parole (e anche pensieri)

Ghiaccio bollente

sapore di  bacio

nel buio

disinnescata cornucopia

incontenibili emozioni

anima danneggiata

gabbia  oscillante

finestra schiusa

parapendio

volteggiare

massimo inganno

logora gioia

muta

piuma in piombo

illusione

vorticosamente

(angelo mio)

caduto

piangi rugiade.

Te
amo.

La prima camelia (foto sherazade)

Buon fine settimana. Teniamoci strettistrettissimi

Blue mood

“to feel blue” è una forma idiomatica anglosassone per indicare uno stato di incompiuta tristezza , così come la musica blues, fu nelle sue origini  una musica dolorosa, triste, nostalgica

Poi mi viene in mente il ‘periodo blu’ di Picasso  di quando, erano gli albori del Novecento,  dipingeva utilizzando prevalentemente il Blu in tutte le tonalità e sfumature possibili per esaltare con questo colore profondo quanto il nero  una sua esigenza di interiorizzare il vissuto degli emarginati, degli sfruttati, della solitudine e della mancanza di speranza.     La morte suicida del compagno Carles Casagemas con il quale era partito da Barcellona alla volta di Parigi  pare che fosse stato la causa scatenante della sua depressione.

Dunque la tonalità del blu a cui ci si riferisce in termini di “to feel blue” non è il blu del cielo di una giornata di sole
nè il blu dell’oceano

ponza

ma una tonalità molto più scura, quasi vicina all’indaco

chè il blu scuro favorisce il nostro contatto con le verità nascoste, una comunicazione ‘entre nous’, quasi un tuffarsi nel blu incognito e profondo del mare , in una voragine del nostro vissuto interiore

“Allora baciò la servetta a Bolzano, in una camera della Locanda del Cervo, tre giorni dopo la sua fuga dai piombi (.…)

Ogni tanto tra un bacio e l’altro si guardavano intorno con occhi assonnati, come se sollevassero il capo dalle onde per poi lasciarsi ricadere in basso in quel elemento pericoloso e ristoratore, lenitivo e indifferente, pensando :

‘Forse non è poi tanto orribile sprofondare nel nulla! Forse è quanto di meglio possa offrirci la vita: farsi cullare così e perdere la memoria.’

blu

E  infine la vita  necessita di un blu più chiaro affinchè queste verità possano essere espresse all’esterno  finalmente libere e comprensibili.

La saggezza che emerge dai nostri momenti blu va rischiarata con la luminosità del bianco perchè

La serenità è un esercizio quotidiano di concentrazione .

OOOOO

Le foto: Picasso e Mare di Ponza e Selfportrait di Sherazade

Il brano è tratto dal libro La recita di Bolzano (cap. Il bacio) di Sandor Marai che vi caldeggio;

Keb’ Mo’, nome d’arte di Kevin Moore (Los Angeles, 3 ottobre 1951), è un cantautore e musicista statunitense di musica blues.
Ha vinto tre volte il Grammy Award. E’ stato descritto come il collegamento vivente con il blues del Delta, che seguendo il fiume Mississippi si diffuse in tutti gli Stati Uniti.

La mia ricetta per stare insieme

Le mie ricette sono molto semplici e descritte sommariamente però non è detto che anche io ogni tanto non ve ne renda partecipi.

Questa volta ‘tocca’ al povero pollo al curry , una portata molto diffusa e apprezzata in Asia (soprattutto in India) e negli ultimi anni arrivata anche da noi Italiani. Ci sono vari modi per cucinare il pollo al curry, questo che vi propongo è certamente il più semplice e il risultato è molto simile a quello originario che ho assaggiato in Thailandia….bellissimo viaggio da bissare.

POLLO AL CURRY
Pollo petto 800\ 1 kg (io preferisco il tacchino) a cui vanno aggiunti :
Aglio 2 spicchi Cipolle 2 (circa 200 gr) Peperoni 1 verde (circa 230 gr) Carote 2 (250 gr circa)
Curry 2 cucchiai (20 gr) Mele 2 (circa 400 gr) Pomodori ramati 3 (circa 200 gr) Zucchine 2
Olio di oliva extravergine 40 ml Pepe q.b. Sale q.b. Farina q.b. Brodo veg

Tagliate a pezzetti piccoli come una noce il petto di pollo e infarinatelo soltanto qualche minuto prima della cottura; °° sbucciate le mele e riducetele a tocchetti e per non farli annerire trasferiteli in una ciotola e lasciateli a bagno con acqua fredda e limone; °° iniziate quindi a pulire e tagliare le verdure: i pomodori eliminandone la buccia, le carote spellandole, le zucchine, private le cipolle del rivestimento esterno e tritatele finemente; °° lavate il peperone verde, pulitelo internamente e tagliate anche lui a dadini.

In una padella antiaderente fate scaldare l ‘olio e aggiungete i pezzettini di pollo preventivamente fatti passare nella farina, fateli rosolare per un 15 minuti con l’aggiunta di un cucchiaio di curry; °° metteteli quindi in una terrina mentre nella stessa padella fate appassire a fuoco basso la cipolla tritata aggiungete anche l’aglio a pezzettini o intero.
Aggiungete i pezzetti di pomodoro e un bicchiere di brodo vegetale o di acqua e fate cuore per circa 5 minuti, passati i quali aggiungete i pezzetti di pollo mescolando bene gli ingredienti. °° Fate stufare per altri 15 minuti aggiungendo acqua (p brodo) q.b. per mantenere il sughetto denso e abbondante quindi unite prima le carote poi dopo qualche minuto le zucchine e infine i peperoni continuando ad aggiungere brodo. °° Infine sgocciolate e versate nella padella i pezzetti di mela scolati dall’acqua e limone, salate, pepate, aggiungendo un altro cucchiaio di curry .
Lasciate stufare per una buona mezz’ora. Et le voila.

Il pollo al curry si accompagna con il riso basmati o pilaf o cous-cous ed è il piatto unico che io servo di più nelle cene quando il tempo è freddo e sedersi intorno a un bel piatto di portata fumante rallegra tutti i convitati.
Di convitati io venerdì sera ne avrò una decina e dunque, ça va sans dire…Pollo al curry come piatto forte che mi riesce assai bene (non lo dico io!)

E voi, cuochette o cuochi provetti come coccolate i vostri ospoti, con quali sapori?

Siamo arrivati, quasi, a martedì sera e abbiamo tempo a pensarci e dunque un abbraccio circolare in attesa di altri suggerimenti.

sally a tavola

Sally a tavola, convitata convinta.

Amarsi un po’

Una trasmissione radiofonica imperdibile, Caterpillar, che seguo da sempre con spirito goliardico – vabbè un po’ sessantottino – si era inventata il fine anno anticipato di una settimana da festeggiare in una località del Trentino. Abito da sera, cena portata da casa da condividere, ricchi premi e cotillons; alla mezzanotte precisa con sette giorni di anticipo ci si baciava si brindava e si ballava ad esaurimento forze (abbiamo scavallato! ed ognuno se ne tornava felice).

Adesso tocca al Ferragosto!

Gente che va gente che viene e con loro tutti questi disservizi di treni, aerei, disagi su disagi, trombe d’aria, bombe d’acqua, le follie individuali e quelle collettive, l’Italia che ormai in ogni ricorrenza mostra sempre più le sue falle, il suo degrado.

Non voglio rattristarvi, anzi. Intendo dire che passare il Ferragosto, come del resto ogni altra festività, da soli – per scelta o gioco forza – non deve farci sentire degli sfigati.
Non esiste se non quello che noi sentiamo e viviamo ed abbiamo il dovere verso noi stessi e verso gli altri, (ri)cito Prevért, di
“Essere felici non fosse altro che per dare l’esempio”.

Buon Ferragosto, io e la Sally, è presto detto, siamo qui!

Ferragosto2015

e mentre lei dorme ed io mi godo un qualche film sorseggio una fresca, estiva

Sangria all’anguria
Prendete mezza anguria e tagliatela a dadini: mettete i dadini nel freezer per farli raffreddare bene: in una caraffa versate un litro di vino bianco moscato e un lime tagliato a fettine: quando saranno ben freddi aggiungete anche i cubetti di anguria e, per renderla leggermente frizzante anche un bicchiere di soda…

oppure se vi piacciono le pesche la voilà

Sangria alle pesche
Prendete tre pesche belle mature e tagliatele a fettine: mettetele in una ciotola con un cucchiaio di zucchero e mezzo limone tagliato a fettine. Aggiungete una stecca di cannella e un bicchierino di liquore dolce. Potete quindi scegliere se utilizzare il vino bianco (consigliato un bianco frizzante) o quello nero (scegliete un vino leggero e fruttato). Lasciate riposare in frigo qualche ora.

Un brindisi, anzi due.

Il mio brindisi particolare a tutti gli amici che per pigrizia ho disertato. Grazie!

Mani di fata

Tra un acquazzone e una grandinata sono riuscita a superare la prova costume anche in virtù di una dieta abbastanza ferrea che mi ha portato a dimagrire invidiabilmente di circa 600 grammi.
Un colorito nocciolino ha tra il vedo e non vedo regalato una vernice di buona salute che ha giovato alla scollatura, su cui inciampano soprattutto sguardi maschili, e alle ‘belle spalle rubate all’agricoltura’ così come mi veniva rinfacciato ad ogni cattivo voto.
Sdraiata sul lettino al sole, trattenendo un poco il respiro, le gambe leggermente sollevate faccio la mia figura che poi per quanto soggettiva possa essere è passabile.

Qualche rotolino ci stà ma alla fine nessuno è perfetto e comunque molte donne (e anche uomini) sono infelici perché stare a dieta è uno dei castighi peggiori al mondo , sì, in quella parte opulenta e bacata del mondo che spende molti soldi per non mangiare.

Uff che pallette!
no, volevo dire polpette!
o meglio ancora :

Polpette di tonno in salsa di zucchine

Ingredienti per 4 pp: 200 gr. di tonno sgocciolato; 250 di patate lessate; 150 gr di ricotta; ! zucchina di media grandezza; 3 cucchiai di olio extravergine; un po’ di rucola, qualche foglia di menta; sale e pepe bianco.

Lessare la zucchina intera per 8 minuti, scolatela senza eliminare l’acqua di cottura e fatela intiepidire. Quindi tagliatela a tocchetti e riducetela in crema col il frullatore insieme alle foglie di menta, un po’ dell’acqua di cottura mescolandovi quindi l’olio il sale.

A parte schiacciate le patate sbucciate, mescolateci insieme il tonno spezzettato ed amalgamate bene ; aggiungete la ricotta e la rucola tagliata finemente con un pizzico di sale e pepe.

Con il composto formate tante piccole polpette rotonde da servire in un piatto di portata che a me piace sguarnito con altri contorni a parte, così come a parte sarà la salsa  di zucchine a far bella mostra in una ciotola ,diciamo, cinese!

VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

Un’altra variante potrebbe essere quella di passare le polpette nel pangrattato e mettere nel grill per 10 minuti. Ci sarebbe anche la versione ‘fritta’ ma meglio sorvolare. Comunque a voi scegliete come preferite.

Fidatevi, un secondo fresco, appetitoso e niente affatto pesante. Il piatto giusto per poi chiudere in bellezza con una coppetta di gelato o…no non ve lo dico, è eccessivo! Massì mi riferivo a una bella fetta di crostata di albicocche con marmellata casalinga appena fatta con poco zucchero meravigliosa anche a colazione sulle fette biscottate.

Mani di fata! Se mi ci metto ho le mani di fata.

La vita è un batter d’ali

Ci sarebbero molti argomenti seri e scadenze importanti eppure io mi sento di parlare di un piccolo (insignificante?) fattarello che mi tiene impegnata da ieri.

Svolgimento.

Parcheggiando davanti casa, seppur ‘cecata’ quale sono, vedo che sul marciapiedi c’è una cornacchia, mi avvicino e non si muove, guardo meglio e sembra sana, allungo le mani e lei si lascia prendere e allora mi accordo che è un piccolino pronto al volo ma non ancora padrone delle sue ali e che probabilmente è caduto da un pino poco distante.
Per terra non può stare e io lo poggio sul muretto e sunito mi accorgo che dal lampione del palazzo arrivava imperioso un gracchiare e poi due cornacchie iniziano a volare in circolo. I genitori? Certamente.

Lascio passare un dieci minuti, ritorno, e il piccolo stava ancora immobile, solo, il crepuscolo grigio e una pioggerellina odiosa.
Decido di portarlo a casa. Lo poggio nella scatola ricoperta da uno spesso asciugamano, prendo dei bocconcini di macinato cotto di Sally mi avvicino
Lui spalanca il becco profondo e giallo. Spingo col dito come farebbero i suoi genitori per tre volte e lui ingurgita. Un po di acqua con una pipetta. Lo metto fuori sopra lo stendino al coperto sotto l’ombrellone.
Il malnato  satollo nasconde la testa sotto le piume e si mette  a dormire.

cornacchietta

Stamattina mi sono alzata alle sei lui era vispo e sveglio, di nuovo mangiare e poi è salito sul bordo della scatola, si è guardato intorno con l’espressione e le movenze di un bambino indeciso, ha frullato le ali due o tre volte poi è planato per terra e da lì saltellando ha superato il mio giardino andandosi a nascondersi nell’erba alta di uno spazio condominiale adiacente.
Verso le dieci grande fermento lui che gracchiava ad intervalli e due grandi cornacchie che rispondevano e una di loro a cerchi sempre più stretti è calata a terra.
Mentre scrivo lo sento ma la cosa migliore, come mi ha detto un volontario della Lipu è lasciarlo lì : a giorni potrebbe volare.
Domani andrò a vedere come sta, scavalcando la recinzione (ah beata giovinezza!) e gli darò un po’ di cibo. Una mamma implume e senza pelo sul cuore.

…e speriamo che noi tutti ce la caviamo e se l’aiuto non arriva dal cielo, il cielo possiamo inventarcelo noi, o no?

Ha ripreso a piovere….

ma oggi, ovvero questa sera ha smesso e lui è qui e si presenta al vostro cospetto infreddolito ma vispo e  sempre famelico.

Elogio dell’amicizia

…più altre 293 persone per un totale di 302 followers!

Nulla accade senza motivo…
C’è un motivo perfino quando le persone
o gli avvenimenti sembrano entrare nella tua vita per caso,
solo che in queste situazioni non è immediatamente evidente.
Ruediger Schache

Non so se sia poco o un’enormità, bontà vostra! dove mi giro mi giro tutti i blog che leggo, chi per un verso chi per l’altro, sono imperdibili. E’ il mio tempo che difetta perché ognuno suscita riflessioni e altre opinioni a cascata e verrebbe davvero voglia di ritrovarsi per discuterne più approfonditamente vis-à-vis.

Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un pò di se e si porta via un pò di noi.
Ci sarà chi si è portato via molto,
ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita
e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
Jorge Luis Borges

Oggi sarò scorretta, o poco diplomatica, e dirò apertamente – soprattutto ancora a sua insaputa – quale blog ha scalato a subito sconquistato  il primo posto nel mio cuore.
Cuore, avete capito bene.

Quando nel 2000, curiosa come una volpe, totalmente incapace di gestire le varie funzioni dei quasi primordiali pc, decisi di mettermi alla prova e di aprire un blog. Senza una ragione precisa se non quello di sperimentarlo come eventuale mezzo di comunicazione, alternativo alle chat che cominciavano a dilagare e anche in senso negativo. Dunque il blog non funzione terapeutica e neppure esibizionista.

Approdai su Blogger con tutta la mia ignoranza : Htlm e che d’è? Head, inserisci link musica ma dove? Modifica sfondo ma come?

MI accolse e mi fu di grande utilità Kathy e inizialmente aveva ed ha avuto per un bel pezzo la mia password e lavoravamo in tandem. Kat, isegnante di musica nella vita, è stata la mia Maestra.

Blogger chiuse e ci trasferimmo su Splinder, intanto io mi ero sveltita e cominciavo anche a muovere le dita da sola ma Kathy che avevo imparato a conoscere non era solo la mia maestra ma era diventata una cara amica con la quale piano piano abbiamo cominciato a condividere i ‘problemi’ dei nostri figli adolescenti, la malattia del suo papà, mia mamma che se n’è andata e sua mamma malata di Alzheimer per lunghi dolori anni.

“Vi racconto” http://viracconto1.blogspot.it/ è il blog di Caterina e lei davvero racconta la vita, la sua, quella degli studenti che segue ben oltre il periodo scolastico, racconta di vicende umane che toccano tutti e lo fa con una semplicità delicata e profonda quale che sia l’argomento.

Non è mai venuta a Roma, o meglio sì una volta sola e non ci siamo potute incontrare ma questo è un fatto del tutto irrilevante quando si è da subito e sempre sé stessi. Quando non ci si inventa dei ruoli, quando non si tradisce la fiducia di chi ce la offre.

Ho stretto altre amicizie che sono diventate ‘vere’ e important, il blog è stato ed è, anche se con qualche piccolo dispiacere che si deve mettere i conto, una esperienza che mi ha arricchito e della quale devo ringraziare tutti voi, anche se non me lo nascondo, per taluni è stato solo un’ affascinazione mai approfondita.

Voglio mettervi in imbarazzo e chiedervi quale blog e perchè è, è stato, determinante  per voi?

Accidenti piove ancora! e tuona… Paradise where are you now?