#stiamoacasa

Ripensare al tempo passato, e in un momento che il tempo sembra dilatarsi in pensieri pessimistici io mi sciolgo in tenerezza : ‘The way we were’

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#stiamoacasa!

Sembra facile ed è facile dirlo per chi ha una casa organizzata da condividere con gradevolezza. Per quanti la strada serve a decantare situazioni di tensione?
I cosiddetti Vip (Fiorello, Totti etc.) certamente possono dormire sonni e penniche tranquille al secondo piano dell’attico romano o nella villa con piscina in Toscana.
Dunque u po’ meno enfasi cari signori, A casa e basta!

Ammetto nel mio piccolino anche io sono oggettivamente una privilegiata leggo, sento musica, cucino, guardo serie televisive ( Finalmente ho cominciato Game of Thrones ) le giornate passano, ma anche per la Sallyina . . .

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La signorina delle Camelie

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Vi penso tutti in Italia od ovunque voi siate. E’ il blog che ci tiene uniti e dunque teniamoci strettistretti anzi di più 💙❤💛

Sebben che siamo donne (paura non abbiamo…

“Polemiche e consumatori divisi negli Stati Uniti dopo la scelta dell’azienda XY di abbigliamento di mostrare come modella, per una pubblicità di lingerie,

l’attrice 62enne Jacky O’Shaughnessy

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Dunque non sono mancate le polemiche negli Stati Uniti per tale pubblicità con tanto di didascalia enfatizzata: «Il sexy non ha una data di scadenza».
Una decisione che ha diviso e generato dibattito anche sui social networks moderni maitres à penser (non si muove foglia che web non voglia). Taluni hanno bollato l’idea come “non attraente” , altri invece hanno esaltato il messaggio lanciato dal marchio. E del restoho letto che la stessa azienda nel 2012 aveva pubblicizzato, testimonial la stessa attrice, una linea di abbigliamento
Mi domando, scusate, passata quella ‘certa età’ non esiste più moda? Tutto si deve risolvere con i pannoloni e l’attak per la dentiera?

Nella foto ‘sotto inchiesta’ si vede questa signora di 62 anni portati egregiamente posare con un reggiseno e mutandine rosse, seduta in modo rilassato, pudico, in una posa che richiama lo joga.

Gli anni di vita e le aspettative di vita si sono talmente allungate da convincere molti Stati a spostare a 67 anni l’età pensionabile, con qualche lieve variante. In Italia è così.
Per la maggioranze delle donne l’età pensionabile non è certo una passeggiata. Al momento di tirare i remi in barca e godere un po’ la vita ecco che si ritrovano per lo più a fare il secondo mestiere (gradito quanto ti pare ma impegnativo) di nonne e/o a seguire i vecchi genitori ultra ottantenni perché la vita si è allungata per tutti, nella buona e nella cattiva sorte.

Considerando che a metà dell’Ottocento Flaubert descrive Emma Bovary come una donna attraente ‘ a dispetto dei suoi trentacinque anni’ di strada ne abbiamo fatta. Oggi mediamente una donna tra i 35 e i 38 anni  (tralasciamo qui le implicazioni socio-economiche)  ha il primo figlio ed è nel pieno della sua bellezza.
A 50 anni i tabloid ne esaltano la ‘prorompente’ vitalità,  ne contano, come medaglie, la lunga serie di toy- boys (non è così per tutte, ovviamente le donne ‘normali’ non destano attenzione e dunque se non a livello di pettegolezzo di quartiere se ne sa poco). Mirabili e (invasive, aggiungo io) interventi chirurgici tirano qua e gonfiano là. Le donne con il cervello che funziona , comunque, con diete sane e palestra o movimento, davvero non dimostrano l’età anagrafica.

Per tornare alla querelle che agita l’America che non ha niente a cui pensare, tutto questo polverone si alza, per assurdo, proprio ora che, sembra al momento “a sua insaputa”,  Illary Clinton, classe 1947,  potrebbe correre per la presidenza americana evincere visto che i sondaggi la danno, ora, al 77%.

Per quel che mi riguarda, da donna libera, attenta ad alcune regole di vita sana, che con i sessant’anni deve cominciare a prendere dimestichezza, sia pure con qualche privilegio, penso che sia troppo facile strattonare la copertina dove fa comodo, soprattutto quando si tratta di criticare le donne.

Eppure,  in questo momento mi viene in mente l’allegria contagiosa della risata, dell’inconfondibile voce, dei colori sgargianti di una Sandra Milo ultraottantenne e penso che ognuna di noi può fare quel che si sente, sapendo che però servono spalle larghe perché per le donne di qualsiasi età basta un nonnulla e il dileggio l’offesa aperta riferita alla sua fisicità  è la forma più semplice, diretta e meschina per tentare di svilirla.

Memento mori ovvero Hai da morì

 

“Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà.”
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio

Sally inutile dirlo è lei

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E da qualche mese le è cresciuto sul piedino anteriore dx una piccola escrescenza che io avrei definito un ‘porretto’ ormai grande come una lentichietta.
Telefono alla sua vetrinaria che offre il servizio a domicilio – stesso prezzo e fattura– con il vantaggio che Sally non si agita e sta tranquilla.
Bene questa dolce signora il cui difetto concreto è di essere molto ciarliera e dunque dopo la visita, il caffe di rito, e quattro chiacchiere io mi invento che devo ‘proprio lasciarla perché….’, ha lo studio e l’ambulatorio un po’ fuori Roma la qual cosa fino ad ora era irrilevante.

Il porretto è a mio avviso da levare e chiedo alle mie amiche del parco il nome di un bravo vetrinario in zona nostra per una prima visita.

Ieri ci passo per prendere appuntamento parlo con una giovane assistente che da una prima occhiata a Sally, le lascio il numero di telefono per un appuntamento.
La telefonata arriva dopo poco.
Rispiego al vetrinario nel dettaglio la situazione, e senza avere ancora visitato la mia belva mi espone la procedura:

“Bisognerà sicuramente sedare il cane, procedere alla rimozione dell’escrescenza, poi mandarla al laboratorio per un esame istologico e se questo fosse positivo sarà necessario asportare alla cagnetta due dita”
Silenzio e panico mio poi però siccome a volte divento un po’ aggressiva:

“Senta, dottore, ma perché lei deve essere così pessimista, non ha neppure un’idea di cosa si tratta e lo saprà solo dopo l’esame istiologico, ma perché questo allarmismo gratuito”?

“Lo faccio per serietà professionale e poi perché se non fosse niente lei sarebbe molto più contenta”.

Decidiamo comunque l’appuntamento per oggi (poi l’operazione la farà la nostra vetrinaria).
Naturalmente passo la notte insonne con l’incubo di Sally senza due dita…mi sveglio due volte con la nausea.

Finalmente la visita.
Il verdetto: una piccola verruca facilmente asportabile in anestesia locale, visto che la cagnola è di buon carattere. Ci sarà un esame istologico di routine.

Puntigliosa come solo io so essere, ritorno sull’ allarmismo del giorno prima e lui ribadisce:

“Vede adesso lei com’è contenta? Io preferisco prospettare il peggio per potermi rimangiare tutto.”

“Punti di vista, caro, dottore. Io penso che sia meglio non fasciarsi la testa prima di essersela rotta, proprio come dicevano i nostri nonni. Insomma la mia è una visione del bicchiere (di buon rosso) mezzo pieno”.

Ma insomma voi cosa ne pensate? E’ giusta, questo atteggiamento? Più che di correttezza professionale non si tratta d mancanza di (iniziale) sensibilità? Anche se l’impressione di oggi non è stata di una persona rozza ma, addirittura, gentile.

“Non stare in ansia per l’avvenire, perché vi arriverai, se dovrai, portando in te la stessa ragione di cui ti avvali ora per il presente.”
Marco Aurelio

ad libitum

Siccome è provato che siamo fatti di carne pulsante e la carne è debole vien da sé che in diverse misure siamo tutti peccatori presi  da improvvisi raptus di libidine di cui, oggi, tutto il mondo pare debba essere partecipe.
Certo che tra il dire e il fare ci debba essere di mezzo la cultura e il rispetto e… le buone maniere (‘scusi è permesso?’) ma il desiderio e nato per sconfinare nell’immaginario e allora anche un piccolo dettaglio fa vola(e)re alt(r)o.
L’estate perchè è sinonimo di trasgressione, e la primavera perchè rinverdisce i cuori, l’inverno perché li riscalda, l’autunno li rattrista, insomma intravediamo qualcuno e quel qualcuno (ri)desta in noi desideri mai sopiti.
No. Questo lo penserei io ma non è così semplice, almeno per noi donne perché:

“Il 60-70% delle donne occidentali di ogni età soffre di Female Sexual Disfunctions (piacere zero).
Su 335 italiane tra i 46 e i 60 anni ( io non sono stata intervistata) il 45,9% lamenta una riduzione del piacere.”

E poiché la vita media si è notevolmente allungata anche la sessualità è diventata oggetto di medicalizzazione ad oltranza. Da impulso vitale patologia letale  per lo spirito quando si acquieta.
Dunque è per parità dei sessi che il colosso farmaceutico americano Big Pharma, noto per trovare il rimedio prima del malanno, purchè il malanno possa produrre ricchezza, sta sperimentando una cura per rinvigorire o ridestare il desiderio femminile, un mix ormonale da ingerire se si vuole a tutti i costi morire d’amore, ululare di piacere ben oltre l’appeal del partner a portata di mano (uestione di ‘locations’ Brad è in America, il Baderas o si prende Crozza o pure lui è oltre confine e, a chi piace, dico che anche Scamarcio vive più là che qua).
Il piacere delle donne, dunque, da diritto privato della persona muta in diritto sanitario, continueremo a morire di cancro ma per Big Pharma la Pillola rosa sarà un business esorbitante come per i chirurghi estetici lo sono diventati gli interventi di vagino plastica o le punturine all’acido ialuronico per inturgidire le grandi labbra o altri taglia e cuci. Io ero ferma al mio amico ginecologo che ‘ai miei tempi’ mi raccontava delle molte imeni ricucite in vista del matrimonio.
Penso con raccapriccio alle mutilazioni femminili subite ancora oggi in nome della relegione da tante bambine, alle lotte che alcune di noi portano avanti per fare cessare queste barbarie e poi?
Letteralmente, noi donne ‘civilizzate’ siamo partite dall’alto bypassanso il cervello, per arrivare al basso e, come per la bocca e i grandi seni, continuiamo a farci mettere i ferri addosso per compiacere non tanto noi stesse ma il desiderio maschile a sua volta manipolato dai media. Ma poi si scopre che non è tutto oro quel che luce e che, a sentire la pubblicità che rasserena, taluni maschi soffrono di eiaculazione precoce. . .

Dopo di che ci sono disturbi seri, non sono certo io a metterli in discussione, ma tutto questo parlare di prestazioni robotizza l’amore, lo rende ansiogeno, estraneo ai desideri, diventa un match da vincere ai punti e l’emozione dello scoprire l’altro(a)  assumei contorni di un ring.

La carne è debole, l’estate incalza. Ed io vi dedico questa deliziosa canzone un po’ ammiccante.

Cose di un altro mondo

 
 
 

 

Una bella persona di quelle che lasciano il segno, non a caso una donna.  Una donna da un grande fascino e di una bellezza leggendaria che ancora oggi stupisce quando la incontri alta e orgogliosa, sempre di corsa, presa tra impegno politico con l’Arci, il suo ruolo di militante mai dimesso a braccetto con il suo essere una nonna amorosa e presente. Una donna che ha percorso tutto il  secolo scorso.

La sua autobiografia scorre veloce anche su quel momento di spensieratezza che volge al dramma quando deve interrompere improvvisamente una partita a tennis  con la figlia del Duce, Anna Maria, sua compagna di classe, ché deve scappare.
Una ragazzina di 14 anni, che il 26 luglio del 1943, all’indomani dell’arresto di Mussolini decise di tenere  un diario per raccontare e  raccontarsi.

 
“Non volevo più guardare il mio ombelico, non volevo sentirmi inutile di fronte alle ingiustizie. La politica mi ha fatto scoprire la passione più bella: quella di cercare di cambiare il mondo.”
 
Quella donna è Luciana Castellina di cui ho appena finito di leggere l’ autobiografia incentrata su 10 quadernetti scritti tra i 14 e i 18 anni, nei quali ci consegna i racconti della guerra, l’iscrizione al Partito comunista, i primi amori e le battaglie di una adolescente della borghesia romana.
Episodi che si susseguono anche con una sottile vena di frivolezza quasi a sminuire il suo stesso coraggio, quasi a dire
Se ce l’ho fatta io…”
 

Luciana che ha scoperto l’Europa quando di Europa ancora non si parlava. I primi viaggi a Praga e nella Parigi del dopoguerra, il suo primo lavoro:  la costruzione di una ferrovia insieme a tanti altri giovani nella Jugoslavia di Tito.
Luciana movimentista dei no o new global , l’attenzione puntata sui giovani protagonisti da Seattle a Porto Alegre (porto Alegre lo ricordo con grande amore perché è  fortemente legato anche a mia madre)
 
Lucrezia Reichlin, sua figlia, chiude la prefazione con una frase amara, amarissima e più che mai vera guardando alla politica e alle speranze dell’oggi:
 

“ Noi siamo stati più fortunati, ma meno felici”.

Che dire? Io è proprio così che mi sento: meno felice.  A distanza di quasi sett’anni, nonostante la forza dell'impegno di Luciana e tanti altri  (grandi) uomini e donne che con lei hanno condiviso e lottato negli anni bui del fascismo, e che nella sofferenza del dopo guerra hanno dato il meglio di sè per la rinascita del nostro Paese  purtroppo, anche senza il fascismo e aggiungerei per motivazione più umilianti,  io, oggi  25 febbraio 2011,  potrei iniziare la mia biografia, se solo ne fossi in grado,  come se tutto fosse passato sulle nostre teste invano, vanificate le lotte e le passioni.
 

“Non volevo più guardare il mio ombelico, non volevo sentirmi inutile di fronte alle ingiustizie…”
 

Questo è: meno felice e inutile senza sapere/capire da dove cominciare.

Per i romani la presentazione del libro sarà
mercoledì 2 marzo ore 18
Teatro Tordinona
via degli Acquasparta 16 – Roma

 
 

Viva l'Italia

 

 

 
Senza se e senza ma… 

martedì 12 ottobre 2010

Abbiamo ancora il nodo in gola e gli occhi appannati dalle lacrime per i nostri Alpini appena seppelliti che in un crescendo di ottusa violenza ieri sera ho visto le prime immagini di quella che avrebbe essere una partita di calcio: Italia-Serbia.

Uno scalmanato con tanto di passamontagna lanciava, a cavallo del divisorio col campo, fumogeni e razzi, altri dietro di lui si aggrovigliavano e per forza d'inerzia sbattevano come onde da una parte all'altra delle gradinate. Spranghe fatte con le condutture divelte dei bagni a contrastare i manganelli delle forze di polizia, in assetto antisommossa. Ma nonostante tutto e con oltre mezz'ora di ritardo, la partita è cominciata per essere interrotta dopo pochi minuti.

Oggi i giornali hanno titoli di guerra:

SCONTRI A GENOVA. DUELLO iTALIA-SERBIA.

"BELGRADO NON CI HA INFORMATI"
Preso l'ULTRA' incappucciato.

 

Battaglia notturna: 16 feriti, 17 fermati. Scuse a Frattini, ma il vicepremier balcanico critica la nostra polizia. La replica: "Smagliature nelle informazioni". Maroni: "Evitata strage". Pd: "Il ministro spieghi". Idv: "Si dimetta". Prandelli: "Abbiamo avuto paura"

Ma stiamo parlando di una partita di calcio? O mi sfugge qualcosa?

Ma si puo' sentire dire dal ministro Maroni che " Belgrado non ci ha informato"? e "Evitata strage"?

Ma davvero noi vogliamo ritirare i "nostri ragazzi" dall'Afganistan e non siamo in grando di decidere una volta per tutte di chiudere gli stadi? Di fermare la violenza gratuita (ma che muove interessi stratosferici) che fà di uno sport pregevole, persino elegante, un campo di battaglia dove INUTILMENTE viene messa in pericolo la vita dei (sempre) "nostri" ragazzi delle forze dell'ordine e di quei pochi che ancora credono possibile 'godersi' una partita di calcio?

Sono indignata e voglio che lo sappiate.

 

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Bravi Maestri

mercoled' 13 ottobre 2010

 Il paese dei doppi pesi e delle mezze misure. Un paese che suo malgrado si nutre delle beceraggini della sua classe politica.

 Questo siamo noi.

 Non voglio ricordarvi le pessime battute, mai cancellate del Premier nè quelle dei suoi ministri che tutti dovrebbero attenersi ad un comportamento rigoroso nel rispetto del loro ruolo e dell' esempio che il loro comportamento dovrebbe dare.Dai palcosceni internazionali abbiamo visto fare le corna, palpare il sedere alla signore, alzare il dito medio (gesto orripilante che se fatto a un romano gli farebbe subito saltare la mosca al naso, ci pensi il titolare di quel gesto reiterato).
Ma veniamo ai fatti. Soltanto qualche giorno fà, certo all'interno di una ristretta cerchia di persone (militari), in visita all' Aquila, l'effervescente Berlusconi se ne è venuto fuori con una barzelletta che offendeva, come suo solito, l' onorevole Rosi Bindi ("una donna non al suo servizio") e chiudeva con una delle bestemmie più forti – sarò imparziale – facendo leva sull'assonanza 'orchidea' :

'ORCO DIO!

fieramente mimandone il finale tra le risate della 'truppa'. Insomma una barzelletta ad hoc, 'da caserma'.

Oggi apprendo che Michele Santoro verrà sanzionato in termini monetari dalla Rai e non andrà in onda la prox settimana perchè nella prima puntata, nell'ambito di uno dei suoi soliti monologhi-arringa, pur restando in tema, ha mandato il presidente Masi a:

AFFA' UN BICCHIERE

Per cercare di capire meglio: Monsignor Fisichella ha assolto paraculamente (un francesismo, sia chiaro) il Premier perchè "se contestualizzata" anche la bestemmia si puo' dire.
Io pur essendo agnostica, per educazione e rispetto verso chi crede, non ho mai bestemmiato ma ma mi sarebbe utile focalzzare meglio la differenza tra una bestemmia 'constetualizzata' da un Premier all'interno di una cerchia di poche persone in un'occasione non proprio allegra, e l'invito "affa un bicchiere" di Michele Santoro espresso nell'ambito di una trasmissione televisiva che è sempre stata border line e che proprio per questo ai vertici RAI non conviene cassare come fu fatto per tanti altri autori o artisti che non ottenevano la stessa audience.


SPQR.
'Sono Porci Questi Romani'oppure
???

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I Bravi Maestri vol. 2

giovedì 14 ottobre 2010


Pugno nel metrò, Maricica in coma irreversibile
La famiglia: "Facile chiedere scusa adesso."

 

 

Tra l'indifferenza dei presenti, dopo la violenta aggressione da parte di giovane ventenne romano ai danni di una giovane donna (madre di un bambino di 3 anni che vive in Romania) mandata quasi al Creatore con un violento pugno per uno stupido diverbio, seguendo la prassi inaugurata e ormai consolidata delle scuse postume, Alessio Burtone, sicuramente anche su consiglio del suo avvocato, così scrive:

"Chiedo umilmente scusa alla signora Hahaianu Maricica per il gesto violento che le ha provocato questa grave situazione. Da quando l'ho saputo dal carcere non riesco più a dormire… ma ciò che più mi interessa oggi è che la signora possa riprendersi. Prego ogni giorno perché lei possa ristabilirsi e porterò sicuramente un rimorso per tutta la vita.
….. Dico ai giovani di non usare violenza, di non sbagliare come ho fatto io perché oltre a far del male alla povera Maricica ho fatto del male a me e a tutta la mia famiglia.
Vi abbraccio e sono vicino al vostro dolore."

Bene. Le scuse inoltrate. Giustizia sarà fatta e tra un fric e frac costui, ci scommetto, nel giro di un paio d'anni con un frullio d'ali sarà dinuovo libero pronto a malmenare qualcun'altro (pare abbia dei precedenti per una lite in strada dell'aprile scorso archiviata).

Giustizia , certezza della pena. Riconoscimento (almeno quello) del dolore causato. E' di questo che lor Signori dibattono nel baillame mediatico palleggiandosi la "Riforma della giustizia"?

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Sit tibi terra levis

venerdì 15 ottobre 2010

 

LA DONNA AGGREDITA

E' morta Maricica Hahaianu.
I medici staccano la spina

Questa non è che un  assaggio dei drammi che accadono in una piccola settimana di un qualsiasi anno di ordinaria follia mentre laggiù in un altrove una farfalla leggermente batte le sue piccole ali.

 

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Il 'tetto di cristallo'

sabato 16 ottobre 2010

Albissola, donna uccisa a coltellate.
L'ex fidanzato confessa l'omicidio

I figlioletti hanno trovato il corpo senza vita di Kamila Lysadorska, cittadina polacca di 30 anni,separata, che da anni viveva in Italia. Confessa l'ex compagno Nicolò Vivado, italiano, che era ancora in possesso delle chiavi di casa.

In una settimana, solo per quanto ci è dato sapere, due donne straniere,  sresidenti in Italia, sono state uccise per mano di due uomini italiani.

Io mi domando come sia ancora possibile illuderci che l' Italia sia un paese ospitale, che gli stranieri siano tutti qui per delinquere, ma soprattutto chi possa ancora illudersi che le donne non siano – lo ripeto con forza – l'anello più debole, indifeso della catena contendendosi il triste primato con i bambini ed i vecchi (dico "vecchi" a ragion veduta).

 

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Tutti al mare, Antigua ci aspetta!

domenica 17 ottobre 2010

 

Report inizia con un concetto talmente semplice da sembrare inutile in un paese 'normale',mentre in Italia creerà non pochi problemi a Milena Gabanelli che ne ha già avute le avvisaglie prima ancora di andare in onda.

"La trasparenza è d'obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa di 55 mq a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell'isola caraibica di AntiguA"

Per prenotazioni week-end o viaggi di nozze, rivolgersi direttamente alla Segreteria della Presidenza del Consiglio.

 

'La vita co(s)mica' di Silvio Berlusconi

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“Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti,

o uomo meschino,

ha sempre il suo intimo rapporto con il cosmo

e un orientamento ad esso.

E anche se tu non t’ accorgi

Non per te infatti questa vita si svolge,

ma tu piuttosto

vieni generato per la vita cosmica” (Platone)

 

 

 

In questi ultime mesi soprattutto, i media danno grande risalto al popolo dei blog, citano esempi, sciorinano dati, insomma sembra che anche noi , anche io nel numero, nella mia vergognosa incapacità di destreggiarmi e di dare compiutezza a un qualsivoglia ragionamento che vada oltre l’infarinatura, ebbene anche io, messa nel calderone, contribuisco a lanciare un segnale, un’impronta, a marcare i sentimenti dei più, di quel popolo, appunto,  che affolla la rete e diventa (fanno diventare) iceberg di riferimento.

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Tutta questa responsabilità porrebbe chiunque di noi difronte al bivio del “Dico o non dico?”, “Ho il do-ve-re?” di fare riferimento di esprimermi in questo terreno melmoso, in questa lava che lava non è ma liquame che piano e inesorabilmente si insinua nelle nostre case, e dunque ci impone la responsabilità di fare dei distinguo.

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Non per pigrizia ma per rispetto di noi tutti vorrei mantenere questo mia spazio silenzioso, non cancellare ma coprire, come si copre con dolore un corpo morto che va in putrefazione al quale vorremmo dare sepoltura mentre c’è ancora chi seziona, scoperchia, analizza e vuole capire “Perché”

..

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L'omologazione della bontà

 In un contesto asettico e bianco che in questi giorni mi circonda e scandisce i miei ritmi, la televisone del sabato sera mi rimanda l’immagine del ‘mio’ sindaco Gianni Alemanno che recita, con voce SUAdente,  lo sguardo perduto nel vuoto del profeta, l’Alemanno va pensiero che spazia in un cielo sereno di  buone intenzioni, di valori che oggi non sono più né di destra né di sinistra. Parla di bene comune, di onestà intellettuale, e invita a restituire alla Storia una verità non più solo parziale (di sx, per capirci), a riconoscere e onorare il diverso valore delle idee che misero gli uni contro gli altri e generò atrocità e caduti ‘bipartisan’. Di fatto esorta  (e non è il solo) a sdoganare un mondo improbabile di uomini ‘diversamente giusti’.

Questo mi ha ricollegato a un intervento sull’Unità (che avevo conservato – un vizio che ho preso da mia madre, ritagliare e conservare, piluccando qua e là sulla carta stampata -) di Bruno Gravagnuolo che radiografava il sorgere e l’affermarsi di un nuovo, preoccupante,  clima buonista che diventa sempre più prassi comune

“…in questa Italia di destra che rifiuta l’antifascismo, si fa drammatico il rischio  di una memoria (bipartisan) liofilizzata e cordiale… mentre invece servirebbe  riconoscere e dare voce alle “nostre” vittime di ieri ed  esplicitare una lotta contro questa omologazione cordiale delle memorie, delle convenienze politiche che stemperano il tragico in diplomazia dei sentimenti.

Diplomazia dei sentimenti e dunque tutti felici e contenti?l

Fermo immagine

 

 

Penso.

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La posizione esprime quanto siano sgualciti anche i pensieri.

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I risvolti di alcune situazioni mi hanno profondamente ferita. No, non si tratta di mie ‘stupide’ aspettative tradite  ma dell’altrui incapacità/volontà di mantenere alto il sentimento che avevano espresso.

“Ogni scelta è speculare a priorità individuali.”

Sta tuonando in lontananza. Temporali in vista.

Prodromo di qualcosa che non funziona neppure nell’estate.

Ecco, piove a dirotto.

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