quelli che … (oggi)

 

«In Italia, la strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come» Pier Paolo Pasolini  nasceva oggi nel 1922

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Tenera è la notte se…

La Repubblica – Roma

“Incendiari in azione a Monte Sacro : motorini e 8 auto date alle fiamme nella notte”

Se la percezione di disagio diventa concretezza ci si sente storditi e fuori luogo.    Se  il  ‘negro’ o il più politically corret nero acutizza il disagio,  nera è l’anima che porta a demolire a inficiare la vita del proprio vicino, o lontano che sia, tanto per acquietare i propri disagi mascherandolì di spavalderia ottusa.

Non serve arrivare con un barcone per essere additati come pericolosi individui da cui difendersi.     Questo tema è sempre più cavalcato da una politica becera e ignorante che abbandona il proprio territorio pro domo sua  e lucra sui sentimenti.

Parlare di notte di terrore parrebbe eccessivo ma erano le 3 e 15 quando in via Veglia siamo stati svegliati dalle sirene e dai lampeggianti di  carabinieri, vigili del fuoco e ambulanze.

Un numero ancora non precisato di  come definirli? ha dato fuoco a motorini regolarmente parcheggiati e macchine non solo nella mia via Veglia ma in via Monte Bianco e Via Monte Senario creando panico e danni.

Questo è quello che mi si è prospettato stamattina alla luce di un bellissimo sole.

Davvero verrebbe voglia di non vedere e non sentire

Tenera è la notte se l’animo è sereno).

ieri oggi domani

Virginia Wolf,  Durante un attacco aereo a Londra.

“Finalmente tutti i cannoni hanno smesso di sparare. Tutti i riflettori si sono spenti. Il buio naturale dell’estate ritorna. Si sentono nuovamente gli innocenti rumori della campagna, una mela cade per terra. Un gufo grida, spostandosi da un albero all’altro. E qualche parola quasi dimenticata di un vecchio scrittore inglese mi viene in mente: “I cacciatori si sono alzati in Americai …”. mandiamo dunque queste note frammentate ai cacciatori che si sono alzati in America, agli uomini e alle donne il cui sonno non è ancora stato interrotto dai rumori della mitragliatrice, con la speranza che vengano ripensate, generosamente e caritevolmente, e forse rimaneggiate fino a diventare qualcosa di utile.

E adesso in questa metà buia del mondo, a dormire!”

 

 “Inutile brindisi all’Europa, serve un’Italia che difenda i confini” Salvini a Lampedusa.

“Non temete di abbracciare i confini” Papa Bergoglio

Immagini prese dal web

Buon fine settimana dalla Sallyina e da Shera-me

Intermezzo

Aspettando il cessare il fuoco

Un camposanto di stelle che piangono il loro cielo.

Il sale delle lacrime nel pane del linguaggio.

Corpi di amanti, alfabeto di dio nel deserto.

Corpi dilaniati, sorrisi sulla maschera della crudeltà.

Grazia dei mendicanti all’altare della musica affamata.

Ardire dei danzatori all’altare di fuoco e visione.

Spettro di decomposizione trasformato in cometa rossa.

sull’osso del polso intinto nell’inchiostro del lavoro.

Il dono dell’attesa. Condivisione, condivisione

Cristina Viti,  Londra 16 gennaio2009

foto prese dal web

Stay Human

Piazza della Minerva è una piazza del  centro storico di Roma , nel rione Pigna, ed situata in prossimità del Pantheon.

Il nome Piazza della Minerva deriva dall’originaria esistenza in questo luogo di un tempio fatto erigere da Gneo Pompeo Magno e dedicato appunto a Minerva Calcidica, la cui statua  oggi si trova in Vaticano.

La basilica di Santa Maria sopra Minerva, baricentro dell’intera piazza, era già citata nel VIII secolo  col nome di (ecclesia) “S. Mariae in Minervio”

Al centro della piazza, e voltando le spalle al convento dell’Inquisizione, si trova fin dal 1667 l’elefantino del Bernini, sormontato da un piccolo obelisco, scavato nel chiostro e proveniente dall’Iseum Campensis santuario dedicato alla dea Iside e al suo consorte costruito a Roma nel Campo Marzio.tra il 43 e il 23 a.C.

Penso che tutti i media abbiano riportato l’ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni di questa città meravigliosa che è Roma al di là delle sue disfunzioni e delle diatribe politiche.    Questa volta a farne le spese è stato l’Elefantino di Piazza della Minerva ritrovato con una zanna spezzata, per nostra fortuna, prontamente ‘rabberciata’ nell’arco di pochissimi giorni.

Un danno che questa volta mi ha doppiamente e personalmente colpito al cuore e che, sempre più spesso, guardando al degrado generale delle azioni così come dei sentimenti mi fa quasi essere ‘felice’ che mia madre non ci sia più.

Perché adesso? Cosa c’entra con l’Elefantino e Piazza della Minerva mia mamma?   Era nata a Roma, è vero ma mia  mamma nel 1946

si era sposata a Santa Maria in Minerva e la narrazione di questo suo momento da favola era ricorrente ogni volta che insieme a braccetto o di corsa, io sempre indietro  e col fiato corto,  attraversavamo la piazza.

Vandali senza memoria della bellezza, senza cultura per il bello.     Come si può vivere?

Stay Human

Born in theU.S.A.

 

1984/2016

All’uscita dell’album “Born in the U.S.A.”, primo grande successo di massa di Springsteen, Ronald Reagan , in corsa per la rielezione alla Casa Bianca , citò il cantante come esempio positivo dei valori americani. Non da meno fu l’opinionista conservatore George Will  che elogiò la canzone  perché  “i versi dedicati alla chiusura delle fabbriche e ad altri problemi sono sempre punteggiati da una solenne e gioiosa affermazione ‘Nato negli Stati Uniti!”.

Successivamente  i ‘valori’ espressi nella canzone vennero rimarcati  nuovamente da Reagan. in suo comizio in New Jersey Luogo natale di Springsteen: “Il futuro dell’America vive  nei sogni di milioni di cuori che si nutrono dei  messaggi di speranza di molte canzone amate dai giovani.. “

The Boss rimandò al mittente questa  interpretazione mistificatoria ribadendo che  “Il Presidente forse pensava ad un altro album, certamente non ha sentito questo”.

Born in the U.S.A. –  proviamo a riascoltarla  ancora più attentamente oggi nella versione unplugged  – col senno del poi  ci accorgiamo  che ben oltre la musica quel grido  “nato negli Stati Uniti” assume il significato quasi di una disperata condanna.

Dopo un andamento  contrario di 8 anni la ruota torna a girare nel verso di prima e Donald Trump sarà al timone degli U.S.A.   ma nessun allarmismo perché,  per citare l’ americano Bob Dylan  premio Nobel 2016  per la Letteratura, nell’ultimo verso della sua canzone:

And if my thought-dreams could been seen

They’d probably put my head in a guillotine

But it’s alright, Ma, it’s life, and life only.

Finchè la barca va. . .

“QUI non c’è niente“

Niente per noi, che ci siamo nati: figurarsi per gli altri”.

Leggo Ezio Mauro su La repubblica:   “Potrebbe finire sui manuali di storia dei nostri anni complicati questa frase di una cittadina italiana, probabilmente moglie e madre, abitante della frazione di Gorino sul Delta del Po che ha partecipato al blocco stradale del suo paese per impedire l’ ospitalità di dodici donne immigrate coi loro figli nell’ostello requisito dal prefetto.”

Presa di posizione incresciosa ma volendo rendermi conto di un po’ di cose  scopro che:

“Il Rifugio è situato a Gorino Sullam nel cuore naturalistico del Parco del Delta del Po, in un villaggio di pescatori, nelle vicinanze di una spiaggia selvaggia, della Sacca di Scardovari e dell’Oasi di Ca’ Mello.

foto dal web

È il punto d’appoggio perfetto per una vacanza “slow” e “green” alla scoperta di ambienti caratteristici come dune fossili, fiumi e golene, valli, lagune e canneti e di una grande varietà di uccelli acquatici, che trovano qui il loro habitat ideale. … La struttura dispone di 32 posti letto suddivisi in 9 camere da 2 fino a 6 posti, ognuna con servizi in camera. “

Ecco di questo Ostello si parla e allora  mi permetto di intervenire e soffermarmi su ‘‘ostello requisito dal Prefetto” cne avrebbe voluto «che i cittadini di Gorino avessero visto di cosa si trattava.”

Tuttavia costoro come avrebbero potuto sapere se nessuno li ha resi partecipi?  E poi perché proprio a Gorino e nell’unica struttura attiva del luogo?

Questa è la strategia dei colpi bassi del Potere: Si fa presto a dire.

Non voglio credere nell’egoismo fine a sé stesso e mi piace pensare che questi cittadini ‘senza cuore’ di Gorino certamente una camera l’avrebbero volentieri messa a disposizione, forse anche due ma – ritorno sul punto – se non vi è coinvolgimento e soprattutto fiducia nei propri governanti – con quale spirito si affrontano le emergenze?

“Le straniere – prosegue Ezio Mauro –  sono state dirottate in tre altri centri del Ferrarese,  il paese di Gorino continuerà a non ospitare nemmeno un immigrato, la protesta ha vinto. . . .Tutto come prima? Non proprio.  Quella frase dimostra che dall’egoismo del niente può nascere una vera e propria guerra per il nulla in cui viviamo. Che ci angoscia, ma che non vogliamo dividere con nessuno.”

Il  ‘nulla’ di cui filosofeggia il direttore Mauro sicuramente non corrisponde alla concretezza del nulla dei cittadini di Gorino.  Finiamola con gli inutili esercizi di buoni sentimenti, con questo buonismo che per crescere ha sempre bisogno di colpevolizzare l’altro.

Ecco, per me l’unica soluzione,  al di là delle divisioni politiche,  è gestire al meglio questi fenomeni con cui dovremo confrontarci ognuno per la sua parte ma sopratutto coloro che occupano posizioni di governo e possono e devono agire  in  assoluta trasparenza,  onestà e competenza.  Tutte cose di cui questo Governo (e questo abbiamo oggi)  difetta.

Finchà la barca va …

primo paragone

Buon quasi fine settimana da Sally bambina