Status quo nunc

Da qualche tempo tutti mi dicono che manco della mia  ‘solita verve’ anzi mi vedono ‘smagrita’  – il che è un effetto collaterale ben accetto per incentivare la prova costume se e quando calerà il vento e smetterà di piovere sabbia ogni pomeriggio – … eppure io non ho niente;  la mia salute , quella certificata dalle ultime analisi di rito – anche quelle di prevenzione  rigorosamente pagate secondo nuove direttive (ma suvvia che si può fare se si millantano tasse al minimo storico se non tagliando, scelleratamente, altrove?)

‘Lo so tu sei troppo sensibile e del resto come si fa a stare bene guardando a quanto di orribile accade nel mondo ogni momento?’

No! Perdonatemi tutti. La mia non è sensibilità ma mera, circoscritta e grande ansia per la salute di un mio congiunto  acutizzata dal fatto che lui, in questo momento,  trova forza nel silenzio e nella solitudine facendo stare me in uno stato di perenne fibrillazione.

Capire e non capire. E’ egoismo sentirsi esclusi? Essere impotenti? Imprigionare l’amore che si potrebbe mettere in una carezza? In un sorriso? Sono evanescente!

Ritorno ad Acque e terre  di Salvatore Quasimoso e alla sua poesia  “Solitudini” dalla quale estrapolò la terzina finanale facendola vivere di luce propria tanto sono  profondamente vissuti il tema della solitudine umana, della pena del vivere e della morte: la brevita del tempo ridotto a quel ‘subito’ sera tra l’oscillante, altalenante,  attesa della felicità appesa a quel ‘raggio di sole’ che muta in  dolore,  disillusione che trafigge.

‘Ognuno sta solo sul cuor della terra,

trafitto da un raggio di sole;

ed è subito sera . ‘ S. Quasimodo

(fotografie sherazade2011)

Dedicato a Gorino e un po’ a tutti quanti

“Se volete c’è una convinzione più di fondo che mi porto dentro da lungo, assai lungo tempo: che noi ci trasformiamo con gli altri, gli altri sono diversi, e sparsi e in cerca. Tutti siamo sparsi. La liberazione la si costruisce insieme.
Se mi permettete uno scherzo, a me piacerebbe molto, e da tempo, andare in convento. Ma poi è successo che non ci sono andato. Perché sono stato trascinato nelle città, nel tempo delle metropoli.
E lì si è in tanti, di tanti luoghi e di tanti colori.
E la libertà si costruisce là dentro persino il pensiero della solitudine.
Ce l’ha insegnato il vecchio Marx che bisognava costruire nel gorgo.
E lui di comunismo un po’ se ne intendeva.”
Pietro Ingrao – 29.o9.90

1990. La lungimiranza umana e politica di chi la politica la praticava con onestà.

Amarsi un po’

Corpi scultorei seminudi esibiti sulle spiagge, in tutti i luoghi di villeggiatura oppure fanno mostra si sé nelle città. Non si possono non vedere.
Il corpo, il nostro corpo, lontano dalla sua essenza, vissuto attraverso lo sguardo degli altri. Se ne accorgono con un brivido di onnipotenza le giovani donne quando il loro corpo appare per la prima volta ‘appetibile’, conquista consensi e diventa oggetto di desiderio, condizione di vita.

Il corpo usato come grimaldello. Le pesanti diete, gli esercizi fitness massacranti, l’ossessione per la propria forma, gli interventi di chirurgia estetica per modellarlo adattandolo a stereotipi sociali, ne sono un esempio evidente. Non è più un fenomeno soltanto femminile perché oggi, lo dicono le statistiche, donne e uomini quasi si equiparano in questa rincorsa ossessiva alla forma e in subordine alla giovinezza perché è nella giovinezza che il corpo riflette il gradimento sociale.

Non ci vuole lo psicoanalista per capire che certe trasformazioni tramite chirurgia estetica a cui si sottopongono i corpi femminili e maschili non rispondono affatto al criterio dell’abbellimento in sè, ma a quello di una sua radicale metamorfosi al fine di renderlo il più possibile simile a quello che l’immaginario, sopratutto erotico, esige.

Ed è sempre attraverso il corpo che si esprimono le proprie insoddisfazioni, sanguinano le ferite dell’anima, striscia il bisogno di essere amati ‘oltre’ cosicchè le rivendicazioni si manifestano nelle grandi obesità o nelle forme gravi di anoressia o, ancora, nel distruggere le fattezze del corpo con protuberanze, piercing, attraverso operazioni chirurgiche che lo stravolgono, lo rendono mostruoso, e attirando l’attenzione provochino angoscia.

Un argomento pesante, indigesto, motivato da due situazioni diametralmente opposte.

Il corpo stratosferico e ‘pompato’, visetto alla Barbie,  della modella Kriz Jonasdottir che pare abbia spopolato agli europei di calcio

E la tennista francese Marion Bartoli, vincitrice a Wimbleton nel 2013(riconosciuta per le sue ‘rotondità) che è arrivata a pesare meno di 45 kg per un’altezza di 1,70cm

 

Esiste un modo diverso di piacersi? Di farsi accettare?

Credo di sì: amarsi un po’.

112

Roma,    Di atrocità inimmaginabile gli ultimi istanti di Sara Di Pietrantonio, 22 anni,  bruciata viva dall’ex fidanzato,  nonostante  il  tentativo di sfuggirgli chiedendo  aiuto sul ciglio di via della Magliana a Roma.   Passano almeno due macchine e lei cerca di fermarle .

“Ci sono persone che sono passate, che hanno visto la ragazza che chiedeva aiuto. Almeno due macchine, forse anche di più. Chi passava non ha capito quello che stava accadendo e temeva per la propria incolumità visto che non capiva esattamente cosa stava accadendo”,  così è stato chiarito dagli inquirenti che aggiungono:

“Se qualcuno si fosse fermato, oggi Sara sarebbe viva”.

Due  automobilisti identificati dalle telecamere e interrogati hanno dichiarato di non avere notato nulla di strano.

Una donna che nella notte chiede aiuto non è ‘nulla di strano’? E se la vedevano sul ciglio della strada  riversa avrebbero pensato che dormiva? E loro, adesso che sanno, dormiranno il sonno dei giusti?

Io non voglio tornare a sciorinare i dati sul femminicidio, in Italia e nel mondo perchè fermarsi ‘solo’ a quelle che muoiono è fuorviante e alimenterebbe statistiche in continua evoluzione negativa.  Non voglio puntare il dito su questi uomini violenti che uccidono come bambini che rompono un giocattolo presi dall’ira o dalla noia.

Io voglio puntare il dito contro l’indifferenza generale di tanti benpensanti, Gente ‘perbene’, che di fronte ad una situazione quanto meno anomala -non perde due secondi per  fare  il numero unico per le emergenze: il 112  che ha inglobato  il 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 118 (soccorso sanitario).

Una telefonata salva la vita.

Sit tibi terra levis, Sara.

due vite a confronto

Il cane è ‘come’ un bambino ma  non ‘è’ un bambino.   Nessuno impone di tenere (prendersi cura di) un cane ma se decidi diventa un obbligo.

Il cane non è un bambino e il nostro amore per lui non deve sconfinare nell’ ‘umano’ anche se nei fatti un cane di piccola taglia ti porta a coccolarlo, sbaciucchiarlo o farlo dormire sul letto.

Il cane non è un bambino ma come tutti i cuccioli acquisisce maggiore apertura mentale e interagisce più o meno a seconda dell’ambiente e dal modo con cui viene coinvolto.

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foto dal web

Ho sempre vissuto con i cani e nella nostra famiglia ce ne sono stati molti.    L’unico difetto di ‘fabbricazione’ è che i cani hanno una vita media di 10/15 anni.

Nessuno è stato da me  vezzeggiato come la Sallyina :

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l’ultima arrivata nel momento in cui la mia vita prendeva un ritmo meno frenetico e le nostre passeggiate quotidiane al parco sono qualcosa di bello che non ho mai potuto destinare né a mio figlio né al nostro cane di allora Golia

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entrambi costretti durante la settimana a orari rigidi e brevi passeggiate. Ci si sbizzarriva i giorni di festa.

Il cane non è un bambino ma è un compagno imprescindibile per molti di noi e per i motivi più svariati senza mai essere (in genere) un surrogato ad altre assenze. Amare il proprio cane non esclude anzi amplifica nell’educazione di un bambino la sensibilità e il rispetto dovuto agli altri.

I cani non sono bambini ma i cani maltrattati, quelli rinchiusi nei canili lager sui quali lucrano tanti ‘cristianucci’  hanno lo stesso sguardo dei bambini abusati nella vita e nelle pubblicità pietistiche che passano invariabilmente a ora di cena.   Siamo fortunati noi in questa parte del mondo, lo siamo un po’ di più, senza eccedere, in alcuni ambiti ma il mondo non lo salviamo se mettiamo anche un filo di olio extravergine nella zuppa del nostro cane.

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foto dal web

Domenica di pioggia torrenziale a Roma.    Eppure tra una goccia e un gocciolone una schiarita ed allora ’liberi tutti’ il parco si è riempito di vita.   Mentre Sally  mi zampettava fianco  incrocio un vecchio obeso  dai lineamenti arcigni, un bimbetto sui sei anni per mano, che vedendomi  bofonchia :

“Ah tutti con ‘sta mania de’ cani …pensassero un po’ ai cristiani e ai bambini che muorono de fame”.     Io che naturalmente nata per non farmi mai i fatti miei  gli chiedo subdolamente:

“Scusi ma che sta dicendo?” e lui di rimando:

“Lo ha detto anche oggi il Papa… tutti maniaci”.

A casa mi documento e scopro quel che Papa Francesco avrebbe detto all’Angelus :   “La pietà non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi verso animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli”.     “Quante volte  vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani, e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino e della vicina? No, per favore no”.

Santo Padre, rispondo io, quante volte non saprei ma questa lezione a me non sembra ben impostata.

Un cane non è un bambino ma come un bambino non chiede di essere messo al  mondo.

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Sallyina a due mesi

Ps. Naturalmente io parlo di cani ma il discorso si estende a tutti gli animali di compagnia di cui molti abusano.    Il discorso sugli animali da allevamento, gli animali da laboratorio principalmente  cani, maiali, scimmie e cavie sono un orrore perpetrato ogni giorno e su questo Santo Padre  è meglio tacere?

 

Sa(n)remo migliori..

A mare si gioca

Si possono fare i castelli di sabbia
si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate
si può giocare con le racchette e la pallina
si possono fare volare gli aquiloni
e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia

A mare si gioca
si gioca!

Ci sono bambini che giocano a stare immobili con la faccia in acqua
senza respirare
perché tanto lo sanno
che sta per arrivare la mano forte del papà
che li prenderà e li farà giocare.

Non ho visto e da tanti anni non vedo Sanremo perchè non ne condivido il senso e tutto quel luccichio fuori tempo massimo che sa tanto diPanem et circenses .

Ci sono i quotidiani on line, ci sono i social e tutto arriva in tempo reale, filtrato,  e solo nella misura in cui tu lo desideri.

Non mi piacciono le azioni ad effetto, mi repelle il buonismo ad orologeria.

Non guarderò altro perchè, succeda quel che succeda, il vincitore morale senza se e senza ma, fuori concorso, ma che galoppa forte è Nino Frassica con il suo accorato ricordo al mare dei migranti ai bambini che muoiono…Grazie

Sa(n)remo migliori in questo 2016? forse no ma ricordarci che potremmo esserlo tra il bamboleggiare di Nicole Kidman e Elton John tenero come una nonnina vanitosa,   è già qualcosa.

Tat twam asi

Scrive Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, dello scarabeo, della nuvola, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro:

“Tat twam asi” (Questo sei tu)

“Tat twam asi”…
“ ..sì, ma (io)cosa?”

Vicovaro

L’Aniene all’Oasi del Vivaro, Roma ( gennaio 2016)

At these pictures of you

That I almost believe that they’re real

I’ve been living so long

With my pictures of you

That I almost believe

That the pictures are all I can feel