fratelli d'italia

Non ho mai amato il calcio. Un’avversione  immotivata. Preferisco altri sport come  – ad esempio – il basket (mai che se ne parli più di 3secondi), il motociclismo, la formula uno, lo sci,  insomma mi sa tutte le discipline  meno il calcio.

Maaa, democraticamente!,  mi rendEVO conto che potesse  essere appassionante.  Con l’andare del tempo e degli  ‘accadimenti’  degenerati in teppismo istituzionalizzato e tacitamente accettato (salvo rari giri di vite) dalle forze dell’ordine, il dooping piu’ o meno accentuato/accettato cui tutti i giocatori sono costretti per mantenere ritmi incalzanti e valori aggiunti, la quotazione in borsa (ma quando mai il povero deCubertIno avrebbe  potuto immaginare che uno sport, una gara un “gioco” potesse essere quotato in borsa!, l’impronta  negativa e fuorviante che questi superdei dell’ultimora lasciano  nell’immaginario di chi neppure in 10 vite messe insieme vedra’ mai quelle somme  con tanti zeriiiiii. e neppure potrà intravedere nella sua compagna di vita (o di passaggio) i seni puntuti,  le labbra carnose,  i sorrisi telegenici delle vallette/veline/letterine al seguito belanti.  E, ora,  lo scandalo delle partite comprate e decise a suon di soldoni. SIGNORI UOMINI ancora davanti alla tivvì?

STESERA ALLE 21  GIOCHERA’ ANCHE L’ITALIA. ED IO PARLERO’ DI MONDIALI.

Di un Mondiale: com’era bello quando era bello! di un Mondiale che l’Italia vinse e che io vidi al Campeggio Marinella di Tropea su una veranda a picco sul mare con il sole che anche lui restava aggrappato alla telecronaca, tra il vociare di bambini e le esortazioni di tutti, profumo di pizza e bruschette. Io ricordo questo Mondiale perchè è indossolubilmente legato al ricordo dell’espressione di ingenua, spontanea, fanciullesca esultatione "ABBIAMO VINTO!" di  un "grande vecchio", giovane come non mai:

 il nostro Presidente SANDRO PERTINI!

ed io mi sento defraudata di qualcosa…

Annunci

inverno, viaggi e di al(r)ti desideri

D’inverno, andremo in un piccolo vagone rosa imbottito d’azzurro.
Staremo bene. Baci pazzi s’annidono
In ogni cantuccio morbido.
Chiuderai gli occhi per non vedere, dal finestrino, torcersi le
ombre della sera, astiosi mostri, plebaglia nera di lupi e dèmoni.
Poi sentirai sulla guancia un solletico…
Un bacio leggero, ragno impazzito, corre Su e giù per il collo…
"Cerca!" tu dirai, chinando il capo.
E quanto tempo impiegheremo allora per scovare quella bestiola
che viaggia tanto…

Arhtur Rimbaud