EQUI (n) OZIO

“È uno degli eventi astronomici meno rari (avviene due volte all’anno), ma è sempre uno spettacolo e un piacere. Oggi alle 11.29 del mattino il Sole ha determinato l’equinozio di primavera, ovvero, il Sole ha attraversato, passando dall’emisfero australe a quello boreale, l’equatore celeste e ha toccato il cosiddetto punto vernale: ovvero l’intersezione tra l’ eclittica e l’equatore celeste. Questo momento non è fisso sul calendario, ma cambia perché  il calendario non  può misurare con perfezione il moto della Terra attorno al Sole (per questo ci sono gli anni bisestili). Fino al 2102 l’equinozio di Primavera sarà sempre il 20 o qualche volta il 19. Il 21 marzo, invece, è la data  convenzionale con cui inizia la nostra primavera.”

Quasi fine di Marzo. 20 per l’appunto.

Stiracchiarsi al primo tenero  sole, sbadigliare, tendere i muscoli pronti alla rincorsa di quella nuvoletta che attraversa veloce  lo spicchio della finestra già socchiusa… ma poi no, meglio aspettare.

 e mentre Sally continua a poltrire sotto la copertina di pile

la rosa anticipa ogni cosa e fiorisce rubando la scena al  Maggio

I raggi salgono alti nel cielo attraversano le prime rade foglie

Non si può resistere al richiamo

Andiamo et voila les deux jeunnes filles en fleurs..

Buona Primavera. Teniamoci stretti anzi trettissimi.

foto sherazade (salvo un Matisse)

 

dolcezza d’Inverno che se ne va

“Niente di che…sì tutto a posto. Ti volevo dire che se passi ti do un bel po’ di kiwi che mi ha portato Saverio.  Mi prenoto per uno dei tuoi vasetti di marmellata!”

Dunque galeotta fu la telefonata.

Perpetrando una ‘regola’ ferrea della mia famiglia io rinuncio, e mio figlio con me, a un quarto d’ora di sonno per fare una buona colazione in tranquillità.  Sapete qual’è per me   quella ideale?

Un bicchiere di acqua naturale con mezzo limone spremuto (per me), cappuccino schiumato ad arte, pane tostato o fette biscottate e marmellata fatta in casa. In alternativa biscotti.

Kiwi! La marmellata di kiwi e mele alla cannella è stata per me una grandissima sorpresa : avevo comprato in una gita a Sperlonga una cassetta di kiwi biologici già un po’ troppo maturi!  Panico… Cosa ci faccio?  La marmellata!?  Cerco in rete e naturalmente trovo molte ricette.  Prendo spunto da alcune e poi vado in automatico seguendo la mia esperienza in fatto di marmellate.

Non arricciate il naso: il sapore asprigno del kiwi  viene mitigato e addolcito dalla mela (o mele) da aggiungere e ne nasce una sensazione di freschezza frizzantina.

La marmellata di kiwi e mele è un evergreen perchè i kiwi si trovano in ogni stagione poichè l’Italia, benchè il frutto sia originario della Cina, ne e la maggiore produttrice mondiale.

Ingredienti per circa 3 vasetti da 250gr :a.

3 mele,  1400 g di kiwi maturi, 1 limone, 700 g di zucchero, una stecca di cannella

Sbucciare le mele eliminando il torsolo; poi i kiwi, eliminando la buccia e la parte bianca centrale. Tagliare la frutta a dadini e mettere tutto in una pentola molto capiente aggiungendo  il succo di limone, mezzo bicchiere di acqua e lo zucchero. Mescolare bene e lascia riposare con il coperchio chiuso per qualche ora.
Fare quindi cuocere la frutta a  fuoco basso per circa un’ora e  controllando di tanto in tanto fino a quando la frutta si sarà ammorbidita.   Per amalgamare ulteriormente la frutta si può utilizzare il miniper fino a quando avrà  raggiunto la giusta densità. Fare cuocere altri 30 minuti e …Voilà… possiamo versare la confettura calda nei vasetti attendendo circa 15 minuti prima di chiudere con il tappo ermetico. Lascia raffreddare tenendo il contenitore capovolto.

Poiché la quantità è irrisoria, il conservo i vasetti direttamente in frigorifero aspettando una ventina di giorni prima di aprirla e congratularmi con me stessa !

Sally è gia pronta… fatemi sapere.

Buona settimana a tutti voi. Teniamoci strettistrettissimi.

Foto sherazade

Virginia (piccole donne crescono)

‘Zia – mi ha chiesto Virginia la mia nipotina di nove anni con la quale in questo ultimo periodo ho passato parecchio tempo – perché la data dell’ 8 marzo per la Festa delle donne?’

‘Presto detto, Virgi!  L’8 marzo 1908, 129 operaie di un’industria di New York rimasero uccise in un incendio, durante uno sciopero di protesta per le condizioni di lavoro indegne a cui erano sottoposte.  Da allora, l’8 marzo è diventata la giornata internazionale dedicata alle donne.’

‘Zia e la mimosa?’

‘Sono state le donne italiane dell’ UDI (Unione Donne Italiane) a eleggere la mimosa “pianta delle donne” soltanto molti anni dopo, nel 1946: si cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della donna del dopoguerra.  La scelta fu quasi obbligata: la mimosa è una delle poche piante a essere fiorita all’ inizio di marzo e, cosa non da poco, aveva, allora,  il vantaggio di avere un costo irrisorio.’

Soltanto qualche giorno fa un  ‘emerito ’ eurodeputato polacco di estrema destra Janusz Korwin-Mikke ha fatto (per fortuna) scalpore per le sue dichiarazioni sessiste e offensive contro le donne.  A conclusione di un suo sproloquio ha detto : “E’ giusto che le donne guadagnino meno di me, perché sono più deboli, più piccole e meno intelligenti… Quindi devono guadagnare di meno, è così e basta”.

E allora amiche mie e amici cari cosa aggiungere se non che la strada è ancora tutta in salita e certamente un giorno è assai poca cosa? Ed io non ho intenzione di mettermi in competizione (che non reggerei) con assai dotti e seri e ponderati articoli sull’argomento?

Beviamoci su!  Per un giorno, è poco! ma già molto,  almeno noi che possiamo, cui è stato concesso, a dispetto di mille ostacoli,  nascere dalla parte ‘migliore’ dell mondo?

Beviamoci su con leggerezza, con la leggerezza che deve anche essere la consapevolezza dell’impegno verso le altre donne, verso le nuove generazioni perché continuino a chiedere e noi a raccontare e fare/aiutare a  mettere da parte idee da Medio -evo e violenza e sopraffazione.

Beviamoci su con un  cocktail, il Mimosa:

Un drink fresco,  leggero a base di succo d’arancia e bollicine, un cocktail internazionale.  Il Mimosa vero e proprio fu inventato da un barman del Ritz Hotel di Parigi nel 1925 che diede a questo nome al  cocktail  perché il giallo oro ricordava nel colore, appunto, la mimosa. Ma la mimosa era già nell’aria perché alcuni anni prima  a Londra era nato un cocktail quasi identico chiamato Buck’s Fizz dal nome del locale in cui era stato ideato!    Questo frizzante long drink in Italia è considerato un aperitivo, ma recentemente con l’avanzare della moda dei ‘brunch’  domenicali, e diventato un’ alternativa briosa al succo d’arancia

Le dosi del Mimosa :

Versare in un flute da champagne,una parte di Spumante Brut e una parte di succo di arancia. Guarnire con una fettina di arancia il bordo del bicchiere. Bere ben freddo.

Buon 8 marzo, Sally vi scodinzola festosamente

Ben venga (il 1) maggio

Ben venga maggio
e ‘l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol l’uom s’innamori:
e voi, donzelle, a schiera 5
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio,
venite alla frescura
delli verdi arbuscelli. … “  Angelo Poliziano VX sec.

Maggio il mese delle rose.  Rose di ogni colore e di ogni fattezza. Delicate,  dal sottile profumo,  bianche virginali,  gialle, screziate;  rose rosse,sfacciatamente impudiche che parlano di desiderio e di passione.  La rosa,  fiore prediletto delle streghe in quanto ritenuta particolarmente idonea a provocare il male a causa della presenza sullostelo delle molte spine;  ma  contemporaneamente la rosa  anche fiore scelto dalle fate  per comunicare felicità e benessere.  Nell’iconografia cristiana la rosa,  per la sua bellezza e la sua fragranza, sta a indicare il Paradiso. 

Bianca

“Che cosa c’è in un nome? Quel che noi chiamiamo col nome di rosa, anche se lo chiamassimo d’un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” William Shakespear

Rose con le spine ad indicare che ogni cosa bella ha un risvolto doloroso da non sottovalutare ma al quale non cedere.

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.”  Antoine de Saint-Exupéry

Ma Maggio  è soprattutto il suo inizio : il primo maggio la Festa dei lavoratori  con la sua connotazione politica che  richiana ad  ‘altre’ Rosa(e).

Rosa Luxemburg (1871 –  1919)   Politica, teorica socialista e rivoluzionaria tedesca

“Non dobbiamo dimenticare che non si fa la storia senza grandezza di spirito, senza una morale elevata, e senza gesti nobili.”

Rosa Parks (1913 – 2005 )  Personaggio simbolo del movimento per i diritti civili. Divenne famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus a Montgomery (Stati Uniti).

«Trovo che se penso troppo ai miei problemi e al fatto che a volte le cose non sono come desidero che siano, non faccio alcun progresso. Ma se mi guardo attorno e vedo cosa posso fare, e lo faccio, progredisco».

Buon Primo Maggio!

MI auto sospendo per qualche giorno. Abbracci colorati

Bella ciao

“Una canzone del mondo senza padri ma con tanti nonni e zie.  Una canzone che viene da lontano da diversi luoghi e diverse epoche.   Una canzone antica e moderna dunque contemporanea.   Una canzone che ti muove cuore e testa e sventola alta come una bandiera.    Una canzone che racconta una storia triste ma trasmette gioia e coraggio.   Una canzone di lotta e di amore.   Una canzone di libertà anzi la canzone della Libertà.
Le origini sono leggendarie,  plurali,  incerte. In principio non ci sono i partigiani, non solo.  Bella Ciao paga debito anche alle mondine, ai soldati della Prima guerra  e alle donne dell’800, forse a dei violinisti  yddish.   Di contaminazione in contaminazioni si può risalire  a perdersi nel Cinquecento normanno.
Dagli anni ’60 del secolo scorso cominciano a cantarla tutti. E’ tradotta in più di quaranta lingue, con versioni in sinti e  e in cabilo.
I francesi, grazie a Yves  Montand, la cantano persino in italiano.  Dopo l’attentato di Charlie  Hebdo un anno fa, il popolo in piazza la intonava.
“Vale così tanto e per tutti perché  non c’è altra canzone in nessuna lingua  a dare una così gioiosa stangata  all’oppressore, stando al testo,  all’invasore”.
Come Guernica è molto più di un quadro, Bella ciao è molto più di una canzone: Cantandola  si è rivoluzionari “non con la durezza delle armi, ma con i colori della poesia”.

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Non riesci a non cantarla.  E viene da battere le mani a ritmo.  E viene il sorriso.  Sono decine di versioni e ciascuno  è libero di cantarla come vuole.
Sempre Bella Ciao è.
Forse non ha padri ma siamo tutti suoi figli.

(Recensione di Gian Luca Favetto al libro Bella ciao di Carlo Pestelli.  Le parti virgolettate sono dell’  autore.)
Oggi è il 25 Aprile. Una pagina importante della nostra Storia.

I sogni son desideri

Per Freud l’interpretazione dei sogni è lo strumento per accedere e chiarire il mascheramento presente nei sogni, per arrivare ai contenuti nascosti, al “vero” significato del sogno legato all’ appagamento di un desiderio.

Domenica, complice il sole nel pomeriggio, sono piombata in un sonno profondo di due ore.
Ho sognato mia madre cosa che mi è successa davvero molto raramente lasciandomi al risveglio soltanto una sensazione di piacevolezza, quasi fosse ancora il soffio di una carezza.

Di questo sogno però ho ricordato tutto nel dettaglio.

L’aria era tiepida io e Luigi (il ragazzo ‘alla pari’ che ha abitato con me i cinque anni dell’Università di ingegneria aerospaziale, io lo ospitavo e lui dopo l’università badava a mio figlio che allora aveva 10 anni) stavamo sulla sdraio in terrazza dell’altra casa.
“Come sta tua madre?”
“Sì, sta bene ma è sempre preoccupata per le solite cose”
“…..”
“No, niente ..soltanto che vengano bagnati i fiori e che Francis (mio fratello piccolo) MANGI BENE”.

Perché Luigi? A mia madre Luigi piaceva molto e lo trattava come un figlio acquisito.
I fiori sono una passione di famiglia solo che lei aveva una dote innata nella cura del verde ed il suo terrazzo era una gioia di colori e di piccoli angoli dove mettersi a leggere o chiacchierare.
E Francis? Lui è il nostro fratello più piccolo con 15 anni meno di me, per anni l’ho scarrozzato tra mare e monti sempre velocissimi sul mio duetto spyder rosso … Siamo molto uniti anche adesso che è maritato e padre.
E’ un anno che sta tribolando con i denti. Tra devitalizzazioni e innesti insomma la cosa è pesante ( … e che Francis mangi bene).

Io sono agnostica ma mi rasserena e mi rende più forte il pensiero che nostra madre dal niente in cui fluttua possa vegliare su di noi.
Tralasciando il divino, non credo che tutto di noi finisca in cenere perché resta il ricordo di ciò che siamo stati, dell’amore che abbiamo dato e tramandato, nei gesti unici che ci sembra di riconoscere in un volto estraneo e ce lo rende improvvisamente conosciuto.

Guardo fuori dalla finestra e vedo lì il suo limone in fiore. Anche questo è mia madre.

limone

Aprile (oggi piove sabbia)

 

(mi affido al vento ai profumi del tempo
agli umori delle stagioni a meridione
pensieri leggeri si uniscono alle resine dei pini
al silenzio lontano delle nuvole)

Un abbraccio circolare