…e andando a ritroso

 

Tempo di castagne.

Le prime panciute castagne scoppiettano nella padella bucherellata. Profumo d'autunno in tutta casa,

Luca di guardia pronto a girarle una ad una perchè non brucino, lui è paziente, ama stare in cucina.

Oggi sgusciando veloce tra una goccia e l'altra, senza ombrello, davanti alle vetrine della nostra pasticceria troneggiava un grande vassoio con i primi. enormi, marrons glacés di 'produzione artigianale'. .

Di origini incerte, si dice che questa leccornia, primo passaggio alle dolcezze del Paradiso. fosse stata sperimentata verso la fine del seicento alla corte dei Savoia e la ricetta ufficiale dei marrons glacés compare nel trattato "Confetturiere piemontese” stampato a Torino alla fine del settecento anche se poi la prima azienda a produrli fù francese dando adito a una seconda ipotesi che li vede nascere a Lione. 

La preparazione avviene solo in autunno inoltrato con la raccolta delle castagne (i marroni) ed è molto laboriosa tanto da durare almeno dieci giorni, i frutti a macerare in acqua zuccherata con il rischio (reale) che la metà dei marroni, grandi e rigorosamente delle stesse dimensioni, si sbricioli e allora… pur perdendo tutta la loro magnificenza erotica si 'riciclano' vendendoli (sempre a caro prezzo) come “spezzoni” oppure facendone una squisita marmellata.

Mia mamma (e il mi' bimbo ha preso da lei) era molto ghiotta e i marrons glacés erano la sua passione. A Torino li vendevano guarniti con fiori di violetta glassati e in piccoli vassoi, originariamente di cristallo, da 12 

perchè un solo maron glacé soddisfa quanto una fetta di torta, eppure la nostra ghiottona riusciva a finirli in un battibaleno assaporandoli con sguardo sognante e voluttuoso. Ed in effetti è davvero un trionfo dello spirito (e della carne) riempirsene la bocca, il palato, socchiudere gli occhi e concentrare tutti i sensi a tale piacere. 

  Amore è…ricordare mia mamma con quella sua espressione bambina in una domenica quasi invernale, nel disordinato vociare del suo soggiorno con noi figli, con già qualche nipotino gattonante, mentre scarta il primo vassoietto di marrons glacés.

Tempo di castagne.

 

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16 thoughts on “…e andando a ritroso

  1. Kaliparthena ha detto:

    Dopo aver letto questo post l'impulso è quello di uscire fuori malgrado la pioggia e raggiungere il vicino centro commerciale aperto anche la domenica per comprare castagne per me e marrons glacés per la mia mamma, che, proprio come la tua, li adora. Io, invece, preferisco le castagne abbrustolite sulle braci del camino.

  2. timeline ha detto:

    occhi lucidissimi

    ….è una passione che anche io ho ereditato da mia mamma e ogni volta che li compro non posso fare a meno di pensare ai suoi occhi gioiosi mentre li addenta…

    un bacio

    Blue

  3. Simonedejenet ha detto:

    Che belle 🙂

  4. ranafatata ha detto:

    Luoghi diversi, scenari diversi. In questo periodo, qui le vetrine delle pasticcerie si riempiono dei "dolci dei morti": frutta di martorana e "pupi di zuccaro" primi tra tutti, un tripudio di colori, uno spettacolo imperdibile, anch'esso legato solidamente ai ricordi di infanzia. Baci, shera, tra un marron glacé e un altro!

  5. stefanover ha detto:

    stai facendo pubblicità velata al ministro degli interni ????

  6. sherazade2005 ha detto:

    stefano…

    mi è sfuggito qlc? Interni ? mi spieghi?

    sherabenritrovato

  7. sherazade2005 ha detto:

    Kaliparthena

    già pronti una ventina di marroni da fare arrosto per il pomeriggio invece del solito teuccio. Che altro possono fare due amiche quando fuori piove e devono 'spettegolare' un po' per sorridere della vita?

    sheravantilasciamounposticinosuldivano

  8. sherazade2005 ha detto:

    Ranuccia,

    eccoti. AAAdoro i dolci siciliani che un amico-collega di Catania che mi porta sempre 'su' i frutti di martorana e devo dire che la lotta con i marrons glacè è alla pari per bontà.
    sheracheaspettadisaperechecosasuccedeoltrelaraccoltadelleolive

  9. sherazade2005 ha detto:

    Blue

    questi giorni di primo grigiore 'vero' mi riporta ai ricordi di mia mamma che proprio in questi giorni cominciava a stare male. Pero' io preferisco ricordarla come l'ho descritta perchè lei era così: luminosa a dispetto delle disavventure della vita.

    sherachenonhapresodallasuamammaevivesempreinunquasimelodramma

  10. sherazade2005 ha detto:

    Simone?

    non sei ironico vero?

    sherabaciglassati

  11. eretico2004 ha detto:

    ma poi non ti cresce la panzetta??!!

  12. sherazade2005 ha detto:

    Errrrrrrrrr

    ti rispondo con un'altra domanda:
    'Non sarà meglio un rotolin invernale piuttosto che la bocca chiusa a squalo, cattiva cattiva?
    E poi sai come si fà (faccio)? Dove c'è uno stravizio si rimedia il giorno dopo con una geruflessione, anzi tante flessioni

    sheraunsolomarronglacèperfarsorridereanchelapioggia

  13. Lindadicielo ha detto:

    Ho partorito in via dei Gracchi e il primo dono che ho ricevuto è stato un vassoietto di marroni con scaglie di violetta, di un laboratorio artigianale di quelle parti… Un ricordo bellissimo! E capisco la tua mamma: sono uno dei dolci più buoni mai inventati…
    Un bacione.

  14. antares666 ha detto:

    Un immenso abbraccio e buona settimana a te, carissima Sher 🙂  

  15. Rudiae ha detto:

    è scientificamente dimostrato che si mette su ciccia anche solo leggendoti!
    Immaginare le tua mamma che pillucca maron glacè è poesia!
    baci goderecci

  16. eretico2004 ha detto:

    ahahah…Aurora..e come si fa a contraddirti?
    Buon appetito allora

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