come (as u are)

Come as you are, as you were
As I want you to be
As a friend, as a friend
As an known enemy
Take your time, hurry up
The choice is yours, don’t be late
Take a rest as a friend
As an old
Memoria, memoria
Memoria, memoria
Come doused in mud, soaked in bleach
As I want you to be
As a trend, as a friend
As an old
Memoria, memoria
Memoria, memoria
And I swear that I don’t have a gun
No I don’t have a gun
No I don’t have a gun
Memoria, memoria
Memoria, memoria
(No I don’t have a gun)
And I swear that I don’t have a gun
No I don’t have a gun
No I don’t have a gun
No I don’t have a gun
No I don’t have a gun
(Compositori: Kurt Cobain – Nirvana)
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“La durezza di questi tempi non ci deve far perdere la tenerezza dei nostri cuori.”- Che Guevara

E collegandomi alla durezza dell’oggi e a questa frase vi suggerisco una accurata biografia su Che Guevara curata da Paco ignazio Taibo II “Senza perdere la Tenerezza”

Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi

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quanto sei bella roma

Siamo in piena campagna elettorale Roma è nell’occhio del ciclone.   Tanta monnezza concreta e morale che ci ferisce ogni giorno.

E’ difficile da romana che ci vive da quarant’anni nascondersi  che la citttà è nel (quasi) totale degrado e che tuttavia è nei luoghi più impensati che si scoprono vita, poesia e amore.

Cammino oggi in una giornata grigia ma anche qui il mio amore per Sally mi porta al parco di Talenti.  Storia semplicissima di inghippi perpetrati negli anni.  Un vastissimo terreno ai limiti di Roma-est fu ceduto dal Comune al ‘palazzinaro’ Mezzaroma (omen nomen) con l’intesa che parte di esso sarebbe stato adibito a parco la cui manutenzione sarebbe stata a suo carico. Le palazzine con appartamenti del valore di 1milione ed oltre furono prontamente costruite e vendute, il parco iniziato ma… ecco che Mezzaroma fallisce e ‘chi ha avuto ha avuto e chi ha dato …è fregato’.

Ma ecco che alla fine si può tornare a sorridere attraverso la gioia di Sally

…e un grido d’amore graffiato su di un muro

Poi chissa’ come qualcun’altro lascia una dedica in inglese più o meno  questa “Potrei raccontarti bugie ma ti dico la verità qui e ovunque andrò mi seguirà la tua ombra”.

Il sentimento c’è e cova e si esprime anche nel degrado. Cosa mai potrebbe essere questa mia Roma in un mo(n)do migliore?

A dicembre è morto Lando Fiorini. Una lunga carriera fra musica, teatro, televisione. e sempre per la difesa delle proprie radici e della romanità “che non ha nulla di coatto”

Blue mood

“to feel blue” è una forma idiomatica anglosassone per indicare uno stato di incompiuta tristezza , così come la musica blues, fu nelle sue origini  una musica dolorosa, triste, nostalgica

Poi mi viene in mente il ‘periodo blu’ di Picasso  di quando, erano gli albori del Novecento,  dipingeva utilizzando prevalentemente il Blu in tutte le tonalità e sfumature possibili per esaltare con questo colore profondo quanto il nero  una sua esigenza di interiorizzare il vissuto degli emarginati, degli sfruttati, della solitudine e della mancanza di speranza.     La morte suicida del compagno Carles Casagemas con il quale era partito da Barcellona alla volta di Parigi  pare che fosse stato la causa scatenante della sua depressione.

Dunque la tonalità del blu a cui ci si riferisce in termini di “to feel blue” non è il blu del cielo di una giornata di sole
nè il blu dell’oceano

ponza

ma una tonalità molto più scura, quasi vicina all’indaco

chè il blu scuro favorisce il nostro contatto con le verità nascoste, una comunicazione ‘entre nous’, quasi un tuffarsi nel blu incognito e profondo del mare , in una voragine del nostro vissuto interiore

“Allora baciò la servetta a Bolzano, in una camera della Locanda del Cervo, tre giorni dopo la sua fuga dai piombi (.…)

Ogni tanto tra un bacio e l’altro si guardavano intorno con occhi assonnati, come se sollevassero il capo dalle onde per poi lasciarsi ricadere in basso in quel elemento pericoloso e ristoratore, lenitivo e indifferente, pensando :

‘Forse non è poi tanto orribile sprofondare nel nulla! Forse è quanto di meglio possa offrirci la vita: farsi cullare così e perdere la memoria.’

blu

E  infine la vita  necessita di un blu più chiaro affinchè queste verità possano essere espresse all’esterno  finalmente libere e comprensibili.

La saggezza che emerge dai nostri momenti blu va rischiarata con la luminosità del bianco perchè

La serenità è un esercizio quotidiano di concentrazione .

OOOOO

Le foto: Picasso e Mare di Ponza e Selfportrait di Sherazade

Il brano è tratto dal libro La recita di Bolzano (cap. Il bacio) di Sandor Marai che vi caldeggio;

Keb’ Mo’, nome d’arte di Kevin Moore (Los Angeles, 3 ottobre 1951), è un cantautore e musicista statunitense di musica blues.
Ha vinto tre volte il Grammy Award. E’ stato descritto come il collegamento vivente con il blues del Delta, che seguendo il fiume Mississippi si diffuse in tutti gli Stati Uniti.

vorrei quasi che fossimo farfalle

 

Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d’estate, tre giorni così con te li colmerei di tali delizie che cinquant’anni comuni non potrebbero mai contenere.
(John Keats)

RELAX

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
(Wallace Stevens)

 

Finché l’Estate ripiegherà il suo miracolo –
Come le Donne – ripiegano – le loro Gonne –
(Emily Dickinson)

colours

Un uomo dice un sacco di cose in estate che hanno nessun significato in inverno.
(Patricia Briggs)

.. ma se  le senti da Lucio Dalla, occhi socchiusi, languore alla stomaco in una versione da ‘amatori’…ossignur è proprio estate

fotogafie sherazade, estate 2016

 

summer

estate che non è estate

spudorata nel pianto

pensieri  sbilenchi

efflorescenze del giorno.

Ululano sirene

requiem for  a  dream  che non è il film.

spade di luce

foto sherazade -Parco delle Valli, Roma

Ben venga (il 1) maggio

Ben venga maggio
e ‘l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol l’uom s’innamori:
e voi, donzelle, a schiera 5
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio,
venite alla frescura
delli verdi arbuscelli. … “  Angelo Poliziano VX sec.

Maggio il mese delle rose.  Rose di ogni colore e di ogni fattezza. Delicate,  dal sottile profumo,  bianche virginali,  gialle, screziate;  rose rosse,sfacciatamente impudiche che parlano di desiderio e di passione.  La rosa,  fiore prediletto delle streghe in quanto ritenuta particolarmente idonea a provocare il male a causa della presenza sullostelo delle molte spine;  ma  contemporaneamente la rosa  anche fiore scelto dalle fate  per comunicare felicità e benessere.  Nell’iconografia cristiana la rosa,  per la sua bellezza e la sua fragranza, sta a indicare il Paradiso. 

Bianca

“Che cosa c’è in un nome? Quel che noi chiamiamo col nome di rosa, anche se lo chiamassimo d’un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” William Shakespear

Rose con le spine ad indicare che ogni cosa bella ha un risvolto doloroso da non sottovalutare ma al quale non cedere.

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.”  Antoine de Saint-Exupéry

Ma Maggio  è soprattutto il suo inizio : il primo maggio la Festa dei lavoratori  con la sua connotazione politica che  richiana ad  ‘altre’ Rosa(e).

Rosa Luxemburg (1871 –  1919)   Politica, teorica socialista e rivoluzionaria tedesca

“Non dobbiamo dimenticare che non si fa la storia senza grandezza di spirito, senza una morale elevata, e senza gesti nobili.”

Rosa Parks (1913 – 2005 )  Personaggio simbolo del movimento per i diritti civili. Divenne famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus a Montgomery (Stati Uniti).

«Trovo che se penso troppo ai miei problemi e al fatto che a volte le cose non sono come desidero che siano, non faccio alcun progresso. Ma se mi guardo attorno e vedo cosa posso fare, e lo faccio, progredisco».

Buon Primo Maggio!

MI auto sospendo per qualche giorno. Abbracci colorati

Accoglienza

A come… Amore è  la risposta immediata.  Eppure oggi piu’ che mai un’altra parola include l’amore  ed è Accoglienza.

Roma è una città  accogliente?  Me lo chiedo spesso guardando il via vai di rom o zingari o ‘homeless’ (inglesismo che nel suo nulla scolora l’effetto)  quali che siano,  diseredati , che spingono carrozzine sgangherate ricolme di tutti gli ‘avanzi’ dei cassonetti.

Se mi passate il paragone questa povera gente imperscrutabile che fruga ai margini dei  marciapiedi e semina scompiglio anche dove scompiglio già c’è fa da parafulmine ai disservizi di una Roma allo sbando dove immaginare  un’altra Olimpiade è semplice paradosso.

Italiani brava gente? ( non la pensa così lo storico Angelo Del Boca) Io credo che lo siano per la stragrande maggioranza a dispetto di allarmismi di ogni genere. Certamente sbalorditi dalla politica ondivaga dove il tutto di ieri diventa il niente di oggi e domani chissà.

Accoglienza.  Joussef.

Joussef è un ragazzo senegalese alto e dall’espressione gentile che più o meno dai primi di dicembre cappello in mano salutava davanti al supermercato. Ho visto persone volutamente accodarsi  nell’uscire pur di non trovarselo davanti ma ho visto anche per lo più anziani lasciare una piccola manciata di monetine.

Che fosse senegalese si capiva dall’altezza e dai lineamenti del viso. Abbiamo cominciato a parlare sopratutto di musica e lui è rimasto molto sorpreso che io conoscessi bene sia la musica che l’impegno politico di Youssou ‘N’ Dour Ambasciatore per i diritti umani all’Onu e ,credo, attualmente ancora ministro della Cultura in Senegal.

Poi nei giorni ho preso l’abitudine fermandomi al bar di fronte al supermercato di lasciargli il caffelatte pagato perchè immaginavo che per lui le priorità fossero altre.

Ed eccomi sabato mattina al bar, sporta capiente, pronta alla spesa settimanale. Vado alla cassa per pagare e la cassiera mi dice che il cappuccino mi è stasto offerto e alla mia espressione interrogativa aggiunge:
“Signora, è da parte del ‘ragaszzo di colore’, è partito ed ha detto di ringraziarla”.

Grazie di cosa? e mentre lo scrivo mi emoziono ancora.

Accoglienza è un caffellatte caldo.