in stand by

Scrive Hermann Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro:
“Tat twam asi” (“Questo sei tu”).

Nell’incoerente (stra)volgersi dei fatti, rileggendo questo passaggio mi domando scoraggiata e non più stupita se nella crudeltà sciatta del nostro quotidiano, Hermann Hesse saprebbe, lui per primo,fugare lo spaesamento e lo sconforto suscitato della sua asserzione diventata doloroso interrogativo.
“Tat twam asi”
“ ..sì, ma cosa?”

Credo di avere bisogno di tempo, mi sono smarrita.

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Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🌹

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Noi donne

Torino – Assediato dai debiti uccide la moglie a martellate e poi si impicca.

Femminicidio, in Italia uccisa una donna ogni tre giorni

 La Cattiva notizia e che nel 2015 sono state 128 le donne uccise in Italia, prevalentemente dal marito o dal compagno.  La buona che il dato è in calo del 6,57 per cento rispetto al 2014, quando si contavano otto omicidi in più.

I dati del Viminale, aggiornati al 22 dicembre2015,  evidenziano che sui 411 omicidi totali nel nostro Paese, il 31,13% vede come vittime donne.        Questa  tuttavia  è solo la punta dell’iceberg perché  prima di arrivare all’omicidio si registrano  :

6.945 atti persecutori a danno delle donne,

3.086 casi di volenza sessuale e ben

6.154 casi di percosse.   Inoltre sempre nel 2015 si sono verificati

1.198 ammonimenti del Questore (in calo del 3,68% sul 2014) e

217 allontanamenti (-16,54%)

Presto la mia collaborazione gratuita da molti anni ad un Centro antiviolenza e posso dire che molte delle donne che arrivano da noi lo fanno quasi sempre  piene di vergogna e con un senso di colpa dopo anni di vessazioni psicologiche e fisiche sempre più gravi.         Moltissime donne tacciano e subiscono violenze fino a quando non vengono ammazzate. Ma in molti casi è solo con la morte che emerge un pregresso di  anni e anni di vero e proprio martirio.  Un martirio che assai poco ha a che fare con la  beatificazione postuma  ma che viene subito nel tentativo di salvaguardare i figli o  ricucire con proprio uomo un rapporto ormai degradato a una sorta di sindrome di Stoccolma.

Eppure  alcuni osservatori non esiste alcuna emergenza, anzi, è “propaganda”.

collarinoME!

Linda Laura Sabbadini ex dirigente  responsabile  del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’Istat sino all’Aprile 2016 all’interno di una intervista dice:

domanda :  Cosa risponde a coloro che obiettano che gli uomini vengono comunque uccisi in misura maggiore delle donne?

“Che è vero e non solo in Italia. Ma gli uomini vengono uccisi da altri uomini per motivi differenti, spesso per criminalità organizzata. Le donne, invece, vengono uccise in quanto donne, mogli, fidanzate, ex compagne. Per contro la percentuale di uomini uccisi dalle loro compagne o ex compagne è bassissima. Per questo dobbiamo parlare di un fenomeno fortemente connotato e strutturale che trae le sue origini dallo squilibrio nei rapporti di genere.”.

Non è un post allegro per augurarvi un buon fine settimana e me ne scuso però quando sento qualcuno asserire che noi donne siamo ‘piagnucolose’ e pretestuose e che abbiamo chissà quanti vantaggi e  che alla fine poveri uomini! Anche loro hanno i loro bei problemi di sopravvivenza,  allora mi sento ribollire.

Perché non amarsi senza ruoli nel rispetto reciproco?

Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo
questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e
non lasciarmi andare… mai…
(Herman Hesse)

foto sherazade2011

Tat twam asi

Scrive Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, dello scarabeo, della nuvola, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro:

“Tat twam asi” (Questo sei tu)

“Tat twam asi”…
“ ..sì, ma (io)cosa?”

Vicovaro

L’Aniene all’Oasi del Vivaro, Roma ( gennaio 2016)

At these pictures of you

That I almost believe that they’re real

I’ve been living so long

With my pictures of you

That I almost believe

That the pictures are all I can feel

 

io ti chiesi

amorosa one sally

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

Hermann Hesse

amorosame

Chi assomiglia a chi?

chiedimi se sono felice

(Hermann Hesse da Poesie Romantiche)

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

l'amorosaSally

Ma poi sta di fatto che l’Estate ti carica di aspettative, di quelle tue e di quelle degli altri ed io non riesco mai a sfuggire la fatidica domanda ‘..e tu dove vai?’
Una felicità da fast food, mordi e fuggi, a scadenza, io non riesco a concepirla eppure devo dire che sì, vado, e devo anche andare perchè comunque alla fine mi sentirei come di avere sciupato questi giorni anche se sdraiarmi in penombra tutto il giorno, uscire come i gatti la sera, cambiare angolazione per guardare il cielo e…Si viaggiare!

Ma, piuttosto, ricordate la strabiliante missione lunare americana del 1969? Il primo allunaggio? Ebbene da tempo circolano illazioni – che spesso ispirano inchieste e libri verità sulla presunta “non veridicità” dell’impresa. L’ultimo in ordine di tempo a tornare sul argomento è stato il regista americano Burt Sibrel, che ha tentato di intervistare sulla questione l’astronauta dell’Apollo 11, Edwin “Buzz” Al drin, uno degli uomini che parteciparono al primo volo sulla Luna. L’intervista di Sibrel – che da anni indaga sulla vicenda per dimostrare che l’allunaggio degli americani sarebbe solo il frutto di una invenzione della Nasa, messa a punto per ingannare i russi – pare non abbia dato l’esito da lui sperato.

Se così davvero fosse ‘no luna no party’,  addio sogni di gloria la Luna resterebbe lì a incantare gli artisti,  un mistero a vantaggio degli innamorati (e mio).

Domande scomode.. relax

Scrive Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, dello scarabeo, della nuvola, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro.
“Tat twam asi” (“Questo sei tu”).

Rileggendo questo suggestivo passaggio (niente avviene per caso) mi sono interrogata con non poco sgomento se,  nella rozza sciatteria del quotidiano,  Hermann Hesse potrebbe ancora accendere un barlume concreto di speranza fugando l’orrore e lo sconforto insito nella risposta che sorge immediata:

“Tat twam asi”
“ ..sì, ma cosa?”

Credo di avere bisogno di tempo, mi sono smarrita.

io sono farfalla

A giorni sarà il mio compleanno.
Dribblato il mezzo secolo continuo a festeggiare
con entusiasmo bambino soffiando su candeline che doppiano la circoferenza della torta.
E’ la mia festa che condivido da sempre con gli amici più cari e qualcuno più recente. Non siamo una folla ma un gruppo nutrito e alla fine bevutello.

Il 21 luglio, prendete nota!, anticipa di pochi giorni quello di mio figlio e da quando lui è ‘grande’ uniamo le nostre due feste e la situazione volge al caotica nell’incrocio tra generazioni entusiasticamente non così distanti. Degli amici è interessante il cambiamento strutturale delle coppie. A. e C. sembravano inossidabili ma due anni fa il patatrac. I. single granitica è la ‘zia’ per noi tutti. Daniele, l’amico di sempre di mio figlio, dall’anno scorso si presenta con moglie e figlietta.

Di questi stravolgimenti io sono campione ma la cosa riguarda me e lo sventurato che con me si accompagna e dunque non faccio testo.

Ci sono stati degli anni che a riunirci ci è voluto coraggio. Certamente l’anno che è venuta a mancare mia mamma e che ho comunque festeggiato perché lei era la nostra più cara ospite, con quel suo modo dolcissimo di sorridere, l’empatia che si ricreava con tutti noi che in qualche modo aveva visto crescere e crescere.
Oggi comincio a riconoscermi in lei perché a dispetto dell’età biologica che mi rende grazia, del mio essere pimpante e perfortuna sana (oddio qualcosuccia di piuttosto gave ha fatto rendere a tutti una bella paura) guardo mio figlio, i suoi ed i miei amici e, perbacco, altro che pimpante mi sento arzilla come la famosa casa di riposo, Villa Arzilla, di non ricordo quale film.

Questo post un po’ sbilenco l’ho pensato stanotte ma le considerazioni erano, perdonatemi, più personali e avevano a che fare con i miei dare-avere, le somme dei miei comportamenti, i risultati e le prospettive che vanno a stringersi ad imbuto, mentre a voi posso solo dire che ci sono anni che ho vissuto malamente in forte sofferenza con me stessa e che la mia ancora di salvezza, la mia bussola, sono stati mia mamma e mio figlio.
Ho passato momenti in cui aspettavo la notte che il bambino dormisse per piangere a dirotto. L’ angoscia di essere sola. Non senza un uomo ma sola.
Asciugare le lacrime, lavare il viso, un bel sorriso per il buongiorno e poi via fino a sera senza che nessuno, o soltanto pochi, immaginasse.
Ora, gli anni mi hanno insegnato a ridimensionare e prendere le cose per il loro ponderato valore, non sono rassegnata ma rasserenata, ho imbrigliato la mia ipersensibilità, non cerco di tenere tutto sotto controllo, se sono felice lo sono senza pensare a quando finirà, e se qualcosa di brutto accade cerco di guardare oltre, alla soluzione.
Mia madre diceva che ero Eleonora Duse e che aggrappata ad una tenda in lacrime sarei stata perfetta. Oggi mi avvicino di più alla leggerezza di Meg Ryan in Henry ti presento Sally. Non ho finto con gli uomini, almeno non troppo, perché per me l’amore continua ad essere aspettative e scoperta, significa (ancora) essere in equilibrio sul mondo.

Una farfalla, quella farfalla raccontata da Hermann Hesse “… emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno… un simbolo dell’anima.” (o almeno ci provo).