Estate 2 – un tranquillo weekend

Ci sarà davvero un “mattino”?
C’è una cosa come il “Giorno”?
Potrei vederlo dai monti
Se fossi alta come loro? Emily Dickinson

L’assenza nobilita il silenzio
nelle parole cola il blu dal cielo…Jacqueline Cristina MIù

Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai mai
chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso… GG Marquez

Passo dopo passo chissà quanti pensieri frullano nell’aria dell tramonto.

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case
voi che trovate tornando la sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo…. Primo Levi

Buona notte, buona notte! Separarsi è un sì dolce dolore,
che dirò buona notte finché non sarà mattina. W.Shakespeare

Fotografie di Sherazade.

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Estate

Al mare sono legati tutti i miei ricordi piu’ belli.

Quando ero bambina io, non si andava in vacanza tout-court. Noi bambini della buona borghesia piemontese alla fine delle scuole venivamo spediti in campagna o in montagna nel paese delle nostre domestiche venute a servizio in città da ragazzine. Io e mio fratello venivamo parcheggiati nella cascina della Mariusccia in un paesino minuscolo in alta montagna della Valle d’Aosta: Ussell. Oggi un ammasso di pietre.

Ho toccato il mare per la prima volta che avevo sei anni e mia madre nelle nostre passeggiate sulla spiaggia spesso mi raccontava della mia faccetta attonita quando le chiesi “Dove finisce questo mare?”.

Poi i miei nonni comprarono una villetta a Rapallo, io ero un’adolescente che si affacciava al mondo e li ho vissuto i primi amori incantati sul lungomare al tramonto, semi nascosta a ‘pomiciare’ nell’erba alta delle colline con le rondini – quante rondini! – oppure accucciata sul fondo di una barca a remi ancorata o, ancora, dietro una cabina bianca e azzurra proprio come in certi film d’epoca.

Il mio più grande problema a quei tempi era ‘imparare’ a baciare, baciare bene e sopratutto supera quel primo impatto di intimità delle due lingue l’una nella bocca dell’altro. Non fu difficile e via via arrivò la scoperta del corpo dei suoi languori quando le mani come polipi strappavano i costumi e le bocche percorrendolo lasciavano una scia viscida di saliva. Un tuffo calmava i bollenti spiriti ed io tornava la ragazzetta perbenino di sempre, almeno credevo.

Il mare mi era entrato nell’anima e su quella barca che sembrava cullarmi ebbi il mio primo vero rapporto. Solo il mare ancora oggi riesce a placare ogni mia ansia come sapeva fare la carezza di mia madre.

Il mare. Il mare vero delle nostre isole. Delle piccole selvagge e assolate isole italiane non quelle modaiole ma Alicudi o addirittura Filicudi dove vent’anni fa mancava la luce e l’acqua era portata due volte a settimana dalla nave cisterna.

Il mare dei lunghi desideri, alla scoperta di lidi lontani e ancora in parte inesplorati: le isole greche e le sbronze di Uzu, Maldive, Sea Shells, Isole Vergini, Capo Verde e la scoperta della grande musica di Cesaria Evora. Sempre tanto mare e tante isole. Niente vita mondana niente movida.
Mare e tanto sesso perchè il mare è un potente afrodisiaco, i corpi sono già nudi e bruciano e il sudore li rende luminosi, ora sgusciano via ora si avvinghiano

Sabato sono stata in una spiaggia di un mare non mare alle porte di Roma ma io lo amo molto perchè è legato alla prima infanzia di mio figlio che naturalmente da anni mi ha abbandonata al mio destino. La sera c’è stata l’inaugurazione dello stabilimento. Giocolieri si cimentavano con aste di fuoco. Ballerini sui trampoli. Il teatro era la spiaggia che le luci rendevano argentata, il mare cupo, non una stella. Buona musica, gente colorata, un’oasi rubata alla quotidianità.

Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio! JacquesPrévert.

Un alito di vento, un sussurro indecifrabile, cingendomi le spalle mi hai detto qualcosa.

E’ cominciata un’altra estate.

Rolling stones e scusate se è poco

la celebrazione del mito ha inizio.

“Ciao Roma, ciao Italia!” urla Mick Jagger in italiano.

Mick e Keith due leoni ruggenti.

stones

 

2014, Berlino

Jumpin’ Jack Flash – 1972

tumbling dice  –  1976

Un concerto strabiliante per 70 mila anime che copriva l’arco di due, forse tre, generazioni tutte innamorate del rock e di questi artisti la cui energia nulla aveva a che invidiare a quella dei loro esordi di…quasi cinquant’anni fa, i magnifici anni Sessanta e Settanta degli albori dei grandi gruppi musicali rolling stones e i loro diretti antagonisti i Beatles, the doors jimi hendrix the who, e poi led zeppelin, deep purple, black sabbat, kiss, iron maiden, i mie carissimi eagles.. ancora Bruce Springsteen e la sua E Street Band

Lo so ho detto poco o niente potrei andare a caccia di citazioni ma qualcuno potrebbe dire che sono ‘una’ che non ha sentimenti suoi…ma mi sa che ci ho ripensato e chiudo come il pezzo su la Repubblica

” Un concerto magnifico, magnifica la band, magnifico lo spettacolo del pubblico, magnifica e unica l’ambientazione. Ed è bello credere che alla fine tanta gioia, incorniciata in tanta bellezza, si sia insinuata anche sotto la scorza dura di Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood e Charlie Watts, fino a scalfire le loro maschere di rocker vissuti pericolosamente. Per riesumare quel briciolo di candore capace di rendere diversa e speciale, anche per gli Stones, questa tappa del 14 On Fire tour.”

E scusate se è poco.

ARSURA

“Per lungo tempo, i certificati e le dichiarazioni autenticate sono stati il simbolo di una burocrazia asfissiante e vessatoria, che imponeva ai cittadini adempimenti, oneri e costi burocratici senza limiti: obbligati a correre da un ufficio all’altro per trasmettere dati personali già in possesso delle pubbliche amministrazioni. L’autocertificazione ha dunque rappresentato il primo segnale di una rivoluzione nei rapporti fra cittadini e amministrazione: da sudditi ad utenti o clienti, i cittadini; da strumenti di vessazione a servizi per la collettività, le amministrazioni. Internet, in questo “nuovo” rapporto, gioca un ruolo essenziale. È infatti sulla Rete che si possono trovare tutte le indicazioni utili, prontamente messe a disposizione. Un’Amministrazione, quindi, un po’ meno “dinosauro”, un po’ più moderna. Ecco tutto quello che c’è da sapere ….
Chi deve accettare l’autocertificazione:
– le Amministrazioni pubbliche;
– i Servizi pubblici ecc…
Fai valere i tuoi diritti
Informazioni sulla semplificazione, sull’autocertificazione, sui nuovi diritti dei cittadini e sulla riforma dell’amministrazione nei siti Internet:
http://www.governo.it
http://www.funzionepubblica.it

Perché mi chiederete?
In questo periodo decisamente NO per mio figlio la ciliegina è stata anche la perdita del portafoglio con a) patente; b) Carta di identità; c) bancoposta.

Dunque si va dai carabimìeri a sporgere denuncia e nell’attestato di smarrimento – tramite il collegamento in rete – vengono riportati sia i dati della patente che i dati della CI.

Non convinta che tutto si sarebbe risolto in quattro e quattrotto dico a mio figlio di prendersi un giorno di ferie.
La mattina con le foto, la denunzia dei carabinieri e mammà al seguito si va in circoscrizione: marca da bollo da euro5.50 più carta bollata di uguale valore, aspettiamo la sano mezz’ora e finalmente allo sportello una gentile impiegata ci dice perentoriamente che non avendo altro documento servono due testimoni. Due testimoni dico io? Senta c’è la denuncia dei carabinieri con tutti gli estremi dei documenti se lei si collega constaterà lei stessa che mio figlio ha la carta di identità. Ci sono io, la madre, e poi mi scusi ma con  l’AUTOCERTIFICAZIONE della legge Bassanini del 1997 come la mettiamo?
“La mettiamo signora cara che dovete ritornare con un secondo testimone perché noi non accettiamo l’ autocertificazione”.

In zona abita una mia cara amica che in motorino ci raggiunge e…questa è fatta ma si è fatto anche mezzodì.

E ora di nuovo dai carabinieri con un documento valido e due foto perché la patente arriverà tramite loro in una ventina di giorni, a casa, contrassegno (circa 20-30 auro).

Bancoposta! La barzelletta. Intanto bisogna andare alla sede centrale, evvabbè non è lontanissima.
Documento valido, numero del conto xxxxyy denuncia, un correntista pensa di potere prelevare dal suo conto. NO! Deve farsi un assegno auto intestato. Mio figlio non usa gli assegni ma non c’è stato verso. Per ritirare soldi suoi dal suo conto ha dovuto farsi fare un assegno circolare a suo nome.

Le disposizioni relative all’autocertificazione sono raccolte nel D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 e l’osannante incipit che ho trascritto risale a marzo 2001!

Solo per essere poco poco disfattista, permettetemelo! ieri era il 19 giugno 2014 e allora io vorrei sapere ma davvero vogliamo prendere tutti per i fondelli?
La riforma della pubblica amministrazione bla bla bla che non decolla neppure nelle leggi che si è data oltre dieci anni fa?

E intanto la giornata di ferie se n’ ghiuta!

Signori miei siamo alla frutta e visto che è fine settimana e pare riprende il caldo una fetta di anguria per tutti a placare la sete di semplificazione che è diventata arsura.

 

Vita mia

Un conduttore della Bbc ha confessato in un programma televisivo (registrato dicembre e messo in onda un paio di giorni orsono) di aver ucciso, soffocandolo, il suo compagno malato terminale affetto da Aids. Oggi (ieri) la Polizia lo ha ha fermato con l’accusa di omicidio. Rischia fino a 14 anni di carcere.

“io” non permetterò a nessuno di giocare con il mio cuore
“io” non permetterò che una macchina (de)finisca il mio percorso e decida, lei, la mia fine
“io” voglio essere libera di decidere di vivere o morire in piena autonomia
perché
“io” non voglio essere prolungamento di un filo collegato a una spina.

A ben guardare la Storia ci insegna che le leggi difficilmente creano civiltà, ma ne seguono le tendenze, con maggiore o minor ritardo, a seconda dei casi e dei luoghi.
Ebbene, in questo disgraziato paese, l’Italia, leggi “di civiltà” quali quelle sul diritto di famiglia, sul divorzio o sull’aborto sono arrivate decenni se non secoli dopo che certi comportamenti sociali si svolgevano regolarmente, tacitamente acquisite, alla luce del sole; il ritardo nell’ assunzione di quelle leggi, ovviamente, in alcuni casi , parlo della legge sull’aborto, ha avuto costi pesantissimi ed esiti vaghi e benchè approvata continua ad essere osteggiata.

Nel caso specifico del fine vita, la situazione mi pare del tutto analoga: alle millenarie e scontate resistenze chiesastiche si aggiungono quelle dei suoi lacché, che se una volta erano perlopiù concentrati all’ interno della, lei sì defunta Dc, oggi sono spalmati su tutto l’arco politico, dall’ estrema destra all’ estrema sinistra; e non ci sono più esponenti di spicco come potevano esserlo allora, uno per tutti, Marco Pannella che davvero ci mettevano la faccia e perdevano la salute.
Dunque, come sempre, coloro che possono esprimere il loro diritto di fine vita (recente il caso di Lucio Magri che in autoambulanza e a sue spese si è ricoverato in una clinica svizzera e ‘se n’è andato’ come e quando ha voluto) sono quelli economicamente avvantaggiati, che si trasferiranno all’estero: lo hanno fatto per risposarsi, divorziare, abortire o per far venire al mondo i bambini, e lo faranno per morire dignitosamente.

«È immorale tollerare, accettare o imporre la sofferenza. Crediamo nel valore e nella dignità dell’individuo; ciò implica che lo si tratti con rispetto e lo si lasci libero di decidere ragionevolmente della propria sorte. In altri termini bisogna fornire il mezzo di morire “dolcemente, facilmente” a quanti sono afflitti da un male incurabile o da lesioni irrimediabili, giunti all’ ultimo stadio. È crudele e barbaro esigere che una persona venga mantenuta in vita contro il suo volere e che le si rifiuti l’auspicata liberazione quando ha perduto qualsiasi dignità, bellezza, significato, prospettiva di avvenire. Ogni individuo ha il diritto di vivere con dignità, ha anche il diritto di morire con dignità.»
(Manifesto sull’ eutanasia, 1974)

C’è un film Il mare dentro di Alejandro Amenábar. molto bello, che racconta nel profondo il rapporto tra l’uomo la malattia invalidante progressiva e la morte. E’ per me uno dei film migliori di Javier Bardem allora (2004), assai poco conosciuto in Italia che richiama non tanto al Testamento di fine vita anticipato (Eluana Englaro) ma al diritto alla ‘dolce morte’ ovvero ‘eutanasia legale’ decisa dal malato nei tempi in cui lui e solo lui ravvisasse nella sua situazione il decadimento di una dignitosa ‘qualità di vita’.

Come per tutti gli altri diritti acquisiti (divorzio, aborto, fecondazione) si tratta di riconoscere il diritto di libera scelta non già di imporre qualcosa.

gazpacho

DOMENICA 15 GIUGNO…PIOVE NEL MIO GIARDINO

Nella cucina spagnola, il GAZPACHO (pronuncia: gazpàcio) è una zuppa fredda a base di verdure crude, molto apprezzata d’estate in regioni calde come l’Andalusia. Gli ingredienti principali sono tradizionalmente peperoni, pomodori, cetrioli e cipolla, arricchiti di volta in volta con erbe aromatiche differenti. Immancabile il pane raffermo, ammorbidito in acqua, che rende cremoso il composto.
Una gaffe piuttosto comune per i profani, particolarmente sfruttata in film e fiction, è lamentarsi perché “la zuppa è fredda”.
Nel film “Soul Kitchen” di Fathi Akin un cliente chiede testualmente di scaldarlo. Il gazpacho torna al cliente portato dallo chef che, “gentilmente”, spiega come nella ricetta tradizionale spagnola vada servito freddo.
Il GAZPACHO e comunque un piatto prettamente estivo e va mangiato freddo talvolta addirittura con cubetti di ghiaccio e accompagnato crostini di pane con uova sode. Viene anche usato come aperitivo servito in bicchiere, come energetico rinfrescante ed è questa la versione che io preferisco perché mi ricorda un bellissimo, indimenticabile per odori, ardori e colori, viaggio in Andalusia o meglio a Granada ovvero la città tra le altre città oltre Roma dove credo potrei volere andare a vivere.
Aperitivo al GAZPACHO
Ingredienti per 6-8 persone:
8 pomodori
2 cetrioli
1 peperone rosso grande
1 cipolla piccola
1 spicchio d’aglio grande
1 bottiglietta da 250 gr di salsa di pomodoro
1 cucchiaino di salsa piccante Westchester-
¼ di bicchiere di succo di limone
½ bicchiere di aceto di vino rosso
3 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di paprika
1 avocado
Affettate cetrioli, pomodori, peperoni e cipolla. Tritate nel mixer l’aglio. Aggiungete poi i restanti ingredienti e frullate il tutto fino ad ottenere una crema morbida da conservare in frigo dalle 4 alle 8 ore.

Cesaria Evora non manca mai perchè è una delle mie cantanti preferite dalla voce dolorosamente suadente, ambasciatrice mai altezzosa del suo Paese, Capo Verde. E’ morta un paio di anni fa ma perfortuna ho avuto modo di sentirla a Roma incontra il mondo un paio di volte.

Voilà| per quasi l’ ora di cena, quando il sole comincia a cedere all’arietta della sera e gli amici arrivano freschi e ringalluzziti dal pensiero della buona compagnia, il GAZPACHO fa il suo ingresso trionfale servito come aperitivo, in un bicchiere anziché in un piatto fondo o in una ciotola.

Tutto il resto è gioia (mentre a Roma la pioggia evapora prima di toccare terra)

‘quante volte figliola…’

 

Ho trasgredito la mia regola ‘Mai con un uomo sposato’ soltanto una volta
epperò quell’uomo era mio marito.

Il matrimonio non era per noi e anche dopo la nascita di nostro figlio abbiamo per un certo periodo continuato a vivere separatamente.
Poi lui ‘per ragioni troppo lunghe e tortuose’ mi ha chiesto in sposa ed io, malauguratamente, ho accettato in un giorno di lavoro, solo i testimoni e alla fine mancavano gli anelli che in fretta e furia mia madre scese a comprare da un tappezziere: due anelli da tenda! Eppure fu un matrimonio simpatico ed io so che ero molto carina con il mio bouquet di bianchi  ranuncoli  e violette. Piccola digressione sentimentale ma consentitemela.

Inaugurata una casa nuova e dopo un anno io gli ho tirato addosso, anche qui ‘per ragioni troppo lunghe e tortuose’, il tavolino di cristallo del soggiorno poi sono andata in terrazzo e gli ho sradicato le sue belle piante che curava tanto meticolosamente, tutto sua madre cresciuta a pane e Orsoline.

Naturalmente c’era l’ “altra” e naturalmente era totalmente diversa da me non fosse altro perché era magrissima e, diciamola tutta, ‘borgatara modaiola.

Separazione consensuale. Lui veniva quando veniva a prendere il bambino che aveva tre anni la mattina e lo riportava a casa la sera poi aspettava che si addormentasse e andava via.

Poi un giorno, una domenica più o meno estiva mi chiese di andare con loro al parco del Circeo. Fu una giornata molto piacevole, il bimbo che non capiva niente dalla felicità, lui ed io affettuosi.

Finimmo a letto insieme e furono scintille come era prevedibile. Lui non si fermò a dormire perché a casa lo aspettava l’ “altra”.

Cominciò per entrambi un periodo di amanti sul filo di rasoio che si rincorrevano e di nascosto si incontravano all’ora di pranzo o nel primo pomeriggio e poi le domeniche al mare e sempre, dopo, lui se ne fuggiva mentre io mi crogiolavo contenta come una un’allocca per averla fatta in barba a quella…stronza ladra di mariti ed essere sulla buona strada di riprendermi il maltolto.

Era talmente eccitante! andavo a mille e avevo tutto di nuovo sotto controllo e l’estate passava e un pensiero maligno lentamente cominciò a insinuarsi e finalmente costruii un ragionamento compiuto:
‘Bella scema ma cosa credi che una situazione così non farebbe gola ad ogni uomo?
L’amante in carica tradita con la moglie che ‘sto giro fa l’amante e dunque nessuna delle due ha nulla da pretendere’.

Due piccioncelle con una ‘fava’ è proprio il caso di dirlo.

Improvvisamente rinsavita ho chiuso la mia relazione con il mio amante, mio marito, e a dirla tutta lui ci rimase di cacca.