Piccole belve crescono

Marielore,  camerunense, arrivata in Italia da oltre 10 anni  per un corso post laurea ha conosciuto mio nipote, si  sono sposati e oggi hanno due bambini : Claudio di 9 anni e Alessia di 4.

Vivono a due isolati di distanza da casa mia ci vediamo spesso e spesso io vado a prendere i due bambini a scuola per andare al parco!

Il quartiere di Montesacro a Roma è un quartiere molto eterogeneo meno problematico di certe borgate  molto degradate e nell’ occhio del ciclone.

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Questa frase violenta  vergognosa inaccettabile retrograda  è stata rivolta proprio a Claudio durante l’intervallo ( in classe ci sono anche un bambino egiziano e due bambini cinesi) !

Un bambino ad un altri bambino.

Piccole belve crescono.

Billie Holiday sentì per la prima volta Strange Fruit al Cafè Society di New York nell’aprile del 1939, ma il pezzo esisteva già nel ’37, l’aveva sritta Abel Meeropol, un giovane insegnante ebreo che l’aveva firmata con lo pseudonimo di Lewis Allan . Il brano è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel Sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili.

E adesso?

Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi💕

Se son rose. . .

Greta Thunberg  e il premio Nobel per la pace. La pulzella di Stoccolma prima paladina per la terra e il riscaldamento globale?!

Non è proprio così!

Severn Sazuki, una giovanissima studentessa canadese,  all’età di 9 anni , mentre frequentava la scuola elementare Lord Tennyson, fondò l’Environmental Children’s Organization (ECO), un gruppo di bambini interessato a sensibilizzare i propri coetanei verso le problematiche ambientali.
Nel 1992, all’età di 12 anni,  raccolse fondi sufficienti per partecipare al Vertice della Terra a Rio de Janeiro per squadernare le questioni ambientali dal punto di vista dei giovani. Anche lei fu invitata a parlare alle Nazioni Unite.
Il video di quel discorso suscitò grande interesse e scosse le coscienze.

Se avete tempo e voglia vi consiglio di utilizzare Wikipedia per leggere la biografia di Severn Suzuki che continua attivamente il suo impegno  in campo ambientalista, mentre oggi  tutti i iiflettori sono puntati sull’astro Greta, ragazzina sedicenne, svedese,   afflitta dalla sindrome di Asperger, genitori colti e facoltosi a supportarla con i riflettori  giusti, ammettiamolo!
.
Greta l’abbiamo conosciuta circa un anno fa quando il suo visetto comincio ad apparire in ogni dove manifestando la sua tenacia nel combattere  in nome dei giovani per la salvaguardia della terra e del loro futuro.

Oggi in diverse città italiane migliaia di studenti sono scesi in piazza per il Climate Strike, lo sciopero per il clima ideato da/e nel nome di Greta Thunberg,

Tutto questo clamore mediatico chissà perche non mi convince del tutto (Beati quei popoli che non hanno bisogno di eroi).
Se son rose fioriranno.

Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi 🌹

‘Beautiful Boy’ è un film drammaticamente bello del 2018, uscito a giugno in Italia; diretto da Felix van Groeningen, con Steve Carell e Timothée Chalamet. Um pugno allo stomaco ma di quelli che servono a tirare fuori il rospo.

W l’Italia viva

   “Noi tutti siamo viaggiatori e cerchiamo l’Italia.”

“Conosci la terra dei limoni in fiore,
dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure,
dal cielo azzurro spira un mite vento,
quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso,
la conosci forse?
Laggiù, laggiù io
andare vorrei con te, o amato mio!.”

” Senza la Sicilia, l’Italia non lascia traccia nell’anima: qui si trova la chiave di tutto.”

” Sì, posso dire che solamente a Roma ho sentito che cosa voglia dire essere un uomo. Non sono mai più ritornato a uno stato d’animo così elevato, né a una tale felicità di sentire. Confrontando il mio stato d’animo di quando ero a Roma, non sono stato, da allora, mai più felice.”

Roma al tramonto

L’Italia (Viva) è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida, e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.”

Wolfgang Goethe compie il suo viaggio in Italia dal 1786 al 1788 e fa il suo resoconto in questo libro dove scrive lettere usando un falso nome, sotto il fascino che il mito di viaggiatori e viaggiatrici antichi esercita sul suo animo irrequieto.

(*)  Italia viva, così è nato il nome del nuovo partito di Renzi: un misto tra De Gregori, Veltroni e rottamazione.

La Leopolda della «rottamazione», per intendersi. «Italia viva» è il titolo di un album di De Gregori, e così, partendo da quel 33 giri, lo slogan dell0a Leopolda diventa: «Viva l’Italia viva», sottotitolo:
 «Il meglio deve ancora venire» !

Spero che ognuno di noi intenda questa pre(o)messa nel migliore dei modi anche se tutti ricordiamo il famoso “Stai sereno” all’ indirizzo dell’allora presidente del consiglio Enrico Letta dunque  nel mio piccolinoo non azzardo prognostici manifestando ancora una volta la mia disistima sempre più profonda per l’agire politico in caduta libera.

De Gregori è sempre De Gregori non mi è mai stato molto simpatico ma alcune sue canzoni sono meritevoli.

Clima gradevole colori morbidi e luminosi rinfresca la sera quel tanto che serve per dirvi
Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi 🌹

Femminicidio (si o no?)

Prima di snocciolare qualche dato è bene chiarire  cosa si intende con la parola :

  “Femminicidio”.

Secondo l’Istat :
 il termine femminicidio, nell’accezione comunemente intesa, “è un neologismo che può essere fatto risalire agli anni 90, per qualificare gli omicidi basati sul genere.

Per l’Accademia della Crusca
il femminicidio consiste nel “provocare la morte di una donna, bambina o adulta, da parte del proprio compagno, marito, padre o di un uomo qualsiasi, in conseguenza del mancato assoggettamento fisico o psicologico della vittima”.

Femminicidi, in Italia.

Tra il 2000 e i primi dieci mesi del 2018 le donne uccise sono state 3.100, una media di più di tre a settimana. E in quasi tre casi su 4 (il 72 per cento) si è trattato di donne cadute per mano di un parente, di un partner o di un ex partner.
ILl NORD e Roma le zone più a rischio (dati Istat).

donna che legge
Foto dal web

Ma poiché sussistono diatribe sulla opportunità dell’uso  del termine femminicidio ritenuto in buona misura frutto di un femminismo arroccato, vi regalo, se avete tempo e voglia di leggere, un approfondimento molto interessante.

“0La parola “femminicidio” esiste nella lingua italiana solo a partire dal 2001.
Fino a quell’anno, l’unica parola esistente col significato di uccisione di una donna era “uxoricidio”. Ma uxoricidio, composta con quella parola latina, uxor, moglie, alludeva per l’appunto solo all’uccisione di una donna in quanto moglie e veniva estesa anche agli uomini, quindi al coniuge in generale. Non avevamo una parola che alludesse all’uccisione della donna proprio in quanto donna. Nella lingua inglese invece, dal 1801 esisteva la parola femicide. E a questa prima parola se ne accostò, a partire dal 1992, un’altra che è feminicide. La parola fu coniata dalla criminologa Diana Russell, che la usò in un proprio saggio. Nell’anno successivo, il 1993, l’antropologa messicana Marcela Lagarde usò la parola femminicidio, per l’appunto, e la parola cominciò a diffondersi. L’antropologa aveva usato questa parola per studiare, per ricordare i numerosissimi omicidi di donne che erano stati compiuti ai confini tra il Messico e gli Stati Uniti. E appunto, la parola femminicidio serviva proprio ad indicare questo tipo particolare di uccisione. La parola femminicidio si è diffusa nella lingua italiana a partire dal 2008. In quell’anno è stato pubblicato da Barbara Spinelli un libro intitolato Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale. E da quel momento in poi la parola ha cominciato a circolare, prima di tutto nella stampa, nei giornali e poi a entrare proprio nel circolo della nostra lingua. Contrariamente a quanto si sente ripetere spesso, femminicidio non è parola denigratoria, badate bene! solo perche derivante da ‘ femmina’.
Non è la parola ad essere inappropriata o denigratoria; spesso se ne ha paura non per loro stesse , ma per il significato e per l’avvenimento che evocano.”

Per Elisa Pomarelli e tutte le donne vittime di femminicidio.

E se siete riusciti a leggere anche a balzelloni fino a qui allora…

Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi 🌹❤

Pensammo una torre

«Quando dico “volevo la luna” (*), nomino l’esigenza di un salto, prima di tutto nel linguaggio e nelle relazioni.
Nella politica è questo che mi coinvolge:
nella vita umana le leggi contano, e dunque l’attività legislativa è importante, non può essere sottovalutata.
Ma c’è un di più nella politica che è comunicazione, relazione. Una relazione che assume le forme più strane, particolari. Questo in me si è unito spesso con… come lo vogliamo chiamare? ma sì, chiamiamolo amore per la natura. I cieli, le inclinazioni del tempo che scorre, l’alzarsi della luna nelle notti di estate: mi ha sempre trascinato, mi ha dato molta emozione».
Pietro Ingrao

luna piena
Foto dal web

Potete ora immaginare il progressivo deterioramento del mio rapporto con l’attuale (si fa per dire) politica e i suoi azzeccagarbugli arroganti, accecati da uno straccio di momentaneo ‘potere’?

(*) Volevo la luna è anche il titolo della autobiografia di Pietro Ingrao
“Queste memorie sono in qualche modo la ricostruzione di una vicenda personalee sociale nelle insanguinate vicende del mio tempo..”

È una lettura che vi suggerisco, per queste declinanti notti d’estate, che sicuramente vi arricchirà e rendera giustizia – al di là degli eventi e dei gravi, spesso reiterati, errori di valutazione che ci sono stati – alla politica che non c’è più:

“Pensammo una torre
Costruimmo nella polvere”

Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi più che mai Oggi ne abbiamo ben donde 🌷💙

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Black bodies

Foggia   –   Omar Jallow arrestato il 5 ottobre per aver aggredito due poliziotti. Ma la versione del Sap e quella dei migranti non coincidono.

Ammanettato alla ruota di una volante della polizia, accovacciato per terra, agitato e con un braccio sanguinante

Billie Holiday sentì per la prima volta Strange Fruit al Cafè Society di New York nell’aprile del 1939, ma il pezzo esisteva già nel ’37, l’aveva sritta Abel Meeropol, un giovane insegnante ebreo che l’aveva firmata con lo pseudonimo di Lewis Allan . *Il brano è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel Sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili.

“Gli alberi del sud hanno uno strano frutto,
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,
Corpi neri oscillano nella brezza del sud,
Uno strano frutto appeso dagli alberi di pioppo.
Scena pastorale del prode sud.

Gli occhi sporgenti e le bocche contorte,
Profumo di magnolia, dolce e fresco,
Nell’improvviso odore di carne che brucia.
Ecco il frutto che i corvi beccano,
Che la pioggia coglie, che il vento succhia,
Che il sole fa marcire, che gli alberi fanno cadere,
Ecco un raccolto strano e amaro.”

 Noi italiani abbiamo sempre guardato agli Stati Uniti come al Paese della speranza e della rinascita.      Siamo stati migranti in gran parte ‘economici’ con un nuovo flusso neglu anni del fascismo con le famigerate leggi raziali (corsi e ricorsi storici?). .     Abbiamo sofferto e abbiamo subito, siamo stati emarginati e siamo stati additati come straccioni e come tali trattati.     

Ellis Island è una delle quaranta isole delle acque di New York;: divenne famosa dal 1894 in quanto stazione di smistamento per gli immigranti; venne adibita infatti a questa nuova funzione quando il governo federale assunse il controllo del flusso migratorio, resosi necessario per il massiccio afflusso di immigrati provenienti essenzialmente dall’Europa meridionale e orientale.

Questi mi granti  oggi  fuggono da guerre e carestie, preferiscono puntare su quel  miserrimo 1% di possibilità di sopravvivenza.    Non possiamo accettare che vengano ammanettati a terra al cerchione di un’auto. Io mi vergogno mi sento chiamata parte in causa.

 

Non si può tornare indietro.   Abbiamo varato leggi per la Tutela dei diritti degli Animali, abbiamo riconosciuto loro un’anima.

 Ditemi se questo è un uomo.

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi.

 

(Tutte le foto sono prese dal Web;    la camelia è del giardino di sherazade)

Ieri sera un’amica…

Negli ultimi anni la varietà delle erbe aromatiche impiegate in cucina è andata notevolmente aumentando.

Alcune ci sono famigliari da sempre altre hanno un passato lungo e affascinante ma hanno avuto la sfortuna di non essere  à la mode,  altre ancora sono state prese in considerazione in Europa solo con la recente esplosione di interesse per la cucina esotiche dei ristoranti e perchè no’ dagli aromi   ( a volte troppo pungenti) nell’androne del nostro palazzo.     Molte di queste erbe aromatiche le possiamo coltivare in giardino o sul nostro balcone rendendoci partecipi dei loro profumi e sollecitandoci a sperimentare.

Comunque anche se non le coltiviamo  direttamente esse sono  tutte facilmente reperibili tanto più che  le ricette per il oro utilizzo non mancano, anzi la cucina è diventata il piatto forte di molti programmi televisivi.

Alcune erbe come il rosmarino il coriandolo o l’origano sono legati alle tradizioni del nostro territorio mentre altre come – non immaginerete! –  il prezzemolo. L’alloro o stesso basilico hanno origine altrove.     Da lontano arriva anche il levistico a me totalmente sconosciuto fino a ieri sera a cena a casa di amici.

Il levistico è una pianta aromatica diffusa nella Grecia e nella Roma antica:  cresceva lungo le coste atlantiche e veniva utilizzata in Scozia e in America come verdura mentre i suoi  semi aggiunti al pane danno un sapore di sedano inusuale e gradevole.

Agrodolce

Poche foglie fresche bastano per rendere più gustosa un’insalata, sminuzzate  insaporiscono un piatto di carne o una minestra.

La mia amica Eleonora è una brava cuoca che sa azzardare e sapendomi sempre pronta a nuove esperienze culinarie ieri sera di è esibita (sfidando anche il caldo inusuale di questi giorni, con una squisitissima:

Zuppa di ceci persiana con bocconcini di carne.

200 grammi di carne di manzo magra macinata   –    una cipolla tritata fine   –    175 gr. di ceci, anche inscatolati. sgocciolati e sciacquati in acqua corrente   –  150 g di lenticchie trattate con lo stesso sistema dei ceci   –    due porri affettati,  –  200 gr. di spinaci sminuzzati  –   150 gr.  di odori freschi assortiti e tritati tra cui il levistico in primis poi menta prezzemolo coriandolo o Aneto   –  sale e pepe e poco  burro.

Impastate con le mani la carne,  la cipolla,  sale e pepe e  ricavatene delle palline della grandezza di una noce:    disponetele su carta oleata quindi copritele con altrettanta carta forno.

Portate a ebollizione un litro e mezzo ( o meno se preferite una minestra più solida) di acqua leggermente salata con i ceci;   dopo circa 10 minuti aggiungete le palline di carne e le lenticchie e continuate la cottura per altri20 minuti quindi unite porri e spinaci.    Cuocete ancora a fiamma bassa per 20 minuti aggiungendo tutti gli odori dopo un quarto d’ora circa.

Togliete dal fuoco e condite con una noce di burro.   Servite caldo o tiepido.

Una sorta di piatto unico ricco e saporito al quale fare seguire del formaggio stagionato e della frutta fresca.   Un buon vino rosso, Barbera d’Asti,  è perfetto.

Ingrediente essenziale, imprescindibile,  è stare un grande armonia,  ma allora, che ve lo dico affa’ …Tanta fatica  pe’ niente ( un bicchiere di vino con un panino… la felicità).

Roma batte di giorno i 30 gradi. L’Autunno non è caldo ma caldissimo e proprio per questo allarghiamo il cerchio a chi ci sta e…

Teniamoci stretti stretti anzi strettissimi.