Chiedimi se sono felice

“E muto ogni volta

Tendo la mano.

Come se tu,

sventura,

       fossi la vita.”      

Pietro Ingrao ‘Il dubbio dei vincitori’ , 1986

Migranti,  sbarco a Lampedusa, 2016

“Pensammo una torre

Scavammo nella polvere.”    

Pietro Ingrao ‘Il dubbio dei vincitori, 1986

Bombardamento ad Aleppo, 2016

” . . .Mi hai guardato a lungo

Come si saggia un bimbo con lo sguardo

Mi hai detto poi con gentilezza:

ti voglio bene perché sei tanto triste.”

Hermann Hesse, Poesie romantiche

Sallyina l’amorosa,  2017

Un abbraccio particolare lo voglio riservare ad alcune nuove e ‘vecchie’ amicizie che per motivi di tempo non riesco a leggere come mi piacerebbe.

Sereno fine settimana. Teniamoci strettistrettianzistrettissimi

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Stay Human

Piazza della Minerva è una piazza del  centro storico di Roma , nel rione Pigna, ed situata in prossimità del Pantheon.

Il nome Piazza della Minerva deriva dall’originaria esistenza in questo luogo di un tempio fatto erigere da Gneo Pompeo Magno e dedicato appunto a Minerva Calcidica, la cui statua  oggi si trova in Vaticano.

La basilica di Santa Maria sopra Minerva, baricentro dell’intera piazza, era già citata nel VIII secolo  col nome di (ecclesia) “S. Mariae in Minervio”

Al centro della piazza, e voltando le spalle al convento dell’Inquisizione, si trova fin dal 1667 l’elefantino del Bernini, sormontato da un piccolo obelisco, scavato nel chiostro e proveniente dall’Iseum Campensis santuario dedicato alla dea Iside e al suo consorte costruito a Roma nel Campo Marzio.tra il 43 e il 23 a.C.

Penso che tutti i media abbiano riportato l’ennesimo atto vandalico perpetrato ai danni di questa città meravigliosa che è Roma al di là delle sue disfunzioni e delle diatribe politiche.    Questa volta a farne le spese è stato l’Elefantino di Piazza della Minerva ritrovato con una zanna spezzata, per nostra fortuna, prontamente ‘rabberciata’ nell’arco di pochissimi giorni.

Un danno che questa volta mi ha doppiamente e personalmente colpito al cuore e che, sempre più spesso, guardando al degrado generale delle azioni così come dei sentimenti mi fa quasi essere ‘felice’ che mia madre non ci sia più.

Perché adesso? Cosa c’entra con l’Elefantino e Piazza della Minerva mia mamma?   Era nata a Roma, è vero ma mia  mamma nel 1946

si era sposata a Santa Maria in Minerva e la narrazione di questo suo momento da favola era ricorrente ogni volta che insieme a braccetto o di corsa, io sempre indietro  e col fiato corto,  attraversavamo la piazza.

Vandali senza memoria della bellezza, senza cultura per il bello.     Come si può vivere?

Stay Human

Blue mood

“to feel blue” è una forma idiomatica anglosassone per indicare uno stato di incompiuta tristezza , così come la musica blues, fu nelle sue origini  una musica dolorosa, triste, nostalgica

Poi mi viene in mente il ‘periodo blu’ di Picasso  di quando, erano gli albori del Novecento,  dipingeva utilizzando prevalentemente il Blu in tutte le tonalità e sfumature possibili per esaltare con questo colore profondo quanto il nero  una sua esigenza di interiorizzare il vissuto degli emarginati, degli sfruttati, della solitudine e della mancanza di speranza.     La morte suicida del compagno Carles Casagemas con il quale era partito da Barcellona alla volta di Parigi  pare che fosse stato la causa scatenante della sua depressione.

Dunque la tonalità del blu a cui ci si riferisce in termini di “to feel blue” non è il blu del cielo di una giornata di sole
nè il blu dell’oceano

ponza

ma una tonalità molto più scura, quasi vicina all’indaco

chè il blu scuro favorisce il nostro contatto con le verità nascoste, una comunicazione ‘entre nous’, quasi un tuffarsi nel blu incognito e profondo del mare , in una voragine del nostro vissuto interiore

“Allora baciò la servetta a Bolzano, in una camera della Locanda del Cervo, tre giorni dopo la sua fuga dai piombi (.…)

Ogni tanto tra un bacio e l’altro si guardavano intorno con occhi assonnati, come se sollevassero il capo dalle onde per poi lasciarsi ricadere in basso in quel elemento pericoloso e ristoratore, lenitivo e indifferente, pensando :

‘Forse non è poi tanto orribile sprofondare nel nulla! Forse è quanto di meglio possa offrirci la vita: farsi cullare così e perdere la memoria.’

blu

E  infine la vita  necessita di un blu più chiaro affinchè queste verità possano essere espresse all’esterno  finalmente libere e comprensibili.

La saggezza che emerge dai nostri momenti blu va rischiarata con la luminosità del bianco perchè

La serenità è un esercizio quotidiano di concentrazione .

OOOOO

Le foto: Picasso e Mare di Ponza e Selfportrait di Sherazade

Il brano è tratto dal libro La recita di Bolzano (cap. Il bacio) di Sandor Marai che vi caldeggio;

Keb’ Mo’, nome d’arte di Kevin Moore (Los Angeles, 3 ottobre 1951), è un cantautore e musicista statunitense di musica blues.
Ha vinto tre volte il Grammy Award. E’ stato descritto come il collegamento vivente con il blues del Delta, che seguendo il fiume Mississippi si diffuse in tutti gli Stati Uniti.

Siate stoici e dunque felici

“Avere il controllo totale delle cose è una illusione. Però possiamo reagire nel modo migliore evitando di essere di ostacolo a noi stessi”. (forse Seneca o Zenone di Cizio)

Ho finito adesso di innaffiare, non proprio innaffiare perché la terra ancora scotta e l’acqua farebbe male alle piante.
Ho bagnato con lunghi getti la parte di mattonato cocente.
Questo è una sorta di grande gioco acquatico per Sally che soffre molto il caldo. Prende la sua palletta e comincia a sfidare il getto, scivola sul bagnato, è buffissima!, fa piroette su se stessa si diverte un mondo per buoni dieci minuti.
Quando è totalmente da strizzare io mi accovaccio per terra davanti alla mia finestra, lei di fronte, la avvolgo in un asciugamano di quelli triangolari con un cappuccetto a un lato che si utilizza per i neonati e comincio a fregare bel bene. Sono ormai anni che dico che devo immortalare la scena ma ogni volta, anche oggi, me ne dimentico. Più che altro a me viene da ridere perché sembra un piccolo Napoleone!

SallyPalletta

Che caldo!
Con un colpo di reni mi sono distesa per terra a croce, il corpo intero a contatto con il marmo del pavimento. Quasi un brivido. Gli occhi si sono chiusi al tutto e non c’ero più. Io ero sopra di me che mi guardavo e vedevo e sentivo Sally che mi dava piccole leccatine sul viso come per svegliarmi e passava da un lato all’altro del mio corpo come fossi un ponte. E poiché non capiva la mia immobilità ha cominciato ad essere frenetica e morsicchiarmi e invitarmi mugolando al gioco.
Sono tornata in me, troppo grande il timore di darle dolore.
Eppure stavo davvero bene, forse azzardo anche che mi sentivo in pace, felice.
Colomba picasso

Per gli stoici e poi giù ancora molti dopo di loro, inclusa la mia analista junghiana, la felicità la si può ottenere soltanto attraverso l’unica cosa sulla quale esercitiamo un vero controllo ed è il nostro mondo interiore, sta a noi definire ciò che ha valore e ciò che non lo ha per il ‘nostro bene’.

La felicità è tante piccole cose che giorno dopo giorno, e magari notte dopo notte, senza dare niente per scontato, dobbiamo imparare e sapere conquistare e mantenere sempre con nuove formule. Non pensare che tutto sia scontato.

felicità è guardarsi allo specchio, non proprio tutti i giorni perché è cosa difficile e spesso dolorosa, ma il più spesso possibile, ammorbidire i tratti con un sorriso, riconoscersi.

La mia felicità, qui e ora, è un brivido caldo sul pavimento di marmo, i bacetti di Sally, il piccolo ventilatore collegato al pc regalo di una carissima amica

bacicolazione

è l’ idea che qualcuno di voi leggendomi allargherà il mio cerchio, e che nessuno scappi dopo tutta questa melassa.
Anzi venite pure tra un poco in giardino si sta magnificamente.

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Non è mai troppo tardi

“Ballate senza vergogna e sognate la vostra vita perché l’estate mette subbuglio”.

tango

…e questa esortazione grande, immaginifica, racchiude davvero tutto il senso della vita, del suo approcio attraverso la leggerezza disordinata di una vacanza fuori dalle regole quotidiane, fino ad una sregolatezza proficua che passa snche attraverso la contemplazione del mare in solitudine, il miracolo dell’alba, il sognare il proprio futuro ad occhi aperti passando dalla veglia al sonno.
Sapore di una estate da non disperdere.
ponza

Sta facendo il giro dell’Italia la lista dei compiti per le vacanze consegnata agli alunni dal professore Cesare Catà, insegnante al Liceo delle Scienze Umane “Don Bosco” di Fermo

“Al mattino, qualche volta, andate a camminare sulla riva del mare in totale solitudine: guardate come vi si riflette il sole e, pensando alle cose che più amate nella vita, sentitevi felici.
piedini

Leggete, quanto più potete. Ma non perché dovete. Leggete perché l’estate vi ispira avventure e sogni, e leggendo vi sentite simili a rondini in volo. Leggete perché è la migliore forma di rivolta che avete .
la recita

Se vi sentite tristi o spaventati, non vi preoccupate: l’estate, come tutte le cose meravigliose, mette in subbuglio l’anima. ..
ilsogno

Ballate. Senza vergogna. In pista sotto cassa, o in camera vostra. L’estate è una danza, ed è sciocco non farne parte.

danza

Se trovate una persona che vi incanta, diteglielo con tutte la sincerità e la grazia di cui siete capaci. Non importa se lui/lei capirà o meno. Se non lo farà, lui/lei non era il vostro destino; altrimenti, l’estate 2015 sarà la volta dorata sotto cui camminare insieme.
profilo

Nella luce sfavillante o nelle notti calde, sognate come dovrà e potrà essere la vostra vita: nell’estate cercate la forza per non arrendervi mai, e fate di tutto per perseguire quel sogno.
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Fate i bravi.”

Ma questi suggerimenti, credo, debbano essere indirizzati a tutti noi, quale che sia la nostra età, la nostra estate.
Ammirazione e  gratitudine  a Cesare Catà, professore e soprattutto Maestro di vita.

E voi? che ne dite voi?

(foto di sherazade o tratte dal web)

Donne e motori

Seppure da una angolatura diametralmente opposta all’immaginario maschile tutto sessuale, il binomio donne e motori mi rappresenta.
Certamente, le donne le vivo alla Thelma e Louise: complici,amiche, sempre stupefacenti, stronze, antagoniste. Al primo anno di università mi sono lasciata innamorare ed ho amato follemente una mia coetanea ed è stato bello e brutto allo stesso tempo perché tra noi c’era una differenza di fondo che io avvertivo e subivo attraverso il suo fascino, il suo essere – credevo allora – disinibita.
Luce riflessa. Altri tempi, chissà.

Dunque i motori. In uno stop and go tipico delle ore di punta, qualche giorno fa, stanca, sulla mia C1 tra mille suoni sono stata attratta da un borbottio ringhioso e profondo un po’ da leone scontento, affamato.
Fa capolino sul retrovisore e mi si affianca una Ferrari California bianca
Ferrari

ma il traffico era rallentato ed io mi godevo quel ronfare sordo: un antico ricordo a quando S. entrò nella nostra vita tra i timori e le ansie di mia madre.
Presto divenne il nostro (di mio fratello e mio) padre di riferimento e forse il ‘modello’ dei miei futuri compagni. Molto bello perché allora i piloti dell’aereonautica militare ‘dovevano’ essere alti, eleganti nei modi e soprattutto belli. Top gun ante litteram che mi conquistò soprattutto per un altro motivo.
Arrivava su di una Lancia Spitfire decappottabile
Spitfire

‘fichissima’ con la quale ci scarrozzava tutti e quattro, il vento tra i capelli, lungo la strada che portava ai lago di Avigliana dove si passava il pomeriggio.

Ma come se questo non bastasse era capitano pilota di C119 i cosiddetti ‘vagoni volanti’
C119

Ce n’era di che anche per una bimbetta infiocchettata.

Troppo presto S. è volato altissimo fino ad essere invisibile quando in una missione di peace keeping abbatterono il suo aereo (e morirono tutti) ed io sono cresciuta facendo radicare la sua passione per i motori.

Dopo avere lavorato qualche tempo alla Alfa Romeo di Los Angeles sono rientrata a Roma portandomi una meravigliosa Giulietta spyder
Giulietta

e ci sono scesa soltanto due anni dopo quando ormai prossima al parto era diventato difficile, fastidioso e pericoloso lo sfregamento del volante sul pancione.

E se riuscite a immaginarmi provate un po’ a mettere accanto a questa molto gravida giovane donna una biondissima levriera afgana, Pela
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dono di addio di un innamorato abbandonato . Davvero una vera fanatica. E allora?
Correva l’anno… oggi ‘ruzzico, come si dice a Roma su una piccola C1
c1braccialetti

scelta con gran cura e secondo criteri di un utilizzo razionale, vezzeggiata come un gioiellino tanto che, in mezzo al traffico, arriva a fare la furbetta con una Ferrari e sul sedile del passeggero dell’ormai attempata ex velleitaria fanciulla scruta l’orizzonte la magnica Sally-ina
C1sally

Donne e motori e tanta vita.

(foto dal web e di sherazade9

BARBRA STREISAND – THE WAY WE WERE https://youtu.be/zHHB4xh-Mvo</p&gt;

si può dire felicità?

“Un ragazzino solitario acquattato in un nascondiglio sotto un palazzo antico trova lì pure la storia, tiepida ancora, della guerra e dei bombardamenti.
Un portinaio lo nutre e gli insegna a giocare a carte e gli versa a cucchiaini il racconto di Napoli, insorta all’improvviso a scuotersi di dosso la polvere e gli schiaffi.
Una ragazza vuole da lui la verità del sangue.
La felicità è carica di agguato”.
Il giorno prima della felicità – di Erri De Luca

Con il suo modo di narrare talmente alt (r) o, la sua simbologia così forte,  “La felicità è carica di agguato” che  cattura , insinua in noi il dubbio che forse varrebbe la pena ritentare, tuffarsi nella mischia, e lasciare che l’agguato si consolidi in un accerchiamento, bòoccate le  vie di fuga, complice il languore che cede al suo abbraccio. Felicità.

Due parole (mie) su Erri De Luca con qualche attinenza a quanto accaduto giusto un mese fa a Parigi.
Lo scrittore è sotto precesso per «istigazione a delinquere» per parole dette il 1° settembre 2013 al quotidiano online «Huffington Post». Infatti, in una intervista disse queste parole: “la Tav va sabotata” diventando così uno scrittore alla sbarra su richiesta della procura di Torino.
Quale che sia l’esito giudiziario, la vicenda sembra assumere contorni surreali, in un momento in cui, purtroppo, si discutere di nuovo molto della libertà di espressione, ancora sotto shock per l’attentato alla rivista satirica francese Charlie Hebdo,

E’ stato chiesto a De Luca:
Lo scrittore è sempre libero di dire quel che vuole?
«Non mi disturba una condanna. Come scrittore ed essere umano misuro la libertà con me stesso, nel rapporto tra quello che dico e faccio».
La libertà di espressione non è soggetta a un principio di responsabilità?
«Altroché. Io lo esercito difendendo e onorando lo strumento che usiamo in questo momento, la parola».

Già ma in un grigio giorno di pioggia io volevo aggrapparmi ad un piccolo caldo brivido sussurando la parola f.e.l.i.c.i.t.à