se una poesia

Tanti anni fa un amore americano (ecco come si rinnovano i ricordi) mi regalò la raccolta completa delle poesie di Emily Dickinson e la dedica recitava:

‘Bring me a sunset in a cup’

che li per lì mi lasciò stupita, perché in un amore che nasce ogni parola spalanca orizzonti sempre nuovi e tante aspettative.

Portami il tramonto in una tazza, e vi confesso che ancora oggi questo incipit mi riporta lontano e se non fosse perché ho un figlio tanto grande che mi ha appena salutato potrei pensare di essere ancora lì fissata nel tempo immobile, il letto stropicciato dai troppi sogni in quel mio minuscolo, luminosissimo monolocale a Queens Blvd, grattacieli all’orizzonte, il cuore con le ali e il rombo di un reattore.

MolleMENTE

“Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino –
quando dorme colui che tesse
d’azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell’estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti – quanti passetti
fa la tartaruga –
Quante coppe di rugiada beve
l’ape viziosa.

E chi gettò i ponti dell’arcobaleno
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro.
Quali dita congiungono le stalattiti,
chi conta le conchiglie della notte
attento che non ne manchi una.

Chi costruì questa casetta bianca
e chiuse così bene le finestre
che non riesco a vedere fuori.
Chi mi farà uscire con quanto mi occorre
in un giorno di festa –
per volare via – in pompa magna.”

Mentre fuori piove forte bevo la mia tisana al gelsomino, il sole non si vede da giorni e il suo magico tramonto é solo il momento di una calda fotografia.

PONZA -Tramonto da casa

Domenica di maltempo ovunque…
Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi 💙

(foto sherazade)

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wish you were here

Superata senza ostacoli la fase del pianto del coccodrillo, anche perché per tante ragioni non vi sono state occasioni di grandi abbuffate anzi, mentre scrivo, ho davanti a me la mensola ancora carica di un pampepato infiocchettato, un panforte che aspetta manforte, una confezione di baci di dama probabilmente molto riservata perché ancora intatta, la scatola, della dama non saprei dire… dimenticavo un torrone morbido e – last but not least – un croccante di mandorle fatto da una mia amica.

Diventa marginale quello che volevo raccontarvi.
Adesso la mia attenzione si è tutta concentrata sul croccante di mandorle che mi ha riportato alla cucina della casa di mia nonna con un grande piano di marmo bianco, appena unto da un invisibili strato di olio su cui riposavano in ordinate fila mandorle sgusciate, e infine quel profumo amarognolo che emanava lo zucchero mentre si scioglieva nel padellino a fuoco lento.

Quanti anni avevo? forse sette ma i miei sette anni vissuti con inestimabili momenti di noia che poco avevano in comune con PlayStation e tablet, Kit Kat e Ovetti Nestlè privi di vita autonoma e che forse mai attraverso l ‘ olfatto busseranno alla porta dei ricordi scompaginati come coriandoli.

Chiudo così. Prendo un pezzetto di croccante di mandorle mi accovaccio sul divano e pitoneggio lenta e calda, il sapore amarognolo che di scioglie in bocca, sempre quello, anche se dal mio ‘piccolo mondo antico ‘ nasce e muore un sorriso per il richiamo letterario e mia madre fervida, curiosa lettrice che in una delle mille sere d’estati…

Coriandoli di memoria

Teniamoci strettistretti (i nostri ricorsi) anzi strettissimi!

Let’s make love (again…)

 

 
Amarti m’affatica (mi brucia dentro)

Ancora in clima post natalizio – solidale ai più – rimugino un drastico taglio al superfluo.
La dieta, certo aiuta. Niente cappuccino e cornettino, niente cioccolatini dopo il caffe’…
Poi ci sarebbe… dal parrucchiere (lasciatemi questa coccola) la soluzione forse mi giunge con un articolo “Sesso: ginnastica o magia?” dove apprendo esultante che, nell’ordine, variare le posizioni stimola il desiderio e mette in moto più muscoli, che il sesso stimola la produzione di testosterone, ormone che protegge le coronarie dal rischio d’infarto e agisce da ottimo antidepressivo (ci mancherebbe altro!). ah scordavo, con un ‘semplice’ bacio si raggiunge una frequenza cardiaca che è ideale per il cuore.
Dunque se riducessi la palestrina a vantaggio di…? devo ragionarci un attim-ino.
Intanto facciamo insieme questo test. Cominciamo a metterci a nudo.
1. I preliminari sono indispensabili per…
a) accendere il desiderio; b) rendere più lungo e divertente l’incontro; c) capire i gusti del partner:

2. Dopo un incontro d’amore davvero ‘riuscito’ ti senti:
a) Profondamente calma/o; b) svuotata/o, stanca/o; c) piacevolmente su di giri;

3. Sperimenti nuove posizioni del Kamasutra per…
a) provare nuovi piaceri; b) combattere la noia; c) curiosità;

4. I rapporti sessuali molto frequenti possono provocare…
a) stanchezza fisica; b) un calo di desiderio; c) un gran benessere;

5. Una donna un po’ depressa dovrebbe:
a) trovare un amante più giovane di lei; b) cambiare compagno; c) vivacizzare il rapporto;

6. Qual è l’uomo più bravo a letto?
a) quello che ha collezionato molte donne; b) uno pseudosessuologo;
c) un “buon selvaggio”;

7. Non da soddisfazione fare sesso quando…
a) si è di malumore; b) si ha fretta; c) non ci si sente fisicamente bene;

8. Tra le lenzuola è peggio sentirsi:
a) annoiate/o; b) trascurate/o; c) criticate/o.

PUNTEGGIO
1. a=3 – b=0 – c=6
2. a=3 – b=6 – c=0
3. a=0 – b=6 – c=3
4. a=3 – b=6 – c=0
5. a=3 – b=0 – c=6
6. a=3 – b=0 c=6
7. a=6 – b=3 – c=0
8. a=3 – b=6 – c=0

Ho ‘riacchiappato’ questo test ancora festaiolo da un mio vecchio post su Splinder (sherazade2008 del 9 gennaio 2008) e rileggendo i commenti, bel 72 mi sono resa conto di quante (belle) persone io abbia frequentato e, poi, come nel nulla per lo più si siano disperse. La chiusura di Splinder e il passaggio a WordPress hanno influito non poco. Nostalgia? Un po’. Eppure sono incontri che in quel momento sono stati importanti e importanti restano nel mio ricordo.

Lacrimuccia d’ordinanza, non lasciatemi sola 😉