PianoForte

 

brivido caldo

autunno inoltrato

tacito tumulo

greve

silenzio assordante

 

dolce amaro

sapore di vita

rigurgita

lucida follia

fuga

 

ghiaccio bollente

scivola

equilibrio instabile

insegue

luci oscure

 

Sole nero

io

grumo

cambiamenti costanti

e ‘l naufragar m’è dolce in questo mare

 

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Hasta la victoria siempre – 9 ottobre 1967

 

“Ai miei bambini

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto

Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.

Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.

Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.

Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.

Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.

Un grosso bacio e un grande abbraccio,

papà”

Dopo essere andato in Congo a diffondere le sue idee rivoluzionarie, nel 1965 Che Guevara era tornato clandestinamente a Cuba per incontrare Fidel Castro e la moglie, a cui aveva consegnato la lettera di cui sopra per i suoi cinque figli nel caso venisse ucciso.    Nel 1966 si spostò in Bolivia, dove venne catturato e ucciso per ordine del presidente René Barrientos, il 9 ottobre del 1967.

Il ‘Che’ è  certamente il mito più amato e strumentalizzato del mondo e in lui ognuno ben oltre ogni credo riscontra potenzialità affini e propedeutiche al proprio pensiero.

Si è scritto monto sulla vita e sul pensiero del Che ma io mi sento di segnalarvi un unico nome e un titolo:
Paco Ignacio Taibo II ‘Senza perdere la tenerezza – Vita e morte di Ernesto Che Guevara’

“Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.“    La frase che dà il titolo al libro è estrapolata da un discorso tenuto dal Che.

Quest’opera ‘monumentale’ e r(v)igorosa.    Si legge come un  romanzo,  senza con questo che si sconfini nell’invenzione o peggio nel sensazionale.  Leggere è un buon modo per capire, approfondire senza pregiudizi  la vita del Che, rendendosi  conto del perchè l’effige la sua effige, ora sorridente ora corrucciata, campeggi in quasi tutto il mondo.  Un  libro curato che accoglie voci diverse, un libro – mi ripeto  – appassionato ed appassionante di uno scrittore, Paco Ignacio Taibo II,  accurato e ricco di un vissuto personale che lo ha agevolato in questa pregevole biografia.

“E se vale la pena rischiare io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore.“

“Se io muoio non piangere per me,  fai quello che facevo io e continuerò vivendo in te.“

Mille ragioni per onorare un Uomo.

Va pensiero

Eccomi. Devo scrivere mi dicevo oggi.

Ho tanti pensieri che mi frullano per la testa purtroppo  forieri di tristezza e di uno scoramento che sbiadisce ogni positività che vada oltre ad un sentire molto personale che passa attraverso la mia rosa sbocciata a onorare la prima bella giornata di un’ottobrata romana che si prospetta luminosa

bocciolo

vissuta, ora, con la  sensazione di piacevolezza che mi da il mio corpo dopo un’ora di palestra e una doccia ‘caciarona’ tra donne niente affatto modelle…

Di cosa potrei scrivere?  ecco che mi arriva l’avviso della pubblicazione di un amico, non un follower  o un amico  tanto  per.      Ricchezze inaspettate che riserva il web quando di crea empatia anche attraverso un aggettivo o una sola virgola messa al posto giusto come un buffetto sulla guancia.

Ovunque uomini orchi, violenti e prevaricatori, protagonisti negativi,  spesso fanno ombra a tutti quegli uomini sensibili e generosi che incrociamo in mille occasioni. Potrebbero non essere ‘giusti’ per noi ma nulla leva alla loro onestà,  alla generosità di sentimenti.

Ed è leggendo questo amico che non ho trovato più nulla da dire e mi sono guardata bene dal buttar giù qualcosa che non fosse (sia?) un ringraziamento a tutti voi per la serenità che mi procura l’idea che silenziosamente tanti mani amiche in qualche momento e chissà da dove  mi ticchettino un saluto, mi regalino l’inaspettata condivisione dei loro pensieri e delle loro passioni.

Teniamoci strettistretti.    Un abbraccio circolare per voi.

camelia

amorosa-one-sally

Foto sherazade – Rosa e camelia rosa del mio giardino, Sally del mio cuore

L’amico di cui parlo è il Barman e lo trovate  qui :  https://antoniobianchetti.wordpress.com

Stupro

…atto di congiungimento carnale imposto con la violenza “ Treccani

E’ un atto obbrobrioso,  bel oltre la sua fisicità, cui tuttavia spesso segue una morte violenta, lo stupro va a minare qualcosa dentro, è una lacerazione dell’anima che resterà indelebile e lo sanno bene ‘certi’ uomini che da sempre come primo atto di sfregio stuprano le donne come a volere ristabilire regole primordiali di forza e sottomissione.

Commette stupro il disadattato come il compagno che non si rassegna a vedere la ‘sua’ donna andarsene, fare altre scelte di vita ed allora ‘meglio morta e di nessun altro.

Sono cresciuta in quegli anni, malauguratamente perduti, in cui il femminismo  – attraverso le nostre madri – insegnava l’auto derminazione, non l’uguaglianza! ma l’accettazione e il rispetto della differenza, il libero amore e le scelte sessuali con-sen-zien-ti. Non soltanto ‘Io sono mia’ ma un pensiero compiuto su noi stesse.

Bisogna essere genitori da giovani perché solo così si riesce a capire, certo non tutto e non sempre, i propri figli ed i loro turbamenti. Stabilire un confronto che sia profiquo.

Sessant’anni, oggi, sono troppi per concepire di avere una figlietta ventenne che si ‘sballa’ in discoteca fino alle 4 e si apparta con l’ultimo della fila?   Non credo. Penso che esista un modo più sano di godersi la vita e questo certamente non può essere ‘strafarsi’,  ubriacarsi  ed ‘appartarsi’ prima con un uomo e forse con un altro.

“Rimini. Studentessa spagnola in Erasmus denuncia violenza sessuale”

 La ragazza, 20 anni, ha detto di aver conosciuto i due, prima uno e poi l’altro, in un locale della città. Dopo aver bevuto qualche drink in loro compagnia, si è appartata. Al termine della serata in discoteca, è tornata a casa con alcuni amici.    La ragazza ventenne non ricordava il PRESUNTO stupro ma quando si è svegliata la mattina seguente ha accusato dolore alla parti intime.

Il pronto soccorso ha riscontrato ‘lievi’ lesioni esterne che non escludono l’abuso.”

Abuso. Eppure anche un rapporto consenziente un po’ ‘impetuoso’ può causare lievi abrasioni.

Forse sì!    sono troppo vecchio stampo per capire certa gioventù ma per favore stuprare/abusare  è un atto gravissimo, ricordarsene il giorno dopo facendosi il bidet (con rispetto parlando)…

Attenzione però a non mettermi in bocca

‘Se l’è andato a cercare’ ma piuttosto ‘Un po’ più di consapevolezza no?’

merossa

E poi fate l’amore.

Niente sesso, solo amore.

E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,

sul collo, sulla pancia, sulla schiena,

i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,

e occhi dentro occhi.

Intendo abbracci talmente stretti

da diventare una cosa sola,

corpi incastrati e anime in collisione,

carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,

baci sulle debolezze,

sui segni di una vita… Alda Merini

fermare il femminicidio, repetita iuvant.

Forse il Settembre porta in sè una maledizione? Mi ricordavo di avere scritto qualcosa ed infatti era il 2013.
Ancora Rimini e sempre donne brutalizzate, uccise buttate chissà dove come spazzatura.

Avresi voluto dire qualcosa su quanto accaduto in questi giorni ma mi sono resa conto che non facciamo in tempo a dire che siamo indignati, tutti, e ci ritroviamo a vivere orrori  che avremmo voluto e sperato di non sentire più a distanza di quattro anni.

Come può un ‘ragazzinetto’ di 17 anni avere in sè tanto violenza, covare tanto rancore, da malmenare (come prassi) la sua giovane innamorata e ‘forse’ ucciderla?

Specchia è lo specchio di una società che non si evolve, che non progredisce, che se ne strafotte di un mondo migliore e a dirla tutta di una politica che non difende le donne  –  non servono altre leggi o altri comma – non aiuta gli uomini nel sacrosanto diritto al rispetto e a riconoscimento reciproco.

Perdonatemi questo secondo reblog così desolante.

sheramentrefuoripioveadirotto

sherazade2011

Settembre.
Tempo di vendemmia.
Senza una stagione precisa, sempre più,
le donne cadono a grappoli.

Rimini.
Giovane donna di 30 anni assassinata
nella cucina dell’albergo con un coltello piantato nel cuore.
Finita la ‘stagione’ il giorno dopo sarebbe tornata a casa.

Delitto di Udine.
Un uomo avrebbe confessato l’uccisione di Silvia Gobbato, 27 anni, mentre la giovane stava facendo jogging.
Il che potrebbe significare che fare jogging non sempre mantiene in forma: meglio scappare.

Ma una donna la si uccide anche con il disprezzo delle parole.
Beppe Grillo, leader del terzo partito in Italia attacca la Presidente Laura Boldrini.
“E’ un oggetto di arredamento del potere”
Come dire? ‘una donna bisogna che piaccia, che taccia e che se ne stia in casa’. Fora de ball, alla francese, tout-court.

FERMARE IL FEMMINICIDIO.

24 settembre, solo una maciata di giorni sono trascorsi eppure:

Bari, Bisceglie.

Tragedia sfiorata: un uomo di 36 anni…

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pensiero per il settembre

Concedetevi  una vacanza

Intorno a un filo d’erba,

concedetevi al silenzio

e alla luce,

alla muta lussuria di una rosa.

(da Cedi la strada agli alberi di Franco Arminio, Chiarelettere Editore)

Erba

Silenzio

Luc(a)e


luca

Rosa

(Foto sherazade)

Buon settembre amiche e amici cari, cari davvero.

Teniamoci stretti. Un abbraccio per voi ed un sorriso tutto mio.

… mentre a Roma comincia a scendere una pioggerellina fina fina…

datemi un idrante…

 Palazzo Curtatone, fu  palazzo-gioiello degli anni ’50, ex sede Federconsorzi e Ispra, tra via Curtatone, via Goito, piazza Indipendenza e via Gaeta.    L’immobile (32 mila metri quadrati)dall’ottobre 2013 era stato occupato da più di quattrocento migranti provenienti da Somalia, Eritrea ed Etiopia. Gli “ospiti” di Palazzo Curtatone erano (inizialmente) tutti richiedenti asilo e quindi avrebbero avuto  diritto ad una sistemazione più consona e dignitosa di quel gioiello, negli anni caduto in disgrazia, e chi avrebbe dovuto garantirla erano congiutamente il Governo e il Comune di Roma che però da cinque anni hanno giocato a scarica barile.

Tutti sanno e sapevano  dell’esistenza del problema e  su questo sono state fatte nel tempo numerose interrogazioni parlamentari. Nessuna discussa in Parlamento.

Improvvisamente in una città ansimante dalla calura,  ancora silenziosa e deserta,  ecco attuare lo ‘sgombero’.  .Ma  chi ha preso una decisione così tempestiva, accorta e lungimirante?  Io,  e come me tanti altri, quale che siano le motivazioni, vorrei (esigo, pretendo da cittadina  romana) che le autorità rendessero note  le ragioni e la tempistica (sbagliata), la non lungimiranza   dell’operazione avvenuta senza avere previsto la sistemazione di persone (bambini che vanno regolarmente a scuola da anni nella zona si Castro Pretorio)  che fino a prova contraria  non hanno commesso alcun crimine e verso le quali l’Italia ha un dovere di tutela solennemente sancito  dalla nostra Costituzione.
Ma bisogna ascoltare (purtroppo per me) anche altre campane.

E’ ora di finirla con questo buonismo pruriginoso.    ll popolo vuole ordine e sicurezza,    non l’avete ancora capito?    Lo capirete alle prossime elezioni”

“…ma dove siamo?     in Eritrea?     Quella è Roma caput mundi e vige la legge italiana.    Loro sono ospiti, non devono fare i prepotenti, e devono obbedire alle leggi,    devono solo ringraziare ogni giorno gli italiani,    che sono costretti a sopportarli”

“La guerriglia l’ha iniziata chi ha dato l’ordine di sgomberare prima lo stabile e poi la piazza.  Non sono stati certo i rifugiati a cercare i poliziotti.”

“E poi é solo l’ inizio…..Quando saremo strapieni di queste masse di accattoni senza speranza ne vedrai delle belle…”

“…ma i filmati li hai visti ?Aprire gli idranti su donne in ginocchio? ho visto uno con le stampelle cadere come birillo”

“Gli idranti sono fatti appositamente per disperdere la folla senza arrecare danni alle persone.”

Chiudo con il Di Maio pensiero. Ecco cosa ha detto il noto esponente di spicco del M5S:

“Basta critiche, Raggi (la sindaca di Roma!) deve occuparsi dei romani”

Il cittadino deputato mi da il là per concludere che concordo con lui: la sindaca Raggi se deve occuparsi di noi, deve impedire che i romani, o meglio una buona parte di essi, non provi vergogna per quano è accaduto e per come NON è stata, se vogliamodirlo in termini prettamente egoistici tutelata l’incolumità di quanti per qualsivoglia motivo in questi giorni hanno transitato nella centralissima Piazza Indipendenza.

Un pessimo biglietto da visita passato di mano in mano  poichè la piazza è a poche centinaia di metri dalla stazione centrale di Roma Termini.

Vi lascio per il fine settimana  con un abbraccio e la promessa di accogliervi a braccia aperte con Sally sempre festante e pronta come e quando deciderete di venire a Roma.

 collarinoesiparte