Mare nostro

Sperando che qualcuno la metterà in musica
Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
e sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva di vendemmia,
Che abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le riabbassi a tappeto
custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e di madre prima di partire.

Erri De Luca
Lampedusa 2 ottobre 2014

Era il 1992 quando Ivano Fossati scrisse questi versi

‘Mio fratelllo che guardi il mondo
Il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
il cielo non ti guarda
se c’è una strada sotto il mare…

si può dire felicità?

“Un ragazzino solitario acquattato in un nascondiglio sotto un palazzo antico trova lì pure la storia, tiepida ancora, della guerra e dei bombardamenti.
Un portinaio lo nutre e gli insegna a giocare a carte e gli versa a cucchiaini il racconto di Napoli, insorta all’improvviso a scuotersi di dosso la polvere e gli schiaffi.
Una ragazza vuole da lui la verità del sangue.
La felicità è carica di agguato”.
Il giorno prima della felicità – di Erri De Luca

Con il suo modo di narrare talmente alt (r) o, la sua simbologia così forte,  “La felicità è carica di agguato” che  cattura , insinua in noi il dubbio che forse varrebbe la pena ritentare, tuffarsi nella mischia, e lasciare che l’agguato si consolidi in un accerchiamento, bòoccate le  vie di fuga, complice il languore che cede al suo abbraccio. Felicità.

Due parole (mie) su Erri De Luca con qualche attinenza a quanto accaduto giusto un mese fa a Parigi.
Lo scrittore è sotto precesso per «istigazione a delinquere» per parole dette il 1° settembre 2013 al quotidiano online «Huffington Post». Infatti, in una intervista disse queste parole: “la Tav va sabotata” diventando così uno scrittore alla sbarra su richiesta della procura di Torino.
Quale che sia l’esito giudiziario, la vicenda sembra assumere contorni surreali, in un momento in cui, purtroppo, si discutere di nuovo molto della libertà di espressione, ancora sotto shock per l’attentato alla rivista satirica francese Charlie Hebdo,

E’ stato chiesto a De Luca:
Lo scrittore è sempre libero di dire quel che vuole?
«Non mi disturba una condanna. Come scrittore ed essere umano misuro la libertà con me stesso, nel rapporto tra quello che dico e faccio».
La libertà di espressione non è soggetta a un principio di responsabilità?
«Altroché. Io lo esercito difendendo e onorando lo strumento che usiamo in questo momento, la parola».

Già ma in un grigio giorno di pioggia io volevo aggrapparmi ad un piccolo caldo brivido sussurando la parola f.e.l.i.c.i.t.à

Un inutile fucile per stravolgere l'universo

"Sotto il tetto di rami alzava il muso
di notte verso l'alto del cielo,
un ghiaione di sassi illuminati.
A occhi larghi e respiro fumante
fissava le costellazioni, in cui gli
uomini stravedono figure di animali,
l'aquila, l'orsa, lo scorpione, il toro"

"Una farfalla bianca sta sul corno del re dei
camosci, un fucile sta a tracolla del vecchio
cacciatore di montagna…"

Erri De Luca, IL peso della farfalla, ed. Feltrinelli

RomanticaVany aggiunge un altro passaggio:

"Lui ci vedeva i frantumi staccati dai fulmini e i fiocchi di neve sopra il pelo nero di sua madre, il giorno che era fuggito da lei con la sorella, lontano dal suo corpo abbattuto.
D'estate le stelle cadevano a briciole, ardevano in volo spegnendosi sui prati. Allora andava da quelle cadute vicino, a leccarle. Il re assaggiava il sale delle stelle"

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Non solo White Xmass (Shame on it!)

 

 

Da qualunque distanza arriveremo, a milioni di passi
quelli che vanno a piedi non possono essere fermati.

Da nostri fianchi nasce il vostro nuovo mondo,
è nostra la rottura delle acque, la montata del latte.

Voi siete il collo del pianeta, la testa pettinata,
il naso delicato, siete cima di sabbia dell’umanità.

Noi siamo i piedi in marcia per raggiungervi,
vi reggeremo il corpo, fresco di forze nostre.

Spaleremo la neve, allisceremo i prati, batteremo i tappeti
noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo.

Stringetevi nei panni, noi siamo il rosso e il nero della terra,
oltremare i sandali sfondati, lo scirocco.

(Erri De Luca "Solo andata- Riche che vanno troppo spesso a capo").

responsabilità

Il Poeta è per me un operaio specializzato che mette a punto e fa ‘girare’ i miei sentimenti in modo che io possa arrivare a  percepirli in tutta la loro pienezza e viverli e condividerli.

Condivisione: passe.par-tout di una maturata accettazione.

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A mio figlio

 

 

 

“Sono cose che capitano il giorno prima”

“Il giorno prima di che?”

“Il giorno prima della felicità.”

Erri de Luca (Luca!!!)

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Era ieri all’ora di oggi. Certo, il giorno prima della felicità che racchiude il senso della mia vita, e in parte della sua.

 

Era ieri all’ora di oggi di tanti anni fa che, con quanta più forza ho potuto,  ho spinto fuori dal suo nido buio e rassicurante quell’esserino un po’  rattrappito che al contatto della luce ha lanciato un grido acutissimo.

 

Era ieri all’ora di oggi che io e il mio compagno piangevamo abbracciati, entrambi spossati da quel ‘miracolo’ che tuttavia non ci ha salvaguardato.

 

Era ieri, qualche ora dopo, quasi come oggi,  che l’ho stretto per la prima volta tra le mie braccia, lineamenti di porcellana, con quel suo odore inconfondibile di cucciolo che hanno tutti i cuccioli.

 

Ed è oggi, all’ora precisissima di oggi –  31 luglio – che vi lascio in tutta  fretta perché tra poco sentirò la sua voce chiamarmi:

 

 “Mà?!”

 

Buon compleanno Luca mio!

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Prego, prego, si accomodassino tutti: si BBBrinda!

 

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