Despite me…va pensiero

 

 

Ghirlande

 

l’ incontro di un semaforo rosso

il verde non sincrono a singhiozzo.

una canzone forse di serie b …

Il  refrain cantilenante, affettuoso

Tic tac . .. diventa insidioso.

un raffreddore che non passa

lo stomaco boulversé in una morsa 

parole conati  aspri o dolci.

un dispetto alla ragione

l’affanno chetato da una carezza

due biglietti per Praga sono una certezza

 

 

.“Motocicletta,
dieci H. P. tutta cromata,
e’ tua se dici si,
mi costa una vita,
per niente la darei,
ma ho il cuore
malato,
e so’ che guarirei
Non dire no,
non dire no,
non dire no,

 

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Un sogno da man-tenere

 

 

 

“Amici, so che questo è un tempo difficile.

Eppure ho un sogno. Sogno che un giorno,

in ogni città e villaggio e ghetto del mondo,

saremo capaci di trasformare

le montagne della disperazione

nella pietra della speranza.”

 

 

 

(Martin Luther King)

Io non posso che aggiungere

il mio abbraccio e l’augurio

per un migliore (davvero migliore)

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Remare nell’Eden

 

 

“Big fish”. Lo reputo “il” capolavoro di Tim Burton,  uno di quei film rassicuranti che mi piace rivedere. Mi emozionano i film che sconfinano nell’onirico e TB è un regista sempre a cavallo tra onirico e messaggi profondi trasmessi con leggerezza. Il suo ‘La sposa cadavere’ è anche belissimo e indimenticabile la mano che tenevo stretta quella sera a Sperlonga in una sera freddissima che pioveva.

Il messaggio? Uscire dal proprio acquario, nuotare nel mare, vedere il mondo (per ironia della sorte a Bollo questa possibilità è preclusa).

Troppo spesso noi dimentichiamo (o accantoniamo in buona fede, e poi ne perdiamo traccia)  sogni, passioni, desideri, figure, immagini…scordiamo le storie e le favole e la nostra capacità di inventare la fantasia,  di ri-crearla.

Perché (questo si/ci chiede Edward Bloom morente) non essere il gigantesco pesce gatto (Big fish) che ha popolato la sua vita di avventure, colori (incomprensioni, anche), e non muore ma si trasforma e trasmette il suo salvifico segreto al figlio ritrovato?

 

Big Fish è un film tenero, poetico, visionario, con passaggi/paesaggi magici.

Sdolcinato? Suvvia!  in clima di pandoro e panettone, torrone e mozart,  concediamoci anche questo ‘stravizio’.

 

Simbolicamente ve ne faccio dono pre-natalizio e – poco generosamente – CHIEDO un vostro film in cambio.

 

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Big Fish – Le storie di una vita incredibile è un film del 2003 diretto da Tim Burton e tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Wallace.

Amicizia. Un bene inalienabile

 

sottotitolo : "IN BLOG(GERS) WE TRUST"

 

Quando si parla di Amicizia un po’ sconsolati ci si riferisce e si guarda sempre al passato come se ai nostri giorni questo sentimento così profondo,  simbolicamente più tenace dell’amore, non sia sopravvissuto né ai tempi né al contesto socio-culturale in cui viviamo dove, inversamente proporzionale alla crescita di benessere, diventa difficile, forse addirittura impossibile,  creare un rapporto vero, basato sul disinteressato , sulla condivisione, sul  “dono” di sé.

In questi giorni va molto di moda citare il Rapporto Censis e il termine ‘mucillagine’ o “società melmosa” coniati dall’ottimo De Rita. Individualismo, esaltazione del sé, insomma quanto è bello pascersi nel quanto è tutto brutto sempre più brutto.

L’Amicizia però, quella vera, quella radicata nel profondo, quella che tesse legami invisibili tra le persone, e  nulla chiede, esiste ancora. E’ un bene inalienabile. Sfugge persino al blocco degli autotrasportatori. Circola liberaMENTE/CUORE/ANIMA. Io ci credo.

E credo che, fortunatamente, ora, anche noi donne si sia piano piano imparato ad essere ‘sorelle’ nell’amicizia e che questa riscoperta capacità  nel riconoscersi sia la vera forza sulla quale confrontarsi e affrontare certi aspetti al femminile del quotidiano.

Mi mette molto tristezza frammista a rabbia – come ho  letto su alcuni blog e sento confermato un po’ ovunque – che delle giovani ragazze parlino dell’amicizia (impossibile e falsa tra donne, posssibilista con i maschi)  in termini così poco lusinghieri  vanificando la fatica di un cammino assai lungo,  all’interno del movimento femminista, e comunque in un processo di "autodeterminazione" che ha indirizzato le sue forse a mettere in contatto – finalmente senza antagonismi – il pensiero e  la costruzione della ‘sorellanza’.

Sicuramente sono stata fortunata – ma anche ho cercato di essere attenta e sensibile nei rapporti.  Il mio gruppo di amiche (ovviamente con delle naturali distinzioni) è coeso, il nostro incontrarci (ohohoh non pensate a qualcosa alla Sex and the City!), venirci incontro e  confrontarci ci aiuta ad essere meno pessimiste e la condivisione  ci rende più forti e spesso meno vulnerabili. Ma soprattutto è stimolo per ‘fare cose, vedere gente..’,

E alle/agli irriducibili che riconducono tutto all’AAA-more (e che senza un uomo o una donna nel letto si sentono menomate/i)  vorrei ricordare che tanti amori vanno e vengono, scemano di intensità o si traMUTANO in odio ma un’amicizia vera – come un diamante purissimo – “è per sempre”.

 

 

 

Non fermatevi alle apparenze..non è una sfilata ma la manifestazione di un granse cuore rosso :=)

 

 

La carne è debole ma l'unione fa la forza

 

 

 

 

 Repetita…beh una volta l’anno si può fare..o no?

 

 

Insomma siamo alle soglie di dicembre, si avvicina la scadenza fatidica del ‘Santo’ Natale.

 

Ahhhhh (sospiro di sollievo) una ragione in più improvvisamente mi viene offerta su un piatto d’argento. Che dico piatto? Letto, lettino, divanetto, sedile ribaltabile, lavatrice (centrifugante è più ‘brividosa), tavolo da cucina (postino docet anche sei lui o lei non sono attori consumati ma devo prepararsi a cuocere e consumarsi a fuoco lento).

Pronti???

Dopo il giorno della mamma, del papà del nonno, dei ‘diversamente abili’ (dolce eufemismo), finalmente un giorno tutto da godere soli o in compagnia, perché mie care e miei cari il 22 dicembre sarà totalmente dedicato – ma di che giorno cade? dopo guarderollo – all’ORGASMO.   Anzi a dirla completa come hanno fatto gli ideatori:

22 dicembre

Contro la guerra, il sesso di massa
"Il Global Orgasm salverà il pianeta".

Una coppia di pacifisti Usa lancia una bizzarra iniziativa per il 22 dicembre
"Fare l’amore tutti insieme e veicolare quel gigantesco flusso di energia"

Unico vero Ditkat degli ideatori è:
” Pensare intensamente alla pace, prima e durante l’orgasmo….concentrarvi sull’immagine, che dire, di una colomba, piuttosto che di una bandiera arcobaleno o di un garofano rosso infilato nella bocca di un cannone.”

E, nessuna scusa! “"Non preoccupatevi se non avete un partner"  si è liberi di partecipare in ogni modo. Anche con mezzi propri.”

Ahhhhh (sospiro pre-orgasmico) Ohhhh (sospiro del coccodrillo ‘dopo’ che ha consumato il lauto orgasmo opsssssssss pasto, volevo dire pasto! “Oh tempora o mores”.

Insomma vogliamo orga….insomma cominciare a pensarci?

 

 

Un amore silenzioso, rosso rosso

 Svolgimento

 Il tempo di spogliarmi, e sono corsa a salutarlo.

L’ho trovato bene, molto bene.

Voi penserete che la ‘ville lumière’ mi ha rincitrullita ma non è così.

Lui già c’era nel mio cuore e il suo spazio se l’è conquistato prepotentemente, a pieni polmoni, senza cessa. Gli occhi a palla, puntuti, fissi su di me.

E’ arrivato ospite a luglio e doveva essere solo per un paio di mesi. Si sa, il tempo delle vacanze.

Cartelli ovunque con musi di cani dall’espressione straziante “Non abbandonatemi”.

E lui?

Lasciarlo solo? Un filino di acqua aperta? Morire non sarebbe morto (forse).

Manno’ – io ho detto – in qualche modo lo teniamo noi.

E così messer Bollo si è trasferito, boccia e mangime, sulla lavatrice in cucina.

Un posto riparato, non troppo alla luce, vicino al rubinetto dell’acqua.

La cucina è piccola,  meno di due metri il tavolinetto a mensola dove facciamo colazione, la mia seggiolina e ‘lui’ di fronte a me ogni mattina  che mi guarda.

Il pomeriggio, poi, mentre al lavello preparo la cena, lavo l’immancabile insalata,

i due piatti due di tutti i giorni, ancora Bollo al mio fianco, quello sinistro.

Un segnale oggi, una carezzina  attraverso il vetro, ho cominciato a parlargli (ma si sa io parlo con tutti senza distinzione, anche con le piante e deLuchi ci si è abituato) l’unghia che si muove con il mangime sull’orlo della boccia, insomma siamo diventati prima buoni amici, e oggi..oggi qualcosa di più.

Lui mi vede quando arrivo e mi viene letteralmente incontro, comincia ad aprire occhi e bocca in modo smisurato e a fare delle vere e proprie danze in mio onore.

Sa che per prima cosa gli cambio l’acqua  e per una mezz’ora una cascatella  gli porterà ossigeno nuovo e un’idea di libertà che non conosce.

Poi il suo magime e mentre risucchia vorace le scaglie finissime, leggerissimamente  la punta del mio dito lo sfiora.

Ed ora vi farò ridere davvero. Dopo una cert’ora in cucina non si accende più la luce per non traumatizzare Bollo che dorme sul fondo della sua casa nuova, più grande e rettangolare,  e per bere, o prendere un frutto, o sia quel che sia lo si fa alla luce debole del frigorifero!

Ma per  ogni amore ci vuole volontà e bisogna esser pronti a tutto.

Infatti il punto è che Bollo ‘sarebbe’ della piccola Chiara che ogni volta al telefono chiede quando potrà ri-avere LulaBee (il MIO Bollo) visto che le vacanze sono finite e loro sono di nuovo “a casa di Roma”.

Stasera Chiara riavrà il suo LulaBee: un altro bel pesciolino rosso, nella sua boccia rotonda perché LulaBee/Bollo ha cambiato nome, famiglia, soffrirebbe lui e soffrirei io a rinunciare al nostro amore fatto di tanti piccoli rituali.

Anche un pesciolino rosso può scatenare un folle amore o sono io ad essere follefolle?

Oppure – domanda di riserva – molto semplicemente, è possibile comunicare, riconoscersi, anche volersi bene “apprescindere”?

 

 

 

 

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