Don't worry, be happy

 ( famolo strano )

 
 

In un mondo senza più desideri, sempre più povero, dove i cavoli sono transgenici, le cicogne volano lontano dai camini del nord,  dove i ricchi sono sempre più ricchi e immaginifici, dove prenotare il viaggio per/sulla luna, anche quello è già stato fatto, i bambini – ora – in questo millennio avveniristico anche loro sono diventati giocattoli di lusso, porte-bonheur, scacciapensieri,
surrogati al tutto che già si possiede,  e si comprano e si scambiano passando da un utero in affitto ad una villa megagalattica di proprietà, da spermatozoi di  inseminatori specializzati, debitamente ripuliti, a donne mature che ritrovano la vena canora, al 63enne cantante omosessuale che conclude il suo ciclo di rock star (“non posso competere con le Lady Gaga di oggi”) in uno dei tanti manieri comprati al suono di  milioni di  “Candle in the wind”, senza tralasciare l’ancor giovane e aitante  cantante pop che alla luce del giorno dopo il suo liberatorio coming out ri-compare con un nuovo figlioletto 'scodellato' su ordinazione.

 

E ora..
 
ditemi che i bambini sono ancora “un dono” o un “incidente di percorso”.
ridatemi Sigmund Freud!
ricordatemi che esistono i bambini,  quelli tradizionali, forse obsoleti, che per crescere devono uccidere il padre e tagliare il cordone ombelicale dalla propria madre.
 
No..
 
voglio tornare bambina, io, al tremore del primo amore, libera di credere che i bambini nascono con un bacio sulle labbra chiuse sui denti a cerniera.

MargheritinaBUON ANNO NUOVO 2011, BENVENUTO!
(si butta il 2010 ed arriva il bambino 2011)

 

Libri. Mille e una vita da raccontare

Chiuso, momentaneamente, fino al prossimo

Buon  Anno 2011 

(la Sally-ina, dicembre 2009)

La zia Monica avrebbe voluto essere un palloncino di quelli che i bambini si lasciano sfuggire in cielo, per  poi piangerli come se avessero fatto qualcosa per non perderli.”
 
La zia Leonor aveva l’ombelico più bello che si fosse mai visto. Un piccolo punto affondato proprio al centro del ventre piattissimo. Aveva la schiena lentigginosa e le natiche rotonde e sode come le brocche da cui bevevo da piccola.”
 
La zia Daniela si innamorò come si innamorano sempre le donne intelligenti, come un’idiota.”
 
“C’è gente contro cui la vita si accanisce, gente che non ha periodi di sfortuna, bensì una serie continua di tormente.
Quasi sempre queste persone diventano lamentose……..
Questo non accadeva mai alla zia Ofelia, perché nonostante la vita l’avesse assediata varie volte…..
Era una donna dalle braccia forti e dall’espressione allegra………
Un giorno svelò il suo segreto ad una giovane donna il cui dolore sembrava non avere rimedio:
 
“Ci sono molti modi di suddividere gli esseri umani” le disse “. “Io li divido tra quelli con le rughe all’insù e quelli con le rughe all’ingiù, ed io voglio far parte della prima categoria. Voglio che la mia faccia da vecchia non sia triste, voglio avere le rughe che vengono dal riso, e portarle con me all’altro mondo. Chissà che cosa dovremo affrontare laggiù”.

 
Mi è quasi caduto in testa mentre mi destreggiavo intorno alla libreria questo struggente “Donne dagli occhi grandi” di Angeles Mastretta che rivisitando l’espediente de Le mille e una notte,  ruota intorno ai racconti e alla lotta che una madre ingaggia contro la morte della propria bambina malata raccontandole le vicende delle sue antenate fotografate in un mondo tutto al ‘femminile’in cui  tutte loro con la delicatezza di un merletto vengono colte in momenti cruciali della loro vita dove, tuttavia, gli uomini mantengono sempre un ruolo – ebbene sì – determinante nelle scelte.
 

Regaliamoci libri, regaliamoli.
Questo libro piovuto dall’alto è il mio regalo per voi.
E voi a me?  Cosa vorreste che io leggessi?

 

Bethlehem Christmas

 

 

CHI SONO I COLONI? Secondo il diritto internazionale la Gerusalemme Est, Cisgiordania e Gaza sono "territori occupati" in quantoIsraele se ne e' impossessata a seguito della guerra del 1967.

E' quindi importante sottolineare che le attivita' israeliane
in Gerusalemme Est, Cisgiordania e Gaza sono attivita' di
"COLONIZZAZIONE", cio' che stanno costruendo sono
"COLONIE", e le persone che vivono nelle colonie si chiamano
"COLONI" (che non sono necessariamente agricoltori!).

E se non fosse ancora chiaro, la stessa Corte Suprema Israeliana li chiama insediamenti (settlements) "ebraici" in quanto in essi vivono soltanto ebrei.
Il termine esatto sarebbe quindi "COLONIE EBRAICHE".

Si avvicina per noi un lungo, scintillante periodo di feste mentre laggiù
in Terra Santa continua una guerra buia entro mura e recinti dove i bambini non hanno diritto a sognare
un Santo Natale.

Berlusconi vs/ Pirro Re dell'Epiro

Ci aggiorna Plutarco su di una vittoria tale  che, per la sua conclusione, è divenuta sinonimo di disfatta.
Il ‘nostro’ Pirro, oggi, sappiamo bene chi è soltanto che costui non è saggio né lungimirante e non è in grado di valutare con serietà l’inizio della sua ‘rovina’.

 

Gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che

un'altra vittoria così sui Romani e sarò rovinato”.

Questo perché aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c'erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano.”

(e fin qui rapportato ai fatti attuali ci saremmo ma…)

“Dall'altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra. 

(Al contrario, leggendo questa seconda parte mi prende un grande smarrimento, mi guardo intorno  perché questo “campo” a me non sembra riempirsi di “uomini freschi” e men che mai capace di “raccogliere nuove forze, , e nuova risolutezza per continuare la guerra.).

Dichiarazioni ANSA ore 18.00

FINI: La vittoria numerica c’è…disastrosa folgorazione sulla via di Damasco di 3 esponenti Fli…se B. ha vinto in termini politici sarà chiaro in poche settimane.

 
MARONI:  o si allarga la maggioranza o al voto.
 
BERSANI: Non cambia nulla, non ce la fa. La crisi politica esce drammatizzata. …solo 3 voti di vantaggio.
 
D’ALEMA: In sostanza il Governo vince per 3-4 voti comprati…314 voti ‘raccattati’ in questo modo non sono la base per governare il Paese.
 
PISANU. Bene Fiducia ma “Del  doman non v’è certezza”
 
BOCCHINO: E  mo’ che ci fa Berlusconi con la fiducia? (riferimento togliattiano a Paletta che occupo’ la Prefettura contro Scelba)
 
CICCHITTO: E’ fallito il disegno del ribaltone nei confronti di B….dopo di che affronteremo i problemi politici conseguenti…

Slum Symphony

 

 

  

…perché la vita non è sempre quella che si è sognata.

  
Si parla tanto di azioni positive: eccone una che nasce dall’incredibile carica di umanità e di elevate esperienze messe a disposizione di una tra i progetti sociali più innovativi del panorama internazionale: il Sistema di Orchestre Infantili e Giovanili del Venezuela che da oltre trenta anni opera in questo paese.
 

Il Venezuela ha un sottosuolo ricchissimo ed è stato da sempre segnato da forti contrasti sociali tra immense ricchezze ed altrettanto immense baraccopoli.
In questo contesto è nato e si è radicato il Sistema di Orchestre  voluto negli anni ‘70 dal suo fondatore, il Maestro José A. Abreu Anselmi. Il progetto racchiude un insieme di 157 orchestre con relativi nuclei didattici disseminati su tutto il territorio che portano lo studio gratuito della musica, proprio in quelle zone dove sono più alte le probabilità di incorrere nei rischi della vita di strada, del degrado familiare e della criminalità comune.
Attraverso questa fitta rete viene offerta l’opportunità a circa 300.000 bambini (all’inizio del 2004 erano 125.000 ) dalle Ande sino all’Amazzonia di poter studiare musica partendo dai primi rudimenti utilizzando una metodologia che si identifica col gioco. 


 
Tra tutte si è distinta per il suo valore artistico l’Orchestra Sinfonica Giovanile Simon Bolivar, con componenti che vanno dai 12 anni ai 25 anni, spesso in tournée per il mondo dagli Stati Uniti, alla Spagna, all’Italia, coinvolgendo nei loro recital artisti del calibro di Placido Domingo, dei Maestri Giuseppe Sinopoli, Simon Rattle e Claudio Abbado ed altri ancora.
 
Da questa vicenda artistica, è stato tratto un documentario presentato al Fiction  Fest 2010  di Roma, girato in stile cinematografico, che ha seguito periodicamente, per ben cinque anni (dall’inizio del 2004 sino alla fine del 2009), alcune storie di questi bambini divenuti ragazzi,  di diverse condizioni sociali, ed area geografica del paese, nel loro percorso  quotidiano, sia musicale che di vita, oltre che ‘fissarli’ nell’eccezionalità dei concerti.
Attraverso l’impegno e la dedizione si è riesciti a far  appassionare alla musica classica centinaia di migliaia di bambini  portandoli innanzi tutto ad avere un miglior rapporto con il mondo che li circonda e a ‘sognare’ un avvenire migliore. A tentare una scelta diversa.
Questa è la sfida degli insegnanti di musica:
“Mi è capitato di dovermi buttare per terra con i bambini mentre facevo lezione, a causa di improvvise sparatorie tra bande rivali, e di vedere lo sguardo di ammirazione di alcuni di loro nei confronti di chi aveva un’arma e sapeva usarla. Fare in modo che  quello sguardo di ammirazione si trasferisca verso chi sa suonare uno strumento musicale è la grande soddisfazione e il grande regalo che ci dà questo lavoro. Fare in modo che quell’arma venga sostituita da un violino o da un clarinetto, dà un nuovo senso alla loro vita.” 
 

 
Un lavoro duro, costruito con tenacia e umiltà, partito dal desiderio di mettere a disposizione le proprie capacità (non i propri soldi) per appassionare una gioventù dilaniata  accompagnandola in questi quattro anni trascorsi, attraverso cambiamenti forti dall’infanzia all’adolescenza. Quattro anni segnati anche da grandi difficoltà e da lacrime lenite dai progressi ottenuti stringendo tra le braccia un arma tanto docile,  dolce e melodiosa.
 
Chi ha detto, dunque, con tanta sicumera che:
 
“con l’Arte non si mangia!” ? Già..ma sicuramente si vola alto e leggeri.
 

A SLUM SYMPHONY
Allegro crescendo
Sabato 11 dicembre
Ore 21.30 RAI3

 

 

 

Who is Who in Italy

Oggi, in macchina, ascoltavo alla radio una dotta scrittrice disquisire con voce ben impostata (andranno tutti a scuola di dizione questi nostri scrittori anche un po’ privi di ironia?) della bellezza del giocare con le parole e naturalmente faceva riferimento a Gianni Rodari che in questo fù delicato  maestro mai in cattedra.
Chiudendo la trasmissione il  conduttore le chiede: “Ha letto qualcosa di Federcio Moccia?”
Risposta :”No e giammai lo farò”.
  

Dissento fortemente (quando mai?).

 Una persona che fà della scrittura il tramite per comunicare con gli altri come può non conoscere Moccia e tutto quello che si muove nell’ambito giovanile intorno al ‘fenomeno’ Moccia?
Se una colonna di Ponte Milvio, a Roma, è stata ricoperta di lucchetti avrà ben un (non)senso che vale la pena di indagare? Se ha venduto tante mila copia chi le avrà comprate?

 
Mi viene in mente un dibattito televisivo incentrato sulla (losca) figura di Fabrizio Corona il quale rivolto alla mia amica e compagna Livia Turco provocatoriamente le chiese “Ma come lei non mi conosce?” e lei sprovveduta:  “No! Non la conosco  non so e non voglio sapere niente di lei”.
“Scusi ma lei non legge i giornali?”
(ovviamente erano i giorni in cui Corona era su tutti i quotidiani in prima pagina per  le sue foto con ricatto a varie personalità) “No – ribatte la Turco indignata – io dei giornali leggo solo le pagine politiche.”

Livia. Livia! Che autogol! Ti sei data la zappa sul piede perché intorno alla figura (figuro) di  Fabrizio Corona (e Lele Mora, in tandem)  ruota tutto un sottobosco di fanciulline in fiore date in pasto ai maschi (di potere), girano lenoni ed escort, droga e festini, seggi parlamentari,girano cifre che raramente noi vediamo in tutto un mese, che dico un mese? un anno, di lavoro.
Dire di non conoscere Fabrizio Corona, per chiunque sia in politica, soprattutto se onestamente, è una forma di stupido snobbismo che non porta a conoscere e combattere atteggiamenti malsani, stili di vita indecorosi e indecenti che ci si ritorcono contro e che il berlusconismo ha premiato e premia con il placet del …premier.


 

nota: "Who is Who" è un annuario dove sono inserite le personalità più in vista,insigni, del mondo. 

Chi vorreste inserire, voi, nel bene o nel male?

 

Il corpo di donna..

Giornata internazionale per
eliminare la violenza contro le donne

 
Nell’ultimo anno dello scorso millennio, il 1999, l’Assemblea Nazionale delle Nazioni Unite ha designato il 25 Novembre come Giornata Int.le per l’eliminazione della violenza contro le donne.
L’ONU ufficializzò tale data su segnalazione di un gruppo di donne attiviste Latinoamericane e dei Carabi in ricordo del brutale assassinio, avvenuto nel 1960,  a opera del dittatore latino-americano Rafael trujillo, delle tre sorelle Mirabal mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione. Esse furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio Militare di Intelligenza, furono torturate, massacrate a colpi di manganelli e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente
 
In Italia la prima volta che venne ricordata la data del 25 novembre fù nel 2005 per iniziativa di vari centri anti-violenza e Amnesty Internazional.

 
Non mi pare che nei giorni passati si sia dato risalto o – peggio – che sia stato organizzata una manifestazione nazionale per ricordare questo silenzioso dramma quotidiano che mai come oggi fa tanta ‘audience’ (mi riferisco , ultimo in ordine di tempo e clamore, alla giovane Sarah che ha pagato con la morte non si sa ancora bene ad opera di chi, ma pur sempre in famiglia) e dove il 90% delle operazioni pubblicitarie si fa sul corpo delle donne. Ma questo è un altro discorso.
 
 

 

 
In Italia donna su 3
tra i 16 e i 70 anni,  e dunque in un arco di  vita che copre dalla giovinezza alla maturità avanzata,  è stata vittima della violenza di un uomo.
Secondo i dati dell'Istat  2008,  ricavati unicamente dalle donne che sono ‘uscite allo scoperto’, sono
6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale,
milioni quelle che hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata.
Si tratta di violenze domestiche soprattutto a danno di mogli e fidanzate:

8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa.
milione di donne hanno subito u no stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner.
 

Il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato.
Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno.
Gli autori sono degli sconosciuti 1 volta su 4, nello stesso numero di casi, sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti. 

 
 
dati scorporati da Il Sole 24ore, giugno 2009.

Corpo di donna…

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.

Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.

Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.
Pablo Neruda

Adriana Zarri un'anima lieve

 
La notte del 20 novembre,  a 91 anni,  è morta Adriana Zarri
 
“E' stata la prima donna laica ad essere ammessa nel direttivo dell'Associazione teologica italiana e ha fatto discutere per aver infranto il monopolio del pensiero teologico in modo rigoroso ed aver criticato le gerarchie ecclesiali. "Fu lei – scrive Repubblica – a rompere il ghiaccio maschilista rivendicando il carisma femminile del discorso di Dio e difese la legge sull'aborto". 
 
“Cantava i suoi salmi all’alba con gli uccelli, i gatti e le ortensie, il suo tempio era il creato…”

 
Questa immagine ha fatto scattare in me un lontanissimo ricordo, emozionante ancora oggi tanto da volerlo condividere con voi. Farvi dono di qualcosa di lei che esce dalla sua biografia 'ufficiale' perchè
Lei, come molte altre belle persone, lei fà parte dell’ inestimabile bagaglio culturale del mio lavoro.
Scrittrice, uscirà ormai postumo a febbraio il suo ultimo libro "Un eremo non è un guscio di lumaca". Collaborò con riviste come  Micromega, e La rocca, quotidiani tra cui il Manifesto, da lassù nel suo casolare mai isolata dal mondo che accoglieva indistintamente tutti.

Viveva ad Albiano un piccolo paese delle Langhe ed è lì che andammo ad incontrarla, una donnina piccola e dolce che somigliava molto alla mia nonna piemontese nell’apparenza severa,  ed in seguito si stabilì tra lei e il nostro Centro studi (perdonatemi la vaghezza dei dettagli) un profondo legame di pensiero.
Erano i tempi del ‘vecchio’ Pci, così avanti e lungimirante in alcune sue componenti, in una sua cultura di aperture concrete di dialogo che nulla avevano a che vedere con le strategie di Palazzo di D’Alema, l’esterofilia veltroniana allora segretario abbastanza trasparente della Fgci. Bersani non si era ancora trasferito a Roma ed era, credo, segretario di federazione in Emilia.  Insomma, un’altra Storia.
 
Di Adriana Zarri ho un preziosissimo ricordo, dicevo,  che risale a  quegli anni.
Arrivò il Natale ed in ufficio mi fù recapitato un piccolo pacco postale: proprio a me da lei.
Ricordo la sorpresa, l’ho scartato e dentro vi era una scatola quadrata con disegno scozzese rosso e blu che racchiudeva un nido vero che ancora profumava di bosco e muschio, testimonianza del suo immenso amore per la natura,  e al centro un uccellino in legno.
Il biglietto di auguri purtroppo si è perso nei miei traslochi ma ne ricordo il senso: ‘il nido l’ho raccolto a terra, diversamente non l’avrei toccato, e te ne faccio dono…’
La scatoletta scozzese è ancora lì,  sulla mia libreria,  chissà cosa penserebbe Adriana sapendo che dentro, da anni,  ci tengo tanti bottoni scompagnati, colorate anime solitaria.

E' morta Adriana Zarri, ho detto a mio figlio e lui mi ha risposto:
"Chi era?"
Ed io gli ho ricordato una storia lontana, un piccolo luminoso passaggio della mia vita.

 

Non mi vestite di nero:
è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco:
è superbo e retorico.
Vestitemi
a fiori gialli e rossi
e con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse
ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e sulla croce,
la tua resurrezione.

E, sulla tomba,
non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie
che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra
che scriva, a primavera,
un’epigrafe d’erba.
E dirà
che ho vissuto,
che attendo.
E scriverà il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.

Adriana Zarri (1919-18/11/2010)
 

Priorità

 
 

“L’accessorio necessario”

 
Così viene presentato da una nota rivista uno dei pezzi cult della prox stagione invernale (ormai iniziata ma io dal parrucchiere l’ho letta in  ritardo, infatti la notizia è del settembre scorso)   la micro tracolla di pelle o alligatore con dettagli dorati di Ralph Lauren disponibile anche nel negozio milanese di via Montenapoleone: 400 (quattrocento) metri quadri appena (anche qui vale il ritardo della rivista)  rinnovati dove, oltre all’abbigliamento  “tra pareti di mogano e intonaci veneziani, gli accessori sono i nuovi protagonisti”  a cifre accessibilissime (si sa Montenapoleone non è viale Jonio,) che si aggirano, restando alla borsettina “accessorio necessario”  intorno ai 17mila dollari, monetina più,  monetina meno.
Non sottovalutiamo che con il cambio in euro noi risparmiamo un tantinin …circa?
Oh! fate voi perché io in matematica sono  sempre stata un po’ somara.
 
Siccome il Santo Natale si avvicina e il Babbo Natale comincia a annotare i suoi impegni,  se qualcuno volesse anticiparsi nel regalarmela, in alligatore, of corse,  credo che dovrei essere chiara fino in fondo e ammettere prosaicamente che al posto della preziosa tracollina, io sto vagheggiando un carrellino per la spesa, piccolo e pieghevole,  che ho visto nel nuovo negozio di cinesi, giusto dietro casa mia,  il costo ammonta  già direttamente in euro a 18, ovviamente se volete risparmiare un poco forse la si potrebbe acquistare via internet in dollari a circa…mmm …sempre somara in matematica  resto.
 

 
 

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