Il corpo violato

 

 

L'altro giorno leggiucchiavo una delle mille ricerche raffazzonate. Questa volta si parlava di bambine e di come la pubertà dai 12 anni fosse passata agli 11 se non ai dieci. Molto dipende dall'alimentazione ma si mettevano in campo anche fattori, come dire?, di assimilazione al modello femminile proposto dai mass media.

Sempre recentemente ho letto di una diatriba tra 'opinionisti' (come si diventa opinionisti mi piacerebbe saperlo per poterne valutare l' autorevolezza ben oltre i miei pregiudizi di frante ad una Lory Del Santo piuttosto che un…come si chiama un tal ragazzotto uscito da uno dei tanti reality e che ha trovato la sua massima collocazione in televisione dove sputa sentenze spacciate per 'verbo'.?) insomma si dibatteva sui bambini di una gara canora che si esibivano (scimmiottavano) cantando canzoni dal contenuto adulto e se non fosse, invece, molto più adatto alla loro età Cino Tortorella con il suo Zecchino d'oro e i Quarantaquattro gatti in fila per tre con resto di due.

Pare di no ed allora l'asticella del confine tra i luoghi del bambino e quelli dell'adulto si sposa sempre in avanti.

Una ragazzina di 15 anni che si apre vari profili su FB con la scusa assai improbabile di avere perso le password, che chatta con ragazzi molto più grandi di lei, che desidera scappare dalla cerchia ristretta di un piccolo paese, e alla quale la madre permette di andare in giro fino all'alba, certo con la cugina ventenne, ma anche con ragazzi di quasi trent'anni. Che madre è mai quella che non solo non vieta alla figlia minorenne di uscire la sera ma, se anche fosse, non le pone un limite e non l'aspetta sveglia? Non la guarda dritta negli occhi, non la "fiuta" come un segugio che ne ripercorre a ritroso la strada.

Una bambina a tutti gli effetti che si trucca alla moda e che per ingraziarsi le attenzioni maschili si finge già grande.

Ma le cose più orrende arrivano inaspettate, anche di giorno, in un giorno di estate nel quale viene programmata una normalissima passeggiata al mare lì vicino.

Ed è proprio in una delle poche volte che la madre potrebbe stare tranquilla che '"orco" si materializza alle due di quel pomeriggio nella figura dello zio. Uno zio che aveva da tempo messo addosso gli occhi a quella ragazzina che stava sbocciando e sulla quale aveva indirizzato i suoi orrendi, inaccettabili, desideri.

Desideri e attenzioni, pare, non graditi ed allora nella sua foia il maschio uccide la bambina senza rispetto, senza pensare che quella ragazzina lui l'aveva vista nascere e che da lui avrebbe dovuto ricevere affetto e fiducia.

Ancora una volta, statische attendibili che io non ho alla mano, dicono che i peggiori carnefici di noi donne, fanciulle o bambine, sia quell' "orco" che troppo spesso vive acquattato all'interno della cerchia famigliare.

Gran brutto mo(n)do morire a quindici anni in un giorno d'estate con un piccolo bikini sottobraccio.