Lenta la neve fiocca

Eccola che scende. . . La neve copre il giardino

 

Con il Burian anche tanta neve.

Si chiama Burian e NON Buran, perché viene dal greco BoreasΒορέας e infine dallo slavo Borja. L’italiano ha origini greche e latine. Utilizzato raramente il termine Buriana: qualcosa di travolgente.

Neve al Nord, specie Milano, Emilia R. e al Centro, anche a Firenze.    Sicuramente a quest’ora molti di voi potranno confermare.     Fiocchi a Roma in nottata e qui vengo chiamata in causa….  Saprò dirvi.

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Da Lunedì NEVE da Rimini ad Ancona, Pescara, al mattino ,parrebbe, di nuovo anche a Roma.  Chissa se riusciremo a sciare dinuovo a Monte Mario eccitati tutti: niente lavoro, niente scuola ma a tirarci palle di neve a chilometro zero.    60 ore di neve su Marche e Abruzzo.     Gioved’ 1 marzo neve diffusa.

Purtroppo nin finirà tanto facilmente perchè dopo il Burian sarà il gelo con punte di -10 anche in pianura.

Come ho scritto rispondendo a Keypaxx siamo tutti noi molto fortunati: abbiamo un tetto sulla testa e anche un certo calore. Un brivido e un forte senso di disagio vi arriva con le immagini di quella parte di Italia ancora ‘terremotata’ nei prefabbricati pressocchè isolati.

Perché in Italia è così difficile stare al passo, e  non è mai possibile prevenire disastri peggiori.         Me lo chiedo spesso senza avere risposte.    Me lo chiedo anche guardando alle promesse, alle cornucopie immaginifiche dei molti partiti italiani.

Votare voterò, votar bisogna…

Il 4 febbraio 2012  Roma viveva l’ultima grande nevicata,  almeno a tutt’oggi.  Un evento eccezionale che ricordo con particolare suggestione.  Iniziò a nevicare la sera del 3 febbraio, e il 4 mattina Roma si risvegliò completamente imbiancata  oltre 30cm nella zona nord: la mia.

Il giardino sembrava un piccolo mondo incantato e Sally ah!  Sally e la sua prima neve e all’ incontro con quel soffice manto bianco era come impazzita.

Perché non proviamo noi a darci notizie?  Per esempi non viene menzionata la Sardegna e qui potrebbe aiutarci .marta.

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molestie ambientali *(quando il sole brucia?)

*avv.  Giulia Bongiorno

Ofelia Con chi potrebbe meglio accompagnarsi
la bellezza, se non con l’onestà?
Amleto Oh, sì! Ma la bellezza ha tal potere
da far dell’onestà la sua ruffiana,
più di quanto non possa l’onestà
fare a sua somiglianza la bellezza.
Questo un tempo pareva un paradosso,
ma ora i tempi provano che è vero.

“Ma la bellezza ha tal potere…”

Quando tutto quello cui sottendo sarà affrontato e  discusso seriamente senza clamori e con il rispetto dovuto a una moltitudine di donne che non hanno palcoscenico né voce… allora sarebbe Buona cosa affrontare alla radice non già il (fantasioso) abuso ambientale ma i rapporti affettivi che costituiscono la trama del nostro tessuto sociale.

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Virginia (piccole donne crescono)

‘Zia – mi ha chiesto Virginia la mia nipotina di nove anni con la quale in questo ultimo periodo ho passato parecchio tempo – perché la data dell’ 8 marzo per la Festa delle donne?’

‘Presto detto, Virgi!  L’8 marzo 1908, 129 operaie di un’industria di New York rimasero uccise in un incendio, durante uno sciopero di protesta per le condizioni di lavoro indegne a cui erano sottoposte.  Da allora, l’8 marzo è diventata la giornata internazionale dedicata alle donne.’

‘Zia e la mimosa?’

‘Sono state le donne italiane dell’ UDI (Unione Donne Italiane) a eleggere la mimosa “pianta delle donne” soltanto molti anni dopo, nel 1946: si cercava un fiore che potesse celebrare la prima Festa della donna del dopoguerra.  La scelta fu quasi obbligata: la mimosa è una delle poche piante a essere fiorita all’ inizio di marzo e, cosa non da poco, aveva, allora,  il vantaggio di avere un costo irrisorio.’

Soltanto qualche giorno fa un  ‘emerito ’ eurodeputato polacco di estrema destra Janusz Korwin-Mikke ha fatto (per fortuna) scalpore per le sue dichiarazioni sessiste e offensive contro le donne.  A conclusione di un suo sproloquio ha detto : “E’ giusto che le donne guadagnino meno di me, perché sono più deboli, più piccole e meno intelligenti… Quindi devono guadagnare di meno, è così e basta”.

E allora amiche mie e amici cari cosa aggiungere se non che la strada è ancora tutta in salita e certamente un giorno è assai poca cosa? Ed io non ho intenzione di mettermi in competizione (che non reggerei) con assai dotti e seri e ponderati articoli sull’argomento?

Beviamoci su!  Per un giorno, è poco! ma già molto,  almeno noi che possiamo, cui è stato concesso, a dispetto di mille ostacoli,  nascere dalla parte ‘migliore’ dell mondo?

Beviamoci su con leggerezza, con la leggerezza che deve anche essere la consapevolezza dell’impegno verso le altre donne, verso le nuove generazioni perché continuino a chiedere e noi a raccontare e fare/aiutare a  mettere da parte idee da Medio -evo e violenza e sopraffazione.

Beviamoci su con un  cocktail, il Mimosa:

Un drink fresco,  leggero a base di succo d’arancia e bollicine, un cocktail internazionale.  Il Mimosa vero e proprio fu inventato da un barman del Ritz Hotel di Parigi nel 1925 che diede a questo nome al  cocktail  perché il giallo oro ricordava nel colore, appunto, la mimosa. Ma la mimosa era già nell’aria perché alcuni anni prima  a Londra era nato un cocktail quasi identico chiamato Buck’s Fizz dal nome del locale in cui era stato ideato!    Questo frizzante long drink in Italia è considerato un aperitivo, ma recentemente con l’avanzare della moda dei ‘brunch’  domenicali, e diventato un’ alternativa briosa al succo d’arancia

Le dosi del Mimosa :

Versare in un flute da champagne,una parte di Spumante Brut e una parte di succo di arancia. Guarnire con una fettina di arancia il bordo del bicchiere. Bere ben freddo.

Buon 8 marzo, Sally vi scodinzola festosamente

La vita è altro

(Rigopiano) La funzionaria che ricevette la telefonata di allarme e  che  confuse la slavina sull’hotel Rigopiano con il crollo di una stalla di pecore lì vicino e chiuse la telefonata in modo sbrigativo  con un :  “Senta, ho da fare… Arrivederci” si è autoassolta :  “Ho ignorato l’allarme? L’importante è avere la coscienza a posto”.

Maltempo/##Rigopiano, Vigili fuoco: trovati 10 superstiti, 5 già ricoverati
Non voglio parlare e aggravare il mare, oceano, di parole che stanno montando di secondo in secondo. Questa necrofilia e amore per lo sconquasso, questo ‘smutandare’ i sentimenti più profondi che albergano nell’animo umano: tutto viene smontato e ricostruito come un puzzle infinito ad uso di palinsesti che per loro fortuna (auditel)  in Italia campano alla grande sulle disgrazie di questo povero nostro Paese.
Visi rigati dalle lascrime, con il loro italiano dialettale stentato e umile, catapultati nei vari talk-show. Ieri sera, mi pare, “ospiti” anche i tre cuccioli di pastore maremmano recuperati vivi dall’albergo!
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Non era questo che mi ha colpito sopra ogni cosa ma quella impavida asserzione
“L’importante è avere la coscienza a posto”
di fronte, fosse anche solo un dubbio di  responsabilità,  a una tragedia sottovalutata e chissà perché – o anzi forse sì perché ricorrono i giorni della Memoria –  ho pensato ad Hannah Arendt che seguì a Gerusalemme per il New Yorker le 160 sedute del processo a Adolf Eichmann,  a quanto controversa la sua tesi, e quanto dovette patire per la sua asserzione sulla ‘banalità del male’  e in effetti (fatte le dovute proporzioni, naturalmente mantenendo il principio)  l’idea che il male perpetrato da Eichmann – come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili della Shoah – fosse dovuto  “non ad un’indole maligna, ben radicata nell’anima quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni.”
Dunque questa ìbanalità’ non si potrebbe addebitare anche a chi per ignavia o supponenza si rende ‘mezzo’ e complice di tragedia come quella avvenuta a Rigopiano? Ah i posteri! E possibilmente le ardue sentenze arrivassero in tempi brevi…
Se davvero tutto è diventato talmente liquido da privare le coscienze della loro ragione d’essere mi dite che razza di bestie abbiamo partorito?

Noi donne

Torino – Assediato dai debiti uccide la moglie a martellate e poi si impicca.

Femminicidio, in Italia uccisa una donna ogni tre giorni

 La Cattiva notizia e che nel 2015 sono state 128 le donne uccise in Italia, prevalentemente dal marito o dal compagno.  La buona che il dato è in calo del 6,57 per cento rispetto al 2014, quando si contavano otto omicidi in più.

I dati del Viminale, aggiornati al 22 dicembre2015,  evidenziano che sui 411 omicidi totali nel nostro Paese, il 31,13% vede come vittime donne.        Questa  tuttavia  è solo la punta dell’iceberg perché  prima di arrivare all’omicidio si registrano  :

6.945 atti persecutori a danno delle donne,

3.086 casi di volenza sessuale e ben

6.154 casi di percosse.   Inoltre sempre nel 2015 si sono verificati

1.198 ammonimenti del Questore (in calo del 3,68% sul 2014) e

217 allontanamenti (-16,54%)

Presto la mia collaborazione gratuita da molti anni ad un Centro antiviolenza e posso dire che molte delle donne che arrivano da noi lo fanno quasi sempre  piene di vergogna e con un senso di colpa dopo anni di vessazioni psicologiche e fisiche sempre più gravi.         Moltissime donne tacciano e subiscono violenze fino a quando non vengono ammazzate. Ma in molti casi è solo con la morte che emerge un pregresso di  anni e anni di vero e proprio martirio.  Un martirio che assai poco ha a che fare con la  beatificazione postuma  ma che viene subito nel tentativo di salvaguardare i figli o  ricucire con proprio uomo un rapporto ormai degradato a una sorta di sindrome di Stoccolma.

Eppure  alcuni osservatori non esiste alcuna emergenza, anzi, è “propaganda”.

collarinoME!

Linda Laura Sabbadini ex dirigente  responsabile  del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’Istat sino all’Aprile 2016 all’interno di una intervista dice:

domanda :  Cosa risponde a coloro che obiettano che gli uomini vengono comunque uccisi in misura maggiore delle donne?

“Che è vero e non solo in Italia. Ma gli uomini vengono uccisi da altri uomini per motivi differenti, spesso per criminalità organizzata. Le donne, invece, vengono uccise in quanto donne, mogli, fidanzate, ex compagne. Per contro la percentuale di uomini uccisi dalle loro compagne o ex compagne è bassissima. Per questo dobbiamo parlare di un fenomeno fortemente connotato e strutturale che trae le sue origini dallo squilibrio nei rapporti di genere.”.

Non è un post allegro per augurarvi un buon fine settimana e me ne scuso però quando sento qualcuno asserire che noi donne siamo ‘piagnucolose’ e pretestuose e che abbiamo chissà quanti vantaggi e  che alla fine poveri uomini! Anche loro hanno i loro bei problemi di sopravvivenza,  allora mi sento ribollire.

Perché non amarsi senza ruoli nel rispetto reciproco?

Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo
questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e
non lasciarmi andare… mai…
(Herman Hesse)

foto sherazade2011

Un sabato romano

E in questo sabato qualunque un sabato italiano
il peggio sembra essere passato
la notte è un dirigibile che ci porta via lontano.
(Sergio Caputo, Un sabato italiano)

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La colazione è il pasto più importante della giornata:  dà energia, vitalità, concentrazione

e se fotografata bene almeno 100 “mi piace”.

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E’ ovvio che che di primo mattino (forse) non faccio una grande impressione…

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Chi ha tempo non aspetti tempo..

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Camminare e odorare in ogni angolo del Parco delle Valli è una gioia da non perdere

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…che però mette un grande appetito e se qualcuno lo dimenticasse

la Sallyina ha buone capacità comunicative.

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Il mattino ha l’oro in bocca e con questo  mio dolce cuore che vi consegno vi auguro un

Sereno fine settimana con un abbraccio e sperando di avervi fatto sorridere 🙂

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foto sherazade,    (pessima riproduzione di WP)

Mio fratello che guardi il mondo

Avevo in mente una deliziosa ricetta fresca fresca perché qui a Roma il tempo si è messo al molto bello e viene voglia diccose stuzzicanti…  Rimandiamo perché un ronzio occupa la mia testa da un paio di giorni e devo sapere cosa ne pensate voi.

Mi giunge notizia di un nuovo follower  su Twitter. Bene,  mi fa piacere perché per seguire me che sono abbastanza incostante ci vuole coraggio.  Vado a vedere il profilo e la pagina del baldo giovinotto del 1992  e sì, insomma leggo:

“Pretendo per tutti noi un’#Italia migliore, forte, giusta, onesta, sicura, meritocratica. E voglio crearla, arrestando crisi e decadenza.”

Idee chiare che esprimono buona volonta e determinazione.  Vado oltre ed ecco una sua risposta ad un altro tweet:

“Chi è quello scemo che sceglie di combattere per il proprio Paese quando all’estero gli danno vitto e alloggio gratis?”

Non mi sento di tacere e controbatto:

reny ‏@renyrome  1 lug   “Forse non  le donne forse i bambini forse i vecchi forse i perseguitati? Brutta bestia il qualunquismo..”

 

@renyrome     “Il qualunquismo lo fa lei. Son tutti vecchi, tutti bambini o donne? A me non pare. Non dimentichi, esistono donne combattenti”

‘Esistono le donne combattenti’! Ecco cosa mi era sfuggito o cosa sfugge ai più,  le donne combattenti. Purtroppo noi, in Italia, siamo più avvezzi alle donne combattenti tra le lenzuola dei potenti o dei taroccati piuttosto che a quelle col kalashnikov.

Noi siamo ancora in grado, per nostra fortuna, di piangere una  singola donna oltraggiata dal ‘suo’ uomo proprio perché non ha saputo combattere.

Ora questo scambio  ad alto livello avveniva tra gli ultimi due gravi atti terroristici quello all’aereoporto di Istambul ( poca roba ormai siamo abituati ai morti al sangue, alla disperazione, alla paura…quella degli altri, all’ora di cena, prime time).

 

E’ possibile un mondo diverso? Questo mi sto chiedendo da tre giorni se il pensiero striscinate che si insinua è ‘restatevene a casa vostra, furbastri?

E  provocatoriamente penso anche ai nostri giovani, ai tanti  ‘cervelli in fuga’ che supportati dalle proprie famiglie partono a cercare il loro futuro altrove, non si può dire anche per loro che sono dei codardi e che dovrebbero restare e ‘combattere’ per la loro Patria?