Festival sia !

Amadeus conduttore del   Festival di Sanremo dichiara :

«L’ho scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto a un grande uomo, stando un passo indietro»

Oggi come oggi la mia naturale condanna  a questo cliché (bellezza/subalternità  all’uomo leader)  suona  abbastanza sorpassata perché  – penso me ne vogliate dare atto – molte professioniste dello spettacolo giovani e meno giovani,  ovunque si trovino, le isole Fiji  o il terrazzino di casa loro. giocano (quasi) sempre la stessa carta ma se la carta è vincente per loro che c’entro io!?

Sexy women

( Ho rimosso la foto perché lo scatto della fidanzata di Ronaldo, era un po’… troppo artistica!

Il primo Festival di Sanremo si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 29 al 31 gennaio 1951 alle ore 22.
Vinse la cantante Nilla Pizzi con la canzone. Grazie dei fiori.

Timidi tentativi

Cielo grigio pesante
pioggia che cade
fitta invisibile
cappuccio calato
testa bassa . . .
eccola
affacciarsi tra foglie umide. . .
come timido uccellino saggiare l’ aria . . .

tenerezza di un incontro

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Benvenuto Febbraio ❣❣❣

Teniamoci strettistretti anche di più !!!

The last rose of summer

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L’estate è ormai lontana eppure le mie rose splendono al sole di dicembre.

La ‘Rosa’ è presente anche nella musica classica.

Un caso particolare fu il poema ‘The last Rose of Summer’ (1805) del poeta irlandese Thomas Moore, amico di Byron e Shelley, messo in musica da Sir John Stevenson. Friedrich von Flotow se ne servì nell’opera Martha, messa in scena a Vienna nel 1847. L’interpretazione funzionò e l’opera divenne popolare proprio grazie a questa canzone.

In epoche più recenti, ’The Last Rose of Summer’ è stata riproposta da un gran numero di interpreti fra il gruppo irlandese Clannad e, solo pochi anni fa, dall’ensemble musicale Celtic Woman.

Perdonatemi la lezioncina che ho fatto più che altro a me stessa sollecitata della bellezza della mia rosa incurante di tutto e di tutti splendida splendente al sole Romano di dicembre.

Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi 🌹🌲

e lurex sia

“Direttamente dalla Disco anni ’80 l’iconico filato dai riflessi metallici torna in pista per la primavera-estate 2019.”

Lurex threads
Foto dal web)

A dare nuova luce e grinta al look di primavera ci penserà lui, il lurex!
Potremo finalmente fare posto nel guardaroba a tinte sgargianti di abitini ammiccanti che avranno il piacevolissimo compito di risollevare il grigiore di un inverno pieno di incertezze e di un futuro che per sorridere non può che affidarsi ai bagliori biricchini di questi riflessi taglienti.

Let’s dance everybody (dance).

La vera verità? Sono priva di forze per affrontare temi che mi stanno, e ci stanno, molto a cuore: sono un po’ come alla finestra e tuttavia desideravo lasciarvi un pensiero, un po’ frivolo, un’occasione per un abbraccio.

Teniamoci strettistretti
anzi strettissimi.

Il primo bocciolo

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flowers...

“Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un vaso, camelie candidissime, camelie rosee… Perché adorando i fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la donna?“ —
Ambrogio Bazzero scrittore e poeta (1851 – 1882)

Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi
come sempre più di sempre.
Sentiamoci vicinivicini,
respiriamo il profumo
della mia prima
neonata
la tenera Camelia💚

(foto Sherazade2011)

che cosa c’è in un nome…

“Ciò che chiamiamo Rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.” W:S:

Non ho il pollice verdissimo ma… ma la mia rosa non ha eguali e sarebbe grande egoismo non gioirne con voi.

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi (attenti alle spine, può succedere che…) Sereno weekend 🙂


volere bene è…

Perdonatemi se offendo i sentimenti altrui – vado ‘in bestia’ quando qualcuno se ne esce con la fatidica frase ‘Amo più gli animali degli uomini’ intendendo il genere umano. Continua a leggere

di camelie e camelie

 

C’era, in quella donna, qualcosa che somigliava al candore. Si vedeva benissimo che era ancora alla verginità del vizio. Il passo deciso, la figura slanciata, le narici rosee e aperte, i grandi occhi leggermente cerchiati d’azzurro, denotavano una di quelle creature ardenti, che spandono tutt’intorno un profumo di voluttà, come quei flaconi d’Oriente, i quali, benchè perfettamente chiusi, lasciano sfuggire l’effluvio dell’essenza che contengono.

“La signora delle camelie” di Alexandre Dumas

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fotografia Sherazade, La prima camelia, 2015

‘Il’ bacio

«Si è sempre in cammino verso la persona alla quale un giorno si darà un bacio».

Sándor Márai, “Il gabbiano”

Il tema della coppia di amanti, uniti nel bacio, è stato un pensiero costante nella pittura di Gustav Klimt.
Gustav Klimt nasce in Austria il 14 luglio del 1862 e si dice che nel 1907 pur lavorando indefessamente, a soli 45 anni! si lamentasse di mancanza di ingegno affermando : “O sono troppo vecchio, o troppo nervoso o troppo stupido – una di queste, prima o poi, di sicuro.” E più prima che poi – smentendosi – cominciò a lavora al suo dipinto più famoso Il bacio che vide la luce nel 1908.
E’ un dipinto che mi emoziona da sempre, è un bacio perfetto, perfetto per me : la figura maschile che si china su quella femminile, lei protesa mentre lui la racchiude come a creare un mondo all’interno dell’abbraccio che li trasporta oltre, sopra, il prato fiorito.

Immaginate il mio svenimento quando mi sono trovato davanti a Il bacio : 1,80 cm per 1,80 cm, grandezza naturale, al Museo Belvedere di Vienna.

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E qui bisogna aprire una parentesi sul Belvedere la cui costruzione  ebbe inizio nel 1712 (i lavori furono completati nel 1717)  per volere del principe Eugenio di Savoia e doveva essere una residenza estiva. Composto da due castelli Il Belvedere superiore (qui si trovano le opere di Klimt) e il Belvedere Ingeriore in stile barocco è un complesso che al di là delle opere d’arte che racchiude vale di per sé una visita.

Per anni avevo tenuto il poster de Il bacio nella mia camera. Dopo quella ‘visione’ non aveva più senso: sparito.

«Si è sempre in cammino verso la persona alla quale un giorno si darà un bacio».

Buon viaggio.

David Garrett – Io ti penso amore  http://youtu.be/Ia9uXumYrXQ

…e fiori in abbondanza

 

 

albero nudo

Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto.
Rabindranath Tagore, Lucciole

alberoinfiore

Come fiori sbocciano i pensieri,
canto al giorno,
lasciali fiorire! Lascia alle cose il loro corso!
Non domandare del raccolto!
Occorrono anche il giuoco e innocenza
e fiori in abbondanza,
altrimenti il mondo ci sarebbe angusto
e la vita priva di piacere. (Hermann Hesse)

 

NOTA – Le fotografie sono di Sherazade, scattate la prima aFebbraio e la seconda oggi, 8 aprile 2014  a Roma. Parco delle Valli