passion for two

Roma – ore 16:59 …35°
fatevi un ‘ idea !!!

PASSION FRUITS COCKTAIL

IN2GREDIENTI30 ml di vodka1 cucchiaio di liquore al cocco1 cucchiaio di granatina1 frutto della passionesucco d’arancia due fragole x aggiungere allegria e ghiaccio per servire.

METODO

Riempire   2   bicchieri ghiacciati con 4 cubetti di ghiaccio.
Aggiungere 30 ml di vodka, 1 cucchiaio di liquore al cocco.
Versare con cautela 1 cucchiaino di granatina sul lato di ogni bicchiere. Aggiungere la polpa di 1 frutto della passione e aggiungere il succo d’arancia.
Guarnire con le fragole …

Passion fruit caipirinha

mentre cala il sole e  con il buio si alza un fresco venticello

Teniamoci strettistretti ‘anema e core’

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(in)felicità

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“The door has opened wide
I`m turning with the tide
Looking through her eyes.”

(Guardando attraverso i suoi occhi.)

Quanto più siamo (in)felici
tanto più profondamente sentiamo l’(in)felicità degli altri;
il sentimento non si frantuma
ma si concentra.
(Fëdor Dostoevskij)

un carro di nuvole

Come Pioggia risuonava finché non curvò
E allora seppi che era Vento –
Passava umido come un’Onda
Ma soffiava secco come Sabbia –
Quando si era ormai spinto lontano
Nella più remota delle Pianure
Un venire come di Schiere si udì
Che era davvero la Pioggia –
Riempì i Pozzi, allietò gli Stagni
Gorgheggiò per la Via –
Tolse lo zipolo dalle Colline
E lasciò libere le Acque –
Sciolse le terre, gonfiò i mari
I luoghi dei Centri rimescolò
Poi come Elia (1) si allontanò
Su un Carro di Nuvole –

Emily Dickinson

(1) il riferimento è al Secondo libro dei Re 2,11: “…ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco…Elia salì nel turbine verso il cielo.” La citazione biblica viene utilizzata per descrivere la fine del temporale, con la pioggia che si allontana su di un carro a lei più congeniale: quello fatto di nuvole.

Buon fine settimana, copritevi bene e siate sereni.

Teniamoci strettistretti anzi super strettissimi ❤

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Mille foglie d’amore

La mia zia Mussi a ventanni puntò i piedi e ottenne di andare a frequentare l’Ecole del Beaux Arts a Parigi, era la fine  degli anni Quaranta.

Lì conobbe e si innamorò, ricambiata, di un suo professore di architettura franco/irlandese, cittadino del mondo, vedovo e con gli anni di suo padre.     Si sposarono e le quotazioni erano sfavorevoli ma scadenza di dieci mesi  ebbero due figli , Ugo e Rory,  i miei cugini.     Vissero tra New York e Parigi e sopratutto furono innamorati e unitissimi fino alla morte di zio Paul a novantanni.

Si racconta che lo zio ad una certa ora della sera si alzasse per andare a letto e lo comunicasse alla moglie con una semplice domanda: “Mussi, ma chère… on y va?”. La zia si alzava ed andavano insieme.

Anche io da qualche tempo sono molto richiesta per andare a letto.    Intorno alla mezzanotte quando la casa è silente Sally si affaccia alla porta del soggiorno con la sua tacita ma altrettanto esplicita richiesta :

Linguaggi diversi ma pur sempre segnali d’amore.

D’amore è ricco il mondo, sta a noi carpirne i mille strati leggeri.

Happy Valentine

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi 🙂

Chi ci nasce e chi le suda (sette camicie)

Ho cercato di fissare qualcosa che potesse strapparmi/vi un sorriso, un avvenimento da ricordare magari attraverso il tempo, un  like di un curioso.     Nulla. Anche la mia vita è abbastanza uniforme anche  se ammetterlo è già un grosso successo.

C’è chi nasce con la camicia e chi con la pelliccia chi deve sudare sette camicie e chi invece rischia di lasciarci la pelle.

‘Il mondo è fatto a scale…’ mentre ‘La speranza è l’ultima a morire’.    Luoghi comuni, pane quotidiano.

Una bella cagnolona che il suo giovane padrone, cervello in fuga in Danimarca,  ha portato con sé.  Hanno entrambi le carte apparentemente  in regola ed entrano tranquillamente nel Paese  finché un giorno incidentalmente le autorità danesi ‘scoprono’ che la dolce Iceberg, questo è il suo nome,  porta in se la colpa di essere un dogo argentino razza  vietato in Danimarca perché nella Black List dei cani pericolosi.

Le autorità decidono che Iceberg deve essere soppressa seduta stante.

Per fortuna con l’aiuto di alcune associazioni animaliste con  una petizione Iceberg è stata risparmiata e rispedita in aereo in Italia ha potuto riabbracciare il suo padrone all’aeroporto di Fiumicino

Un altro cane anche questo, portatore sano di ferocia, viene sbattuto sulle prime pagine dei quotidiani dove si legge a lettere cubitali:

Bull Terrier Sbrana il suo addestratore ritrovato morto“.

Sid è portato in canile e nel frattempo viene praticata l’autopsia al povero addestratore per capire la dinamica  del fattacio.     Per fortuna perché si accerta che il giovane addestratore mentre era con il cane è stato colto da malore ed è morto  e dunque  i morsi inferti post mortem erano  iniziati, forse, per prolungare un gioco.  Avete presente quegli addestratori con il braccio imbottito che aizzano il cane?

Probabilmente Sid a questo punto diventa un cane problematico. Speriamo bene.

In Italia alcuni anni fa, in seguito ad un qualche terribile accadimento,  venne stilata una lista di cani ‘difficili’ per i quali era necessario avere un patentino.  Non se ne fece più nulla e di fatto purtroppo sono razze ( tra queste il dobermann,  il Dogo argentino, il pitbull , il cane corso, il mastino.) che molto spesso attirano l’attenzione  di persone innamorate della loro possenza e della  loro presunta aggressività ma sono  incapaci a gestirli oppure proprio per questo carattere indomito questi cani  diventano giocattolo/arma  pericolosa  di ragazzotti arroganti.

Ecco, qualcosa di buono è successo e le mie due storie hanno trovato un lieto fine.

Per chiudere il cerchio e parlare di qualcuno che è nato non con una ma con sette camiciole..

La voila:

Buona serata, Buongiorno ma teniamoci strettistretti anzi strettissimi .

 

‘tana liberi tutti’

Sally just ready to go

Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto.
Ah sì, è vero: la libertà è tutto, d’accordo… Ma parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada, non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran da fare a uccidere, a massacrare, per dimostrarti che lo è. Ah, certo: ti parlano, e ti parlano, e ti riparlano di questa famosa libertà individuale; ma quando vedono un individuo veramente libero allora hanno paura.”

Easy rider, 1968

Buon fine settimana a tutti voi.  Teniamoci strettistretti ma dopo una ricca doccia!

Fate spazio: vi presento Carlotta

Qualche giorno fa al parco ho conosciuto Carlotta.

Sono rimasta folgorata dalla sua bellezza possente dal suo modo elegante e nello stesso tempo guardingo di avvicinarsi.    Era la sua ‘prima volta’ e a dispetto dei suoi 85 chili ha cercato di accattivarsi subito la simpatia soprattutto di Sally che incurante le si è fatta incontro per nulla intimorita.

L’ English Mastiff sembra provenga dalle isole britanniche sin dal VI secolo a.C. Di certo questi cani vennero incontrati dai legionari  durante la conquista, definiti  Pugnaces Britanniae temibili ausiliari in battaglia vennero poi portati sino a Roma a  combattere nei circhi,  apprezzati al punto da incaricare un ufficiale apposito, Procurator Cynegii,  al loro reperimento.

Tuttavia la  più accreditata ipotesi sull’origine dei mastiff è quella che lo vorrebbe discendente del mitico mastino tibetano gigante (oggi estinto) del “canis familiaris inostranzewi”già presente in Asia e nell’Europa settentrionale durante l’Età del bronzo.

È stato considerato sin dal Medioevo il  cane della nobiltà, guardia del corpo di cavalieri e feudatari nella vita quotidiana come in guerra.     Si racconta che sir Peirs Leigh nel corso della Battaglia di Azincourt nel 1495,   gravemente ferito, venne protetto per molte ore, fino all’arrivo dei soccorsi, dalla sua femmina di mastiff e che da lei  la tradizione faccia discendere l’intera stirpe dei mastini del castello Lyme Hall, una continuità genetica registrata fino al XIX secolo.     L’allevamento moderno, come per la maggior parte delle razze di taglia gigante, ha recuperato la stirpe quasi  estinta con notevoli sforzi con  i pochi esemplari sopravvissuti al 2º conflitto mondiale.

Oggi la docilità è una delle migliori caratteristiche dell’ English mastiff che è di  temperamento calmo e leale, devoto al suo padrone oltre che un eccellente guardiano.

Che cosa accomuna Sally ed i suoi quasi 8 chili di vitalità alla possente Carlotta?

Niente più e niente meno che l’amore incondizionato, atavico, verso noi umani che troppo spesso li maltrattiamo esprimendo, noi, tutta la bestialità brutale e ignorante del mondo.

“È solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un’anima di specie diversa da quella degli animali. ” Voltaire

“L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.” Fernando Pessoa

“Perché amo gli animali? Perché io sono uno di loro. Perché io sono la cifra indecifrabile dell’erba, il panico del cervo che scappa, sono il tuo oceano grande e sono il più piccolo degli insetti. E conosco tutte le tue creature: sono perfette in questo amore che corre sulla terra per arrivare a te. “Alda Merini

Buona settimana mes ami(e)s.  Teniamoci strettistrettisimi.