Pensammo una torre

«Quando dico “volevo la luna” (*), nomino l’esigenza di un salto, prima di tutto nel linguaggio e nelle relazioni.
Nella politica è questo che mi coinvolge:
nella vita umana le leggi contano, e dunque l’attività legislativa è importante, non può essere sottovalutata.
Ma c’è un di più nella politica che è comunicazione, relazione. Una relazione che assume le forme più strane, particolari. Questo in me si è unito spesso con… come lo vogliamo chiamare? ma sì, chiamiamolo amore per la natura. I cieli, le inclinazioni del tempo che scorre, l’alzarsi della luna nelle notti di estate: mi ha sempre trascinato, mi ha dato molta emozione».
Pietro Ingrao

luna piena
Foto dal web

Potete ora immaginare il progressivo deterioramento del mio rapporto con l’attuale (si fa per dire) politica e i suoi azzeccagarbugli arroganti, accecati da uno straccio di momentaneo ‘potere’?

(*) Volevo la luna è anche il titolo della autobiografia di Pietro Ingrao
“Queste memorie sono in qualche modo la ricostruzione di una vicenda personalee sociale nelle insanguinate vicende del mio tempo..”

È una lettura che vi suggerisco, per queste declinanti notti d’estate, che sicuramente vi arricchirà e rendera giustizia – al di là degli eventi e dei gravi, spesso reiterati, errori di valutazione che ci sono stati – alla politica che non c’è più:

“Pensammo una torre
Costruimmo nella polvere”

Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi più che mai Oggi ne abbiamo ben donde 🌷💙

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Settembre, andiamo

Non sono una troppo ciarliera ma mi piace creare un rapporto con le persone con cui ho a che fare.
Questo rende vivibile anche una grande città come Roma perché se conosci i tuoi vicini tutto può diventare più semplice.
Avrei molti aneddoti da raccontare – ed alcuni li ho anche raccontati qui – l’ultimo e il più toccante che mi ha anche fatto rabbrividire è quello che mi è accaduto oggi.
Sono andata in banca, alla piccola succursale della mia ‘grande’ banca e lì ho incrociato il vecchio direttore, un gran bel signore, in tutti i sensi, andato in pesnione un paio d’ anni fa.
Divorziato e single (ma come mai si direbbe in italiano? signorino di ritorno?) con la passione del mare e dunque con l’intenzione di trovare una casa al mare.
Oggi l’ho visto bello abbronzato e gli ho chiesto se finalmente avesse trovato la casa e dove.
Lui mi risposto che la casa l’aveva trovata e persa allo stesso tempo per pressanti ‘motivi famigliari’.
Io ho cercato di non essere invadente ma lui mi ha spiegato che nell’arco degli ultimi mesi sia la sorella che il cognato si erano ritrovati senza lavoro, un figlio che studia ancora e il mutuo. Così per il momento ha accantonato il suo progetto.
Voi potrete obiettare che molti dopo una vita di lavoro non possono permettersi di investire in una casetta al mare ma non è questo il punto.

La questione, serissima, è che questo forte legame parentale che ci rende forse unici , sopperisce al tracollo del nostro Paese, lo dilaziona.
E’ di oggi la notizia che la disoccupazione ‘resta stabile’ ma la disoccupazione giovanile sale al 39%.
E si sa, ed io so direttamente non dai giornali o dalle statistiche, di molti figli ritornati all’ovile perché hanno perduto il lavoro. So di adulti che vivono della pensione dei o del genitore. Questo è Il wellfare italiano.
Mentre il Paese si frantuma, sotto i nostri occhi , le stesse imperturbabili facce (facce di tolla) di politici  uniti dallo stesso senso di sfiducia del proprio elettorato, tentano di salvarsi l’un l’altro.

Basta! Lasciatemelo dire.
Basta con questa farsa di mr. B. condannato per un reato gravissimo che lede gli interessi economici di tutti. compresi i dipendenti delle sue imprese.
Non parliamo di scontrini fiscali! Qui non si tratta di votare la parentela di tal Rubi rubacuori. Parliamo di milioni di euro, di compravendita di deputati come fossero vacche anzi porci tanto da votare una legge elettorale definita porcellum!
Una novella Fattoria degli animali e al vertice, appunto, i maiali.

George Orwell – La fattoria degli animali

Il tuca tuca, l'età dell'innocenza

"Ruby, le feste e il Cavaliere".
 la Repubblica.it, 28 ottobre2010 – ore 12.

 

Questo titolone che campeggiava oggi su alcuni giornali, a me povera donnetta di mezza età vagamente acculturata, ha riportato, inopinatamente, ai volumi storici di George Duby, esimio professore di storia del Medioevo, che ha scritto molti libri tra cui, appunto, "Il cavaliere, la donna e il prete" o, anche, "Medioevo maschio", edizioni Laterza, ed ho pensato che siamo davvero in un Medioevo basso, bassissimo e dunque sorridiamo è vicino il Rinascimento, o no?

Per quel che riguarda la 'nipote di Mubarak' anche lei minorenne entrata nel tritacarne presidenziale, della nuova pratica del 'bunga bunga' che il solerte cavaliere ha appreso nello scambio approfondito di visite al leader libico Gheddafi (dio ci scampi e liberi da chissà quanti e quali altri divertissements ha appreso nelle dacie del compagno di pesca Putin) non mi interessa più di tanto : affaracci – sporchi affaracci – loro.

Chi di dovere approfondirà se questa fanciulla ha detto il vero (pare proprio che cmq almeno tre 'visite' ad Arcore ci siano state, ci sono i soliti gioiellini stemmati, ed i nomi dei presenti sono talmente tanti che basterebbe fare confronti incrociati per arrivare anche solo a una parte della verità) cui prodest?

Quello che a me preme più di ogni altra cosa, più ancora della ulteriore perdita di dignità e di fango che continuerà a insozzare il nostro Paese e noi, ò la domanda priva di retorici moralismi con cui chiudeva l'articolo de La Repubblica:

"È responsabile esporre il presidente del Consiglio italiano in situazioni così vulnerabili e pericolose per la sicurezza dell'istituzione che rappresenta?"

riso amaro, il nostro

 

Un inutile fucile per stravolgere l'universo

"Sotto il tetto di rami alzava il muso
di notte verso l'alto del cielo,
un ghiaione di sassi illuminati.
A occhi larghi e respiro fumante
fissava le costellazioni, in cui gli
uomini stravedono figure di animali,
l'aquila, l'orsa, lo scorpione, il toro"

"Una farfalla bianca sta sul corno del re dei
camosci, un fucile sta a tracolla del vecchio
cacciatore di montagna…"

Erri De Luca, IL peso della farfalla, ed. Feltrinelli

RomanticaVany aggiunge un altro passaggio:

"Lui ci vedeva i frantumi staccati dai fulmini e i fiocchi di neve sopra il pelo nero di sua madre, il giorno che era fuggito da lei con la sorella, lontano dal suo corpo abbattuto.
D'estate le stelle cadevano a briciole, ardevano in volo spegnendosi sui prati. Allora andava da quelle cadute vicino, a leccarle. Il re assaggiava il sale delle stelle"

.

 

Sesso e volentieri (tutto il resto è noia)

 

 

 

Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) – Le maratone sessuali si rivelano sfiancanti, ma anche noiose. E inutili. Per un rapporto soddisfacente bastano dieci minuti: la durata "perfetta" secondo la maggior parte delle persone. Lo rivela un’indagine condotta fra 50 specialisti, componenti della Society for Sex Therapy and Reserch, e pubblicata sul ‘Journal of Sexual Medicine’ .

Costoro,  sulla base dell’esperienza maturata frugando tra le lenzuola altrui, hanno quantificato la giusta durata di un rapporto sessuale, elencando anche i casi in cui il tempo trascorso a letto (si  fa per dire, spero, perché da quel che risulta da mie personalissime  indagini ‘lo’ si fa -e con grande piacere- anche sul tavolo della cucina, meglio se il postino suona due volte, o appoggiati sulla lavatrice in fase di centrifuga  o…provato mai il letto ad acqua, quello delle dive hollywoodiane anni 50, non loro, suvvia! Insomma mi sono persa nei meandri della scienza a vantaggio di pensieri birichini.    

E dunque quando sarebbe colma la misura? Dal  risultato dello studio, gli addetti al cronometro del piacere,  hanno dedotto che  tre/sette minuti di sesso sono "accettabili", uno/due minuti sono troppo pochi, mentre se si superano i 13 minuti il rapporto dura troppo (la pasta si scuoce, mentre la parmigiana riscaldata brucia ma, soprattutto, il prolungamento oltre il limite della seduta o sdraiata o…) e rischia di diventare noiosa.

Insomma,  colpo basso all’  immaginario collettivo che colora di rosso fuoco (il fuoco della passione)  idee e aspettative (tutta la notte e almeno tre, quattro volte, una sigaretta per chi fuma, un bicchiere di bollicine, una frittatina tra la terza e la quarta puntata che’ intanto si è fatta ora di colazione, colazione all’inglese)  sui tempi  favoleggiati  per essere soddisfatti e soddisfare il proprio partner.

 Un’intera notte di sesso è una fantasia diffusa, che se tradotta in pratica, non dà i risultati sperati”  sostiene lo psicologo Eric Corty, professore associato alla Penn State University e uno degli autori dello studio.

Mirate! Centrate! Fuoco! Precisione e velocità  e se nella fretta pensate di aver tralasciato il punto G, sappiate che anche qui pare, si mormora, non sia mai esistito.

Signore e signori, compagne e compagni, amiche e amici… confesso!  Ho passato la mia vita sessuale andando, tra alterne vicende,  molto oltre il tempo massimo stabilito (mi pareva, tapina,  di essere abbastanza nella norma)  eppure quello che non riesco a spiegarmi,  e lo dovranno forse  fare gli scienziati, o voi se ne siete in grado, è che non mi sono MAI annoiata. Spesso è successo di ritrovarmi con delle profonde occhiaie e sentirmi un po’ affaticata ma una bella doccia e… se vogliamo chiamarla noia, ben venga co-tanta noia piena di allegria.

Sarò malata?

 

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LOST ovvero Flashes before your eyes

 

 

 

Allora..allora…

 

Un giorno di qualche settimana fa, trillò  negletto  il telefono relegato su una mensola della libreria:

“Sono Claudio…ciao ..piripì piripì piripì… davvero è incredibile mi sembra ieri…”  e giù un sacco di scempiaggini “Sai mi sono sposato..ah!  una ragazza davvero in gamba (anzi due e che gambe!) che mi ha messo in riga nonostante sia molto più giovane di me (lei sì hacapi(a)to il meglio subito ) evidentemente mi ha preso dal lato giusto (mica come te che sei sempre stata un po’ nevrotica, magari anche un po’ frigidair.”

Qualche altro colpo basso senza darlo a vedere teso a  colpevolizzare e nello stesso tempo  mozzare il respiro dall’altro capo del filo.

“Ti ho telefonato perché mia moglie (architetto degli interni, ma quanto è brava, guadagna quasi più di me) sta ristrutturando un negozio proprio dietro casa tua…sono in ritardo con i lavori,  queste sere fa parecchio tardi  e allora mi chiedevo…ti chiedevo,  se visto che la passo a prendere io…ecco,  pensavo che – prima – noi si potrebbe andare a cena insieme.” (ecco come rinverdire sca(m)poli di  tempi morti e sepolti!).

Silenzio allibito.  Flashes before your eyes’. No,  no, LOST  non c’entra ma suona bene.

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Un lungo attimo di panico nel tentativo di  prendere il toro per le corna, anche se…corna? Toro? Il rischio è tutto alla nostra povera architetto.

 

Secondo voi cosa avrà risposto la fanciulla ormai donna, oscillando tra sentimenti contrastanti, dall’altro capo del cordless?
Finale definitivo e quale, oppure un nuovo inizio?

Non scordate che oggi 21 giugno è il primo giorno di estate e che certe  fanciulle ormai donne potrebbero voler danzare ancora una sola estate.