Padre nostro

19 marzo.
Desidero portare alla vostra attenzione questo breve articolo di Alessandro Gilioli pubblicato su l’Espresso.

“Nella neolingua social-politica «lo dico da papà» ormai chiosa il peggio, un po’ come «non sono razzista ma» lo precede. E con questa trappola semantica la figura del padre è diventata alibi, copertura e ipocrisia – che disastro, poveri noi papà.

Allo stesso tempo, l’ossessione securitarista deforma il padre in funzione di disvalori impauriti fatti di chiusura e arrocco: quando invece ogni psicopedagogia insegna che il ruolo paterno sta proprio nel contrario, nell’infondere il coraggio dell’uscita e della scoperta, è l’ancestrale “lascia la caverna e vieni con me a caccia”.
…..
Ed è anche tempo di revanscismo paqtriarcale, che è moneta comune di ogni sovranismo e trave portante della legge Pillon, cucita addosso ai maschi con prole a cui della prole però poco importa, basta che sia riaffermata la supremazia di genere. Intanto c’è Berlusconi che vuole ritagliarsi un ruolo da “padre nobile” – viene da chiedersi come dev’essere quello ignobile – mentre Prodi augura al partito che ha fondato di «trovare un padre».”

mesAmours

Dopo di che per entrare nella mia personale festa del papà oggi ho ricevuto gli auguri di mio figlo per il quale, dall’età di 2 anni in poi, al mio meglio possibile e con qualche scivolone, sono stata madre e padre e da padre gli ho consentito di sperimentare (col cuore di madre sempre in gola)anche il piacere della sua moto.

vola(e)re ohoh

AUGURI ai Babbi di buona volontà!

… senza dimenticare di tenerci strettistretti anzi strettissimi

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🌼🌼more than one🌼🌼

Vedi quanto bene mi
ha fatto un pomeriggio tranquillo al sole con le margherite?
(Elizabeth von Arnim (1866- 1941)

Elizabeth von Arnim, pseudonimo di Mary Annette Beauchamp, è stata una romanziera britannica nata in Australia in una famiglia della borghesia coloniale inglese di Sydney.
Ebbe una vita sentimentale molto movimentata e soltanto dopo la morte del primo marito – figliastro di Cosima Wagner – iniziò la sua attività di scrittrice assai prolifera e di ottimo livello.
Elisabeth, che scelse di mantenere questo nome anche nella vita reale, scrisse circa una ventina di libri. Il suo più grande successo è stato il romanzo autobiografico ‘Il giardino di Elizabeth’ ma è certamente più conosciuta per ‘Un incantevole aprile’ dal quale fu tratto un film nel 1992…

Buon fine settimana a tutti voi con il piacere di tenerci strettistretti Anzi strettissimiii 🌼🐶🌼😚🌼

Il primo bocciolo

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flowers...

“Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee… Perché adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna?“ —
Ambrogio Bazzero scrittore e poeta (1851 – 1882)

Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi
come sempre più di sempre.
Sentiamoci vicinivicini,
respiriamo il profumo
della mia prima
neonata
la tenera Camelia💚

(foto Sherazade2011)

‘raptus emotivo’

L’8 marzo è la festa delle donne oppure si è ripreso a far loro la festa impossessati da ‘raptus emotivo’?
Io non mi sento di festeggiare o meglio festeggio senza festeggiare…

“Chi è costei che sorge come l’aurora,
bella come la luna, fulgida come il sole,
terribile come schiere a vessilli spiegati?”
(Cantico dei Cantici)
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Ascoltiamo questa tenera romanza di Leoncavallo: da me per voi.

Teniamoci strettestrette Anzi strettissime,

welcome

Tenera è la notte

“In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge.
Ma che razza di uomini è questa?
Quale Patria permette un costume così barbaro che ci nega persino l’ospitalità della sabbia:
che ci dichiara guerra e ci vieta di sposarci sulla vicina terra?”
Eneide libro I

“Se si comincia a non far entrare la gente nei supermercati, poi dove si va a finire? O vuoi che ti compri un libro di storia?”
dal film Welcome film francese del 2009 che vi sollecito nuovamente a vedere (anche su youtube).
Dieci anni e tutto è rimasto come allora : poca umanità troppi confini, fili spinati. Sogni che vengono ostinatamente rimandati.
Non si vive senza un sogno.

Bilal, giovane curdo, ha lasciato il suo paese alla volta di Calais, dove sogna e spera di imbarcarsi per l’Inghilterra. Dall’altra parte della Manica lo attende un’adolescente che il padre ha promesso in sposa a un ricco cugino. Fallito il tentativo di salire clandestinamente su un traghetto, Bilal è deciso ad attraversare la Manica a nuoto… e qui mi taccio.

Un tenero tappeto..pas mal!

Teniamoci strettistrei anzi strettissimi.

(Foto Sherazade)

Peace on earth

“Il concetto dell’abitare come indissolubile legame di sangue tra un popolo e un territorio è ormai pura velenosa idolatria.”

‘Stranieri residenti.
Una filosofia della migrazione.’ di Donatella Di Cesare – Bollati Boringhieri.

Purtroppo noi parliamo tra noi vediamo e leggiamo di pensieri e azioni che ci accomunano difficilmente questo nostro modo di essere potrà essere esteso a quella amalgama incolta suggestionabile e senza vergogna ormai libera di esprimere le sue bassezze.

Questo libro tratta temi e vicende non molto diversi o più urgenti rispetto a quelli affrontati quotidianamente ma ci vuole ancora una volta sottolineare che dietro a ogni sguardo, ogni corpo in mare, ogni straccio che il mare ci restituisce non ci sono solo le storie – 255 milioni soltanto nel 2015 – di quanti fuggono dal loro paese di origine dilaniato da guerre o estremamente poveri, vi è il ‘legittimo’ sogno di riscattare in un altrove di pace e umanità la loro vita.

Teniamoci più che mai strettistretti anzi strettissimi.

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Buona precoce Primavera da Sallyina

in stand by

Scrive Hermann Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro:
“Tat twam asi” (“Questo sei tu”).

Nell’incoerente (stra)volgersi dei fatti, rileggendo questo passaggio mi domando scoraggiata e non più stupita se nella crudeltà sciatta del nostro quotidiano, Hermann Hesse saprebbe, lui per primo,fugare lo spaesamento e lo sconforto suscitato della sua asserzione diventata doloroso interrogativo.
“Tat twam asi”
“ ..sì, ma cosa?”

Credo di avere bisogno di tempo, mi sono smarrita.

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Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🌹