Love is in the air part 2

Può succedere che per non soccombere al fardello della realtà si sconfini nell’irrazionale?

Un paio di settimane fa mio fratello mi raccontò che Achille  https://sherazade2011.wordpress.com/2017/01/13/love-is-in-the-air/    in tutta la sua esuberanza, visto un altro cane, lo aveva strattonato violentemente tanto da fargli uscire un’imprecazione.

Perdurando il dolore e andato dal medico di base;  questi gli ha consigliato una lastra e dopo la lastra una ecografia e poiché sul rene si evidenziava una massa scura come un temporale  subito un total body.

Bisogna operare immediatamente, ai primi della prossima settimana.

Il male tacendo stava appropriandosi del rene dx ma si è  arrivati in tempo grazie a quel violento strattone che ha causato  uno strappo muscolare e indotto  F. a farsi vedere.

Ecco perché, forse per molti scioccamente, io dico che Achille non è arrivato per caso e , insisto, non è  un caso che dai 12 anni  in su F. sia cresciuto con una pastore belga talmente dolce e protettiva, l’ombra di mia mamma tanto da diventare, lei, Nonna Lalla

Possiamo (anche) dire che il bene chiama il bene e che il bene è circolare e  che Achille, a sua insaputa,  ha restituito in dose massiccia e insperata l’amore con cui era stato salvato nel parcheggio del supermercato in luglio.

Possiamo (anche) non credere a questi eventi o  essere scettici e diffidenti. Le cose accadranno ugualmente, anche se la consapevolezza al  riguardo sarà diversa.

Io continuerò a pensare che la mano protettiva di nostra madre ha fatto sì che Achille arrivasse per salvare la vita, oggi, del suo figlio più piccolo.

Love is in the air.

love is in the air

Mia madre non diceva mai di no ad un qualsiasi animale che  noi ormai ‘ragazzetti’ le portassimo a casa.   E gli aneddoti non si contano inclusa la ‘rogna’ che tutti prendemmo da un gattino malconcio…

Francis poi, il piccolino arrivato dopo 15 anni, li trovava tutti lui i diseredati  senza tetto. Passarono istrici, gatti, un falchetto con l’ala spezzata, le due anguille che dovevano essere morte e che ancora guizzavano, insomma per finire con Balù un botoletto bianco e nero trovato in un cassonetto.

In questo tourbillon di animali mia mamma per dieci anni ha avuto una meravigliosa pastore belga, Lalla, talmente dolce e amorevole che in transizione per i nipoti allora piccolissimi incluso mio figlio divenne Nonna Lalla.

Per ultimo anche  Francis ha messo su  famiglia e gioco forza  ha dovuto ridimensionare questa sua anima  pietosa  ‘accontentandosi’ di due bambine e come paliativo un coniglio divenuto in sette  anni una belva di otto chili.

Giugno. Una giornata particolarmente calda tanto quanto è freddo questo inizio di gennaio, Francis va da Panorama per la spesa e ritornando alla macchina accostato al muro su di una mezza coperta, vede poggiato un batuffolo tutto nero. Insomma un cucciolo abbandonato di meno di tre mesi.   Si guarda intono, chiede al guardiano del supermercato, chiama la protezione degli animali …niente.

Torna a casa con il cuccioletto ed avviene l’inevitabile che insieme decidono di tenerlo e Chiara, la più grande di 15 anni, si assume la responsabilità delle passeggiate di quello che a tutti gli effetti era diventato Achille.

achicucciolo

Naturalmente sono corsa a vederlo e me lo sono stropicciato di baci e subito ho ventilato la possibilità che fosse un pastore belga, forse non puro, ma comunque le orecchie erano sì piccoline ma dritte la pelliccia arruffata come piume tutta nera.

Il veterinario ha proceduto con le vaccinazioni, ha confermato che era un cane sano e , proprio ieri ha deciso di modificare il libretto e di scrivere al posto di ‘meticcio lupoide’ ‘pastore belga’ per evitare ogni possibile manipolazione (bisogna pensarle tutte) in caso di smarrimento o altro.

achimuso

Chi lo stolto che ha abbandonato il cucciolo? Perché davanti alla macchina di mio fratello?

Io ho un mio pensiero.

Ho pensato alla passione di Francis tenuta a freno per tanti anni, ho visto in Achille un regalo di mia mamma, non ditemi che sono ‘fuori come un balcone’,  un regalo giunto al momento buono altrimenti perché proprio a Francis cresciuto con Lalla sarebbe dovuto capitare dopo vent’anni di ritrovarsi dal niente un pastore belga?

Love is in the air (everywhere I look around)

Buon anno Mamma.

Non mi perdere di vista

Il video ufficiale  di Heart-shaped glasses viene girato con Evan Rachel Wood che all’epoca e a più riprese fu la compagna tumultuosa dell’altrettanto tumultuoso Marilyn Manson che pare si sia ispirato a lei per la canzone.

Lei è una tipetta bionda un po’  algida quasi fragile  ma lavora sodo ed è soprattuto nelle serie televisive che acquisisce grande visibilità: American Gothics del 1995,  8 episodi in True blood del 2009 e super candidata al Golden Globe per la mini serie Mildred Pierce del 2011 ed è ora coprotagonista ‘buona’ in West World – Dove tutto è concesso

westworld

“Every hero has a code” Ogni eroe ha un codice, ma qui,  ovviamente, non si parla  di codici d’onore: si parla anche, soprattutto, di codici di programmazione.  Ecco il primo segnale di inquietitudine.  Chi è e in che misura è programmato (Blade runner ovvero Il cacciatore di androidi) ?

La Trama (la trasposizione di un film apripista  Il mondo dei robot  – Westworld –  di Michael Crichton. del 1973) :  in un parco a tema realizzato in un mondo distopico di cui si sa poco o nulla, una nutrita schiera di androidi dalle fattezze umane (i cosiddetti host) si assoggetta, su esplicito disegno dei creatori, e in base al ruolo assegnato, agli istinti più bassi e perversi, alle illusioni quali che siano,  degli ospiti paganti (i newcomer)  nella trasposizione  perfetta di un vecchio Western  alla John Wayne dove tuttavia gli ospiti seppure all’interno di situazioni adrenaliniche non potranno correre rischi fisici (gli host moriranno con grande spargimento di sangue per essere ritirati e poi reimmessi ‘come nuovi’, senza memoria pregressa,  il tutto  nel delicato equilibrio di quel che – di fatto – è un ecosistema artificiale in cui si innesca una incognita che richiama a quel ‘Every Hero has a code’!

Io adoro la fantascienza, ho cominciato piccolissima a leggere gli Urania della Mondadori perché mia madre prima di molti altri  scopri il potere della fantascienza e nella sua libreria avevano posto Isaac Asimov, Ray Bradbury, George Orwell, Douglas Adams e una donna a lei cara Ursula Le Guin, leggetela se non la conoscete.

Da dove sono partita? Volevo dirvi di questa nuova serie, di quanto sia ‘potente’ e che purtroppo lunedì vedrà l’epilogo della prima stagione ma poi ho scoperto il legame tra una delle due protagoniste con Manson e infine mi rendo conto che inconsciamente tutto questo post non è che un colloquio intimo con mia madre che oggi, a minuti, compirebbe gli anni.

Auguri  maman,  non mi perdere di vista.

Come un aquilone senza corda e una farfalla senza ali, mia madre mi ha insegnato a volare con i sogni.farfysherazade – una farfalla come tatoo

Piangerò ma solo un poco

Mia madre raccontava sempre quanto io fossi ribelle e ‘hard to die’  nell’ ammettere le mie colpe impertinenti.

Mia madre sorrideva quando ricordava, avrò avuto tre anni,  che al momento di scontare la pena e venivo invitata con voce forzatamente severa,  il dito indice minaccioso,  ad andare a mettermi con la mia seggiolina seduta in ‘quel’ canto  io petulante rispondessi: “No! Là no…qua!”

Mia madre mi sussurrava, quando ormai grande mi rannicchiavo a piangere tra le sue braccia, che da piccola niente mi smuoveva al pianto, non un castigo,  non un sopruso, non le ginocchia sbucciate se  intrepida e spericolata cadevo frenando sul brecciolino del vialetto d’estate nell’emulare mio fratello.

Mia madre si rattristava per certe mie durezze, per il mio non essere diplomatica quel tanto che sarebbe bastato per rendermi la vita più semplice.

Ora mi guardo dentro nel silenzio della casa, le finestre brinate e non so neppure io perché questo groppo; eppure ero proprio io a tacciare mia madre da ‘pappolona’ in certi suoi momenti di dolce tristezza nel ricordare la sua infanzia.

“E impari che c’e’

felicità

anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,

che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia. “

 Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston

 Mia madre era bellissima di una bellezza folgorante mai esibita; aveva la dote di sapere ascoltare. Il suo cuore aveva mille cassetti ed in ogni cassetto conservava un amore, a me sembrava un luogo disordinato eppure non ha mai avuto incertezze.

Piangerò, ma solo un poco,  prima del sonno.

Sweet dreams

e andando a ritroso

 

Due volte all’anno soprattutto dopo l’estate dove le finestre aperte (e Sally) fanno entrare una doppia dose di polvere e foglioline che non sempre restano sul pavimento, occorre spolverare tutti i libri e soprattutto quelli della libreria in ingresso che si trova tra due fuochi: la porta di casa e la finestra che dà sul giardino.

finestrasoggiorno

libreriasalli

Per i piani che toccano il soffitto serve la scale e un aiuto,  scendendo mi piace farlo da sola ed è un’occasione per accarezzare i libri , miei e di mia madre, uno ad uno.   Di mia madre, e prima ancora di mia nonna, ecco qui

artusi

La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, scritto alla fine  dell’Ottocento da Pellegrino Artusi; è uno dei libri più importanti della cucina italiana perché è ricco di dissertazioni, lega spunti linguistici a una prosa limpida e le sue ricette diventano discorso che si snodano semplici.

Vado a cercare la ricetta degli spaghetti alla Carbonara mangiati la sera prima e  ottimamente cucinati. Pecorino o Parmigiano oppure misto o?  Trovo qui la ricetta e poi, non contenta, volendo confrontarla in rete spuntano alcune teorie sulla sua origine e ve le riporto perché forse vi piacerà conoscerle.

“La pasta alla carbonara è una delle ricette più storpiate fuori e dentro i confini italiani. La maggior parte dei ricettari non ne testimonia la presenza sino al 1930. . . .   tra le possibili versioni della sua origine, ci piace credere a una stretta parentela con gli Stati Uniti: si inizia a vederla menzionata dopo la liberazione di Roma del 1944. Forse fu proprio in quel periodo che comparve il bacon (pancetta affumicata) insieme alle buste liofilizzate di uova portate dalle truppe USA.

Ma i più nazionalisti – e romantici – non sono d’accordo. Secondo loro la carbonara sarebbe l’evoluzione del “cacio e ova”, di impronta laziale e abruzzese, e prenderebbe il nome dai boscaioli che andavano sugli Appennini a fare carbone con la legna. Di certo nessun esperto di ricette tradizionali userebbe bacon o la pancetta (entrambi ricavati dal ventre dell’animale): la vera ricetta prevede il guanciale, proprio la guancia del suino, con alta quantità di muscolo e bassa quantità di grasso pregiato.”

La ricetta originale prevede l’utilizzo del guanciale (e non della pancetta), tagliato a listarelle non troppo fini e messo a rosolare fino a che non diventa croccante.

Poi bisogna mettere in una ciotola e sbattere quattro tuorli d’uovo (per quattro persone)  un uovo intero, il pecorino grattugiato, il sale e il pepe, aggiungere il guanciale appena fatto e mettere a riposare il composto in una ciotola.

Dopo avere cotto gli spaghetti,  scolarli al dente e metterli nella ciotola con un cucchiaio di acqua di cottura,  visto che il calore della pasta appena scolata farà addensare il composto. Il tocco finale è l’aggiunta di altro pecorino grattugiato a fresco e un ulteriore pizzico di pepe che  a tutti gli effetti è ingrediente essenziale.

Personalmente sposerei la mia Carbonara esperimento riuscito!) con un vino laziale come il  Bianco Capena Siperiore Secco o se vi piace il friccicore in bocca penserei a  un Cerveteri Bianco Frizzante entrambi rigorosamente Doc. 

7sallyfame

Sally è già pronta con la sua ciotolina per un assaggio! Ordunque cosa aspettate?

Un abbraccio circolare e un sereno fine settimana.

(foto sherazade)

I sogni son desideri

Per Freud l’interpretazione dei sogni è lo strumento per accedere e chiarire il mascheramento presente nei sogni, per arrivare ai contenuti nascosti, al “vero” significato del sogno legato all’ appagamento di un desiderio.

Domenica, complice il sole nel pomeriggio, sono piombata in un sonno profondo di due ore.
Ho sognato mia madre cosa che mi è successa davvero molto raramente lasciandomi al risveglio soltanto una sensazione di piacevolezza, quasi fosse ancora il soffio di una carezza.

Di questo sogno però ho ricordato tutto nel dettaglio.

L’aria era tiepida io e Luigi (il ragazzo ‘alla pari’ che ha abitato con me i cinque anni dell’Università di ingegneria aerospaziale, io lo ospitavo e lui dopo l’università badava a mio figlio che allora aveva 10 anni) stavamo sulla sdraio in terrazza dell’altra casa.
“Come sta tua madre?”
“Sì, sta bene ma è sempre preoccupata per le solite cose”
“…..”
“No, niente ..soltanto che vengano bagnati i fiori e che Francis (mio fratello piccolo) MANGI BENE”.

Perché Luigi? A mia madre Luigi piaceva molto e lo trattava come un figlio acquisito.
I fiori sono una passione di famiglia solo che lei aveva una dote innata nella cura del verde ed il suo terrazzo era una gioia di colori e di piccoli angoli dove mettersi a leggere o chiacchierare.
E Francis? Lui è il nostro fratello più piccolo con 15 anni meno di me, per anni l’ho scarrozzato tra mare e monti sempre velocissimi sul mio duetto spyder rosso … Siamo molto uniti anche adesso che è maritato e padre.
E’ un anno che sta tribolando con i denti. Tra devitalizzazioni e innesti insomma la cosa è pesante ( … e che Francis mangi bene).

Io sono agnostica ma mi rasserena e mi rende più forte il pensiero che nostra madre dal niente in cui fluttua possa vegliare su di noi.
Tralasciando il divino, non credo che tutto di noi finisca in cenere perché resta il ricordo di ciò che siamo stati, dell’amore che abbiamo dato e tramandato, nei gesti unici che ci sembra di riconoscere in un volto estraneo e ce lo rende improvvisamente conosciuto.

Guardo fuori dalla finestra e vedo lì il suo limone in fiore. Anche questo è mia madre.

limone

(sorridi e spera) Io sono l’amore

Eravamo  molto piccoli mio fratello ed io,  e ricordo nitidamente alcuni tardi pomeriggi d’inverno, odore di sugo,  mia madre che cominciava a cucinare, la radio sintonizzata sulla musica classica orario preciso dedicato all’opera.  Franco Corelli, Mario del Monaco, e Renata Tebaldi  soavissima voce argentina, Maria Callas ma io ero innamorata di  Franco Corelli che era bellissimo.

Grazie anche a questi ricordi Io amo l’opera e succede che io mi ritrovi a cantare  romanze o duetti indifferentemente maschili e femminili.

Non tremate non sono una Marguerite   https://tersiteblog.wordpress.com/2016/03/01/marguerite/    sono intonata e conosco la musica.

Ieri Roma ci ha regalato un meraviglioso anticipo di primavera io mi sentivo energica e molto  vitale, cantavo Mascagni, L’amico Fritz, il duetto delle ciliegie… oggi no, non ci sono ciliegie ma pioggia e freddo, come i gamberi siamo tornati indietro.

Una melanconia pericolosa, insinuante,  e l’aria è venuta da sé ed è quella dell’Andrea Chénier di Giordano .     E’ Maddalena a cantare  e non vi racconterò niente perché questa romanza è stata sapientemente utilizzata nel  film  Philadelphia del 1993 (diretto da Jonathan Demme con Tom Hanks e Denzel Washington)  il cui tema   principale è l’ Aids  che raggiunse il culmine della sua drammaticità negli anni novanta (Freddy Mercury morì nel 91 avendo prima dichiarato la sua malattia)  quando curarsi era pressocchè impossibile e si moriva di deperimento organico ripudiati dal mondo intero come lebbrosi.

La scena che vi propongo è di grande pathos e racchiude entrambe le opere.

(Brevemente. Andrew Beckett (tom Hanks)  giovane avvocato, è stato licenziato dallo studio legale presso cui lavora. I suoi colleghi sostengono che non era competente; Andrew afferma di essere stato licenziato perché malato di AIDS. Deciso a difendere la propria reputazione, Andrew assume Joe Miller (Denzel Washington) un avvocato, perché lo rappresenti nella causa per licenziamento illecito.)

Forse  domani potrà riservare altre melodie, allegre  suggestioni colorate?

Primavera.

fiorime

Sorridi e spera! Io sono l’amore.