Autum leaves

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

(Emily Dickinson)

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Foto Sherazade

Tanti tuoni lontani e qualche gocciolone di pioggia che si asciuga nel tentativo di toccare terra.

Settembre sfiancato e boccheggiante senza proponimenti:
Non riesco a vedere oltre il mio naso e il mio naso è ovunque saturo di miasmi di romana immondizia e politica che è immonda

Ohi Settembre! Teniamoci strettistretti anzi di più (ore20.45 gradi? 27 ).

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Pensammo una torre

«Quando dico “volevo la luna” (*), nomino l’esigenza di un salto, prima di tutto nel linguaggio e nelle relazioni.
Nella politica è questo che mi coinvolge:
nella vita umana le leggi contano, e dunque l’attività legislativa è importante, non può essere sottovalutata.
Ma c’è un di più nella politica che è comunicazione, relazione. Una relazione che assume le forme più strane, particolari. Questo in me si è unito spesso con… come lo vogliamo chiamare? ma sì, chiamiamolo amore per la natura. I cieli, le inclinazioni del tempo che scorre, l’alzarsi della luna nelle notti di estate: mi ha sempre trascinato, mi ha dato molta emozione».
Pietro Ingrao

luna piena
Foto dal web

Potete ora immaginare il progressivo deterioramento del mio rapporto con l’attuale (si fa per dire) politica e i suoi azzeccagarbugli arroganti, accecati da uno straccio di momentaneo ‘potere’?

(*) Volevo la luna è anche il titolo della autobiografia di Pietro Ingrao
“Queste memorie sono in qualche modo la ricostruzione di una vicenda personalee sociale nelle insanguinate vicende del mio tempo..”

È una lettura che vi suggerisco, per queste declinanti notti d’estate, che sicuramente vi arricchirà e rendera giustizia – al di là degli eventi e dei gravi, spesso reiterati, errori di valutazione che ci sono stati – alla politica che non c’è più:

“Pensammo una torre
Costruimmo nella polvere”

Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi più che mai Oggi ne abbiamo ben donde 🌷💙

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se una poesia

Tanti anni fa un amore americano (ecco come si rinnovano i ricordi) mi regalò la raccolta completa delle poesie di Emily Dickinson e la dedica recitava:

‘Bring me a sunset in a cup’

che li per lì mi lasciò stupita, perché in un amore che nasce ogni parola spalanca orizzonti sempre nuovi e tante aspettative.

Portami il tramonto in una tazza, e vi confesso che ancora oggi questo incipit mi riporta lontano e se non fosse perché ho un figlio tanto grande che mi ha appena salutato potrei pensare di essere ancora lì fissata nel tempo immobile, il letto stropicciato dai troppi sogni in quel mio minuscolo, luminosissimo monolocale a Queens Blvd, grattacieli all’orizzonte, il cuore con le ali e il rombo di un reattore.

MolleMENTE

“Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino –
quando dorme colui che tesse
d’azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell’estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti – quanti passetti
fa la tartaruga –
Quante coppe di rugiada beve
l’ape viziosa.

E chi gettò i ponti dell’arcobaleno
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro.
Quali dita congiungono le stalattiti,
chi conta le conchiglie della notte
attento che non ne manchi una.

Chi costruì questa casetta bianca
e chiuse così bene le finestre
che non riesco a vedere fuori.
Chi mi farà uscire con quanto mi occorre
in un giorno di festa –
per volare via – in pompa magna.”

Mentre fuori piove forte bevo la mia tisana al gelsomino, il sole non si vede da giorni e il suo magico tramonto é solo il momento di una calda fotografia.

PONZA -Tramonto da casa

Domenica di maltempo ovunque…
Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi 💙

(foto sherazade)

un carro di nuvole

Come Pioggia risuonava finché non curvò
E allora seppi che era Vento –
Passava umido come un’Onda
Ma soffiava secco come Sabbia –
Quando si era ormai spinto lontano
Nella più remota delle Pianure
Un venire come di Schiere si udì
Che era davvero la Pioggia –
Riempì i Pozzi, allietò gli Stagni
Gorgheggiò per la Via –
Tolse lo zipolo dalle Colline
E lasciò libere le Acque –
Sciolse le terre, gonfiò i mari
I luoghi dei Centri rimescolò
Poi come Elia (1) si allontanò
Su un Carro di Nuvole –

Emily Dickinson

(1) il riferimento è al Secondo libro dei Re 2,11: “…ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco…Elia salì nel turbine verso il cielo.” La citazione biblica viene utilizzata per descrivere la fine del temporale, con la pioggia che si allontana su di un carro a lei più congeniale: quello fatto di nuvole.

Buon fine settimana, copritevi bene e siate sereni.

Teniamoci strettistretti anzi super strettissimi ❤

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Ieri oggi domani (è un altro giorno

Ieri

Parco delle valli albero spoglio

Desiderio delle tue mani chiare
Nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.
(Salvatore Quasimodo)

Oggi

C’è un albero dentro di me
Trapiantato dal sole
Le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
Le sue foglie cantano come usignoli.
(Nazim Hiknet)

L’inizio di domani

In me il tempo rimane
Come una rossa rosa odorosa
Che oggi sia venerdì domani sabato
Che il più di me sia passato che resti il meno
Non importa
(Nazim Hikmet)

Un’estate fa   (già domani 

Notti selvagge – notti selvagge! Fossi io con te
notti selvagge sarebbero
la nostra estasi.
Futili – i venti –
per un cuore in porto –
non serve la bussola
non serve la mappa.
Remare nell’Eden –
il mare!
Potessi ancorare – questa notte –
in te!
(Emily Dickinson

Ultimi colpi di coda di un inverno sempre per me troppo lungo, Piove. Il tentativo di farsi spazio tra il terreno fangoso ha sfinito  le prime margherite nate avvizzite. 

Dai! Buon fine settimana,  una tisana profumata magari  davanti un dvd – conoscete La signora dello zoo di Berlino oppure un nuovo/vecchio di qualche anno Figlio di nessuno – ma mi raccomando tiemoci strettistretti anzi strettissimi.

foto di sherazade2011 riproducibili previo consenso

…e le stelle stanno a guardare

Invito  di  Annalisa Comes

Che la terra ci ascolti, questa patria leggera come osso

Che la terra ci ascolti, come luna di un tempo incerto

Che la terra ci ascolti, come il primo giorno

Che la terra ci ascolti,  se ancora è di questa terra prosperare di biacca dei suoi volumi

e ancora

Che la terra trovi riparo

alla terra,

alla mensa,

alle ceneri.

 Sally

Achille

La mia Rosa per voi tutti. 

Teniamoci stretti anzi strettissimi.

Pioggia.

pensiero per il settembre

Concedetevi  una vacanza

Intorno a un filo d’erba,

concedetevi al silenzio

e alla luce,

alla muta lussuria di una rosa.

(da Cedi la strada agli alberi di Franco Arminio, Chiarelettere Editore)

Erba

Silenzio

Luc(a)e


luca

Rosa

(Foto sherazade)

Buon settembre amiche e amici cari, cari davvero.

Teniamoci stretti. Un abbraccio per voi ed un sorriso tutto mio.

… mentre a Roma comincia a scendere una pioggerellina fina fina…