Mille foglie d’amore

La mia zia Mussi a ventanni puntò i piedi e ottenne di andare a frequentare l’Ecole del Beaux Arts a Parigi, era la fine  degli anni Quaranta.

Lì conobbe e si innamorò, ricambiata, di un suo professore di architettura franco/irlandese, cittadino del mondo, vedovo e con gli anni di suo padre.     Si sposarono e le quotazioni erano sfavorevoli ma scadenza di dieci mesi  ebbero due figli , Ugo e Rory,  i miei cugini.     Vissero tra New York e Parigi e sopratutto furono innamorati e unitissimi fino alla morte di zio Paul a novantanni.

Si racconta che lo zio ad una certa ora della sera si alzasse per andare a letto e lo comunicasse alla moglie con una semplice domanda: “Mussi, ma chère… on y va?”. La zia si alzava ed andavano insieme.

Anche io da qualche tempo sono molto richiesta per andare a letto.    Intorno alla mezzanotte quando la casa è silente Sally si affaccia alla porta del soggiorno con la sua tacita ma altrettanto esplicita richiesta :

Linguaggi diversi ma pur sempre segnali d’amore.

D’amore è ricco il mondo, sta a noi carpirne i mille strati leggeri.

Happy Valentine

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🙂

Annunci

La notte porta grovigli

E mentre la mia vita personale dopo la ‘botta’ di mio fratello, scorre più o meno serena, nel guardarmi intorno e direttamente a chilometro zoro, mi arrivano notizie che mi mettono in grave difficoltà.

Con l’inizio dell’anno nonostante i proclami di segno + del mercato del lavoro,  tre mie amiche non più giovanissime sono state licenziate per delocalizzazione della società. Alcune amiche giovani già laureate continuano la loro ricerca del lavoro per il quale sono qualificate e nel frattempo lavorano in forma interinale per Zara, La Rinascente, un pub romano e via discorrendo con orari mai definiti e remunerazioni che non superano i 5/600 euro. Aumentano i dog sitter i dog trainer e la pensione per cani, questi sì.

Ci sarà però una buona notizia? Certo! Sono finiti i ‘botti’ di fine anno e la mia povera Sallyina, come altri cani, hanno finito di tremare.

Trema invece tutto il mondo intero (o quasi) di fronte all’ennesima becera esternazione del Presidente USA Donald Trump.

“Non voglio immigrati da Haiti, El Salvador e Africa, sono cesso di Paesi”

Chapeau Mr. President!

In questo ultimo scorcio del 2017 è straripato lo scandalo Weinstein con l’elenco ( #metoo) dei suoi abusi di potere a scopo sessuale, dei suoi stupri non da Lanterne rosse ma da red carpet.. Molti  si sono espressi ognuno a modo suo.

Alcune donne, tra le quali mi ci metto,  realmente stuprate in un contesto assolutamente ‘comune’ : No! No! No! urlando e dibattendosi si sino sentite sminuire nella banalizzazione di taluni commentatori/comentatrici.

Per inciso voglio ribadire anche qui che non credo a) che sia ammissibile dopo oltre vent’anni accusare chicchesia;   b) delle ferite restano cicatrici indelebili ma ci sono mille modi per rielaborare lo stupro e come estrema ratio gli psicoterapeuti sono un valido aiuto, non i talk shows e/o riviste da quattro soldi   c) processi e condanne non possono essere fatti a suon di scoop ma vanno denunciati nelle sedi competenti.

Dedicando parte del mio tempo a Telefono rosa vedo, tocco,  cosa davvero significhi essere abusata, malmenata, psicologicamente sottomessa, ricattata economicamente per i figli.

Ora che il problema si è squadernato spero che nessuno/a sia tanto ingenuo/a da pensare che il capoufficio non trovi il modo di licenziare la sottoposta che non si sottopone e che in autobus qualcosa che non è il cellulare ti si strofini contro il fianco. Gomitata!

Non so perché penso alla moglie di Donald Trump,  un puttaniere arrogante e ignorate,  concretamente pericoloso per il mondo,   e mi chiedo come si faccia a convivere con un simile individuo. E mi rispondo, non me ne voglia Melania io non sono nessuno, che ha molta più dignità una puttana, puttana di strana non ‘escort’,  che fa il mestiere che fa senza dovere alla sera subire la vergogna di essere accomunata a nessuno di questi figuri solo per il loro denaro e la bella vita assicurata.

Dignità. Forse ragiono dalla mia casetta calda ed accogliente ma ‘fuori’ ci sono stata e di colpi e ferite porto i segni. Sono queste ferite che mi fanno dormire la notte e semmai mi fanno male di riflesso quando viene mistificata la verità e il dolore diventa spettacolo e noi donne restiamo al palo.

Ma per fortuna la Carmen, senza il placet di Bizet e neppure quello della Storia, per un insano senso del ‘politically correct’ di un tuttologo (tal Nardella nuovo presidente del Maggio fiorentino) non morirà! E presto forse Tosca non si butterà da Castel Sant’Angelo o se lo farà volerà in cielo legata a palloncini colorati  o, ancora, la dolce Lucia di innamorerà di Don Rodrigo con buona pace di Renzuccio.

Sally con il suo  nuovo giochetto. . .

e nel frattempo per non strapparmeli, io ho tagliato i capelli

capellini

 

teniamoci strettistrettianzistrettissimi ❤️❤️❤️

e’ qui la festa?

Cardamomo,  rughetta,  peperoncino,  e poi  la mandragola,  il  coriandolo e lo zenzero. Gamberi, gamberetti, molluschi.

Sono, alcuni ingredienti nostrani considerati magici facilmente reperibili  utili  per irretire gli incerti, favorire gli incontri amorosi, rinverdirli,  renderli paradisiaci, indimenticabili.

Per queste leccornie, non serve il salone imbandito del castello,  né le stregonerie del mago Merlino, questi elementi sapientemente dosati nel cibo, o cibo essi stessi, ve lo ripeto,  (e spesa relativa)  rinvigoriscono passioni un po’ sopite dal quotidiano trascorrere del tempo, rendono arditi i principianti, garantiscono ossignur!! sì, un dolce morire e, mal che vada, non si resta con l’amaro in bocca.

Tralasciando le scene ad effetto del corpo cosparso di nutella, o di candida panna montata a coprire angolini di per sé già nascosti, si può organizzare senza troppa fatica una vera cena sicuramente appetitosa e poi… si recita a soggetto.

Che fare? Da attenta  buongustaia ed  eterna principiante dei fornelli io proporrei :

 centro tavola di fiori freschi non profumati.

–  antipasto di avocado (due metà) leggermente svuotate e coperte da una noce di caviale,  servito in una coppetta con ghiaccio tritato

a seguire:

–  spaghettini integrali conditi con pomodorini,  pecorino e  abbondante rucola che  dagli antichi Romani,  era considerata un potentissimo afrodisiaco

– 6 gamberi saltati in padella con due foglie di alloro  sfumati insieme a mezzo flute di champagne che farete evaporare fino a renderlo cremoso et voilà un secondo stuzzicante e leggero.

Dopo un piccolo intervallo di densi silenzi inframezzati da morbide parole sapientemente dosate, per chiudere in bellezza proporrei

una mousse (non sorbetto!) al limone abbellita da coriandoli di limone candito.

La bottiglia di champagne ben ghiacciato, per me Veuve Clicquot tra i preferiti, luci soffuse, qualche candela profumata, un pizzico di allegria perché seduzione e amore si nutrono anche di vitalità si aspetta la Mezzanotte senza bisogno di tuffarsi in un locale pieno di gente, rumoroso più che gaio, non me ne vogliano i giovani e le grande comitive. Non me ne vogliano i single impenitenti o di ritorno accoppiati per l’occasione, non me ne voglia nessuno. Anche soli si può stare in buona compagnia se impariamo a conoscerci ed amarci poco poco che sia.

Buon fine anno! Un nuovo promettente 2018 carissimi tutti e, come diceva quel geniaccio di Ennio Flaiano:

“Coraggio che il meglio deve ancora arrivare”.


Love Love Love Shera

Hasta la victoria siempre – 9 ottobre 1967

 

“Ai miei bambini

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto

Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.

Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.

Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.

Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.

Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.

Un grosso bacio e un grande abbraccio,

papà”

Dopo essere andato in Congo a diffondere le sue idee rivoluzionarie, nel 1965 Che Guevara era tornato clandestinamente a Cuba per incontrare Fidel Castro e la moglie, a cui aveva consegnato la lettera di cui sopra per i suoi cinque figli nel caso venisse ucciso.    Nel 1966 si spostò in Bolivia, dove venne catturato e ucciso per ordine del presidente René Barrientos, il 9 ottobre del 1967.

Il ‘Che’ è  certamente il mito più amato e strumentalizzato del mondo e in lui ognuno ben oltre ogni credo riscontra potenzialità affini e propedeutiche al proprio pensiero.

Si è scritto monto sulla vita e sul pensiero del Che ma io mi sento di segnalarvi un unico nome e un titolo:
Paco Ignacio Taibo II ‘Senza perdere la tenerezza – Vita e morte di Ernesto Che Guevara’

“Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.“    La frase che dà il titolo al libro è estrapolata da un discorso tenuto dal Che.

Quest’opera ‘monumentale’ e r(v)igorosa.    Si legge come un  romanzo,  senza con questo che si sconfini nell’invenzione o peggio nel sensazionale.  Leggere è un buon modo per capire, approfondire senza pregiudizi  la vita del Che, rendendosi  conto del perchè l’effige la sua effige, ora sorridente ora corrucciata, campeggi in quasi tutto il mondo.  Un  libro curato che accoglie voci diverse, un libro – mi ripeto  – appassionato ed appassionante di uno scrittore, Paco Ignacio Taibo II,  accurato e ricco di un vissuto personale che lo ha agevolato in questa pregevole biografia.

“E se vale la pena rischiare io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore.“

“Se io muoio non piangere per me,  fai quello che facevo io e continuerò vivendo in te.“

Mille ragioni per onorare un Uomo.

Pensando a Ferragosto

Oggi sono stata al mare (è vero non è una novità) ma oggi ho avuto un accompagnatore  di eccezione: mio figlio e ancor più eccitante siamo andati con il suo potente Tmax 450


Si accontentano con poco le mamme, come tutti del resto, qualche attenzione in più qualche dolcezza.

Ascoltare (il grido), sentirsi  liberi anche dietro una scrivania, un bancone di fast food, ramazzando le strade, correndo come una trottola per due soldi… o anche quattro,  non vagheggiare  imprese mirabolanti ma reagire ed agire.

Il mare è cristallino non dobbiamo affondare.

Buon Ferragosto a tutte e tutti voi ovunque voi siate e se mi leggete dedicatemi un sorriso.

Per voi il mio abbraccio.

… perchè mai ?


foto sherazade

 ma quando credi che tutto abbia riacquistato un suo ordine e i pensieri fluiscano sereni quando basta per chiudere gli occhi e gustare il silenzio, ecco che ti rendi conto che è tutto un fermento di #visualizzazioni per questo video. Tre miliardi cioè circa la metà (7 ml e 400 circa) di umanoidi hanno goduto di questa musica (?).

Non che la bellezza della ragazza non sia da mozzafiato… forse bastava solo lei?

Shera e i suoi perchè irrisolti e un abbraccio  circolare

Ps. La ‘mozzafiato’ é la 29enne portoticana  Zuleyka Rivera.  La sua bellezza indiscussa nel 2006  le fece vincere il titolo di Miss Universo. Chapeau ❗

Pink champagne on ice…

Come faccio a dirvi che tra questi alti e bassi di temperature che pare raggiungeranno i 39/40° gradi nei  prossimi  giorni di agosto… come faccio a dirvi che ‘ho fuso’? Che mi allontano da tutto e tutti per un poco?

Il  31 luglio nasceva mio figlio  e a dispetto del cambiamento climatico già allora da fine maggio io rosolavo nel letto infocato e zeppo di sudore, immobile il più possibile, perché il piccolo non nascesse anzi tempo ma io tacevo :

‘Sono cose che capitano il giorno prima’

‘Il giorno prima di che?’

‘Il giorno prima della felicità’

Erri de Luca

Poi venne il giorno e in rapida successione il novello padre ebbe la geniale idea di trasferirci tutti e tre a 2000 metri di altezza ed il neonato non la prese bene. Due giorni e via.

Scendemmo verso il mare giù sull’Adriatico e il 10  agosto, cominciammo a bussare ad ogni albergo dai 5 stelle (non acora uniti in movimento) per scendere via via che ricevevamo rifiuti ‘Al completo’.

Trovammo rifugio la sera tardi in una pensione a Porto San Giorgio ma era tutto talmente sconfortante e la situazione oggettivamente difficile che la mattina riprendemmo la strada per Orvieto dove finalmente potei serenamente  guardare in viso e fare conoscenza con mio figlio, tenerlo stretto e incredula la le mie braccia  – se chiudo gli occhi provo ancora oggi la stessa sensazione – ammirando i suoi lineamenti di porcellana, respirando quel suo odore inconfondibile di cucciolo che hanno tutti i cuccioli.

Piccola, lunga digressione …

Vi dedico una delle mie canzoni preferite di sempre. Lasciate  perdere il senso stretto e le molte bizzarre interpretazioni sul testo. Godetevi la musica e immaginatevi in California: non conosco ancora nessuno che non abbia desiderato ‘la’ California, i suoi colori, la sua identità culturale, la bellezza del suo Oceano Pacifico, The golden State con riferimento alla ‘corsa dell’oro’ che fece la fortuna del cinema americano, ma anche Stato del sole proprio per il suo clima.

E allora teniamoci stretti per mano,  chiudiamo gli occhi,  California sia! e soprattutto Hotel California (1977 successo megagalattico degli Eagles)

A presto amici cari. Amiche carissime. A bientot 🙂