love is(not) in the air

Io non so come sia successo ( o meglio credo di saperlo, purtroppo)
ma dopo anni e anni che mi ostino a fermarmi – anche se il semaforo è verde – se la macchina che mi precede non ha superato l’incrocio, al millesimo “E daje!” “Datte ‘na mossa!” “‘nnamo che se fa notte!” … lo ammetto io che sono una che quando inveisce il peggio che dico é IMBECILLE ebbene questa volta inconsciamente ho stretto forte le mani sul volante e tra i denti ho sibilato :

“Ma che CA’ZZO !!!”

Roma è diventata una città invivibile e incivile. L’aria che si respira è carica di tensione, la convivenza spesso degenera in violenza se va bene verbale anche se poi scripta manent!
Sally ne è portatrice sana ! ! !

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Il cielo si è fatto scuro scuro certamente pioverà anche per questo fine settimana…
meglio così ci terremo ancor più strettistretti anzi strettissimi con uno sguardo (ansioso) ai dati elettorali 💙

Preferisco questa versione con piu mortente di Tom all’originale di Neil sorry!Paul Young e voi?

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Ma tu come ti chiami ?

IERI SERA MI SONO CALATA NELLA BELLA STORIA DI LAURIE UNA BAMBINA NEL PERIODO ADOLESCENZIALE E DUNQUE IN CERCA DI UNA SUA IDENTITÀ.
UNA PARABOLA EFFICACE E DOLCE CHE SI REGGE SUL SOTTILISSIMO FILO CHE DEMARCA I CONFINI DELL’APPARTENENZA DI SESSO.
GIRATO CON MEZZI SCARSISSIMI IL FILM REGISTRA, E IN ALCUNI MOMENTI DILATA, ESASPERANDOLI, I SENTIMENTI DI TUTTA UNA FAMIGLIA PICCOLO BORGHESE DELL’ENTRE TERRE FRANCESE ALLE PRESE CON UN ENNESIMO TRASLOCO PER LAVORO DEL CAPOFAMIGLIA.
LAURIE È UNA BIMBA DI DIECI ANNI, CON UNA SORELLINA PIÙ PICCOLA, BELLISSIMA, I LUNGHI CAPELLI ABBOCCOLATI, CHE GIOCA A FARE LA BALLERINA E ASSOMIGLIA E SI MUOVE COME LE MINIATURE DI QUELLE BALLERINETTE TENUAMENTE COLORATE CHE GIRAVANO SULLE SCATOLE CON I CARILLONS, COMPLETAMENTE DIVERSA DALLA SORELLA CHE OSTENTA CON IL SUO CORPICINO ANDROGINO ARIE DA MASCHIACCIO CHE LA METTONO AL RIPARO DA UNA TIMIDEZZA (E FORSE UN FEELING TROPPO STRETTO CON IL PADRE), PORTA I CAPELLI CORTISSIMI, VESTE MAGLIETTE EXTRALARGE SU PANTALONCINI ROSSI E PREDILIGE I GIOCHI DEI RAGAZZI.
L’OCCASIONE DEL CAMBIAMENTO DI CASA, UN FRAINTENDIMENTO INIZIALE CON UNA BAMBINA CHE DA SUBITO SI INNAMORA DI ‘LUI’ È L’EQUIVOCO CHE SPINGE LAURIE A CALARSI NEI PANNI DI MICHAEL. E CI RIESCE.
IL FILM NON FINISCE ‘RISOLTO’ E LASCIA L’AMARO IN BOCCA DOVUTO AL UN SENSO TRASLATO DI INADEGUATEZZA DA PARTE DEI GENITORI (E DEGLI ADULTI IN GENERE) A CAPIRE COME E PERCHÉ IL COMPORTAMENTO DI LAURIE SIA CONTRARIO AL LORO FLUIRE LOGICO DELLE COSE; E IL TENTATIVO CHE METTONO IN ATTO PER RIMETTERE IN ORDINE IL PUZZLE GENERA DOLORE IN TUTTA LA FAMIGLIA. SPIAZZA LA SORELLINA, DIVENTATA COMPLICE DELLA FINZIONE, CHE VEDEVA IN MICHAEL IL FRATELLO CHE AVEVA SEMPRE DESIDERATO MA FERISCE PROFONDAMENTE ANCHE LISA, LA BAMBINA AL SUO PRIMO AMORE E AL SUO PRIMO BACIO, CHE – TUTTAVIA – CON UNA SAGGEZZA SPONTANEA PRIVA DI SOVRASTRUTTURE CHIUDE IL FILM PACATAMENTE, DOPO IL CRESCENDO DI EMOZIONI, CHIEDENDO RASSEGNATA (“TANTO RUMORE PER NULLA”) A MICHEAL: “MA TU COME TI CHIAMI?”


 

Tomboy è un film del 2011 scritto e diretto da Céline Sciamma.

 

Stay hundry, Stay foolish

Nel 2002, per curiosità, ho aperto il mio primo blog nel tentativo di condividere i miei stati d’animo, le mie ideuzze.
A quei primi passi risale l’amicizia con Katherine http://katherinem.splinder.com/ 
Nel tempo  altri blogger si sono uniti a noi e si sono persi per strada in una naturale selezione; erano persone a volte un po’ troppo smaccatamente saccenti ma stimolanti, altre giocavano su più binari e smascherate si sono eclissate. Alcuni giocatori si sono riproposti in altra veste. Un paio di care amiche hanno ceduto per stanchezza o per problemi famigliari ma continuiamo a sentirci via sms o, addirittura!, vederci.
Kathy ed io siamo migrate su Splinder per i disservizi del precedente server.

 
Io amo la blogsfera per il suo essere un’ agorà virtuale, luogo di scambio di opinioni anche conflittuali ma civili, ove perorare ad oltranza, senza cedere, i propri punti di vista. Del resto se si è tutti d’accordo (non contraddire per educazione ! ho letto in un commento) che gusto ci sarebbe?
 
Essere tolleranti non è mica poi tanto bello. Tollerare significa sentirsi superiori,  non accettare la diversità. Qui, in questi nostri spazi, abbiamo la grande opportunità di in(s)contrarci con tante persone diverse e lontanissime  e invece, anche inconsciamente, ci aspettiamo che siano speculari a noi, stesso approcio, stessa dialettica, oppure che tacciano garbatamente.
“Il tuo blog è il tuo spazio e dunque sarebbe maleducato dissentire, Così come non diresti ad una tua amica che la sua adorata cassapanca è uno schifo”(anche questo ho letto in un commento, a parte che tra ‘è uno schifo’ e ‘a me non piace’ ce ne corre).
Non credo sia così: il blog è il luogo cui affidiamo parte dei  nostri pensieri ed i pensieri non sono una cassapanca ma cassa di risonanza, di elaborazione di emozioni che maturano in noi e che liberaMENTE poniamo in rete per condividerne il senso.

Monomaniaci fastidiosi  che scadono anche nella violenza e nella volgarità verbale ci sono, ci sono i marpioni un po’ mano morta  da autobus  ma, o io sono estremamente fortunata perché me ne sono capitati/e pochi/e,  al dunque  premo il tastino che blocca e lì finisce.
L’ultimo vezzo  è aprire un blog chiuso a inviti “perché così tra noi si ragiona meglio” (altro commento).
Bene ma allora quella enorme potenzialità di confronto come avverrebbe?

 
Se a volte a me prende lo scoramento e la voglia di abbandonare il blog è per la ragione inversa, cioè perché i commenti sono pochi, brevi o gentilmente superficiali.
Forse che in autobus non vi è mai capitato il mezzo matto, il porcello,  la donna che strilla al cellulare, vi è mai successo che qualcuno vi urlasse “Ah booona”? oppure che qlc frenasse a due centimetri da voi? e allora? Non si esce più di casa?
 
Quando tutto è detto, io tiro innanzi e premo Pubblica a questo mio, un po’ logorroico, ultimo post.
Come avrei potuto fare con i 140 caratteri di twitter?
 
“Amo il mio spazio http://sherazade2005.splinder.com/ lì mi sento padrona, libera di dire senza i lacciuoli di questi dannati 140 caratteri qlc di completo”.
 

Una bella citazione di Steve Jobs riportata ovunque (ma perché bisogna morire per (non) sentirsi dire tante belle parole?)  è:
Stay hungry stay foolish
letteralmente: Siate affamati (del nuovo) e folli (qb per non osare)
.