dolcezza d’Inverno che se ne va

“Niente di che…sì tutto a posto. Ti volevo dire che se passi ti do un bel po’ di kiwi che mi ha portato Saverio.  Mi prenoto per uno dei tuoi vasetti di marmellata!”

Dunque galeotta fu la telefonata.

Perpetrando una ‘regola’ ferrea della mia famiglia io rinuncio, e mio figlio con me, a un quarto d’ora di sonno per fare una buona colazione in tranquillità.  Sapete qual’è per me   quella ideale?

Un bicchiere di acqua naturale con mezzo limone spremuto (per me), cappuccino schiumato ad arte, pane tostato o fette biscottate e marmellata fatta in casa. In alternativa biscotti.

Kiwi! La marmellata di kiwi e mele alla cannella è stata per me una grandissima sorpresa : avevo comprato in una gita a Sperlonga una cassetta di kiwi biologici già un po’ troppo maturi!  Panico… Cosa ci faccio?  La marmellata!?  Cerco in rete e naturalmente trovo molte ricette.  Prendo spunto da alcune e poi vado in automatico seguendo la mia esperienza in fatto di marmellate.

Non arricciate il naso: il sapore asprigno del kiwi  viene mitigato e addolcito dalla mela (o mele) da aggiungere e ne nasce una sensazione di freschezza frizzantina.

La marmellata di kiwi e mele è un evergreen perchè i kiwi si trovano in ogni stagione poichè l’Italia, benchè il frutto sia originario della Cina, ne e la maggiore produttrice mondiale.

Ingredienti per circa 3 vasetti da 250gr :a.

3 mele,  1400 g di kiwi maturi, 1 limone, 700 g di zucchero, una stecca di cannella

Sbucciare le mele eliminando il torsolo; poi i kiwi, eliminando la buccia e la parte bianca centrale. Tagliare la frutta a dadini e mettere tutto in una pentola molto capiente aggiungendo  il succo di limone, mezzo bicchiere di acqua e lo zucchero. Mescolare bene e lascia riposare con il coperchio chiuso per qualche ora.
Fare quindi cuocere la frutta a  fuoco basso per circa un’ora e  controllando di tanto in tanto fino a quando la frutta si sarà ammorbidita.   Per amalgamare ulteriormente la frutta si può utilizzare il miniper fino a quando avrà  raggiunto la giusta densità. Fare cuocere altri 30 minuti e …Voilà… possiamo versare la confettura calda nei vasetti attendendo circa 15 minuti prima di chiudere con il tappo ermetico. Lascia raffreddare tenendo il contenitore capovolto.

Poiché la quantità è irrisoria, il conservo i vasetti direttamente in frigorifero aspettando una ventina di giorni prima di aprirla e congratularmi con me stessa !

Sally è gia pronta… fatemi sapere.

Buona settimana a tutti voi. Teniamoci strettistrettissimi.

Foto sherazade

Virginia (piccole donne crescono)

‘Zia – mi ha chiesto Virginia la mia nipotina di nove anni con la quale in questo ultimo periodo ho passato parecchio tempo – perché la data dell’ 8 marzo per la Festa delle donne?’

‘Presto detto, Virgi!  L’8 marzo 1908, 129 operaie di un’industria di New York rimasero uccise in un incendio, durante uno sciopero di protesta per le condizioni di lavoro indegne a cui erano sottoposte.  Da allora, l’8 marzo è diventata la giornata internazionale dedicata alle donne.’

‘Zia e la mimosa?’

‘Sono state le donne italiane dell’ UDI (Unione Donne Italiane) a eleggere la mimosa “pianta delle donne” soltanto molti anni dopo, nel 1946: si cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della donna del dopoguerra.  La scelta fu quasi obbligata: la mimosa è una delle poche piante a essere fiorita all’ inizio di marzo e, cosa non da poco, aveva, allora,  il vantaggio di avere un costo irrisorio.’

Soltanto qualche giorno fa un  ‘emerito ’ eurodeputato polacco di estrema destra Janusz Korwin-Mikke ha fatto (per fortuna) scalpore per le sue dichiarazioni sessiste e offensive contro le donne.  A conclusione di un suo sproloquio ha detto : “E’ giusto che le donne guadagnino meno di me, perché sono più deboli, più piccole e meno intelligenti… Quindi devono guadagnare di meno, è così e basta”.

E allora amiche mie e amici cari cosa aggiungere se non che la strada è ancora tutta in salita e certamente un giorno è assai poca cosa? Ed io non ho intenzione di mettermi in competizione (che non reggerei) con assai dotti e seri e ponderati articoli sull’argomento?

Beviamoci su!  Per un giorno, è poco! ma già molto,  almeno noi che possiamo, cui è stato concesso, a dispetto di mille ostacoli,  nascere dalla parte ‘migliore’ dell mondo?

Beviamoci su con leggerezza, con la leggerezza che deve anche essere la consapevolezza dell’impegno verso le altre donne, verso le nuove generazioni perché continuino a chiedere e noi a raccontare e fare/aiutare a  mettere da parte idee da Medio -evo e violenza e sopraffazione.

Beviamoci su con un  cocktail, il Mimosa:

Un drink fresco,  leggero a base di succo d’arancia e bollicine, un cocktail internazionale.  Il Mimosa vero e proprio fu inventato da un barman del Ritz Hotel di Parigi nel 1925 che diede a questo nome al  cocktail  perché il giallo oro ricordava nel colore, appunto, la mimosa. Ma la mimosa era già nell’aria perché alcuni anni prima  a Londra era nato un cocktail quasi identico chiamato Buck’s Fizz dal nome del locale in cui era stato ideato!    Questo frizzante long drink in Italia è considerato un aperitivo, ma recentemente con l’avanzare della moda dei ‘brunch’  domenicali, e diventato un’ alternativa briosa al succo d’arancia

Le dosi del Mimosa :

Versare in un flute da champagne,una parte di Spumante Brut e una parte di succo di arancia. Guarnire con una fettina di arancia il bordo del bicchiere. Bere ben freddo.

Buon 8 marzo, Sally vi scodinzola festosamente

se la famiglia è ‘noi’

Il  nuovo disco uscirà il 2 giugno e i Coldplay, per stemperare l’attesa c(f)uriosa  dei fans, me compresa (mi perdoni chi non condivide questo mio lato ‘soft’) , hanno già pubblicato il primo singolo di questo EP.

La canzone si intitola “Hypnotised” e a livello di produzione si allontana  molto dalle sonorità elettroniche che hanno caratterizzato gli ultimi lavori del disco, E’  un brano più acustico, intimista, che ricorda le prime produzioni del gruppo. Il lyric-video di “Hypnotised”, realizzato da Mary Wigmore, ha appena fatto il suo debutto in rete.

Io vi lascio in buona compagnia e mi assento per qualche giorno.

Il fratello ha superato brillantemente l’ operazione ma… resto ‘a disposizione’!

Un grazie sincero per la vostra affettuosa amicizia.  Buon fine settimana

Teniamoci strettistrettissimissimi

mimosally

dedicated to the one I love

Mercoledi 1 marzo – Ore 18.20

Il Paziente rianimato ormai vigile è rientrato in camera. Degenza prevista tre giorni.

Grazie a tutti voi. Teniamoci stretti

💜♬💚🎹💖

Il Termine nefrectomia vuol dire asportazione del rene.

Come viene eseguita l’operazione?
Il paziente è posizionato di fianco, si creano 4 piccoli fori si posizionano i trocars e con il gas si distende la cavità retroperitoneale.
Attraverso i trocars si introducono il laparoscopio, le pinze, le forbici e gli altri strumenti e si inizia il lavoro.
Come primo tempo si identifica il rene e lo si scolla dal muscolo psoas.
Si identifica quindi l’uretere.
Il passo successivo è l’identificazione dell’arteria renale, che viene chiusa con delle particolari clip e poi tagliata con le forbici.
Si identifica e si isola anche la vena renale e chiusa anch’essa con le clip la si taglia.
A questo punto la parte più impegnativa dell’intervento è fatta.
Si isola completamente il rene dal peritoneo posteriore.
Si seziona l’uretere dopo averlo clippato.
Si posiziona il rene in un sacchetto di plastica e lo si estra e attraverso un piccolo taglio.

Keep your finger crossed tomorrow.

Valentino sì e no

San Valentino

Happy Valentine

Le donne non si picchiano neppure con un fiore…

E’ di qualche giorno fa questa notizia:

“Milano – Studentessa molestate e aggreddita in treno: spunta la pista della rappresaglia”.

“Gli inquirenti pensano che l’aggressione sia stata messa in atto da qualcuno che la 15enne avrebbe respinto sui social.”

È stata dimessa ieri sera dall’ospedale,la studentessa di 15 anni aggredita  e picchiata da due giovani stranieri (che siano stranieri e di colore aggiunge una nota ‘colorata’ in più e purifica la coscienza dei molti)   mentre si trovava da sola nell’ultimo vagone del treno della linea Milano-Mortara, nel primo pomeriggio di giovedì al rientro dalle lezioni.

Insomma, solo per ricordarci che non basta una idilliaca serata, anzi forse basta e fa bene al cuore, ma senza perdere mai di vista oltre all’amore il rispetto reciproco  e l’amorevolezza di ogni giorno.

sherazade. Teniamoci stretti

 

 

Stay Human

Piazza della Minerva è una piazza del  centro storico di Roma , nel rione Pigna, ed situata in prossimità del Pantheon.

Il nome Piazza della Minerva deriva dall’originaria esistenza in questo luogo di un tempio fatto erigere da Gneo Pompeo Magno e dedicato appunto a Minerva Calcidica, la cui statua  oggi si trova in Vaticano.

La basilica di Santa Maria sopra Minerva, baricentro dell’intera piazza, era già citata nel VIII secolo  col nome di (ecclesia) “S. Mariae in Minervio”

Al centro della piazza, e voltando le spalle al convento dell’Inquisizione, si trova fin dal 1667 l’elefantino del Bernini, sormontato da un piccolo obelisco, scavato nel chiostro e proveniente dall’Iseum Campensis santuario dedicato alla dea Iside e al suo consorte costruito a Roma nel Campo Marzio.tra il 43 e il 23 a.C.

Penso che tutti i media abbiano riportato l’ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni di questa città meravigliosa che è Roma al di là delle sue disfunzioni e delle diatribe politiche.    Questa volta a farne le spese è stato l’Elefantino di Piazza della Minerva ritrovato con una zanna spezzata, per nostra fortuna, prontamente ‘rabberciata’ nell’arco di pochissimi giorni.

Un danno che questa volta mi ha doppiamente e personalmente colpito al cuore e che, sempre più spesso, guardando al degrado generale delle azioni così come dei sentimenti mi fa quasi essere ‘felice’ che mia madre non ci sia più.

Perché adesso? Cosa c’entra con l’Elefantino e Piazza della Minerva mia mamma?   Era nata a Roma, è vero ma mia  mamma nel 1946

si era sposata a Santa Maria in Minerva e la narrazione di questo suo momento da favola era ricorrente ogni volta che insieme a braccetto o di corsa, io sempre indietro  e col fiato corto,  attraversavamo la piazza.

Vandali senza memoria della bellezza, senza cultura per il bello.     Come si può vivere?

Stay Human