Love is in the air part 2

Può succedere che per non soccombere al fardello della realtà si sconfini nell’irrazionale?

Un paio di settimane fa mio fratello mi raccontò che Achille  https://sherazade2011.wordpress.com/2017/01/13/love-is-in-the-air/    in tutta la sua esuberanza, visto un altro cane, lo aveva strattonato violentemente tanto da fargli uscire un’imprecazione.

Perdurando il dolore e andato dal medico di base;  questi gli ha consigliato una lastra e dopo la lastra una ecografia e poiché sul rene si evidenziava una massa scura come un temporale  subito un total body.

Bisogna operare immediatamente, ai primi della prossima settimana.

Il male tacendo stava appropriandosi del rene dx ma si è  arrivati in tempo grazie a quel violento strattone che ha causato  uno strappo muscolare e indotto  F. a farsi vedere.

Ecco perché, forse per molti scioccamente, io dico che Achille non è arrivato per caso e , insisto, non è  un caso che dai 12 anni  in su F. sia cresciuto con una pastore belga talmente dolce e protettiva, l’ombra di mia mamma tanto da diventare, lei, Nonna Lalla

Possiamo (anche) dire che il bene chiama il bene e che il bene è circolare e  che Achille, a sua insaputa,  ha restituito in dose massiccia e insperata l’amore con cui era stato salvato nel parcheggio del supermercato in luglio.

Possiamo (anche) non credere a questi eventi o  essere scettici e diffidenti. Le cose accadranno ugualmente, anche se la consapevolezza al  riguardo sarà diversa.

Io continuerò a pensare che la mano protettiva di nostra madre ha fatto sì che Achille arrivasse per salvare la vita, oggi, del suo figlio più piccolo.

Love is in the air.

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I sogni son desideri

Per Freud l’interpretazione dei sogni è lo strumento per accedere e chiarire il mascheramento presente nei sogni, per arrivare ai contenuti nascosti, al “vero” significato del sogno legato all’ appagamento di un desiderio.

Domenica, complice il sole nel pomeriggio, sono piombata in un sonno profondo di due ore.
Ho sognato mia madre cosa che mi è successa davvero molto raramente lasciandomi al risveglio soltanto una sensazione di piacevolezza, quasi fosse ancora il soffio di una carezza.

Di questo sogno però ho ricordato tutto nel dettaglio.

L’aria era tiepida io e Luigi (il ragazzo ‘alla pari’ che ha abitato con me i cinque anni dell’Università di ingegneria aerospaziale, io lo ospitavo e lui dopo l’università badava a mio figlio che allora aveva 10 anni) stavamo sulla sdraio in terrazza dell’altra casa.
“Come sta tua madre?”
“Sì, sta bene ma è sempre preoccupata per le solite cose”
“…..”
“No, niente ..soltanto che vengano bagnati i fiori e che Francis (mio fratello piccolo) MANGI BENE”.

Perché Luigi? A mia madre Luigi piaceva molto e lo trattava come un figlio acquisito.
I fiori sono una passione di famiglia solo che lei aveva una dote innata nella cura del verde ed il suo terrazzo era una gioia di colori e di piccoli angoli dove mettersi a leggere o chiacchierare.
E Francis? Lui è il nostro fratello più piccolo con 15 anni meno di me, per anni l’ho scarrozzato tra mare e monti sempre velocissimi sul mio duetto spyder rosso … Siamo molto uniti anche adesso che è maritato e padre.
E’ un anno che sta tribolando con i denti. Tra devitalizzazioni e innesti insomma la cosa è pesante ( … e che Francis mangi bene).

Io sono agnostica ma mi rasserena e mi rende più forte il pensiero che nostra madre dal niente in cui fluttua possa vegliare su di noi.
Tralasciando il divino, non credo che tutto di noi finisca in cenere perché resta il ricordo di ciò che siamo stati, dell’amore che abbiamo dato e tramandato, nei gesti unici che ci sembra di riconoscere in un volto estraneo e ce lo rende improvvisamente conosciuto.

Guardo fuori dalla finestra e vedo lì il suo limone in fiore. Anche questo è mia madre.

limone

C’est l’amour

Mio nonno sosteneva che ‘La Rondine è volage’ dando così una connotazione di leggerezza a mia mamma che davvero si chiamava Rondine.
Una semplicità spontanea che rendeva ogni suo pensiero un percorso da scoprire. Non una donna sprovveduta ma una donna che attraverso momenti molto difficili ha cresciuto tre figli come tre…gigli.

Molti anni fa io avevo una cagnoletta, volpina di pomerania, comprata a Portaportese da una vecchiaccia lurida e puzzolente che aveva trasmesso, lei, a tutta la cucciolata, la scabbia. Molto realisticamente il mio compagno disse un NO fermo. Poi la mediazione fù che se finito il giro del mercato la cucciola fosse ancora lì l’avremmo presa. E così fu. Questa è la storia di Wendy dai grandi occhi dolci.

Forse lo stesso anno, una coppia di amici dell’orvietano riuscì ad adottare un bambino di qualche anno, colombiano, che chiamarono Oscar che ora ha superato i 20 anni mentre Wendy che non c’è più è diventata Sally.

Era estate e mia mamma guardando i due, Oscar e Wendy, ruzzare sul prato da cuccioli qual’erano disse più o meno: “Due esseri diversi ma con la stessa grande fortuna di avere trovato l’amore”.
Si fece silenzio, il paragone spiazzo un po’ i novelli genitori, anche i mie fratelli ebbero poi a ridire.
Io no, trovai bella e naturale la riflessione di mia madre.

Al parco con Sally mi capita spesso di vedere passeggiare persone che hanno due cani l’uno ormai vecchio e acciaccato e l’altro giovanissimo e la motivazione è che cosi’ placheranno un po’ il dolore della morte del cane più vecchio con un suo cucciolo o cmq non sentiranno quel grande vuoto che il loro amico lascerà. Una sorta di staffetta amorosa per vincere la separazione che non potrà essere evitata.

Ieri sera ho letto un articoletto:

“Il bebè simbolo della riconciliazione tra USA e Cuba
“Dietro il disgelo tra i due Paesi c’è anche una storia d’amore.Quella del cubano Gerardo Hernàandez, 16 anni prigioniero in Usa per spionaggio, che è riuscito ad avere una figlia da sua moglie grazie alla fecondazione artificiale, lui in America e lei a Cuba. La Casa bianca autorizzò l’invio dello sperma. Poco dopo la nascita della piccola Gema è finito l’embargo e Gerardo ha potuto riabbracciare la moglie Adriana e la sua bimba dopo 16 anni.”

Una nascita telecomandata.
Una bimba nata per riempire il vuoto di un’assenza non è forse come pensare ad un cucciolo per tempo?

chiedimi se sono felice: oggi mo(l)to!

Il 6 maggio di quest’anno, ed ebbi anche a scriverne qui, “Ci” fu rubata la moto che il pargolo era riuscito a (ri)comprasi (tra me e lui di furti di motorini e moto siamo ‘esperti’) aggiungendo alcune rate per coprire il costo che ha finito di pagare lo scorso mese di luglio. Eccolo qui ignaro del futuro sul suo grintoso  Yamaha T-max 500.

Fortunatamente l’assicurazione ha praticamente rimborsato tutto e le voila nuovamente in sella al suo bolide a due ruote il casco pronto e via a festeggiare aggrappata come un bradipo al suo esile corpo. Felicità impudente e violenta.

Io so che vi chiederete ma perché questo benedetto ragazzo insiste a volere questa motona e questo modello che va – a dispetto di antifurto, catena, e garage la notte – ‘a ruba’?
La risposta è scontata per lui e in qualche modo anche per me. Un ragazzo della sua età minimo si comprerebbe una Smart o un altro modello, lui no, estate e inverno prima motorino e poi moto.
Incidenti da parte sua nessuno mentre da parte di automobilisti sconsiderati alcuni. Lo stesso è valso per me. Dopo l’ultimo furto ho desistito definitivamente.
Qualsiasi sia il mezzo che guidiamo è dagli altri che dobbiamo guardarci e addirittura prevedere le mosse.

Felicità? Oh! lui non lo dava a vedere ma quando l’ho accompagnato a ritirarla gli ridevano gli occhiali! Riuscire e rimettersi in sella e completamente con le sue forze economiche gli ha dato un friccicore e anche a me, un senso di orgoglio, di onnipotenza per quel metro e ottantacinque che avevo covato con fatica, partorito con gran dolore e con tante aspettative e batticuore sempiterno per lui che man mano cresceva.

Giro d’onore e battesimo con aperitivo fino al punto più bello da cui si vede tutta Roma sdraiata, riconoscendone dall’alto ogni riferimento: Lo zodiaco.
La magia di quella vista, il sole vivido,  la figura snella in controluce che si staglia, non so se potete immaginare quell’attimo di sospensione misto a smarrimento (no, non è un sogno) che io ho provato.
Mio figlio. Felicità.

Felicità

Sound truck Blues Brothers http://youtu.be/o_manjmO1N0

Merde merde merde!

Lu' e la sua ya500erotti 

 

Questo è mio figlio Luca in sella alla suo Tmax.
Luca non è uno come si dice con i grilli per la testa ma ha una sua fissa: non ha la patente auto e che piova o ci sia il sole è passato dal motorino dei sedici anni alla sua moto da maggiorenne.
A volte per sollecitarlo a prendere anche ‘sta benedetta patente auto gli dico che alla fine succederà che porterà in ospedale la mamma moribonda in moto. Allegria!

Ecco ho appena ricevuto una sua telefonata:

“ma’…MI HANNO RUBATO LA MOTO”

Più tardi avrò i dettagli
e meno male che c’è il blog perchè mi sento una bestia in gabbia, rabbiosa e rancorosa, come quando gli feriscono il suo cucciolo che poi è mio figlio, un ragazzo gentile non un figlio di puttana.. ops no quello noi perchè poi sarei io.

Caxxo è quell’altro il figlio di puttana, quello che ha rubato la moto a un ragazzo che se la sta pagando e che con la moto ci va a lavorare.

Wish You Were Here

 
Chi ha detto che una rondine non fa primavera?

Io, da quando ho uso della ragione, e forse anche prima, quando dentro di lei fluttuando crescevo, io la mia Rondine l’avevo.
la Rondine nata in pieno inverno
la Rondine che mio nonno accolse fra le sue braccia
la Rondine che nel timore di vedersela volare via, lui stesso definiva volage
la Rondine, quella nostra, arrivò un 3 dicembre di tanti anni fa e continuerà a fare primavera nel pensiero di lei macigno e carezza nel respiro del vuoto.

Roma, uggiolosa e fredda, mamma arriva! ti prego, altre rondini seguiranno.

Vorrei che tu fossi qui.

Pensieri collegati (turbolenze

 

Si sono sommati pensieri su pensieri e ricordi.

Tutti collegati tra loro dal gomitolo della vita e della morte. Ricordi che si sono risvegliati in questi ultimi giorni dopo un viaggio più lungo del previsto.

Io, esausta,  con quel piccolo ovetto  perfetto sul ventre dolorante e mio marito che mi abbraccia forte e piangiamo insieme di gioia (finirà ma non il sentimento  che in quel momento ci ha fatto sentire  invincibili).

Il senso di sospensione nella penombra quando ho tenuto stretta la mano di mia madre che si andava raffreddando. Il bacio prolungato sulla sua frante distesa, cosi’ da sempre senza una ruga. Il sorriso. La pace ritrovata non più scalfitta dalla sofferenza.

I pensieri si inanellano  veloci e per muoversi si collegano a mille appigli.  La nostra vita rimane così appesa e tentata tra il fermarsi e il fuggire. Placarsi o prendere coraggio e  dare battaglia.

“Domani nella battaglia pensa a me”. 

 lei e luca

domani-nella-battaglia-pensa-a-me

Le riflessioni, le lucide e spietate constatazioni in merito allo svolgersi degli eventi della vita, alla loro casualità ed imprevedibilità e alla loro mancata concatenazione. 

Il titolo è tratto dal Riccardo III, ed è forse più che altro accattivante.

Non è una detective story ma è costruito con una sapiente dose di suspense.

Se vi fidate un po’ di me, leggetelo. 

…e comunque Buona domenica