guarda dritta negli occhi, non la "fiuta" come un segugio che ne ripercorre a ritroso la strada.

Una bambina a tutti gli effetti che si trucca alla moda e che per ingraziarsi le attenzioni maschili si finge già grande.

Ma le cose più orrende arrivano inaspettate, anche di giorno, in un giorno di estate nel quale viene programmata una normalissima passeggiata al mare lì vicino.

Ed è proprio in una delle poche volte che la madre potrebbe stare tranquilla che '"orco" si materializza alle due di quel pomeriggio nella figura dello zio. Uno zio che aveva da tempo messo addosso gli occhi a quella ragazzina che stava sbocciando e sulla quale aveva indirizzato i suoi orrendi, inaccettabili, desideri.

Desideri e attenzioni, pare, non graditi ed allora nella sua foia il maschio uccide la bambina senza rispetto, senza pensare che quella ragazzina lui l'aveva vista nascere e che da lui avrebbe dovuto ricevere affetto e fiducia.

Ancora una volta, statische attendibili che io non ho alla mano, dicono che i peggiori carnefici di noi donne, fanciulle o bambine, sia quell' "orco" che troppo spesso vive acquattato all'interno della cerchia famigliare.

Gran brutto mo(n)do morire a quindici anni in un giorno d'estate con un piccolo bikini sottobraccio.