(Cor)relazioni pericolose

30 gennaio
1933 – In seguito alla nomina avvenuta il giorno prima da parte del presidente tedesco Paul von Hindeburg, Adolf Hitler forma un governo di centro-destra e presta giuramento come cancelliere del Reich; il suo vice è Franz von Papen che ne ha sostenuto la candidatura.

1933 – Dopo molti tentativi il poeta e saggista statunitense Erza Pound ottiene a Roma un incontro con il dittatore Benito Mussolini. Gli regala una copia dei suoi Cantos ed espone alcune proposte economiche :” Duce ho la possibilità di non far pagare le tasse ai cittadini.”

( riferimentoi a fatti e persone è meramente casuale . . . forse! )

Last but not least per divagare in modo meno serioso:

1595 – Una prima stesura dell’ opera teatrale Giulietta e Romeo di William Shakespeare viene rappresentata a Londra per la prima volta e benché sia impossibile risalire alla data esatta del debutto si ritiene che questa del 30 gennaio possa essere la più probabile.

La scena e tratta dal film Shakespeare in love

In breve, il giovane William Shakespeare si innamora della bella, ma incasinatissima Viola e la vita dei personaggi del film si intreccia a quella dei personaggi delle opere.

Il film uscito nel 1999 fece manbassa di Oscar per la Imiglior regia di John Madden, per la miglior fotografia, per la migliore attrice e il miglior attore non protagonisti; e comunque il film si avvale della presenza di due attori non da poco come Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes.

Si prevede pioggia per tutta la settimana e dunque prendete per buono il mio suggerimentio! teniamoci stretti stretti e guardiamoci questo bel film

20190130_011604

Annunci

sabato italiano *


Prima dell’avvento del cristianesimo il sabato era il Saturn die cioè il giorno dedicato a Saturno, termine usato ancora oggi nei paesi di lingua anglofona mentre il ‘nostro’ sabato deriva dall’ebraico Sabat : giorno di riposo.
Diciamo tanto per dire riposo perché per molti giovanissimi o meno giovani velleitari (e lo sono stata anch’io) il sabato era tutto fuorché il giorno del riposo e la sera, la sera del sabato, era tutta
Saturday Night Fever…

Plumbeo il cielo di Roma, Befanina fuori tempo, imbacuccata nella tuta di pile colore dei Lilla’ mi appresto a preparare un altro cappuccino-sì … ce n’è per tutti. Chi alza la mano?

20181130_094052
Teniamoci stretti stretti anzi strettissimi, Buon Sabato

* Ammetto il freddo mi gioca brutti scherzi… DOMENICA!
Buona Domenica! (che figura…completamente rincoj…ta)

wish you were here

Superata senza ostacoli la fase del pianto del coccodrillo, anche perché per tante ragioni non vi sono state occasioni di grandi abbuffate anzi, mentre scrivo, ho davanti a me la mensola ancora carica di un pampepato infiocchettato, un panforte che aspetta manforte, una confezione di baci di dama probabilmente molto riservata perché ancora intatta, la scatola, della dama non saprei dire… dimenticavo un torrone morbido e – last but not least – un croccante di mandorle fatto da una mia amica.

Diventa marginale quello che volevo raccontarvi.
Adesso la mia attenzione si è tutta concentrata sul croccante di mandorle che mi ha riportato alla cucina della casa di mia nonna con un grande piano di marmo bianco, appena unto da un invisibili strato di olio su cui riposavano in ordinate fila mandorle sgusciate, e infine quel profumo amarognolo che emanava lo zucchero mentre si scioglieva nel padellino a fuoco lento.

Quanti anni avevo? forse sette ma i miei sette anni vissuti con inestimabili momenti di noia che poco avevano in comune con PlayStation e tablet, Kit Kat e Ovetti Nestlè privi di vita autonoma e che forse mai attraverso l ‘ olfatto busseranno alla porta dei ricordi scompaginati come coriandoli.

Chiudo così. Prendo un pezzetto di croccante di mandorle mi accovaccio sul divano e pitoneggio lenta e calda, quel sapore amarognolo che di scioglie in bocca, sempre quello, anche se da quel mio ‘piccolo mondo antico ‘muore e nasce un sorriso per il richiamo letterario e a mia madre che in una di quelle estati…

Coriandoli di memoria

Teniamoci strettistretti (i nostri ricorsi) anzi strettissimi!

nuntio vobis gaudium magum

“Rileggerti in commento a un mio post è fare un salto indietro del tempo di una quindicina d’anni.

Accipicchia Shera cara, qui si fa un patto col diavolo e si conservano i ritratti in soffitta.

Grazie di esistere! ”
20181029_095818

Già proprio così “Grazie di esistere” di esistere in un luogo non luogo dove tutto può accadere ma diversamente non sarebbe possibile.

15 anni (e oltre per me) di blog, molti meno per la mia dolceamica che a un certo punto ha desistito e finalmente torna.

Il dialogo tra noi non si è mai interrotto e l’amicizia è diventata ‘reale’ non più un like o un commento, tanti commenti che via via hanno disegnato le nostre reciproche personalità.

Il segreto di Pulcinella che mi sento di condividere e che è vincente nei rapporti di blog è quello di essere sempre sé stessi e Non travisare la realtà. Alla fine i nodi vengono al pettine e non ci si fa una gran bella figura al contrario la sincerità porta a nuove conoscenze e nuove amicizie e tra queste alcune diventano davvero preziose.

Torna allora una domanda tormentone che rimbalza abbastanza spesso e a dire il vero da un po’ di tempo è scomparsa:

” Perché un blog? Cosa ti ha spinto ad aprire un blog”.

Per me è presto detto inizialmente è stata una sfida con me stessa non certo velleità di scrittrice e ancora meno la pretesa essere esperta in qualcosa.

Negli anni 2000, lo dico apertamente, tenere un blog faceva un po’ ‘figo’ la connessione era costosa e inaffidabile, non c’erano ancora i quotidiani on line e i pochi blog onosciuti erano quelli di alcuni opinionisti.

Si ‘testava’ l’impatto.

In questo contesto io ho deciso di sconfiggere la mia ignoranza e la mia paura e ho cominciato a destreggiarmi nel meccanismo.

Ho aspettato mesi prima che comparisse un primo commento e fu subito amore. E come per le ciliegie il sapor dolce /asprigno la tentazione a continuare.

Un’esperienza totalmente gratificante salvo piccole delusioni che devono essere messe sempre e comunque in conto ovunque noi ci si muova.

Sarà una bella sorpresa ve lo assicuro seguire il blog di

http://tramedime.wordpress.com

La ragazza è un po’ arrugginita ma datele tempo e sostegno! Io ricordo come fosse triste scrivere e non avere riscontro 😥.

Sole, 18°a Roma, finestre aperte e tuttavia… tra noi un abbraccio circolare tenendoci strettistretti Anzi strettissimi!

Un abbraccio è irrinunciabile.
20181009_104405

Le coltri umide di novembre

Le coltri umide di novembre
Mi seppelliscono per sempre
Il tempo mi sfila tra le dita
La terra ruota sulle mie orbite
Dov’è quel tenue sorriso
Che cominciò un giorno di maggio
Se non sulla bocca dei morti
Malgrado la pena dei vivi
(Paul Eluard)

Lo so, lo so! un pezzo forte dei Guns n’ Roses ma per me David Garrett È talmente bello e solare: un sole di novembre niente male.   Lasciatemi scaldare … di più!

teniamoci strettistretti Anzi strettissimi

Shera🌷❤

ìsciarpetta

tratteniamo con fiducia quel tenue sorriso che  Paul Eluard vede sfuggire.

 

 

‘Trombare come ricci’ (licenza politica)

 

ll vice presidente del consiglio uno dei due ci ha raccontato che, primo nella storia, con questo sua manovra del reddito di cittadinanza ha sconfitto la povertà.

Un alt(r)o esponente del Governo, perdonatemi non ne ricordo il nome nè sento la necessità di andare a rintracciarlo su Wikipedia, anche lui ha trovato  al suddetto reddito un beneficio collaterale e sarebbe che oltre a stare spiaggiati sul divano con i €750 elargiti  ci scapperebbe anche una pizza e di conseguenza con l’animo più allegro subito a casa a ” tromba come ricci” risolvendo in tal modo pizza dopo pizza anche il problema del calo di natalità… Questo è,  però… fermi tutti!

Se è conclamato l’effetto afrodisiaco del binomio champagne/bollicine e ostriche o crostacei è anche vero che il budget salirebbe.

Ma la pizza, accompagnata da una birra sono fortemente sconsigliate dai dieto-sessuologi perché appesantiscono la digestione come molti altri menù a base di carne fritti o formaggi grassi.

L’alternativa proposta dunque sarebbe ancora più economica di quella suggerita dall’esimio onorevole: Luci soffuse, adagiati sul divano a sbocconcellare tra un bacio e una carezza – Melius est abundare  quam deficere, il disoccupato ha tempo)  una tavoletta di cioccolato perché il cioccolato è il principe degli afrodisiaci. “Ricco di flavanoli e di sostanze antiossidanti che favoriscono la circolazione sanguigna con conseguente beneficio della tonicità dall’organ(ism)o il cioccolato contiene, inoltre, caffeina, serotonina ed endorfine, che influenzano i nostri neurotrasmettitori agendo come stimolanti e che regalano energia, concentrazione, desiderio sessuale e senso del piacere”.

Dunque una cena frugale e l’indispensabile tavoletta di cioccolata… e se avete qualche perplessità vi offro due suggerimenti niente male!

Unione del Loto

Di effusione in effusione, oramai nudi, è la posizione adatta a chi ama i baci e le carezze. I partner si ritrovano faccia a faccia. L’Unione del loto è la preferita dagli amanti. Lui è seduto sul famoso divano, a letto o per terra con le gambe piegate e le piante dei piedi l’una contro l’altra. La compagna siede sopra di lui con le cosce che stringono la sua vita.

La vite intrecciata

Una posizione laterale –  forse abbandonando il divano per un letto può comodo  –  che permette alcune alternative: i partner sono vis-à-vis (ecco un valido motico per evitare cibi pesanti o saporiti) petto contro petto, con le gambe intrecciate. L’uomo piega le gambe ad angolo retto e la donna tiene una gamba distesa tra queste e l’altra piegata attorno alla sua vita. I due corpi sono intrecciati come i tralci della vite, dando un’impressione di intimità e di fusione. (sembra complicata ma..a me non dispiace!)…

“Si può dire che non ci sia nessun individuo sano che non aggiunga al normale scopo sessuale qualche elemento che si possa chiamare perverso; e la universalità di questo fatto basta per sé sola a farci comprendere quanto sia inappropriato l’uso della parola perversione come termine riprovativo.” (Sigmund Freud)

Tuona fortissimo, il meteo racconta di ‘ondate di gelo’ e allora come non mai

teniamoci strettistretti anzi strettissimi

 

 

Ieri sera un’amica…

Negli ultimi anni la varietà delle erbe aromatiche impiegate in cucina è andata notevolmente aumentando.

Alcune ci sono famigliari da sempre altre hanno un passato lungo e affascinante ma hanno avuto la sfortuna di non essere  à la mode,  altre ancora sono state prese in considerazione in Europa solo con la recente esplosione di interesse per la cucina esotiche dei ristoranti e perchè no’ dagli aromi   ( a volte troppo pungenti) nell’androne del nostro palazzo.     Molte di queste erbe aromatiche le possiamo coltivare in giardino o sul nostro balcone rendendoci partecipi dei loro profumi e sollecitandoci a sperimentare.

Comunque anche se non le coltiviamo  direttamente esse sono  tutte facilmente reperibili tanto più che  le ricette per il oro utilizzo non mancano, anzi la cucina è diventata il piatto forte di molti programmi televisivi.

Alcune erbe come il rosmarino il coriandolo o l’origano sono legati alle tradizioni del nostro territorio mentre altre come – non immaginerete! –  il prezzemolo. L’alloro o stesso basilico hanno origine altrove.     Da lontano arriva anche il levistico a me totalmente sconosciuto fino a ieri sera a cena a casa di amici.

Il levistico è una pianta aromatica diffusa nella Grecia e nella Roma antica:  cresceva lungo le coste atlantiche e veniva utilizzata in Scozia e in America come verdura mentre i suoi  semi aggiunti al pane danno un sapore di sedano inusuale e gradevole.

Agrodolce

Poche foglie fresche bastano per rendere più gustosa un’insalata, sminuzzate  insaporiscono un piatto di carne o una minestra.

La mia amica Eleonora è una brava cuoca che sa azzardare e sapendomi sempre pronta a nuove esperienze culinarie ieri sera di è esibita (sfidando anche il caldo inusuale di questi giorni, con una squisitissima:

Zuppa di ceci persiana con bocconcini di carne.

200 grammi di carne di manzo magra macinata   –    una cipolla tritata fine   –    175 gr. di ceci, anche inscatolati. sgocciolati e sciacquati in acqua corrente   –  150 g di lenticchie trattate con lo stesso sistema dei ceci   –    due porri affettati,  –  200 gr. di spinaci sminuzzati  –   150 gr.  di odori freschi assortiti e tritati tra cui il levistico in primis poi menta prezzemolo coriandolo o Aneto   –  sale e pepe e poco  burro.

Impastate con le mani la carne,  la cipolla,  sale e pepe e  ricavatene delle palline della grandezza di una noce:    disponetele su carta oleata quindi copritele con altrettanta carta forno.

Portate a ebollizione un litro e mezzo ( o meno se preferite una minestra più solida) di acqua leggermente salata con i ceci;   dopo circa 10 minuti aggiungete le palline di carne e le lenticchie e continuate la cottura per altri20 minuti quindi unite porri e spinaci.    Cuocete ancora a fiamma bassa per 20 minuti aggiungendo tutti gli odori dopo un quarto d’ora circa.

Togliete dal fuoco e condite con una noce di burro.   Servite caldo o tiepido.

Una sorta di piatto unico ricco e saporito al quale fare seguire del formaggio stagionato e della frutta fresca.   Un buon vino rosso, Barbera d’Asti,  è perfetto.

Ingrediente essenziale, imprescindibile,  è stare un grande armonia,  ma allora, che ve lo dico affa’ …Tanta fatica  pe’ niente ( un bicchiere di vino con un panino… la felicità).

Roma batte di giorno i 30 gradi. L’Autunno non è caldo ma caldissimo e proprio per questo allarghiamo il cerchio a chi ci sta e…

Teniamoci stretti stretti anzi strettissimi.