Mille foglie d’amore

La mia zia Mussi a ventanni puntò i piedi e ottenne di andare a frequentare l’Ecole del Beaux Arts a Parigi, era la fine  degli anni Quaranta.

Lì conobbe e si innamorò, ricambiata, di un suo professore di architettura franco/irlandese, cittadino del mondo, vedovo e con gli anni di suo padre.     Si sposarono e le quotazioni erano sfavorevoli ma scadenza di dieci mesi  ebbero due figli , Ugo e Rory,  i miei cugini.     Vissero tra New York e Parigi e sopratutto furono innamorati e unitissimi fino alla morte di zio Paul a novantanni.

Si racconta che lo zio ad una certa ora della sera si alzasse per andare a letto e lo comunicasse alla moglie con una semplice domanda: “Mussi, ma chère… on y va?”. La zia si alzava ed andavano insieme.

Anche io da qualche tempo sono molto richiesta per andare a letto.    Intorno alla mezzanotte quando la casa è silente Sally si affaccia alla porta del soggiorno con la sua tacita ma altrettanto esplicita richiesta :

Linguaggi diversi ma pur sempre segnali d’amore.

D’amore è ricco il mondo, sta a noi carpirne i mille strati leggeri.

Happy Valentine

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🙂

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Chi ci nasce e chi le suda (sette camicie)

Ho cercato di fissare qualcosa che potesse strapparmi/vi un sorriso, un avvenimento da ricordare magari attraverso il tempo, un  like di un curioso.     Nulla. Anche la mia vita è abbastanza uniforme anche  se ammetterlo è già un grosso successo.

C’è chi nasce con la camicia e chi con la pelliccia chi deve sudare sette camicie e chi invece rischia di lasciarci la pelle.

‘Il mondo è fatto a scale…’ mentre ‘La speranza è l’ultima a morire’.    Luoghi comuni, pane quotidiano.

Una bella cagnolona che il suo giovane padrone, cervello in fuga in Danimarca,  ha portato con sé.  Hanno entrambi le carte apparentemente  in regola ed entrano tranquillamente nel Paese  finché un giorno incidentalmente le autorità danesi ‘scoprono’ che la dolce Iceberg, questo è il suo nome,  porta in se la colpa di essere un dogo argentino razza  vietato in Danimarca perché nella Black List dei cani pericolosi.

Le autorità decidono che Iceberg deve essere soppressa seduta stante.

Per fortuna con l’aiuto di alcune associazioni animaliste con  una petizione Iceberg è stata risparmiata e rispedita in aereo in Italia ha potuto riabbracciare il suo padrone all’aeroporto di Fiumicino

Un altro cane anche questo, portatore sano di ferocia, viene sbattuto sulle prime pagine dei quotidiani dove si legge a lettere cubitali:

Bull Terrier Sbrana il suo addestratore ritrovato morto“.

Sid è portato in canile e nel frattempo viene praticata l’autopsia al povero addestratore per capire la dinamica  del fattacio.     Per fortuna perché si accerta che il giovane addestratore mentre era con il cane è stato colto da malore ed è morto  e dunque  i morsi inferti post mortem erano  iniziati, forse, per prolungare un gioco.  Avete presente quegli addestratori con il braccio imbottito che aizzano il cane?

Probabilmente Sid a questo punto diventa un cane problematico. Speriamo bene.

In Italia alcuni anni fa, in seguito ad un qualche terribile accadimento,  venne stilata una lista di cani ‘difficili’ per i quali era necessario avere un patentino.  Non se ne fece più nulla e di fatto purtroppo sono razze ( tra queste il dobermann,  il Dogo argentino, il pitbull , il cane corso, il mastino.) che molto spesso attirano l’attenzione  di persone innamorate della loro possenza e della  loro presunta aggressività ma sono  incapaci a gestirli oppure proprio per questo carattere indomito questi cani  diventano giocattolo/arma  pericolosa  di ragazzotti arroganti.

Ecco, qualcosa di buono è successo e le mie due storie hanno trovato un lieto fine.

Per chiudere il cerchio e parlare di qualcuno che è nato non con una ma con sette camiciole..

La voila:

Buona serata, Buongiorno ma teniamoci strettistretti anzi strettissimi .

 

‘tana liberi tutti’

Sally just ready to go

Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto.
Ah sì, è vero: la libertà è tutto, d’accordo… Ma parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada, non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran da fare a uccidere, a massacrare, per dimostrarti che lo è. Ah, certo: ti parlano, e ti parlano, e ti riparlano di questa famosa libertà individuale; ma quando vedono un individuo veramente libero allora hanno paura.”

Easy rider, 1968

Buon fine settimana a tutti voi.  Teniamoci strettistretti ma dopo una ricca doccia!

Fate spazio: vi presento Carlotta

Qualche giorno fa al parco ho conosciuto Carlotta.

Sono rimasta folgorata dalla sua bellezza possente dal suo modo elegante e nello stesso tempo guardingo di avvicinarsi.    Era la sua ‘prima volta’ e a dispetto dei suoi 85 chili ha cercato di accattivarsi subito la simpatia soprattutto di Sally che incurante le si è fatta incontro per nulla intimorita.

L’ English Mastiff sembra provenga dalle isole britanniche sin dal VI secolo a.C. Di certo questi cani vennero incontrati dai legionari  durante la conquista, definiti  Pugnaces Britanniae temibili ausiliari in battaglia vennero poi portati sino a Roma a  combattere nei circhi,  apprezzati al punto da incaricare un ufficiale apposito, Procurator Cynegii,  al loro reperimento.

Tuttavia la  più accreditata ipotesi sull’origine dei mastiff è quella che lo vorrebbe discendente del mitico mastino tibetano gigante (oggi estinto) del “canis familiaris inostranzewi”già presente in Asia e nell’Europa settentrionale durante l’Età del bronzo.

È stato considerato sin dal Medioevo il  cane della nobiltà, guardia del corpo di cavalieri e feudatari nella vita quotidiana come in guerra.     Si racconta che sir Peirs Leigh nel corso della Battaglia di Azincourt nel 1495,   gravemente ferito, venne protetto per molte ore, fino all’arrivo dei soccorsi, dalla sua femmina di mastiff e che da lei  la tradizione faccia discendere l’intera stirpe dei mastini del castello Lyme Hall, una continuità genetica registrata fino al XIX secolo.     L’allevamento moderno, come per la maggior parte delle razze di taglia gigante, ha recuperato la stirpe quasi  estinta con notevoli sforzi con  i pochi esemplari sopravvissuti al 2º conflitto mondiale.

Oggi la docilità è una delle migliori caratteristiche dell’ English mastiff che è di  temperamento calmo e leale, devoto al suo padrone oltre che un eccellente guardiano.

Che cosa accomuna Sally ed i suoi quasi 8 chili di vitalità alla possente Carlotta?

Niente più e niente meno che l’amore incondizionato, atavico, verso noi umani che troppo spesso li maltrattiamo esprimendo, noi, tutta la bestialità brutale e ignorante del mondo.

“È solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un’anima di specie diversa da quella degli animali. ” Voltaire

“L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.” Fernando Pessoa

“Perché amo gli animali? Perché io sono uno di loro. Perché io sono la cifra indecifrabile dell’erba, il panico del cervo che scappa, sono il tuo oceano grande e sono il più piccolo degli insetti. E conosco tutte le tue creature: sono perfette in questo amore che corre sulla terra per arrivare a te. “Alda Merini

Buona settimana mes ami(e)s.  Teniamoci strettistrettisimi.

love is in the air

Mia madre non diceva mai di no ad un qualsiasi animale che  noi ormai ‘ragazzetti’ le portassimo a casa.   E gli aneddoti non si contano inclusa la ‘rogna’ che tutti prendemmo da un gattino malconcio…

Francis poi, il piccolino arrivato dopo 15 anni, li trovava tutti lui i diseredati  senza tetto. Passarono istrici, gatti, un falchetto con l’ala spezzata, le due anguille che dovevano essere morte e che ancora guizzavano, insomma per finire con Balù un botoletto bianco e nero trovato in un cassonetto.

In questo tourbillon di animali mia mamma per dieci anni ha avuto una meravigliosa pastore belga, Lalla, talmente dolce e amorevole che in transizione per i nipoti allora piccolissimi incluso mio figlio divenne Nonna Lalla.

Per ultimo anche  Francis ha messo su  famiglia e gioco forza  ha dovuto ridimensionare questa sua anima  pietosa  ‘accontentandosi’ di due bambine e come paliativo un coniglio divenuto in sette  anni una belva di otto chili.

Giugno. Una giornata particolarmente calda tanto quanto è freddo questo inizio di gennaio, Francis va da Panorama per la spesa e ritornando alla macchina accostato al muro su di una mezza coperta, vede poggiato un batuffolo tutto nero. Insomma un cucciolo abbandonato di meno di tre mesi.   Si guarda intono, chiede al guardiano del supermercato, chiama la protezione degli animali …niente.

Torna a casa con il cuccioletto ed avviene l’inevitabile che insieme decidono di tenerlo e Chiara, la più grande di 15 anni, si assume la responsabilità delle passeggiate di quello che a tutti gli effetti era diventato Achille.

achicucciolo

Naturalmente sono corsa a vederlo e me lo sono stropicciato di baci e subito ho ventilato la possibilità che fosse un pastore belga, forse non puro, ma comunque le orecchie erano sì piccoline ma dritte la pelliccia arruffata come piume tutta nera.

Il veterinario ha proceduto con le vaccinazioni, ha confermato che era un cane sano e , proprio ieri ha deciso di modificare il libretto e di scrivere al posto di ‘meticcio lupoide’ ‘pastore belga’ per evitare ogni possibile manipolazione (bisogna pensarle tutte) in caso di smarrimento o altro.

achimuso

Chi lo stolto che ha abbandonato il cucciolo? Perché davanti alla macchina di mio fratello?

Io ho un mio pensiero.

Ho pensato alla passione di Francis tenuta a freno per tanti anni, ho visto in Achille un regalo di mia mamma, non ditemi che sono ‘fuori come un balcone’,  un regalo giunto al momento buono altrimenti perché proprio a Francis cresciuto con Lalla sarebbe dovuto capitare dopo vent’anni di ritrovarsi dal niente un pastore belga?

Love is in the air (everywhere I look around)

Buon anno Mamma.

Il dubbio è scomodo ma…

…ma la certezza è ridicola. (Voltaire)

Da quattro anni, gli anni di Sally, ho un’amica al parco nello spazio riservato ai cani.   Si chiama Patrizia e di cani ne aveva otto.   Poi Mafalda è morta  a vecchiaia inoltrata e Rocco anche lui di 13 anni di tumore.

Qui apro una parentesi per segnalarvi  che  di anno in anno aumentano i cani che muoiono di cancro: alla prostata, al fegato, alle mammelle. Perché ormai vanno dal veterinario ogni tre per due e ‘una volta’ non usava?

No,  penso che l’inquinamento e i miasmi della città abbiano colpito anche loro che ormai umanizzati sono soggetti a molte nostre malattie. MI documenterò meglio.

Patrizia è una bellissima donna,  alta e bionda un’immagine che ricorda Botticelli, di quasi sessant’anni, che arriva con la sua biga di cani al guinzaglio intorno alla mezza perché prima, ogni giorno, lava e disinfetta casa e terrazzo. Era  indossatrice assai richiesta e la sua vita è stata molto movimentata finchè ecc..ecc..

Questo spazio piuttosto ampio riservato ai cani all’interno del Parco delle Valli è molto ben tenuto e pulitissimo perché da prima che arrivassi io è stato autogestito da un gruppo fisso di persone: ci autotassiamo per quando alcune sedie vanno sostituite, abbiamo comprato una tosaerba, diamo un tot ad un ragazzo che provvede a tagliare l’erba, abbiamo piantato tre mimose, due melograni oltre agli alberi che già c’erano. Un bel percolato con tavoli in legno e panche ricoperto daPlumpago, edera e vite americana e altre piante verdi ornamentali.

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Naturalmente si parla principalmente di cani trovati, avuti, da adottare e a volte si fanno delle collette per casi più ‘disperati’ ove ‘disperate’ a volte sono le persone e il loro cane.

L’altro ieri però P. se ne è uscita con una richiesta che mi ha fatto restare a bocca aperta.

‘Partecipi a una colletta?’

‘Per chi?’

‘Dobbiamo salvare un vitello dal macello…’

‘No, mi pare una vera assurdità.  Un vitello su miliardi ed io che cmq anche se  con i molti distinguo nn sono vegerariana’

‘Va bene, ma anche se è uno  tra un miliardo è pur sempre  un vitello salvato.’

‘E a quanto dovreste arrivare?’

‘A 1200 euro.’

A oggi sono stati raggranellati 150 euro perché la maggioranza di noi frequentatrici del parco con ha contribuito.

Ho appreso in seguito che il vitello(ne) da riscattare appartiene  a un tizio che lo ha comprato e cresciuto  per fare mangiare buona carne al figlio piccolo…

A me pare ovvio che questo signore consegnato, secondo me con un buon margine di guadagno,  il vitello, ne alleverà subito un altro e allora? Andrà riscattato anche questo secondo animale? E il seguito?

Allora a me  viene alla mente Don Chisciotte e la sua lotta contro i mulini a vento.

Eppure continua a frullarmi un dubbio e vorrei che insieme lo sciogliessimo :

‘Meglio la vergogna sul viso che una macchia sul cuore. ’  

Don Chisciotte                    

vorrei quasi che fossimo farfalle

 

Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d’estate, tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant’anni comuni non potrebbero mai contenere.
(John Keats)

RELAX

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
(Wallace Stevens)

 

Finché l’Estate ripiegherà il suo miracolo –
Come le Donne – ripiegano – le loro Gonne –
(Emily Dickinson)

colours

Un uomo dice un sacco di cose in estate che hanno nessun significato in inverno.
(Patricia Briggs)

.. ma se  le senti da Lucio Dalla, occhi socchiusi, languore alla stomaco in una versione da ‘amatori’…ossignur è proprio estate

fotogafie sherazade, estate 2016