Le mille e una notte. Shahrazàd racconta

Una settimana faticosa, un sabato intenso e dedicato a ‘noi donne’.

 

Ho deciso di prendermi una pausa ed ho  pronto –  per una ri-lettura – il libro che mi terrà compagnia. “Le mille una notte” nell’ edizione Einaudi del 2006 con un saggio recentissimo dello storico Abdelfattah Kilito.

Questo libro mi è stato regalato il Natale scorso ed ha una dedica  che mi gratifica molto ogni volta che la leggo::

“A Aurora, per i mille e un giorno (e più)  che mi sostiene e mi aiuta; con amicizia e affetto G.”

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Ho scelto “Le mille e una notte” perché l’interprete principale (di cui ho fatto mio il nome), filo conduttore della narrazione, è una donna – Shahrazàd – che si offre per una notte d’amore al re Shahriyàr e, nel tenativo di salvarsi e di salvare le vergini a venire, comincia a intrattenerlo con racconti concatenati e straordinari che dureranno oltre tre anni dopo i quali il re si renderà conto di amarla e di non desiderare più altre donne da ‘usare per una notte’ e poi ucciderle.

“Il tempo e la fantasia l’hanno riconciliato con la vita. Shahrazàd ha salvato se stessa e ben più di mille e una fanciulla.

 

E’ un libro a diversi livelli di lettura, sopravvissuto ai secoli in parte attraverso alcuni, più famosi racconti, ma soprattutto  per il suo spaccato  sull’impianto sociale, i valori, l’amore, la vita e le  integrazioni tra le diverse culture  di quel mondo arabo squadernatosi a noi occidentali, solo in parte, dopo l’11 settembre 2001,  che poco ancora conosciamo e per questo genera tante ansie, paure e astio.

 

Mi ritiro- dunque – per qualche giorno ma vorrei chiedere a voi (oh voi che passate!) di lasciarmi in dono sul tavolinetto di cristallo un libro a voi caro e le ragioni che ve lo rendono tale.

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Ma permettetemi di porre un vincolo: vorrei che fosse il libro di una scrittrice. Si, di una scrittrice (non necessariamente premio Nobel :=) e non necessariamente Grazia Deledda!

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Forte e insieme "NO" alla violenza alle donne

 

 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
25novembre2007
SABATO 24 NOVEMNRE 2007 – ORE 14
 
I numeri sono ‘selfexplainatory’ :
– Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.
– La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner
(come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare
– Oltre il 94% non è mai stata denunciata
. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l’età media delle vittime:
– Un milione e 400mila
ha subito uno stupro prima dei 16 anni.
– Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat 2006)
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Il FICO (ficus carica) e Adamo

 

 

 

La definizione specifica “carica” fa riferimento alle origini della pianta del fico che vengono fatte risalire alla Caria, regione dell’Asia Minore. Testimonianze della sua coltivazione si hanno già nelle prime civiltà agricole della Mesopotamia, Palestina ed Egitto  da dove si diffuse successivamente in tutto il bacino del Mar Mediterraneo.

 

Le foglie sono grandi, scabre, oblunghe, a 3-5 lobi e grossolanamente dentate, di colore verde scuro sulla parte superiore, più chiare e ricoperte da una lieve peluria su quella inferiore.

 

nudomaschile

 

Particolarmente utilizzate a partire dalla cacciata dal Paradiso terreste, sono  tornate in auge  (siamo o no  tutti ecologisti d’assalto?) nel mondo della moda perché la loro misura e forma di adatta perfettamente  a coprire le pubenda dei meno coraggiosi (e dar loro – quindi – una maggiore autonomia di movimento :=)  )

A million kisses in the air

Questa figura che incredibilmente ricordava Beatrice nelle illustrazioni del pittore inglese preraffaellista D. Gabriele Rosse

17 novembre:  “lettere d’amore”

Alla vita  (dal Diario di Anna Frank) 

Quasi ogni mattina  salgo sull’attico per cacciare fuori dai polmoni quel’aria stantia.

 

Dal mio punto di osservazione preferito guardo il cielo blu e il castagno sui cui rami ci sono piccole gocce che splendono come argento, e i gabbiani e altri uccelli che si muovono nel vento.

 

Fino a quando tutto questo esisterà… e fino a quando potrò vederlo, questo sole, questo cielo senza nuvole . fino a quando tutto questo durerà io non potrò essere infelice.

 

La prossima settimana sarà abbattuto per malattia il grande castagno che teneva compagnia a Anna Krank durante il periodo  in cui lei e la sua famiglia  per oltre due anni restarono nascosti come reclusi nel tentativo di salvarsi.

 Anna Frank mori’ poco piu’ che bambina nel campo di Bergen-Belsen e questo grande albero muore di vecchiaia a 150anni e,  se solo potesse, esprimerebbe lo straziante dolore di un genitore costretto a sopravvivere – contro natura –  ai propri figli.

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 16 novembre : “lettere d’amore”

come Beatrice..

24 settembre

 

Notte del 23 – c’è stato un sogno – ma anche un’elegio alla creatura solo sentita e immaginata – Aurora – che nel lento procedere era accompagnata da una figura di donna intenta a scostare nel folto degli alberi il fogliame rugiadoso e colorato dell’autunno per facilitare il cammino ora lento ora svelto –

tti – sul = Dantis amor = questa che fu anche ritrattta nelle composizioni e nelle pitture d’epoca. La sola donna dal volto umanamente soave e dalle mani irreali ( fare ricerche in biblioteca) – è stato un susseguirsi continuo di immagini e avvenimenti di portata poetica dove la realtà dei corpi si fondeva alla scena paesaggistica di portata poetica in una luce tranquilla e gioiosa – Beatrix e Aurora insieme come una scena Wacneriana –

 

(e ora che ho raccontato uno dei tanti sogni che faccio nella notte e di cui vado gelosissimo, chiedo alla dolce Augura di interpretare attraverso tutto questo il trasporto provocato dallo stato d’animo nell’attuale momento)

 

Un bacio in fronte a Luca e all’ Ignota una stretta affettuosa

 

Emilio

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15 novembre : “lettera d’amore”

per un’  Aurora che sorge.

Aurora  se penso a noi mi viene da ricordare una visita che feci – anni fa –in una cava di bel marmo statuario per scegliere un blocco (con determinate misure e forma) e dopo molte ricerche mi accorsi che fra gli sconnessi massi stava nascosto quel che cercavo – e in esso nella massa informe era celata  non la figura che volevo fare – ma un accenno ad altro e mi sono prudentemente astenuto dall’intaccare con lo scalpello la pietra – e con l’aiuto di forti braccia il blocco venne liberato dagli ingombri e subito intravidi che dentro a quella dura materia era già l’inaspettata vita di un’opera e la gioia che è seguita era tutta solo gelosamente mia.

 

Così questo ricordo mi riporta a pensare al nostro particolare momento e non volere il nostro incontro e attendere dal destino – come nel masso di pietra la sorpresa dell’opera già viva che attende – Aurora – tutto è già nello spazio che vuole una vita – l’ignoto e l’incognito sono fratelli come i Di oscuri e i loro cavalli – Noi non dobbiamo avere una volontà.

 

Con tenerezza   Emilio

Succedeva tantissimi anni fa e del ‘vecchio’ artista restano le sue lettere (personali) e le sue opere per il mondo intero.

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14 novembre : “lettera d’amore”

Lettere d’amore scandite dal tempo.
 
 
“Al mio signore o piuttosto padre, al suo sposo o meglio fratello, la sua serva o piuttosto figlia, la sua sposa o meglio sorella..”
questo l’incipit  della prima lettera di Eloisa ad Abelardo.
Ma poi, volando alto, liberata da ogni pudore, modernamente confessa:
“Quei piaceri d’amor che abbiamo gustato insieme sono stati così dolci per me, che non posso pentirmene e nemmeno cancellarne il ricordo. Da qualunque parte mi volga mi sono sempre davanti agli occhi con tutta la forza della loro attrazione. “

Questo libro mi è molto caro. Direi che  è tra quelli che spesso ruotano sul mio comodino (sono una inguaribile romantica). Lo lessi ragazzina e ne rimasi affascinata. E l o i s e !

Fra le donne del MedioEvo e le donne in genere del suo tempo, dotte e fini mecenate, Eloisa  (che nelle sue lettere cita non solo esempi dell’antico testamento, ma riporta riferimenti di s. agostino, di Pitagora, dimostra di conoscere latino e greco ecc.) potrebbe  apparire una donna debole che si assoggetta al volere dell’uomo( e nel suo caso subire passivamente anche la clausura) ma la sua scelta obbligata non dipende dall’accettare, –  lei donna –  un ruolo subalterno all’uomo riconducibile  alla propria inferiorità –   ma piuttosto inchinarsi, riconoscere,la superiorità dell’amore che esige qualsiasi sacrificio per potere sopravvivere almeno nel profondo, per essere preservato dalla negazione del tempo.

Ecco perché E l o i s e  mi è sempre stata vicina.

13 novembre : “lettere d’amore”

Non solo Nassirya

La Morte arrivò prepotente e inattesa quella volta, fuori tempo e con grande anticipo.

Fu così che la Rondine dopo una settimana ricevette una lettera

d’amore ‘dal cielo’ ed i bambini un immenso casco di piccole banane africane dal sapore dolce e sciropposo che impasta la bocca e ritorna ogni volta che la Piccolina smarrita esplicita un semplice “Perché?”

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12 novembre :  “un cuore manca all’appello”

ilsogno

(e se qualcuno lo incontrasse come convincerlo a tornare?)