Una risata li seppellirà

Oggi un gommone con 20 persone a bordo è affondato nel nostro Mediterraneo e la Marina militare è riuscita a salvarne soltanto tre.

“There’s nothing
that a hundred men or more could ever do
I bless the rains down in Africa
Gonna take some time to do
the things we never had”


Alcuni giorni fa la ballerina show girl (attempata) Lorella Cuccarini nel fare il suo endorsement alle politiche di Matteo Salvini tra l’altro ha gratuitamente affermato che ” gli uomini sono più predisposti a stare ai vertici”.

Le donne dunque per contrappeso  dovrebbero essere maggiormente predisposte all’ amorevolezza e all’accoglienza

Così non è, almeno non sempre, ascoltando la cinica  analisi sul Global Compact  di Giorgia Meloni, una donna politica e madre che ritiene inammissibili certi migranti lascino il patrio suolo “perché je va’ “.

Queste affermazioni sono talmente assurde da rasentare il ridicolo E hanno dato spunto a molte interpretazioni musicali una più esilerante dell’altra e dunque mi viene da dire se non fosse tragicamente tutto vero ci sarebbe di che ridere di cuore.

Buona domenica tutte/i noi e…
Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi

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stolpersteine

“Stolpersteine” ovvero le pietre d’inciampo.
Dal 1995 l’artista tedesco Gunter Demnig, installa delle pietre della memoria, della dimensione di un sampietrino, su cui è posta una targa d’ottone con un nome per ricordare i caduti del nazzi-fascismo. L’iniziativa è partita a Colonia e sono ad oggi state installate 50.000 pietre d’inciampo in tutta Europa. L’obiettivo di questo artista è collocare un sampietrino per ogni vittima della deportazione.

Nel 2012 alcune delle pietre d’inciampo sono state installate nel popolare Rione Monti a Roma in Via della Madonna dei Monti e in Via Urbana.

Oggi il 10 dicembre dovrebbe essere ricordato, posto alla cima dei nostri pensieri, come la Giornata mondiale dei diritti umani.

Già! ma non bisognerebbe ricordarsi di essere ‘umani’ consapevoli, compassionevoli, gli uni verso gli altri tutti i giorni dell’anno?

E allora questo sarebbe il giorno nel quale fare un esame di coscienza e domandarci che cosa abbiamo fatto noi – singolarmente – per dare umanità al nostro quotidiano in un momento in cui, almeno io, mi sento accerchiata e nello stesso tempo estranea a quanto, il molto, che mi circonda.

Avere rubato durante la notte alcune pietre dell’ inciampo, una ennesima violenza alle vittime ebree, è una cosa obrobriosa sia che sia stata una bravata sia che vi fosse un ‘nascosto’ messaggio intimidatorio fomentato da una politica brutale e disUMANA.

Il mio albero di Natale e di fronte a me. Il riverbero luminoso delle sue luci intermittenti mi ricordano che sono qui a scrivere quasi a pontificare…eppure avrò bene il diritto, il mio diritto umano, di essere molto triste?
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Teniamoci più che mai strettistretti anzi strettissimi 🌲🌲🌲🌷🌿

quelli che … (oggi)

 

«In Italia, la strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come» Pier Paolo Pasolini  nasceva oggi nel 1922

Dove sono io?

Contemplando i musi dei cavalli e le facce della gente,
tutta questa vita correre senza rive sollevata dalla mia volontà
e che corre a precipizio verso il nulla
nella steppa purpurea del tramonto
spesso penso: dove sono IO, in questa corrente?”
Gengis Kahn

Dove siamo noi, ma in fondo noi cosa possiamo? Non siamo statisti.
E’ una domanda che dovrebbe riguardare i Gengis Kan della politica che tuttavia pare non se la pongano o comunque l’ affrontatino con pressapochismo o con l’idea cinica che i morti, sempre più numerosi, alla fine non abbiamo diritti.
Questo mare nostrum diventato una grande fossa, come possiamo ancora pensare di tuffarci ridendo senza sentirci come un cane in chiesa.
”Una tragedia epocale, trafficanti sempre più crudeli” Troppo comodo e facile trovare subito nell’ altro, altrove, il colpevole. Settecento tra donne uomini e bambini consapevoli dei rischi che correvano ma altrettanto consapevoli che la fuga era l’ultima possibilità per salvarsi da una morte sicura nelle loro terre.

“Indignarsi non basta”
«Bisogna costruire una relazione condivisa, attiva» dice, e aggiunge: «Valuto molto più forte il rischio che i sentimenti dell’indignazio¬ne e della speranza restino, come tali, inefficaci, in mancanza di una lettura del mondo e di una adegua¬ta pratica politica che dia loro corpo. Che l’indigna¬zione possa supplire alla politica e, in primo luogo, alla creazione delle sue forme efficaci è illusorio»

Pietro Ingrao ha compiuto 100 anni il 30 marzo e l’autore del testo ‘ Indignarsi non basta’ Stéphane Hessel di può dire che sia un suo coetaneo.

Rottamare? Si può rottamare il pensiero? Solo gli sciocchi lo fanno.

corona

Strange fruits vs Immagine

Non soffro di disturbo bipolare per cui sono allegra e prostrata allo stesso tempo. E’ che nulla intorno a me mi dice che ci sia stata una soluzione possibile per i morti ammazzati, per i disperati, per chi insegue un sogno che disegna ‘solo’ la libertà dalla paura.
Sherazadeconabbracciocircolare

 

Strange fruits vs Immagine

Abel Meeropol  scrisse con Billie Holyday  

“Strange Fruit”  seduti al  tavolino di un bar  “con ancora negli occhi la fotografia del linciaggio di due neri delle piantagioni del Sud’.

Una sera, il  giornalista Harry Levin  ascoltando  Billie Holyday cantarla, si senti improvvisamente accomunato a un generale, forte e nello stesso tempo confuso,  sentimento di impotenza dolorosa che aleggiava nella sala  e addebitò questo stato d’animo al momento storico che l’America stava vivendo: “Noi eravamo li, storditi ed incapaci di muoverci. Lei ci mise in contatto fisico con quella canzone. Nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, mentre stavamo combattendo per riportare la libertà (e la ‘democrazia’ aggiungeremmo oggi),  Billie ci stava dicendo che c’erano alcune cose incompiute con le quali l’America doveva confrontarsi.”

Nell’euforia dei primi mesi del nuovo millennio,  stilando una graduatoria sulla più bella e significativa canzone del novecento,  ilTime identificava in  “Strange fruit” di Billie Holiday  il “monumento musicale”  del secolo discostandosi nettamente  da un sondaggio a tappeto che aveva, invece, optato per “Imagine” di John  Lennon.

Io sono per “Strage fruit” e con il Time  attonita per il feroce parallelo con l’attualità (che simbolicamente mi riporta a Rosarno alla raccolta delle suoi rossi frutti, per molti unico cibo per giorni e giorni di guerriglia sanguinaria) di quelle strofe: “Gli alberi del Sud danno uno strano frutto, /Sangue sulle foglie e sangue alle radici, /Neri corpi impiccati oscillano alla brezza del Sud, /Uno strano frutto pende dai pioppi/…..Profumo di magnolie, dolce e fresco, /Poi improvviso l’odore di carne bruciata…”

E guerra sia!  Ogni giorno la scatola dei sogni fittizzi, si lascia sfuggire notizie di soldati dilaniati (i nostri eroi)  di ‘civili’, numeri grigi non meglio quantificati che fuggono o guardano muti al di là del filo di ferro che – ci vuole coraggio, – si chiama ‘campo profughi’.

Terre, città rase al suolo, nessun deodorante al profumo di magnolia a coprire il lezzo di sempre nuovi  corpi martoriati, anime senza speranza, per buona pace delle ricche democrazie e dei  (pre)potenti della terra.
http://youtu.be/tqbXOO3OiOs
 (La versione della canzone che vi propongo è di Nina Simone, una grande artista che l’ha cantata con altrettanta passione.

sherazade2011

identificava in

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Mahatma Gandhi

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva il Mahatman Gandhi.
Pare facile!?

Non esiste un invito più calzante nei nostri travagliati giorni per riuscire a contrastare la forza involutiva, egoistica, accentratrice di quanti (politici e non) restano ancorati alla vecchia dicotomia tutto bianco o tutto nero.

Chi evolve, è aperto al nuovo, esplora, crea, promuove azioni positive da condividere.
Essere ‘il cambiamento’ – oggi – significa agire nell’interesse di tutti; cambiare non è appannaggio di uno sparuto gruppo di presentabili, disfattisti ad oltranza.

Semplicità nelle competenze perché anche la gestione della res publica necessità di competenze, ma anche umiltà nel confronto, diventano, qui e ora, necessari per rianimare la fiducia di quanti (tanti) non si riconoscono più nel potere politico fine a se stesso.

Il silenzio è d’oro

Mi sono sposata civilmente quando mio figlio aveva sei mesi perché, contrariamente al solito, è stato il mio compagno a sentirne la necessità ed insistere nonostante avesse riconosciuto il bambino e vivessimo insieme dalla sua nascita.  A me sarebbe bastato che mio figlio avesse un nucleo famigliare sereno e un padre. Figuriamoci il matrimonio religioso.
Glissando signorilmente sulla separazione a distanza di appena un anno per svariate motivazioni,  le battaglie legali per ottenere il contributo di mantenimento del bambino,  la richiesta di dare continuità e riferimenti ad un rapporto altalenante, e da lì a breve il disinteresse e la totale sparizione, bene, dall'evidenza di questi fatti ho tratto la conclusione che il matrimonio non è un valore aggiunto vincolante nè affettivo nè economico nei confronti dei figli. Salvo eccezioni.

Che ognuno poi nonostante l’evidenza, di fronte a un’improvvisa folgorazione scelga l’altra metà della sua mela e voglia credere che sarà tutto diverso, ebbene questa possibilità non puo’ essere negata.

 

Massimo D’Alema – che dovrebbe cominciare davvero a stare zitto e ciancicarsi sette volte i peli del baffo prima di parlare – D’Alema il pensatore ha esternato il suo leader maximo pensiero (poi subito ri-manipolato, del resto così fan tutti) sul matrimonio gay inaccettabile perchè “…come previsto nella Costituzione è l’unione di persone di sesso diverso finalizzato alla procreazione”.

Clap clap clap.

Ora, che il mondo intero si è (stra)volto cercando, certo con qualche fatica, un equilibrio diverso e più consono ai cambiamenti,  se nel secondo millennio una coppia gay (o lesbica) volesse sposarsi in chiesa con abito bianco e santa messa io timidamente direi che son fatti della Chiesa riconoscere o meno quell’unione.
La religione è un dogma: è così e basta.
Ma se nell’Italia repubblicana e laica, al funzionario del comune una qualsiasi coppia gay, bianca, gialla o nera, giovane o ottuagenaria,  chiedesse di essere sposata (intendendo per matrimonio quell’insieme di doveri e diritti reciproci) a che titolo il  funzionario del comune dovrebbe rifiutarsi? Perchè non procreano?
E' necessario modificare la Costituzione? 
Mai come in questo momento plaudo a Nanni Moretti e alla sua esortazione.
 
D’Alema, dì qualcosa di sinistra!”
 Dico io ma… i Dico?

 

Ps. L'Italia è un paese di santi e navigatori, sopratutto di turisti ad hoc su vasta scala, dalle cliniche spagnole per la fecondazione assistita,  tutta Europa per il fine vita, per il matrimonio gay, senza escludere i viaggi della speranza per cure mediche che qui costerebbero l'inverosimile.
Noi siamo in Europa solo quando fa comodo all'establishment e per il resto
si salvi chi puà?