O Coviddi non c’è (*)

(*) frase pronunciata da una   dama  non proprio informata in piena pandemia.

Sono stata ( bonariamente ?) tacciata da madre ‘chioccia inutilmente apprensiva per aver rinunciato a una gita fuori porta preferendo accompagnare il mio bambino ultratrentenne a fare la prima dose di vaccino Pfizer.
A distanza di ore  niente febbre solo un  leggero stordimento, un fastidio al braccio e comunque mi sento più tranquilla a casa.
Da quando è partita la vaccinazione a Roma – Tralasciando inutili polemiche –  le cose sono andate avanti speditamente e devo dire che al parco di Sally dai più giovani ai più anzianotti siamo tutti vaccinati.   Lo stesso vale per le persone che frequento.

Tutto a posto allora? Non dal mio punto di vista.   È ripreso un traffico frenetico,  la gente mi sembra inutilmente incattivita, disabituata a sorridere. . .

Nella  Roma ‘da cartolina’,  magica

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la sporcizia ha riguadagnato i suoi spazi

Dunque no, per il momento io continuerò ad uscire il meno possibile, a starmene in guardino

dove sarete tutte tuttissimi i benvenuti e perché no sorseggiando una fresca Sangria che altro non è  che una ricca macedonia di frutta di stagione : pesche albicocche banane spicchi di arancia il tutto fatto a dadini e affogato in un vino rosso leggero allungato da gazzosa . , , per la ricetta vera di rimando a YouTube! 

Teniamoci strettistrette anzi strettissimi  🥰

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Ieri, un anno fa

“Abolissimo il gelo

l’estate non avrebbe mai termine

che le stagioni muoiano o trionfino

è una scelta nostra.”  Emily Dickinson

Faber est suae quisque fortuna! 

Facile a dire, serve coraggio, oggi, stringere i denti, sorvolare su troppi interrogativi, affidarci.

Un anno,  ieri. E a Roma, una città desolatamente  deserta, il sole riscalda una Primavera anticipata.

Le margherite del parco si aprono  anche per me e non possono non essere accolte con un sorriso .  (oh che melassa !)

That’s all folks!

Teniamoci strettistrette anzi strettissimi ❤

Ah!  Dimenticavo  la canzone

Don’t Let Me Disappear,   Non Lasciarmi Scomparire una esortazione dolorosa con la  quale Ben Harper da’ voce a tutte quelle persone che vivono una solitudine che non hanno scelto e che quindi, col tempo, ha indossato le vesti oscure dell’isolamento e dell’invisibilità

Saluti da Roma

Nulla è  più desolante di questo silenzio forzoso,  di questi grandi spazi vuoti della mia Roma, spesso fin troppo caotica ma viva. Una bellezza vanitosa che si nutre di desiderio, e chiede di essere amata

Parole che non vengono.

Sallyina aspetta la primavera e noi . . .

noi teniamoci strettestretti anzi di più ❤🦋

Routine

Dentro, siamo tutti girasoli dorati. (?)

We’re all
golden sunflowers
inside  😚
(Allen Ginsberg )
Sally lo è  con le sue espressioni buffe,  la sua vitalità, il suo egoismo, anche, nel reclamare quello che la fa stare bene .
Io non ci riesco, riconosco il mio limite.  Non mi sento serena, non riesco. Le ragioni le conosciamo un pochino tutti forse, più semplicemente,  io sto cedendo. E così mi ritiro nel mio guscio,  esco lo stretto indispensabile e… fotografo Sally,
I fiori del mio giardino d inverno
Le mie ccolazioni momento  clou  della giornata
e poi  qualche toccata e fuga per commissioni
Ci sono e non ci sono ma…
Teniamoci strettestretti anzi strettissimi  sempre ❤

Perché Bon Jovi?

“Si è  sempre in cammino verso la persona alla quale si darà un bacio.”

Sandor Marais

Mi sento un po’ come una di quelle bamboline fatte di cenci dei riti voodoo trafitta da spilloni,  il dolore arriva da ogni dove.
Aspetto che torni il tempo caldo degli abbracci dei timidi sorrisi che si schiudono a nuove amicizie il camminare mano nella mano mentre sale gorgogliando una risata.

Perché  Bon Jovi?

Ci voleva una canzone d’amore  una di quelle dolci melodie che arrivano a fine concerto mentre  alte fluttuano le fiammelle degli accendini mentre noi giovani di Allora cantavamo stretti stretti gli uni agli altri senza timore senza mascherine

” Oh I want to be just as close as the Holy Ghost is

Voglio essere così vicino come è lo Spirito Santo

And lay you down on a bed of roses

E stenderti su un letto di rose. “

Teniamoci sstrettistretti  Anzi strettissimi!

The last rose of summer

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L’estate è ormai lontana eppure le mie rose splendono al sole di dicembre.

La ‘Rosa’ è presente anche nella musica classica.

Un caso particolare fu il poema ‘The last Rose of Summer’ (1805) del poeta irlandese Thomas Moore, amico di Byron e Shelley, messo in musica da Sir John Stevenson. Friedrich von Flotow se ne servì nell’opera Martha, messa in scena a Vienna nel 1847. L’interpretazione funzionò e l’opera divenne popolare proprio grazie a questa canzone.

In epoche più recenti, ’The Last Rose of Summer’ è stata riproposta da un gran numero di interpreti fra il gruppo irlandese Clannad e, solo pochi anni fa, dall’ensemble musicale Celtic Woman.

Perdonatemi la lezioncina che ho fatto più che altro a me stessa sollecitata della bellezza della mia rosa incurante di tutto e di tutti splendida splendente al sole Romano di dicembre.

Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi 🌹🌲

Piccole belve crescono

Marielore,  camerunense, arrivata in Italia da oltre 10 anni  per un corso post laurea ha conosciuto mio nipote, si  sono sposati e oggi hanno due bambini : Claudio di 9 anni e Alessia di 4.

Vivono a due isolati di distanza da casa mia ci vediamo spesso e spesso io vado a prendere i due bambini a scuola per andare al parco!

Il quartiere di Montesacro a Roma è un quartiere molto eterogeneo meno problematico di certe borgate  molto degradate e nell’ occhio del ciclone.

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Questa frase violenta  vergognosa inaccettabile retrograda  è stata rivolta proprio a Claudio durante l’intervallo ( in classe ci sono anche un bambino egiziano e due bambini cinesi) !

Un bambino ad un altri bambino.

Piccole belve crescono.

Billie Holiday sentì per la prima volta Strange Fruit al Cafè Society di New York nell’aprile del 1939, ma il pezzo esisteva già nel ’37, l’aveva sritta Abel Meeropol, un giovane insegnante ebreo che l’aveva firmata con lo pseudonimo di Lewis Allan . Il brano è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel Sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili.

E adesso?

Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi💕

love is(not) in the air

Io non so come sia successo ( o meglio credo di saperlo, purtroppo)
ma dopo anni e anni che mi ostino a fermarmi – anche se il semaforo è verde – se la macchina che mi precede non ha superato l’incrocio, al millesimo “E daje!” “Datte ‘na mossa!” “‘nnamo che se fa notte!” … lo ammetto io che sono una che quando inveisce il peggio che dico é IMBECILLE ebbene questa volta inconsciamente ho stretto forte le mani sul volante e tra i denti ho sibilato :

“Ma che CA’ZZO !!!”

Roma è diventata una città invivibile e incivile. L’aria che si respira è carica di tensione, la convivenza spesso degenera in violenza se va bene verbale anche se poi scripta manent!
Sally ne è portatrice sana ! ! !

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Il cielo si è fatto scuro scuro certamente pioverà anche per questo fine settimana…
meglio così ci terremo ancor più strettistretti anzi strettissimi con uno sguardo (ansioso) ai dati elettorali 💙

Preferisco questa versione con piu mortente di Tom all’originale di Neil sorry!Paul Young e voi?

‘Trombare come ricci’ (licenza politica)

 

ll vice presidente del consiglio uno dei due ci ha raccontato che, primo nella storia, con questo sua manovra del reddito di cittadinanza ha sconfitto la povertà.

Un alt(r)o esponente del Governo, perdonatemi non ne ricordo il nome nè sento la necessità di andare a rintracciarlo su Wikipedia, anche lui ha trovato  al suddetto reddito un beneficio collaterale e sarebbe che oltre a stare spiaggiati sul divano con i €750 elargiti  ci scapperebbe anche una pizza e di conseguenza con l’animo più allegro subito a casa a ” tromba come ricci” risolvendo in tal modo pizza dopo pizza anche il problema del calo di natalità… Questo è,  però… fermi tutti!

Se è conclamato l’effetto afrodisiaco del binomio champagne/bollicine e ostriche o crostacei è anche vero che il budget salirebbe.

Ma la pizza, accompagnata da una birra sono fortemente sconsigliate dai dieto-sessuologi perché appesantiscono la digestione come molti altri menù a base di carne fritti o formaggi grassi.

L’alternativa proposta dunque sarebbe ancora più economica di quella suggerita dall’esimio onorevole: Luci soffuse, adagiati sul divano a sbocconcellare tra un bacio e una carezza – Melius est abundare  quam deficere, il disoccupato ha tempo)  una tavoletta di cioccolato perché il cioccolato è il principe degli afrodisiaci. “Ricco di flavanoli e di sostanze antiossidanti che favoriscono la circolazione sanguigna con conseguente beneficio della tonicità dall’organ(ism)o il cioccolato contiene, inoltre, caffeina, serotonina ed endorfine, che influenzano i nostri neurotrasmettitori agendo come stimolanti e che regalano energia, concentrazione, desiderio sessuale e senso del piacere”.

Dunque una cena frugale e l’indispensabile tavoletta di cioccolata… e se avete qualche perplessità vi offro due suggerimenti niente male!

Unione del Loto

Di effusione in effusione, oramai nudi, è la posizione adatta a chi ama i baci e le carezze. I partner si ritrovano faccia a faccia. L’Unione del loto è la preferita dagli amanti. Lui è seduto sul famoso divano, a letto o per terra con le gambe piegate e le piante dei piedi l’una contro l’altra. La compagna siede sopra di lui con le cosce che stringono la sua vita.

La vite intrecciata

Una posizione laterale –  forse abbandonando il divano per un letto può comodo  –  che permette alcune alternative: i partner sono vis-à-vis (ecco un valido motico per evitare cibi pesanti o saporiti) petto contro petto, con le gambe intrecciate. L’uomo piega le gambe ad angolo retto e la donna tiene una gamba distesa tra queste e l’altra piegata attorno alla sua vita. I due corpi sono intrecciati come i tralci della vite, dando un’impressione di intimità e di fusione. (sembra complicata ma..a me non dispiace!)…

“Si può dire che non ci sia nessun individuo sano che non aggiunga al normale scopo sessuale qualche elemento che si possa chiamare perverso; e la universalità di questo fatto basta per sé sola a farci comprendere quanto sia inappropriato l’uso della parola perversione come termine riprovativo.” (Sigmund Freud)

Tuona fortissimo, il meteo racconta di ‘ondate di gelo’ e allora come non mai

teniamoci strettistretti anzi strettissimi

 

 

Tutto è già scritto

Le scritte che ho trovate nel web e un po’ ovunque nelle mie passeggiate per parchi  che vi propongo non sono farina del mio sacco ma le ricette cui ironicamente fanno riferimento le ho tutte sperimentate e sono allettevoli

Il soffritto non è certamente ‘salutare’ ma aggiunge un certo non so che di appetitoso a qualsivoglia sughetto o, perché no ad un secondo.

Solitamente il mio è utilizzato soprattutto per insaporire verdure in padella o, come vedrete sotto, le classiche polpettine.

Preparazione   –  un cucchiaio di olio ‘buono’, cipollotta si stagione, uno spicchio d’aglio a chi piace, peperoncino.  Lasciare sfrigolare qualche minuto senza bruciare e aggiungere il pomodoro.

Le vie del Signore sono infinite ed un orrore di ortografia può portarci alla ricetta di un buon ‘risotto’.

Il mio preferito è senz’altro il risotto allo zafferano con funghi (porcini).

Preparazione   –   Naturalmente i funghi porcini saranno essiccati e dunque è necessario farli rivivere in una ciotolina d’acqua tiepida. La ricetta è quella classica e non…perdo tempo:  il web serve a questo!

Solo un suggerimento ed è quello di non lesinare sullo zafferano che è costoso ma è indispensabile che sia di prima qualità.

Ecco sulle polpettine ‘di pane, ceci e funghi’  voglio darvi una ricetta di stagione molto sfiziosa che aiuta anche a utilizzare per mille pezzetti di pane duro che sbucano sempre dalla credenza.

Preparazione   –   per 4 persone  – 500gr di mane raffermo,  latte, 250gr di ceci (anche in scatola si trovano ottime soluzioni), 3 uova e  3 cipollotti freschi, 2 cucchiai di parmigiano,  e di pangrattatosale e pepe qb.

Per prima cosa ammorbidite il pane nel latte e mettete i funghi a bagno (anche la soluzione dei funghi surgelati non è sbagliata),  tritate i cipollotti, scolate i ceci e frullateli. Trizzate e sbriciolate bene il pane aggiungete i ceci, le uova, i cipollotti, il parmigiano ed i funghi;   impastate dopo avere aggiunto sale e pepe oppure qualche spezia (io di solito aggiungo un po’ di curry). Vi consiglio di mantenere in frigo per una buona mezz’ora il composto perché prenda maggiore consistenza .

Fate le polpette della dimensione che preferite rigiratele, nel pangrattato e mettetele a friggere in olio di semi circa tre minuti per parte.  Fate assorbire l’olio in eccesso e Voilà ! Sappiatemi dire.

 

Abbraccio o sei ‘shots’ di vodka?
Qui il gioco si fa duro perché ho i miei dubbi su chi alla fine riscaldi di più.

Io opterei per entrambi della serie ‘Facciamo del…bene’.

E comunque qualsiasi cosa decidiate di fare, fosse anche una semplice orzata,  rallegratevi col la Sallyina in grande soirée.

Da parte mia che dire se non che vi abbraccio e … teniamoci strettistretti anzi strettissimi.