Good night

 

 

I Black Sabbath sono stati tra i primi gruppi heavy metal della storia ed hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo del genere.  Dal 1970 al 2010 hanno venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo.

… e che  poi sarebbero questi stessi Black Sabbath che preferisco! Mica bruscolini!

Sono caduta, mi sono mediamente fatta male al polso, sinistro per fortuna, ho un bendaggio leggero, mi sono sbucciata anche un ginocchio ( ma non esiste ancora il detto ‘Scrive con le ginocchia) quindi ho bisogno di essere rincuorata.

Dimenticavo la dolce creatura che se la dorme paciosa è causa della mia disgrazia… no! solo in parte perchè a Roma è gia cominciato il mese dei ‘cretini’ non me ne vogliano eventuali amici, quelli che fanno scoppiare miccette e bombarde che impauriscono sopratutto gli animali.

Vi prego, evitate questi divertimenti e riservateli, sono magnanima! alla sola notte di CapoDANNO.

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Aprire un blog nel lontano anno 2000 è stata per me una sfida non tanto alla mia immaginazione quanto alla tecnologia.        Diciamo che i blog amatoriali erano ancora poco ‘frequentati’ e le testate giornalistiche appena approdate on line li stavano ancora sperimentando.

I miei primissimi post sono finiti nel gorgo con la chiusura improvvisa della prima piattaforma,  quelli su Splinder un parte già archiviati stanno in una cartella del pc, dal 2006 in poi in (relativa) bella mostra su questo sito.

Capita che a volte un like mi riporti agli anni passati e mi stupisco io stessa della simpatia  e dell’affettuosità di taluni commenti e dell’amicizia che via via  è venuta a crearsi uscendo da questa agorà virtuale.        Ci sono i fuochi di paglia, gli innamoramenti a scadenza ma i miei followers, poco sotto i mille, non sono mia del tutto spariti o scemati. Aumentano. Da molto tempo non riesco più a ‘pareggiare i conti’ e me ne dispiace.

Perché ne parlo?

Ripeto, il mio è stato un braccio di ferro con la tecnologia non una prova sulle mie capacità di scrivana. Non avevo e non ho tutt’ora, per scelta. una linea precisa da seguire.

Un fratello è già scrittore, un altro compone musica io che  non mi sento la sorella di  gestisco il mio blog con leggerezza prendendo spunti o inventando. Una semplice foto di Sally vuole e deve essere interpretata come un saluto, una canzone come la condivisione di uno stato d’animo. Mi piace ricordare alcune date ma sempre in modo schematico un po’ come la campanella del pranzo e il profumo del pane fresco in tavola.

Twitter ha avuto la genialità di provare che 140 caratteri possono essere perfetti per esprimere un pensiero compiuto. Al mio blog ho dato, salvo eccezioni, il diktat della giusta brevità.

Provengo da una scuola assai dura di lavoro che mi imponeva di leggere molto, testi scientifici, saggi, conferenze, articoli per riassumere il tutto – come diceva con leggerezza il mio Capo – in mezza paginetta.

Di nuovo perché?

Leggere di  alcuni blogger  che ancora danno  giudizi e  valutazioni in termini di bella scrittura e compiutezza mi ha indispettito,  la trovo una forma di snobismo e di poca apertura mentale.

Un’amica pubblica a scadenza più o meno settimanale un fotografia il cui titolo è di per sé un poema;  c’è chi porge sonorità magnetiche e chi ci tramanda una ricetta densa di ricordi.  Ci sono piccoli versi profondi, poesie invidiabili che  lasciano senza fiato, letture consigliate e film imperdibili. Poi ci stanno anche i veri scrittori ed è un piacere leggerli questo è indubbio.

Ma per favore che ognuno, almeno qui, sia libero.       Diamoci la reciproca possibilità di non sentirci giudicati.

A me di voi basta una parola, l’idea di un profumo, il piacere di continuare a disegnarvi e conoscervi, e farmi conoscere, un po’ come quel giochino della Settimana enigmistica : puntino dopo puntino.

Il mio ultimo bocciolo di fine ottobre per voi

‘Non arrenderti

hai ancora degli amici’

Stupro

…atto di congiungimento carnale imposto con la violenza “ Treccani

E’ un atto obbrobrioso,  bel oltre la sua fisicità, cui tuttavia spesso segue una morte violenta, lo stupro va a minare qualcosa dentro, è una lacerazione dell’anima che resterà indelebile e lo sanno bene ‘certi’ uomini che da sempre come primo atto di sfregio stuprano le donne come a volere ristabilire regole primordiali di forza e sottomissione.

Commette stupro il disadattato come il compagno che non si rassegna a vedere la ‘sua’ donna andarsene, fare altre scelte di vita ed allora ‘meglio morta e di nessun altro.

Sono cresciuta in quegli anni, malauguratamente perduti, in cui il femminismo  – attraverso le nostre madri – insegnava l’auto derminazione, non l’uguaglianza! ma l’accettazione e il rispetto della differenza, il libero amore e le scelte sessuali con-sen-zien-ti. Non soltanto ‘Io sono mia’ ma un pensiero compiuto su noi stesse.

Bisogna essere genitori da giovani perché solo così si riesce a capire, certo non tutto e non sempre, i propri figli ed i loro turbamenti. Stabilire un confronto che sia profiquo.

Sessant’anni, oggi, sono troppi per concepire di avere una figlietta ventenne che si ‘sballa’ in discoteca fino alle 4 e si apparta con l’ultimo della fila?   Non credo. Penso che esista un modo più sano di godersi la vita e questo certamente non può essere ‘strafarsi’,  ubriacarsi  ed ‘appartarsi’ prima con un uomo e forse con un altro.

“Rimini. Studentessa spagnola in Erasmus denuncia violenza sessuale”

 La ragazza, 20 anni, ha detto di aver conosciuto i due, prima uno e poi l’altro, in un locale della città. Dopo aver bevuto qualche drink in loro compagnia, si è appartata. Al termine della serata in discoteca, è tornata a casa con alcuni amici.    La ragazza ventenne non ricordava il PRESUNTO stupro ma quando si è svegliata la mattina seguente ha accusato dolore alla parti intime.

Il pronto soccorso ha riscontrato ‘lievi’ lesioni esterne che non escludono l’abuso.”

Abuso. Eppure anche un rapporto consenziente un po’ ‘impetuoso’ può causare lievi abrasioni.

Forse sì!    sono troppo vecchio stampo per capire certa gioventù ma per favore stuprare/abusare  è un atto gravissimo, ricordarsene il giorno dopo facendosi il bidet (con rispetto parlando)…

Attenzione però a non mettermi in bocca

‘Se l’è andato a cercare’ ma piuttosto ‘Un po’ più di consapevolezza no?’

merossa

E poi fate l’amore.

Niente sesso, solo amore.

E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,

sul collo, sulla pancia, sulla schiena,

i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,

e occhi dentro occhi.

Intendo abbracci talmente stretti

da diventare una cosa sola,

corpi incastrati e anime in collisione,

carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,

baci sulle debolezze,

sui segni di una vita… Alda Merini

fermare il femminicidio, repetita iuvant.

Forse il Settembre porta in sè una maledizione? Mi ricordavo di avere scritto qualcosa ed infatti era il 2013.
Ancora Rimini e sempre donne brutalizzate, uccise buttate chissà dove come spazzatura.

Avresi voluto dire qualcosa su quanto accaduto in questi giorni ma mi sono resa conto che non facciamo in tempo a dire che siamo indignati, tutti, e ci ritroviamo a vivere orrori  che avremmo voluto e sperato di non sentire più a distanza di quattro anni.

Come può un ‘ragazzinetto’ di 17 anni avere in sè tanto violenza, covare tanto rancore, da malmenare (come prassi) la sua giovane innamorata e ‘forse’ ucciderla?

Specchia è lo specchio di una società che non si evolve, che non progredisce, che se ne strafotte di un mondo migliore e a dirla tutta di una politica che non difende le donne  –  non servono altre leggi o altri comma – non aiuta gli uomini nel sacrosanto diritto al rispetto e a riconoscimento reciproco.

Perdonatemi questo secondo reblog così desolante.

sheramentrefuoripioveadirotto

sherazade2011

Settembre.
Tempo di vendemmia.
Senza una stagione precisa, sempre più,
le donne cadono a grappoli.

Rimini.
Giovane donna di 30 anni assassinata
nella cucina dell’albergo con un coltello piantato nel cuore.
Finita la ‘stagione’ il giorno dopo sarebbe tornata a casa.

Delitto di Udine.
Un uomo avrebbe confessato l’uccisione di Silvia Gobbato, 27 anni, mentre la giovane stava facendo jogging.
Il che potrebbe significare che fare jogging non sempre mantiene in forma: meglio scappare.

Ma una donna la si uccide anche con il disprezzo delle parole.
Beppe Grillo, leader del terzo partito in Italia attacca la Presidente Laura Boldrini.
“E’ un oggetto di arredamento del potere”
Come dire? ‘una donna bisogna che piaccia, che taccia e che se ne stia in casa’. Fora de ball, alla francese, tout-court.

FERMARE IL FEMMINICIDIO.

24 settembre, solo una maciata di giorni sono trascorsi eppure:

Bari, Bisceglie.

Tragedia sfiorata: un uomo di 36 anni…

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Quanti anni hai (bambina)

Non lo dico…

Sono stata una mamma sui generis,  decisamente  poco formale nell’abbigliamento e negli atteggiamenti,  una comunista che portava il suo piccolo traballante alla materna di  una scuola di Benedettine di clausura (!) e lì successe che  un compagno di asilo  – sicuramente sollecitato dalla curiosità materna – gli chiedesse:

‘Quanti anni ha tua mamma’?

Io gli dissi di rispondere :

‘Una trentina…’

Credo un paio di anni dopo mio figlio tornò alla carica:

‘Mamma ma per quanti anni ne avrai ancora una trentina?’

Ecco questo per dire che oggi mio figlio ha, lui, una trentina di anni e che in ogni caso – facendo i  debiti scongiuri (non ci credo ma non si sa mai) – io continuo a sentirmi , se non proprio tutti i giorni, una sgarzellina.

Dunque

‘Tanti Auguri a me’  e attenti a non omaggiarmi VOI !

sherancoraquiteniamocistrettistrettiebrindiamoinsieme

……

‘Possano le tue mani essere sempre occupate
possa il tuo piede essere sempre svelto
possa tu avere delle forti fondamenta
quando i venti del cambiamento soffiano
possa il tuo cuore essere sempre gioioso .’
possa la tua canzone essere sempre cantata
possa tu restare per sempre giovane
per sempre giovane per sempre giovane
possa tu restare per sempre giovane.

Fate spazio: vi presento Carlotta

Qualche giorno fa al parco ho conosciuto Carlotta.

Sono rimasta folgorata dalla sua bellezza possente dal suo modo elegante e nello stesso tempo guardingo di avvicinarsi.    Era la sua ‘prima volta’ e a dispetto dei suoi 85 chili ha cercato di accattivarsi subito la simpatia soprattutto di Sally che incurante le si è fatta incontro per nulla intimorita.

L’ English Mastiff sembra provenga dalle isole britanniche sin dal VI secolo a.C. Di certo questi cani vennero incontrati dai legionari  durante la conquista, definiti  Pugnaces Britanniae temibili ausiliari in battaglia vennero poi portati sino a Roma a  combattere nei circhi,  apprezzati al punto da incaricare un ufficiale apposito, Procurator Cynegii,  al loro reperimento.

Tuttavia la  più accreditata ipotesi sull’origine dei mastiff è quella che lo vorrebbe discendente del mitico mastino tibetano gigante (oggi estinto) del “canis familiaris inostranzewi”già presente in Asia e nell’Europa settentrionale durante l’Età del bronzo.

È stato considerato sin dal Medioevo il  cane della nobiltà, guardia del corpo di cavalieri e feudatari nella vita quotidiana come in guerra.     Si racconta che sir Peirs Leigh nel corso della Battaglia di Azincourt nel 1495,   gravemente ferito, venne protetto per molte ore, fino all’arrivo dei soccorsi, dalla sua femmina di mastiff e che da lei  la tradizione faccia discendere l’intera stirpe dei mastini del castello Lyme Hall, una continuità genetica registrata fino al XIX secolo.     L’allevamento moderno, come per la maggior parte delle razze di taglia gigante, ha recuperato la stirpe quasi  estinta con notevoli sforzi con  i pochi esemplari sopravvissuti al 2º conflitto mondiale.

Oggi la docilità è una delle migliori caratteristiche dell’ English mastiff che è di  temperamento calmo e leale, devoto al suo padrone oltre che un eccellente guardiano.

Che cosa accomuna Sally ed i suoi quasi 8 chili di vitalità alla possente Carlotta?

Niente più e niente meno che l’amore incondizionato, atavico, verso noi umani che troppo spesso li maltrattiamo esprimendo, noi, tutta la bestialità brutale e ignorante del mondo.

“È solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un’anima di specie diversa da quella degli animali. ” Voltaire

“L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.” Fernando Pessoa

“Perché amo gli animali? Perché io sono uno di loro. Perché io sono la cifra indecifrabile dell’erba, il panico del cervo che scappa, sono il tuo oceano grande e sono il più piccolo degli insetti. E conosco tutte le tue creature: sono perfette in questo amore che corre sulla terra per arrivare a te. “Alda Merini

Buona settimana mes ami(e)s.  Teniamoci strettistrettisimi.

I diseredati della terra

Il violentissimo terremoto, 8.2,   che il 13 novembre ha colpito la Nuova Zelanda ha devastato la zona costiera di Kaikoura, provocando frane e smottamenti e distruggendo uno dei paradisi naturalistici più belli e selvaggi del mondo. Fortunatamente i morti accertati non arrivano alle dita di una mano. Non altrettanto fortunati gli animali coinvolti e sconvolti.

 Oggi che tutto arriva ovunque e in contemporanea molti di noi sono restati attoniti di fronte al video delle due mucche e di un vitellino isolati sopra un lembo di terra contornati da un’ampia voragine. Si sente il rumore dell’elicottero, il vociare concitato, forse queste mucche ed il vitellino verrano, debitamente imbracate, portate in salvo a scapito di quanti che saranno morti o moriranno.

Ecco subito il parallelo con il ‘nostro’ altrettanto recente e rovinoso terremoto di ‘Amatrice’  del 24 agosto (e successivi) ma che in realtà denomina una vasta area circostante. I morti sono stati moltissimi, si parla di 292 morti e molti feriti.

Queste sono zone di grandi e piccoli allevamenti di mucche o maiali per la produzione di formaggi e di insaccati prelibati. Animali che raramente vivono all’aperto ma che vengono trattenuti al chiuso stretti in angusti abitacoli ed è lì che si trovavano al momento della prima grande scossa di Amatrice.

Impossibilitati a fuggire come in natura avrebbero fatto. Fuggire come Bambi e tutti gli animali della foresta all’ arrivo del fuoco, liberi,  morire da liberi.

Tanto dolore per degli animali destinati ad una vita grama? E i  bambini e i vecchi? E tutti gli altri esseri umani?

Vero ma l’uomo ha un’intelligenza superiore il bambino anche se solo, un vecchio, fanno tenerezza vengono soccorsi immediatamente,  sono in grando di accogliere amore e compassione, accettare l’ineluttabilità dell’evento.

Ma un animale? I nostri più vicini compagni di allegria o solitudine, a loro che si ritrovano soli e spersi cosa raccontiamo e chi?

So di avervi ratttristato e vi prego di perdonarmi dopo esservi soffermati un attimo su questi grandi occhi che ci guardano. ‘I bambini ci guardano’ era il titolo di un bellissimo film  di Vittorio de Sica, e lui? lei? ci guarda e non vi è rimprovero ma solo richiesta d’amore.

(foto dal web)