Quanti anni hai (bambina)

Non lo dico…

Sono stata una mamma sui generis,  decisamente  poco formale nell’abbigliamento e negli atteggiamenti,  una comunista che portava il suo piccolo traballante alla materna di  una scuola di Benedettine di clausura (!) e lì successe che  un compagno di asilo  – sicuramente sollecitato dalla curiosità materna – gli chiedesse:

‘Quanti anni ha tua mamma’?

Io gli dissi di rispondere :

‘Una trentina…’

Credo un paio di anni dopo mio figlio tornò alla carica:

‘Mamma ma per quanti anni ne avrai ancora una trentina?’

Ecco questo per dire che oggi mio figlio ha, lui, una trentina di anni e che in ogni caso – facendo i  debiti scongiuri (non ci credo ma non si sa mai) – io continuo a sentirmi , se non proprio tutti i giorni, una sgarzellina.

Dunque

‘Tanti Auguri a me’  e attenti a non omaggiarmi VOI !

sherancoraquiteniamocistrettistrettiebrindiamoinsieme

……

‘Possano le tue mani essere sempre occupate
possa il tuo piede essere sempre svelto
possa tu avere delle forti fondamenta
quando i venti del cambiamento soffiano
possa il tuo cuore essere sempre gioioso .’
possa la tua canzone essere sempre cantata
possa tu restare per sempre giovane
per sempre giovane per sempre giovane
possa tu restare per sempre giovane.

33 gradi e oltre…

Vero è che ‘Il mattino ha l’oro in bocca


Tuttavia l’aria presto si surriscalda…

sin quando la magica luna non si affaccia

Buon fine sabato e buona domenica mes amies et amis.

Un post che non è un post, miserello miserello 😦

Arricchitelo voi con una canzone d’estate, prego!

(Foto sherazade)

Luglio (vado al massimo)

Luglio è l’estate .
Ogni anno, come se la mia anima inserisse il pilota automatico e chiudesse i finestrini del quotidiano e del pessimismo, Luglio mi trasmette l’emozione dei vent’anni e il senso di un’attesa luminosa .

“A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che succedesse qualcosa, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline… “(La bella estate, Cesare Pavese 1949 )

Il 1° luglio ( 1804) nasceva la scrittrice francese Amantine Aurore Lucile Dupin che noi tutti conosciamo con il nom de plume di Georges Sand.

Scrittrice prolifica, donna libera e libertina che spesso si veste da uomo, fortunata o sfortunata in amore ebbe un marito, due figli e molti amanti. Amori anche contestati soprattutto per quanto riguardò la sua relazione con il giovane talentuoso e timidissimo Chopin. Quale che fosse il giudizio altrui George Sand aveva un’idea ben chiara del concetto di felicità a cui molto si concesse.

“Esiste nella vita una sola felicità: amare ed essere amati.”

Georges Sand, una donna con i pantaloni, sicura e caparbia nelle sue decisioni come io tendo ad essere


il 10 luglio (1871) nasceva Marcel Proust, francese, fiore all’occhiello della letteratura mondiale, pietra miliare della letteratura di tutti i tempi.
Si può non credere al linguaggio astrologico dei segni zodiacali ma anche se in nodo irrazionale tutti i segni sono inequivocabilmente accumunati da alcune caratteristiche. Così i cancerini hanno simili caratteristiche contrastanti: precisi negli obiettivi ma con l’animo lunare e sognatore con un senso forte della nostalgia del tempo e nella Recherche ovvero A la recherche du temps perdu si esplicita tutto il sentire di Proust e di chi se ne è innamorato ritrovando, segno o non, attraverso la malinconia del passato il tempo perduto.
Proust che rivive nel sapore delle petites Madeleines momenti irrisolti del suo passato:

“All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

E ancora:
“La musica, molto diversa in questo dalla compagnia di Albertine, mi aiutava a scendere in me stesso, a scoprirvi qualcosa di nuovo: la varietà che avevo invano cercata nella vita, nel viaggio, di cui tuttavia la nostalgia mi era data da quel flutto sonoro che faceva morire accanto a me le sue onde soleggiate. “

E giorno dopo giorno arriviamo al (mio) 21 luglio e nel 1948 nasceva Cat Stevens musicista e cantautore inglese.

Ancora Luglio. Non posso non rivolgere un pensiero amoroso e goloso a mia madre che maestra dei cibi semplici e attenta al cambio delle stagioni riempiva e sfornava nell’invitare a cena noi tre figli, teglie di melanzane, peperoni e zucchine ripiene. E di quest’ultime eccovi la sua ricetta.

Zucchine ripiene
4/6 zucchine mesie – 100 gr. Di parmigiano – 2 pomodori piccoli – prezzemolo –
150 di ricotta – 50 gr di pangrattato – 1/5 cipolla – sale e olio di oliva qb

Lavate le zucchine, eliminate le estremità e tagliatele a metà per il lungo – Svuotatele della polpa interna, in modo da creare delle barchette – Tritate finemente la polpa e mescolatela insieme alla ricotta, al parmigiano, al prezzemolo e al pangrattato – Sminuzzate la mezza cipolla e mettetela a rosolare con un po’ d’olio in padella – Unitevi i pomodori tagliati a cubetti, salate e pepate – Fate cuocere per circa 10 minuti, poi lasciate raffreddare – Unite i pomodori cotti al resto del ripieno e amalgamate – Riempite le zucchine con il composto così ottenuto – Ungete con un po’ d’olio una teglia, disponetevi le zucchine e infornate a 180°C per 20-30 minuti.

Dulcis in Luglio un grande concerto di Vasco Rossi ad onorare 40 anni di carriera. Perché Vasco? Mi unisce il ricordo di un concerto a Catanzaro, un Luglio di tanti anni fa. Il primo concerto di mio figlio, ragazzetto tredicenne che, anche lui, Leone di Luglio, il 31, dopo aver lievitato in me finalmente mi liberava di un primo fardello. Figli piccoli, piccoli pensieri…

Luglio. Io ‘Vado al massimo’ e voi?

Ps. Naturalmente la canzone per eccellenza sarebbe Sally ma davvero è troppo triste per un post che non lo vuole essere.

Si fa sera

Diamonds… schegge luminose sogni come diamanti! 

Part 2
Nobody knows where you are
How near or how far
Shine on, you crazy diamond
Pile on many more layers
And I’ll be joining you there
Shine on, you crazy diamond
And we’ll bask in the shadow
Of yesterday’s triumph
Sail on the steel breeze
Come on you boy child, you winner and loser
Come on you miner for truth and delusion, and shine

Parte 2
Nessuno sa dove sei / Quanto vicino o quanto lontano  /Continua a splendere pazzo diamante /
Accumula molti più strati  E ti raggiungerò là /  Continua a splendere pazzo diamante /
E ci crogioleremo all’ombra Dei trionfi del passato / Navigheremo sulla brezza d’acciaio /
Avanti bambino, vincitore e perdente / Avanti minatore di verità e delusione, splendi!

Dedico  una delle più suggestive canzoni dei Pink Floys sopratutto alle amiche e agli amici con i quali mi sento in debito di un saluto. Mi sento anche di dirvi che mio fratello ha superato il ‘malaccio’ e se ne riparlerà a settembre per un controllo.

Grazie Grazie Grazie.  Teniamoci strettistretti anche se il caldo è caldo e il sudore cola… le avversità si superano meno peggio se non ci si sente soli.

foto sherazade

Brividi caldi

Il Kamasutra è il libro erotico per eccellenza. Tutti indistintamente, non conta età o cultura,  lo nominano ammiccando ma salvo le tavole delle varie ‘posizioni’ pochi lo hanno davvero letto. Questo è un vero peccato perché, sì, il K è un libro erotico ma  è soprattutto un trattato filosofico scritto nel VI secolo  che ha come obiettivo di cercare e fare trovare l’armonia del sé in quattro punti principali: il benessere fisico economico, il desiderio, il Dharma cioè l’equilibrio fra i due precedenti,  e la liberazione dal legame materiale per giungere alla coscienza dell’individuo.

Facciamo un balzo temporale al 1792

Una perfida Marchesa di Merteuil per umiliare un suo ex amante fa ricorso a un altro ex, il visconte di Valmont, cinico seduttore, che si incarica di sedurre la timisa ed innocente Cécile de Volanges prima del matrimonio  con l’ex  di cui sopra. Valmont assolve l’incarico, ma la faccenda gli costa l’amore dell’unica donna cui tiene veramente.

E qui mi fermo…

“Ho urgente bisogno di avere questa donna per salvarmi dal ridicolo di esserne innamorato.” 

Ma un libro così non poteva sfuggire al rifacimento cinematografico e nel 1988 Stephen Frears lo diresse, accaparrandosi il Premio Oscar nel 1989, con due attrici di grande carisma quali  la antastica Glenn Glose e l’ adorabile  Michelle Pfeiffer

1791-92

Justine ovvero le disavventure della virtù  è un romanzo che si concentra su una bella ragazza di nome Justine. Nella sua vita ha raccolto una serie di incontri sessuali con esplicite richieste estreme, incluse le scene in cui lei è costretta ad essere una schiava del sesso. L’autore, il Marchese de Sade, da cui il termine “sadismo” era ben noto per il suo abuso e maltrattamento delle donne, soprattutto per gratificazione sessuale “La sottomissione più completa è la tua sorte, e questo è tutto.” Nato come racconto Justine venne pubblicata in tre versioni a causa del progressivo sviluppo delle avventure della protagonista.

1928  –

Chatterley è una donna dell’alta borghesia sposata con un baronetto invalido, ma si invaghirà del ruvido guardiacaccia che si prende cura della tenuta. La storia era rivoluzionaria a suo tempo perché comprendeva l’uso di alcune parole che vennero ritenute “non stampabili”. In Inghilterra  venne pubblicato solo dopo il 1960. Dopo quasi un secolo, mantiene ancora il suo fascino sensuale ricco di simbolismi

“Aveva fatto incetta di fiori: aquilegie, violette selvatiche, fieno appena tagliato, ciuffi di quercia, boccioli di madreselva. Intrecciò alcuni ramoscelli di quercia intorno ai seni di Connie e poi vi unì qualche campanella e qualche violetta. Sistemò una violetta rosa sull’ombelico e fra i peli del pube qualche nontiscordardimé e alcune asperule.”

Lawrence già nel 1915 scandalizzo i benpensanti con il romanzo L’ arcobalenoritirato dopo pochi mesi perché considerato osceno. Una saga familiare con personaggi che ardono di desiderio sessuale.

1967


Emmanuelle venne pubblicato clandestinamente nel 1959 e firmato sotto pseudonimo bisognerà aspettare il 1967 per uscire pubblicamente a causa del contenuto – in quegli anni – ritenuto troppo esplicito. Una giovane moglie di un diplomatico subisce una serie di avventure erotiche e sensuali che comprendono tutto, edonismo, autoerotismo reciproco, amori saffici, una sorta di simbolo della rivoluzione sessuale che all’epoca era agli inizi.
Ritenuto un classico erotico del suo tempo vi è stato anche tratto un  film  di successo nel 1974 che generò diversi sequel cinematografici.

Qui la bella canzone leitmotif del film del 1974 con una giovanissima ed eterea Sylvia Kristel di cui si è persa traccia.

1973  –

Paura di volare è la storia di Isadora Wing, una delle più spregiudicate antieroine della letteratura contemporanea. Isadora è bella, appassionata e sessualmente infiammabile, ma ha una terribile paura di volare, paura della sua forza e della sua libertà…

Che razza di donna eri mai? Come potevi continuare a innamorarti di uomini che non conoscevi nemmeno? Come potevi fissare a quel modo la patta dei loro pantaloni? Come potevi startene lì, a una riunione, e immaginare come dovevano essere a letto tutti gli uomini presenti?

Ecco. Per ora mi fermo e spero di avervi dato,  seppure in modo sommario confidando sulle vostre capacità di reparire dettagli dettagliati,  sui questi primi cinque libri a mio gusto tremendamente sensuali ed erotici perchè l’erotismo  aleggia in ogni pagina per quella capacità dell’autore di farci entrare nei sentimenti che animano i personaggi attraversando tempi e luoghi.

Sosso, erotismo, sensualità :  leggerne in modo ‘elegante’, può aiutare a ridimensionarli a un concreto brivido caldo tutto nostro.

E se questi libri non vi bastassero e volete …avanti con le vostre proposte.

Margarita per me, e VOI?

Sweet dreams

Il sonno altro non è che il periodo di riposo durante il quale un organismo sospende il periodo cosciente della veglia addentrandosi in uno particolare stato fisico e psichico caratterizzato dalla sospensione della volontà e della coscienza.

Tutto quello che oggi si conosce sul sonno è stato scoperto grazie a particolari esami basati sul monitoraggio delle onde cerebrali, sull’elettroencefalogramma che registra l’attività elettrica del cervello, attraverso l’elettrooculografia che registra i movimenti oculari e con l’elettromiografia che rileva i movimenti muscolari.

Gli studiosi hanno evidenziato che il sonno non è uguale per tutta la sua durata

Durante la notte si verificano diversi cicli del sonno della durata di 90-100 minuti caratterizzati dal passaggio attraverso vari stadi del sonno e la fase REM (glissons!).

stadio 1    L’attività celebrale rallenta e le onde alfa dell’elettroencefalogramma, che sono tipiche dello stato di veglia in rilassamento ad occhi chiusi, vengono sostituite da ondulazioni abbastanza regolari.

stadio 2 – “SONNO LEGGERO”   In questo stadio prevalgono le onde con brevi esplosioni di attività celebrale, “fusi del sonno”.

stadio 3 – “SONNO PROFONDO”   Le onde cerebrali diventano lente e grandi. E’ il primo sonno vero e dura circa la metà del tempo totale del sonno.

stadio 4 – “SONNO PROFONDO EFFETTIVO”   E’ quello del sonno più profondo, quando il nostro organismo si rigenera. Le onde corrispondenti all’attività cerebrale di questo momento sono piuttosto lente.

Io ho un sonno abbastanza regolare;  sogno e molto spesso ricordo i sogni. Posso, a costo di non essere creduta, asserire che da piccola riuscivo a riprendere il sogno della sera prima da dove l’avevo lasciato e queste ‘puntate’ ruotavano sempre intorno a qualche sentimento amoroso.

Mi succede di fare con abbastanza frequenza sogni che si sono rivelati premonitori. Coincidenze o no, questo è.

Che mi dite di voi e dei vostri sonni/sogni? Dimenticavo…  i sogni erotici, sì anche quelli!

Sweet dreams (dream a little dream of me)

foto sherazade2011

Guardami negli occhi

C’è bisogno di silenzio, di grande capacità di introspezione per elaborare il sogno. l’eterno e sfaccettato sogno dell’amore.

Non è diario, non è cicaleccio, non  dotte disquisizioni sul senso delle parole, sul come  e il quando attuino il nostro bisogno di esistere e quanto,  nell’infinitesimale tempo prima che si materializzino,  ci appartengano ancora  o vengano –  al contrario  – immediatamente, decodificate e fatte proprie dal destinatario.

Alcuni sostengono  che poter dire ‘Ti amo’ sia liberatorio e racchiuda nel suo valore  onnicomprensivo sia noi che l’oggetto del nostro amore.

‘Ti amo’ :  il mio bisogno di aprirmi, esprimere il mio amore,  quanto rappresenta, che peso ha sull’altro? Qual’è e quando possono coincidere  il sentire, la necessità di essere amati e di amare.

 Il punto nodale  – cui molti innamorati non sanno adeguarsi – è che la misura non è univoca;  la capacità mia di ‘donare tutta me stessa’ difficilmente potrà coincidere con il bisogno di appropriazione dell’altro e viceversa. E’ la diversità che ci contraddistingue, che ci attrae e che introiettiamo modificandola per poi, spesso, ritrovarci soli, traditi nel nostro sogno da chi sembra essersi allontanato  (Sei diverso, sei cambiato.).

Quando sento dire  (o dico non venendo creduta) : ‘Ho fatto l’impossibile’ io mi chiedo come si possa adattare questo ‘impossibile’. 

 Accettarci per quel che possiamo offrirci muti oltre le parole, con cui tentiamo di farci  accogliere, e materializzare l’infinito dei  nostri sentimenti.

Al neonato non ancora ‘addomesticato’  bastano un suono dolcemente modulato, l’espressione serena, la fisicità morbida di una presenza rassicurante: il ‘Ti amo’ è implicito, non detto.  Sopravvive a ogni dubbio e comunica  empaticamente all’altro/i la nostra vicinanza, il nostro bisogno di amare e di essere amati, accettati.

In una società  come la nostra , inutile e pretestuoso richiamarci ai saggi sulla liquidità del sociologo  Zygmunt Bauman,   priva di valori profondi,  avvilita dalla spudorata mercificazione del corpo e – purtroppo! dalla spettacolarizzazione anche dei sentimenti  affermare Ti amo spesso corrisponde più che al sentimento ad una forma di malcelato protagonismo.

“Guardami negli occhi, stringimi la mano, fammi sentire che ti manco, sempre, anche adesso che sono qui”

Buon fine settimana lungo, Un abbraccio circolare.

foto sherazade2011