Sotto il segno del Cancro

Il segno include i nati dal 22 giungo al22 luglio. Io ci rientro per un giorno: il 21.

Come si dice con aria vaga un po’ divertita: non ci credo molto a tutti questi indizi … ma chi l’ha detto.. massì comunque l’oroscopo lo leggo giusto per divertimento…ah per quel che conta però :  “Né di Venere né di Marte non si viaggia né  si dà principio all’arte”.

Per il 2017 cosa rivelano le stelle? Il quadro generale è di certo meno fosco: e gli astrologi sono tutti concordi nel dire che nel 2017 tutti i segni zodiacali potranno tirare un sospiro di sollievo, lasciandosi il peggio alle spalle.  Troppo semplice no? Chi di noi non ha passato, diciamo così, in modo  edulcorato,  in questo appena trascorso 2016  un ‘brutto quarto d’ora’?

Chi di voi è, come me, del Cancro?

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La sintesi che ho scelto è di Simon & the Stars:

“Il 2017 contiene un invito importante:       saper lasciare il guscio delle abitudini e delle sicurezze di sempre e sbarcare in un nuovo continente di occasioni, opportunità e soddisfazioni. Molti nati del segno sono alle prese con grandi cambiamenti nel lavoro, trasferimenti di città o traslochi. Il “nuovo” alle volte fa paura, non c’è che dire, ma contiene il seme di una nuova felicità. Per ottenere ciò che non hai mai ottenuto occorre fare qualcosa che non hai mai fatto. Questo è il messaggio che questo nuovo anno ha in serbo per te.”

Per me, alla mia età , ( e per fortuna dati i tempi che corrono)  il lavoro non è un problema, i traslochi forse neppure ma vale e mi piace la sollecitazione a ‘lasciare il guscio delle abitudini’ e annusare insieme a Sally l’aria in cerca di qualche nuova occasione.    Sì,  mi piace.

Marzo2015

La donna Cancro  rappresenta  uno dei segni più femminili e sensuali dello zodiaco.  Romantica e sognatrice, imposta la sua vita sulla realizzazione affettiva. È portata a svolgere attività nell’ambito sociale. Non è particolarmente attratta dalla vita mondana, ma si costruisce una fitta e solida rete di amici.Le sue armi di seduzione sono la grazia e la dolcezza.    La sua lunaticità la porta a improvvisi mutamenti di umore, irragionevoli ostinazioni e silenzi e ingiustificati che disorientano il partner.

Chi avrei potuto incarnare: Certamente George Sand. (1804/1876)

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considerata tra le autrici più prolifiche della storia della letteratura.  Femminista, quanto basta(va), attivista nel dibattito politico con il ‘torto’ di non avere mai preso posizioni nette,   tuttavia la sua opposizione alle politiche illiberali del papato  le costò la messa all’indice di tutti i suoi scritti.

Ma, ma, ma … di George Sand condivido soprattutto l’anticonformismo nelle sue relazioni sentimentali anche se i miei non sono i tempi di un Alfred de Musset o del sublime  Fryderyk Chopin penso che  l’ amore non sia statico ma mutevole :  eterno nell’arco temporale che è vissuto,  mutevole in luci e ombre come la luna che governa il segno del Cancro.

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E ben oltre l’oroscopo e il segno di appartenenza…

Buon Anno 2017 e il mio Augurio è sincero, forte e ce la metterò tutta per me e per voi e non sarà una grande fatica perchè lo dicono gli astrologi: andrà meglio, molto meglio.

…tu sei qui

Oh me! Oh vita! Di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei senza fede, di città piene di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più sciocco
di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti nodi,
a domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre: che cosa
c’è di buono in tutto questo, oh me, oh vita?

Risposta:
che tu sei qui, che esiste la vita e l’identità,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

Walt Whitman

innamorati

Sì dice che chi ben comincia è alla metà dell opera… Sally lo è!

Un sereno 2017 con lo sguardo rivolto al mondo dentro e fuori di noi che non ci perde di vista e ci aiuta a farlo Vita.

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oggi

Noblesse oblige

 

Oggi al mercatino di Val melaina tra gli oggetti a 1 euro ho trovato questo vecchio portapranzo e mi è quasi scesa una lacrimuccia: era lo stesso che mettevo nel cestino di mio figlio quando lo portavo all’asilo e lì veniva servito solo il primo, il secondo era a cura dei genitori.

“Schiscetta, gamella, baracchino, caccavella, chissà quant’ altri nomi ha il vecchio portapranzo degli operai. Ne ho usati per una ventina d’ anni. In fabbrica si poteva metterlo in caldo in un contenitore. In cantiere un po’ prima di mezzogiorno il manovale accendeva un fuoco e sopra ci metteva una gran casseruola con acqua a bollire. I muratori ci calavano il loro pezzo portato da casa. Era un oggetto sacro e un intervallo liturgico, quello di pranzo.  (…. ) L’ apertura del coperchio era solenne. Saliva al cielo profumo che si univa a quello degli altri. «Odore gradito», si legge nella scrittura sacra di quello fumante dagli altari, dritto nelle narici della divinità.  Quello che saliva feriale a mezzogiorno da una tavolata di sconnesse palanche, le assi di abete di 4,5 centimetri di spessore, era altrettanto sacro. Riempiva i corpi svuotati di forza lavoro, riforniva per il secondo tempo. Quando ho iniziato a lavorare in fabbriche, cantieri, gli operai mangiavano robusto e ben condito, aggiungendoci anche il vino. Quando smisi i lavori manuali, gli operai erano a dieta e parlavano con competenza di calorie e di carboidrati. (….) ”       Erri de Luca

Oggi il vecchio portapranzo degli operai di ancora 20 anni fa, quello di Erri De Luca e di tanti ragazzini come mio figlio,  non esiste più nè nella forma nè nella sostanza, sostituito dal un termine molto cool  rispolverato dall’antico termine dialettale : la schiscetta coloratissima e ‘multitasking’

Ma la schiscetta  può chiamarsi anche bento se vuole essere internazionale e con un tocco  ipertecnologico trovi quelli connessi via USB al computer per avere la temperatura adatta

Diventa lunch box nella versione inglese. A me fa tornare in mente un film delizioso e profondo  (di cui parlai a suo tempo) che si svolge in India dove una organizzatissima società  ritira di casa in casa il pranzo caldo, lo consegna sulla scrivania del lavoratore cui è destinato per poi riconsegnarlo da dove era partito: il rischio di errore è scarsissimo

Per i very cool, anzi  coolissimi,  è più calzante  schichic e credo che varrà la pena approfondire questa nuova religione e i suoi contenuti in tutti i suoi dogmi.

Per ora sta diluviando a Roma con molto ritardo sulle previsioni meteo ed io mi accingo a preparare delle volgarissime cotolette di tacchino panate ovviamente diminuendo il danno con una ricca insalata verde…

Domani, lunedì, l’inizio di una nuova settimana, pensateci

Be cool

moderatamente e non vergognatevi dell’avanzino, meglio non sia di lasagna o giù di lì,  pronto sotto la scrivania in un comunissimo contenitore di plastica : il vostro portapranzo.

Buona settimana cari amici

Blue mood

“to feel blue” è una forma idiomatica anglosassone per indicare uno stato di incompiuta tristezza , così come la musica blues, fu nelle sue origini  una musica dolorosa, triste, nostalgica

Poi mi viene in mente il ‘periodo blu’ di Picasso  di quando, erano gli albori del Novecento,  dipingeva utilizzando prevalentemente il Blu in tutte le tonalità e sfumature possibili per esaltare con questo colore profondo quanto il nero  una sua esigenza di interiorizzare il vissuto degli emarginati, degli sfruttati, della solitudine e della mancanza di speranza.     La morte suicida del compagno Carles Casagemas con il quale era partito da Barcellona alla volta di Parigi  pare che fosse stato la causa scatenante della sua depressione.

Dunque la tonalità del blu a cui ci si riferisce in termini di “to feel blue” non è il blu del cielo di una giornata di sole
nè il blu dell’oceano

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ma una tonalità molto più scura, quasi vicina all’indaco

chè il blu scuro favorisce il nostro contatto con le verità nascoste, una comunicazione ‘entre nous’, quasi un tuffarsi nel blu incognito e profondo del mare , in una voragine del nostro vissuto interiore

“Allora baciò la servetta a Bolzano, in una camera della Locanda del Cervo, tre giorni dopo la sua fuga dai piombi (.…)

Ogni tanto tra un bacio e l’altro si guardavano intorno con occhi assonnati, come se sollevassero il capo dalle onde per poi lasciarsi ricadere in basso in quel elemento pericoloso e ristoratore, lenitivo e indifferente, pensando :

‘Forse non è poi tanto orribile sprofondare nel nulla! Forse è quanto di meglio possa offrirci la vita: farsi cullare così e perdere la memoria.’

blu

E  infine la vita  necessita di un blu più chiaro affinchè queste verità possano essere espresse all’esterno  finalmente libere e comprensibili.

La saggezza che emerge dai nostri momenti blu va rischiarata con la luminosità del bianco perchè

La serenità è un esercizio quotidiano di concentrazione .

OOOOO

Le foto: Picasso e Mare di Ponza e Selfportrait di Sherazade

Il brano è tratto dal libro La recita di Bolzano (cap. Il bacio) di Sandor Marai che vi caldeggio;

Keb’ Mo’, nome d’arte di Kevin Moore (Los Angeles, 3 ottobre 1951), è un cantautore e musicista statunitense di musica blues.
Ha vinto tre volte il Grammy Award. E’ stato descritto come il collegamento vivente con il blues del Delta, che seguendo il fiume Mississippi si diffuse in tutti gli Stati Uniti.

vorrei quasi che fossimo farfalle

 

Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d’estate, tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant’anni comuni non potrebbero mai contenere.
(John Keats)

RELAX

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
(Wallace Stevens)

 

Finché l’Estate ripiegherà il suo miracolo –
Come le Donne – ripiegano – le loro Gonne –
(Emily Dickinson)

colours

Un uomo dice un sacco di cose in estate che hanno nessun significato in inverno.
(Patricia Briggs)

.. ma se  le senti da Lucio Dalla, occhi socchiusi, languore alla stomaco in una versione da ‘amatori’…ossignur è proprio estate

fotogafie sherazade, estate 2016

 

Ben venga (il 1) maggio

Ben venga maggio
e ‘l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol l’uom s’innamori:
e voi, donzelle, a schiera 5
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio,
venite alla frescura
delli verdi arbuscelli. … “  Angelo Poliziano VX sec.

Maggio il mese delle rose.  Rose di ogni colore e di ogni fattezza. Delicate,  dal sottile profumo,  bianche virginali,  gialle, screziate;  rose rosse,sfacciatamente impudiche che parlano di desiderio e di passione.  La rosa,  fiore prediletto delle streghe in quanto ritenuta particolarmente idonea a provocare il male a causa della presenza sullostelo delle molte spine;  ma  contemporaneamente la rosa  anche fiore scelto dalle fate  per comunicare felicità e benessere.  Nell’iconografia cristiana la rosa,  per la sua bellezza e la sua fragranza, sta a indicare il Paradiso. 

Bianca

“Che cosa c’è in un nome? Quel che noi chiamiamo col nome di rosa, anche se lo chiamassimo d’un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” William Shakespear

Rose con le spine ad indicare che ogni cosa bella ha un risvolto doloroso da non sottovalutare ma al quale non cedere.

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.”  Antoine de Saint-Exupéry

Ma Maggio  è soprattutto il suo inizio : il primo maggio la Festa dei lavoratori  con la sua connotazione politica che  richiana ad  ‘altre’ Rosa(e).

Rosa Luxemburg (1871 –  1919)   Politica, teorica socialista e rivoluzionaria tedesca

“Non dobbiamo dimenticare che non si fa la storia senza grandezza di spirito, senza una morale elevata, e senza gesti nobili.”

Rosa Parks (1913 – 2005 )  Personaggio simbolo del movimento per i diritti civili. Divenne famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus a Montgomery (Stati Uniti).

«Trovo che se penso troppo ai miei problemi e al fatto che a volte le cose non sono come desidero che siano, non faccio alcun progresso. Ma se mi guardo attorno e vedo cosa posso fare, e lo faccio, progredisco».

Buon Primo Maggio!

MI auto sospendo per qualche giorno. Abbracci colorati

Eastern?

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La colomba è simbolo di pace fin dai tempi di Noè.

La Genesi racconta come Noè inviò proprio una colomba per conoscere in quali condizioni fosse la terra in seguito al diluvio universale e quando questa tornò con un ramoscello di ulivo nel becco decise che si poteva lasciare l’arca.

La colomba col ramoscello di ulivo è stata usata inizialmente come simbolo religioso ed in seguito venne adottato anche come simbolo laico ed a renderlo popolare fu Pablo Picasso.  Infatti nel gennaio 1949 il Partito comunista francese chiede a Picasso un disegno come simbolo del movimento per la Pace e lui  traccia la sagoma di una colomba che ricordava  quelle della sua infanzia a Malaga.

Eastern?

«Un uomo di pace muore/ e un centinaio di guerre cominciano/ Voi continuate a uccidere la gente/ nel suo nome cristiano/ Io credevo che lui dicesse/ Io credevo che lui dicesse/ che è peccato..»

I Jefferson Airplane non furono mai allineati ad alcun potere costituito, Chiesa cattolica compresa: «Easter?» del 1972 volutamente provocatoria. Ossia il concetto di Pasqua con tanto di punto interrogativo.

Con un grande abbraccio e ancora un augurio per tutti noi.